IV.

Ora veniamo all’esame delle opere del Ripamonti in ordine cronologico.

La _Storia Ecclesiastica di Milano_...

La _Storia della Pestilenza del 1630_ scritta, come abbiamo notato,

per ordine dei 60 Decurioni, fu data in luce nel 1640 e dedicata al

Consiglio Generale ed ai medesimi. È un volume in 4.º, di pagine 400

circa, diviso in cinque libri. La Carestia e la Peste. — Gli Untori.

— Gesta di Federico Borromeo e del Clero durante il contagio. — Atti

della Sanità ed altre magistrature. — Paralello fra gli antecedenti

contagi e quello del 1630.

È libro importantissimo per autenticità, sì perchè l’autore fu

testimonio oculare di gran parte degli avvenimenti, come perchè ebbe

a sua disposizione gli archivj pubblici pei documenti necessarj. Il

racconto è maestoso, energico, pittoresco; la lingua forbita, elegante,

chè il Ripamonti conosceva e maneggiava il latino da maestro. Lo stile

però si risente del falso gusto del tempo; quindi periodi intralciati,

antitesi, arzigogoli, turgidezza di pensieri e d’immagini. I quali

difetti rendono assai difficile ad intendersi, anche pei valenti

latinisti, codesto libro.

Manzoni, che lo cita più volte ne’ _Promessi Sposi,_ dice «questa

narrazione va di gran lunga innanzi a tutte e per la scelta dei fatti e

ancora più pel modo di vederli».

Le Decadi III, IV, V della Storia in continuazione di Tristano Calco...

La peste di Milano del 1630 · 第 16 / 107 题