Il 9 attraversò _Kinikli_, e si fermò a _Djiorio_, città di mediocre

grandezza, ove sonovi alcune moschee. Il 10 passò a lato a _Karrestan_,

e pernottò nel villaggio di _Bourgas_; di dove, dopo avere attraversato

_Baba-Eski_, entrò l'11 in Adrianopoli. Questa grande città è posta al

N. di una vasta campagna circondata da colline, sopra una delle quali

trovasi parte della città: contiene molte moschee, alcune belle case,

strade ben selciate, un grande _bazar_ formato da più strade coperte, e

fornito di botteghe d'ogni specie; ed ha un bel ponte sopra la Marissa,

ragguardevole fiume che traversa la città. Adrianopoli è cinto da un

parapetto di terra con una palizzata al di dentro, ed una piccola fossa

esternamente. Vi si trovava allora il gran Visir, generalissimo

dell'armata ottomana. Osservò per altro, che v'erano pochissimi soldati,

e che le strade erano solitarie. Gli fu però detto che osservasse un

accampamento fuori di città. E per tal modo stando il quartier generale

de' Turchi ad Adrianopoli, trovavasi più di sessanta leghe lontano dalle

armate attive.

Ali-Bey si fermò poche ore in questa città, ed andò lo stesso giorno a

Moustafa Bacha ove trovò un drappello di soldati, che sembravano

piuttosto un branco di banditi.

Vide il dodici molti villaggi abitati dai Greci, e dormì a _Karapannar_,

villaggio musulmano assai popolato. Il 13 dopo esser passato per _Zaara_

e per _Kenaanlek_, ove fu invitato a cena dal governatore, viaggiò tutta

la notte, nella quale soffrì assai per una terribile burrasca di vento,

neve e pioggia; indi giunse a _Schipka Balcana_, piccolo villaggio posto

ai piè del _Balcàn_, o monte _Emo_, ove dovette trattenersi due giorni

prima di poter esporsi al passaggio della montagna allora coperta da

grande quantità di nevi.

Il 16 traversò la montagna, lo che non gli sarebbe riuscito di fare, se

non fossero stati mandati prima alcuni cavalli di posta per aprirgli la

strada. Giunto sull'opposto lato del monte passò per un villaggio detto

_Bedjene_, le di cui case di legno erano per metà sepolte nella neve

alta quasi quattro piedi, e continuando la scesa si fermò a _Kaproa_, le

di cui case sono fabbricate parte di sasso, e parte di legno. La catena

dell'Emo che forma il confine tra la Romelia, e la Bulgaria, essendo

coperta di neve non permise ad Ali-Bey di fare veruna osservazione.

Il 17 passò per _Derroba_ e giunse a mezzo giorno a _Terranova_, città

posta sul pendio di due montagne, ed attraversata da un grosso fiume.

Vide molti giardini e vigne, alcune case assai belle, ed alcuni _bazar_

coperti, ma il suolo era tutto coperto di neve.

Di là venne a _ Poulicraïschte_ villaggio, le di cui case sotterranee

non s'inalzano più di mezzo piede sopra il livello del suolo, ed i cui

abitanti tanto uomini che donne si vestono di sole pelli di montone.

Piccolissime sono le donne di Bulgaria, e di grazioso aspetto finchè

sono giovanette; ma tosto passata l'adolescenza ingrassano a dismisura.

Gentili sono i fanciulli, ma tanto piccoli che pajono scimie. Gli uomini

portano l'impronta della schiavitù che li opprime: continuamente

tiranneggiati dalle esazioni della soldatesca, trovansi nella trista

necessità di nascondere sotto terra ciò che vogliono sottrarre alla

rapacità ed alla violenza.

Dopo aver passato il 18 a mezzogiorno il fiume Yantra che ha molta

rapidità e molte acque, andò a _Rouschouk_ grande e forte città situata

sulla destra del Danubio.

Il Pascià Moustafà[8] avendo esaminate le carte del nostro viaggiatore,

ordinò di lasciarlo passare: quindi s'imbarcò la stessa notte sopra un

battello a sei remi, ed attraversato in trentacinque minuti quel

maestoso fiume, sbarcò a _Djíourjoi_ piccolo castello difeso da una

vasta fortezza, allora occupata da un corpo di truppe sotto gli ordini

d'un altro Pascià; ed era questo il più avanzato posto dei Turchi.

[8] _Il medesimo ricordato alla pag. 196._

I passaporti di Ali-Bey vennero di nuovo esaminati; ma il _Diouan_

Effendi cui spettava l'esame, aveva conosciuto in Alessandria Ali Bey,

onde veduto appena il suo nome sul Firmano, gridò: _non v'è più nulla da

osservare, io conosco Alì Bey_; e fatti gli elogi del viaggiatore, gli

mandò una gran _cana_, dando ordine di preparargli i cavalli. In tal

modo Alì Bey uscì dall'impero ottomano il sabato 19 dicembre 1807 allo

spuntar del sole.

Dopo dieci ore di cammino arrivò ad un villaggio ove trovavansi alcuni

esploratori russi, uno de' quali lo accompagnò fino all'avanguardia

dell'armata che occupava una linea di alture e di piccoli ridotti al di

là d'un vasto fiume i di cui ponti erano stati distrutti. Ali Bey lodasi

dalle gentilezze usategli dagli ufficiali Russi. Fu in seguito scortato

fino ad un villaggio più vicino a Bucarest, ove fu assai ben accolto dal

generale che lo lasciò partire alla volta di Bucarest, ove giunse a

notte assai inoltrata. Oppresso dalle fatiche di così disastroso viaggio

dovette fermarsi due giorni per riposare, nel qual tempo gli prodigarono

le più cortesi cure il Console Russo Bahmatiet, ed il Cavaliere Kiriko

Console generale della stessa nazione. Ali Bey non sa esprimere la sua

riconoscenza verso il generale Ulanius, l'arcivescovo Diothitheos, i due

luogotenenti del principe Ipsilanti, e gli altri Bojardi della

Valacchia.

_Bucarest_ è una grande città di un aspetto campestre assai grazioso: le

sue strade sono larghe, diritte e lastricate di legno; basse sono le

case con vaste porte per dare accesso alle vetture che vanno fino alla

scala. La sua popolazione si presume di sessanta in settanta

mil'abitanti. Conta trenta tra chiese e cappelle greche; e la cattedrale

situata sopra un'altura è piccola ma bella. Eranvi, oltre l'arcivescovo,

alcuni altri prelati.

Benchè il rito dominante sia il Greco, vi sono anche dei cristiani degli

altri riti, provveduti di chiese e di preti.

Il governo civile è tra le mani di due _Kaömakan_, o luogotenenti del

principe Ipsilanti, assistiti da un consiglio di dodici Bojardi. Fu

detto al nostro viaggiatore che la Valacchia conta un milione e mezzo di

abitanti. Più della metà di questa provincia è circondata dal Danubio, e

bagnata da molti fiumi. Il suolo assai fertile è sparso di montagne

selvose abbondanti di selvaggiume. Vi sono miniere, ed infine tutto

quanto può desiderarsi di vedere unito in un paese posto al 45º di

latitudine. Si assicura, dice Ali Bey, che il clima è sanissimo, e che

le rendite dello Stato ammontano a quattro milioni di piastre.

FINE DEL TOMO QUARTO ED ULTIMO.

INDICE DELLE MATERIE CONTENUTE IN QUESTO TOMO QUARTO.

CAPITOLO XLIV.

_Haram, ossia Tempio musulmano nel luogo

dell'antico tempio di Salomone_ Pag. 5

CAP. XLV.

_Viaggio al sepolcro di Davide, e ad altri

sepolcri. — Viaggio al monte Oliveto. — Al

sepolcro d'Abramo ad Hébron. — Al presepio di

Cristo a Betlemme. — Al sepolcro della Vergine.

— Al Calvario ed al sepolcro di Cristo. —

Sinagoga de' Giudei. — Descrizione di

Gerusalemme_ » 16

CAP. XLVI.

_Ritorno a Giaffa. — Tragitto ad Acri, e

descrizione di questa città. — Il monte Carmelo.

— Viaggio a Nazaret. — Notizie intorno ai monaci

di terra Santa_ » 34

CAP. XLVII.

_Viaggio a Damasco. — Monte Tabor. — Mare di

Galilea. — Fiume Giordano. — Paese vulcanizzato.

— Damasco. — Popolazione. — Grande moschea. —

Bazar o mercati, e manifatture_ » 45

CAP. XLVIII.

_Acque di Damasco. — Cristiani. — Commercio,

prodotti, clima. — Razze dei cavalli. — Abiti.

— Donne. — Sanità. — Scuole. — Governo. —

Fortificazioni. — Bedovini di Anaze. —

Salakhie_ » 55

CAP. XLIX.

_Viaggio ad Aleppo. — Descrizione dei Khan. —

Carovana. — Tadmor o Palmira. — Città di Homs.

— Fiume Oronte. — Città di Hama. — Libertà

de' costumi. — Incontro notturno. — Arrivo ad

Aleppo. — Osservazioni intorno a questa

città_ » 66

CAP. L.

_Viaggio a Costantinopoli. — Antiochia. — Targo.

— Monte Tauro. — Arco trionfale. — Orde di

pastori della Turcomania. — Maniera di viaggiare

in Turchia. — Città di Konia. — Assiom Karaïssar.

— Kutaïeh. — Catena del monte Olimpo. — Scutari.

— Ingresso in Costantinopoli_ » 83

CAP. LI.

_Descrizione di Costantinopoli. — Il Bosforo. —

Il Porto. — L'Arsenale. — Pera. — Top Hana. —

Galata. — Strade di Costantinopoli. — S. Sofia.

— Uscita del Sultano ogni venerdì. — Le Moschee.

— Eyoub. — Reliquie del Profeta. — Serraglio, o

palazzo del Sultano. — Vetture. — Hippodromo. —

Castello delle Sette Torri. — Mura_ » 124

CAP. LII.

_Cisterna di Filossène. — Colonna di Costantino.

— Mercato delle donne. — Bezesteinn, o grande

Bazar. — Quartiere del Fanale. — Alai Kiksoe del

Sultano. — Punta del serraglio. — Riva del Mar

di Marmara. — Caserma de' bombardieri. — Casa di

piacere del Sultano. — Illuminazione del Ramadan.

— Festa del Beyram o della Pasqua. — Acque di

Costantinopoli. — Carattere dei Turchi. —

Divertimenti. — Donne. — Clima_ » 155

CAP. LIII.

_Stato attuale della Turchia. — Barbarie dei

Turchi. — Giannizzeri. — Stravaganze di questo

corpo. — Bostangì. — Cannonieri e bombardieri. —

Altre truppe. — Il gran Signore. — Pascià

ribelli. — Tesoro pubblico. — Venalità degli

impiegati. — Disperazione dei popoli_ » 180

CONCLUSIONE.

_Partenza per Bucarest in Valacchia. —

Itinerario. — Adrianopoli. — Monte Emo. —

La Bulgaria. — Rouscouk. — Il Danubio. —

Bucarest_ » 199

INDICE DELLE TAVOLE

_Contenute in questo Tomo quarto._

TAVOLA I. Porta del Cairo nominata

Beb-el-Fatha[9] Pag. 5

TAVOLA II. Veduta del Monte Carmelo

dalla parte di S. Giovanni

d'Acri » 38

TAVOLA III. Veduta dello scoglio e del

Castello d'Asiom Karaïssar

nell'Asia Minore » 113

TAVOLA IV. Monumento antico nel serraglio

del gran Signore a

Costantinopoli » 160

[9] _Siccome le materie contenute in questo Tomo non

richiedevano che tre sole tavole così gli Editori credendo di

fare cosa grata ai signori Associati hanno pensato di mettervi

la veduta della Porta del Cairo nominata _Beb-el-Fatha_, di cui

parlasi alla pag. 271 del Tomo III._

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le

grafie alternative (molto numerose soprattutto per i nomi arabi),

correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Viaggi di Ali Bey el-Abbassi in Africa ed in Asia, v. 4 · 第 9 / 9 段