due marinai ed il molucchese, con grande gioia del vecchio capo,
impalmavano le tre brave ragazze secondo il rito tagalo, rito molto
spiccio e molto semplice, che richiede una tazza e un po' di liquore di
_toddy_ che gli sposi devono bere in compagnia.
Le tre coppie felici andarono ad abitare in tre belle capanne costruite
appositamente dietro alla casa aerea, all'ombra d'un macchione di
splendidi _durion_.
L'esistenza della colonia era ormai assicurata....
. . . . . . .
Quattro anni dopo, cioè nel 1845, quando la squadra inglese
dell'estremo Oriente, comandata dal contrammiraglio Campbel approdò
in quell'isola dopo una visita fatta al sultano delle Solù, trovò la
colonia più fiorente che mai e già cresciuta di numero.
Gran parte dell'isola era stata dissodata ed i coloni nuotavano
nell'abbondanza. Vasti magazzini si ergevano sulle coste
settentrionali, i campi erano ricchi di tutte le produzioni più
importanti dell'arcipelago della Sonda, i recinti pullulavano di
scimmie, di babirussa, di orsi neri e di tapiri già addomesticati.
Fu solamente in quell'occasione che i coloni, aumentati di quattro
ragazzini e di tre ragazzine, appresero che la loro isola era la più
meridionale dell'arcipelago delle Solù e che distava sole ottanta
miglia da Tawi-Tawi.
Quei coloni erano così felici, che rifiutarono di abbandonare la loro
terra. Si limitarono ad accettare parecchi oggetti indispensabili,
sopratutto armi da fuoco e munizioni per sterminare le ultime tigri che
ancora infestavano le boscaglie della montagna, degli attrezzi rurali e
delle sementi contro scambio di viveri freschi.
Accettarono anche una baleniera, offerta a loro dal contrammiraglio,
perchè potessero mettersi in relazione con Tawi-Tawi.
Oggi quest'isola, colonizzata dai naufraghi della _Liguria_ si chiama
Samary, tale essendo il suo nome prima dell'approdo dei Robinson
italiani. È una delle più prosperose dell'arcipelago, ed è abitata da
una razza di meticci discendenti dai marinai italiani, dal molucchese e
dalle tre figlie del capo delle Calamine.
INDICE
Cap. I. Un dramma in mare Pag. 1
» II. Sull'albero maestro 8
» III. L'assalto del Pesce-cane 15
» IV. Terra!... Terra!... 22
» V. I mostri dell'Oceano 29
» VI. I Robinson italiani 36
» VII. La Tigre 43
» VIII. La capanna aerea 50
» IX. Gli alberi del veleno 57
» X. Il pane dei Robinson 64
» XI. Mias pappan e Boa constrictor 70
» XII. Le scimmie alla pesca dei granchi 77
» XIII. Attraverso i boschi 84
» XIV. Miele e patate dolci 91
» XV. Un terribile quarto d'ora 98
» XVI. Una luce misteriosa 104
» XVII. Le tracce d'un'antica colonia 111
» XVIII. Il serpente dagli occhiali 118
» XIX. I babirussa 125
» XX. Nuove scoperte 130
» XXI. Una capsula in mezzo alla foresta 137
» XXII. Il «tia-kau-ting» 143
» XXIII. Le devastazioni dei pirati 152
» XXIV. Assediati nella caverna 159
» XXV. L'uragano 166
» XXVI. Il varo della «Roma» 172
» XXVII. Gl'incendiarii della «Liguria» 186
» XXVIII. Una triste scoperta 192
» XXIX. Il maltese 199
» XXX. I naufraghi 208
» XXXI. Sullo scoglio 216
» XXXII. I segnali fra l'isola e lo scoglio 227
» XXXIII. Il naufragio della giunca 235
» XXXIV. I tagali 241
» XXXV. La famiglia dei Robinson 248
NOTE:
[1] Zuppa genovese.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici.