VIII (VI).

Excellentissimo et quamplurimum diligendo Domino E. Dei gratia,

illustri Regi Angliae, Domino Yberniae, et Duci Aquitaniae, P. per

eandem gratiam, Rex Arragonum, salutem et sincerae devotionis affectum.

Dilectioni Regiae praesentibus intimetur, quod nos, ante recessum

nostri viatici armatae nostrae, videlicet, in quo sumus, cura

proponeremus illam ad Dei servitium facere, misimus Nuncium nostrum ad

summum Pontificem, ut nobis, super eodem negotio, subsidium largiretur;

Quem idem Nuncium dictus summus Pontifex, audita supplicatione nostra,

timens au.... Regem Siciliae accederet, sine responsione aliqua

relegavit.

Postmodum vero cura venerimus in Barbariam, ad locum, videlicet,

de Altoyl, ad exaltationem fidei Cnristianae, adhibito consilio

Richerhominum nobiscum eiistentium, destinavimus iterum ad dictum

summum Pontificem nostrum Nuncium, super eo, videlicet, quod nobis

in prosequendo facto per nos inchoato, subveniret nobis decima

per Ecclesiam in Regno nostro recepta, et concederet indulgentiam

Apostolicam nobis, et illis qui nobiscum essent, et etiam quod terram

nostram et ipsorum reciperet sub protectione Ecclesiae et commodo, cui

Nuncio dictus summus Pontifex fecit quandam dilatoriam impensionem,

distulitque sibi tradere literam.

Cumque nos resisteremus inimicis fidei, ut nostrum erat propositum si

dicto summo Pontifici complaceret, venerunt ad noi Nuncii quorundam

locorum et Civitatum Regni Siciliae, exponentes nobis et supplicantes

quod ad Regnum ipsum accederemus, quia omnes Siculi unanimes et

concordes nos in eorum Dominum invocabant;

Nos siquidem advertentes, quod istud esset nobis et Dominationi nostrae

honorificum et utile, accedere ad dictum Regnum Siciliae cum familia

nostra et stolo, ad habendum et impetrandum jus, quod illustris et

bona Consors nostra, Domina Regina Aragon, et filii nostri habent in

eodem Regno, proponimus; et erit decus nostrum et nostrorum, Domino

perhibente.

Caeterum, cum ad gaudia connotentur, quotiens de statu vostro vobis

prospero, felicia audiamus, rogamus vos quatenus certificetis nos de

salute et statu vestro, quem semper voluimus prosperum et jocundum;

nichilominus reservantes.... quicquid..,. vestrae Discretioni.... facto

praemisso, praemeditato et circumspecto. Dat. apud Altoyll, etc.

_Questo diploma si legge in Rymer, Atti pubblici d’Inghilterra, tom.

II, pag. 208 della prima ediz. di Londra, con la data del 19 luglio

1282; ma con maggiore accuratezza è stato pubblicato sotto l’anno 1282

senz’altra data nella ediz. di Londra stessa, 1816, tom. II, pag. 612.

È indirizzato a re Eduardo I d’Inghilterra. Il nome di Collo è scritto

Altoyll, come portava l’errore della pronunzia appo i Catalani, usi a

smozzicar le parole e confonder il suono delle sillabe; ed è probabile

che il c di quel nome proprio sia mutato in t per cagion della

somiglianza di queste due lettere nelle scritture del secolo_ XIII.

_Un altro errore, forse per la forma de’ caratteri nel MS. o simil

cagione, sembra corso nella data della prima ediz., che secondo me

dev’essere di agosto. Imperciocchè si sa che Pietro giunse in Affrica

il 28 giugno e in Sicilia il 30 agosto; e ognun vede che il manifesto

alla corte inglese dovè essere scritto dopo le prime vittorie sugli

Arabi, e dopo la ambasceria al papa e il suo rifiuto, di che vi si

fa espressa menzione, e poco prima della partenza per Sicilia. Or

supponendo la data del 19 luglio, tutti que’ fatti avveniano in 20

giorni, e Pietro restava in Affrica dopo la deliberazione della nuova

impresa 37 giorni; che non è credibile, anzi si sa che preso il partito

prestamente l’armata aragonese mosse per l’isola. D’altronde, il

parlamentò che chiamò Pietro, si tenne durante l’assedio di Messina,

e questo cominciò il 27 luglio. Al contrario la data del 19 agosto

risponde bene a tutte le testimonianze storiche, per le quali si ha

che Pietro impiegò 5 giorni nella traversata d’Affrica in Sicilia, e

3 giorni prima a raccogliere i suoi; onde se cominciò a ordinar la

partenza il 22 agosto, è naturale che tre giorni innanti ne avesse

scritto a Eduardo e forse anco ad altri principi_.

La guerra del Vespro Siciliano vol. 2 Un periodo delle storie Siciliane del secolo XIII · 第 46 / 104 题