Il Malone suggerisce che questa insistenza sul nome di _Dido_ in

assonanza con la parola _Widow_--vedova--possa essere stata dettata

dal ricordo di una iscrizione copiata da Anserio e riportata tradotta

nei poemi di Davison:

_O nost unhappy Dido

unhappy wife and mor unhappy widow!_

Ma forse più giustamente altri comentatori rammentano una ballata

_Queen Dido_ popolarissima ai tempi di Shakespeare e cantata in tutte

le taverne e in tutte le strade di Londra.

A pag. 57.

_S'io mi fossi

il Re cosa farei?_

Tutto questo passaggio, nel quale taluno potrebbe vedere un'acuta

satira del socialismo, fu ispirato dagli _Essais_ di Montaigne che

erano stati tradotti dal Florio e pubblicati in Inghilterra nel 1603.

Si può dire che l'intiero brano non sia che una traduzione del

capitolo in cui si parla della Francia Antartica, allora recentemente

scoperta.

Il lettore potrà confrontare gli Essais al capitolo XXX del libro I:

_Des Cannibales_.

SCENA II.--A pag. 74. _Trinculo_. Il nome di Trinculo deve essere

stato suggerito a Guglielmo Shakespeare da qualche canzone di marinaio

napoletano. Benedetto Croce mi faceva osservare, infatti, un vecchio

ritornello dialettale che suonava così:

_Tríncule, míncule

spilli e spillone...._

A pag. 75. _Non darebbe un centesimo per soccorrere un povero storpio,

ma ne sborserebbe dieci per vedere un indiano morto._

Verso la fine del secolo XVI era tornato dal Catay dove aveva compiuto

un avventuroso viaggio il Frobisher, e aveva portato con sè alcuni

indigeni di quel regno lontano, i quali destavano una grande curiosità

fra gli abitanti di Londra: ma per un raffreddore preso sulla nave che

li conduceva in Europa morirono quasi subito appena furono sbarcati in

Inghilterra. La relazione di quel viaggio e la descrizione di quelli

indiani con relativa storia della loro morte fu pubblicata in un

volume in-4° dal Frobisher, nel 1578.

ATTO TERZO.

SCENA II.--A pag. 95. _Sarebbe davvero un bel mostro se avesse gli

occhi nella coda...._

È un'allusione a una pubblicazione fatta ai tempi di Shakespeare a

proposito di una balena trovata morta sulla spiaggia di Ramsgate. In

questa pubblicazione era detto fra l'altro «si tratta dunque di un

pesce mostruoso, ma non così mostruoso come è stato detto, perchè ha

gli occhi nella testa e non sul di dietro». Vedi _Summary_, 1575.

A pag. 101

_... rammenta

d'impossessarti dei suoi libri...._

Il Malone osserva che questo episodio è una probabile rimembranza

dell'incanto che Angelica fece sull'incantatore Malagigi, con l'aiuto

di Argalia. L'_Orlando furioso_ era stato pubblicato in Inghilterra

nella traduzione del Harrington l'anno 1591.

A pag. 104. _È l'aria della nostra canzone suonata dal ritratto di

Nessuno._

Allusione a una commedia anonima pubblicata in quei giorni: _at the

signe of No-Body_.

SCENA III.--A pag. 109,

_Che in Arabia vi è un albero per Trono

della Fenice...._

La favola della Fenice è raccontata da Plinio, dove Guglielmo

Shakespeare deve averla letta nella traduzione dell'Holland,

pubblicata appunto verso quell'epoca.

A pag. 111.

_Che ci fosser montanari,

con un grugno di toro,_ ecc,...

Questi _montanari_ sono i gozzuti della Val d'Aosta di cui si aveva

avuto in Inghilterra notizia fino dal 1503 in un volume di Wincken de

Wynck intitolato: _Maundeville's Travels_.

A pag. 111.

_... Miracoli che pure

potrebbe garantirci oggi un qualunque

viaggiatore assicurato al cinque

per uno...._

Era costume, all'epoca di Shakespeare, che ciascun viaggiatore il

quale partisse per una lunga spedizione, assicurasse la propria vita,

depositando una data somma di denaro che gli veniva restituita

aumentata da forti interessi quando fosse di ritorno.

ATTO QUARTO.--UNA RAPPRESENTAZIONE.

A pag. 121.

_Le rive che l'aprile umido, al tuo comando

di gigli e di peonie fiorisce...._ ecc.

Gigli e peonie erano simboli della castità. Così il Lyte nel suo

_Herbal_ ci fa sapere che «un genere di peonie è da qualcuno chiamato

_maiden or virgin peonie_». Se poi si vuol osservare che i gigli e le

peonie non crescono contemporaneamente, si risponderà che di queste

inesattezze botaniche molte se ne trovano nell'opera di Guglielmo

Shakespeare, come i «garofani che Aprile apporta» nella canzone del

_Measure for Measure_, i «gigli d'ogni qualità» che descrive nel

_Winter's tale_ come figli della primavera, contemporanei alle

giunchiglie, alle primole e alle violette, ed altre fantasie poetiche

del genere. Si aggiunga che alcuni comentatori antichi invece di

_lilied brims_ leggono _twilled brims_, cioè _margini ricamati o

trapuntati di peonie_.

A pag. 126.

_Non altrimenti gli edifici

senza base di questa visione...._

Tutto l'intiero brano, che è proverbiale nella letteratura inglese,

non sarebbe originale secondo lo Steevens, il quale lo fa derivare da

una scena della _Tragedy of Darius_ di Lord Sterline, tragedia che

sarebbe stata pubblicata l'anno della morte della Regina Elisabetta

(1603).

A pag. 130.

_.... si è condotto con noi come un Fuoco fatuo._

L'originale ha _has played the Jack with us_. «Jack of lantern» è il

nome popolare del fuoco fatuo che secondo la tradizione faceva deviare

i viaggiatori dalla via retta per precipitarli nei pantani su cui

ondeggiava.

A pag. 134.

_.... sarem tutti

guanti cambiati in paperi...._

Il testo ha barnacles che secondo lo Skinner sarebbe l'_Anser

Scoticus_. Voleva la tradizione d'allora quest'anitra nascesse da un

albero i cui frutti giunti a maturità si aprivano lasciando cadere

l'anitroccolo sull'acqua. Il Collins ci fa sapere che «Esistono in

alcune parti della Scozia settentrionale certi alberi su cui crescono

frutti a forma di conchiglia i quali cadendo sull'acqua si trasformano

in anatre e sono chiamate _barnacles_». L'errore, del resto, era

accettato dai più celebri naturalisti del tempo, così che non solo si

trova riprodotto nella _Cosmografia_ di Sebastiano Münster, ma anche

il nostro dottissimo Aldrovandi lo accoglie nella sua ornitologia,

dando per fino il disegno dell'albero portentoso!

A pag. 135. _Si ode il rumore di una caccia._

Era credenza comune che una muta di cani spettrali seguita da uno

sconosciuto cacciatore, scorrazzasse la terra seguendo qualche dannato

peccatore. Così ritroviamo la caccia selvaggia nel canto XIII

dell'_Inferno_ dantesco e nella novella di Nastagio degli Onesti del

Decamerone. Così venne accettata dagli scrittori di magìa come si può

vedere del _Treatise of spectres_ di Pietro de Loier, tradotto dal

francese e pubblicato in Inghilterra nel 1605.

ATTO QUINTO.

A pag. 139. _O voi elfi dei colli...._

Il Warburton fa notare che questa invocazione si trova

nell'invocazione ovidiana di _Medea_.

_Auraeque et venti, montesque, amnesque, lacusque

Diique omnes nemorum diisque omnes noctis adeste._

Egli l'aveva letta nella traduzione del Goldnig e il Malone osserva

che in alcuni punti ha trascritto letteralmente l'espressione del

traduttore inglese.

A pag. 145. _Ancor gustate qualche leccornia_, ecc.

Il testo ha:

_do you yet taste

sone subtilties._

Il vocabolo _subtiltie_, annota lo Steevens, è parola che si trova

nell'antica arte culinaria e significa uno di quei piatti che

raffiguravano cose diverse dalla loro sostanza, come castelli, alberi,

dragoni, ecc., fatti di pasta e di zucchero.

A pag. 155.--_Coraggio, bravo mostro, coraggio!_ La parola Coraggio è

in italiano nell'originale.

A pag. 157.--_Il gran Liquor che gli ha dorati_, ecc. Il Warburton

crede che lo Shakespeare avesse scritto _Il grande Elisir_, perchè è

evidente dalle parole che seguono--_che gli ha dorati tutti_--che egli

allude all'_Aurum potabile_ di cui in quei tempi era gran parlare.

EPILOGO.

A pag. 161. _.... la mia sorte è assai nera...._

Allude alla fine disperata dei negromanti, tratti nell'inferno dagli

spiriti maligni e salvi solo dalla preghiera dovuta a un sincero

pentimento.

PREZZO DEL PRESENTE VOLUME: Due Lire.

TEATRO

DI

GUGLIELMO SHAKESPEARE

NUOVA TRADUZIONE DI DIEGO ANGELI

_A questo 1.° volume __La Tempesta__ succederanno

immediatamente le seguenti opere di cui la traduzione

è già compita:_

Giulio Cesare.

Coriolano.

Come vi piace.

Il sogno di una notte di mezza estate.

Macbeth.

Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori in Milano.

La Tempesta · 第 5 / 5 段