Bobby.
Appena Aquilino fu immesso nella possessione di Bobby, s'accorse che era
lui, invece, in possessione di Bobby. Quel minuscolo essere vestito da
omino, sotto il pretesto che la signora marchesa gli aveva detto di far
vedere la casa al suo professore, lo prese subito per la mano e lo
condusse nella _nursery_ a visitare le sue bestie feroci: c'era un
leone, un cammello, un orso bianco, quasi al naturale, pelosi; e infine
l'uomo selvaggio. Erano su due file, fra scaffali di altri balocchi.
Aquilino ebbe il torto di rimanere un po' a bocca aperta.
-- Vengono tutte dalla Germania queste belve feroci -- disse Bobby.
Ad un tratto gli sgusciò di mano, saltò come un diavoletto sul cammello;
da questo sul leone; li fece andare sulle rotelle e poi botte da orbo su
tutte le bestie.
-- La prego, signorino, di cessare da quel feroce esercizio.
Ma Bobby fissò appena per un attimo il suo pedagogo, e per tutta
risposta iniziò un assalto contro l'uomo selvaggio; e calci e pugni
anche a lui.
-- Ma non va bene, signor Bobby, picchiare quell'infelice pupo -- disse
Aquilino appena cessò l'assalto contro l'uomo selvaggio.
-- È Cettivaio, re dei Zulù. E poi io non picchio: faccio ginnastica.
-- Ma se anche è Cettivaio e zulù, è sempre un uomo. La pietà è una
nobile virtù dell'uomo.
-- Ah, no! signor professore: è la virtù delle pecore.
Aquilino, alle nuove parole, contemplò Bobby come sant'Agostino riguardò
il fanciullo che gli apparve miracolosamente su la riva del mare a
spiegargli il mistero della Trinità.
-- Scusi, da chi ha imparato a dire così?
-- Miss Edith dice così.
Ed ecco il leone cominciò a ruggire, l'orso ad aprire le fauci, il
cammello a dondolare il collo, mandando un lamento spaventoso.
-- Smetta, smetta, signorino....
Bobby gongolava dalla gioia.
-- Ah, non possono smettere finchè non hanno finito la carica. Ha paura?
Non fu atterrito il buon Fabrizio alla vista dell'elefante del re Pirro,
non poteva essere atterrito Aquilino al ruggito delle bestie finte: ma
ebbe paura che in quel punto capitasse la marchesa e domandasse: _È
questo l'eteroclito principio delle sue lezioni?_
Dalle bestie, Bobby passò nel _garage_.
Quivi erano due automobili di maestà diversa, ma di uguale lucidezza.
Aquilino ebbe il torto di manifestare alcuna tenue curiosità, sì che
Bobby iniziò subito una lezione di automobilismo.
-- Signor professore -- disse Bobby dopo un po', con un fare insinuante --
, lei deve indovinare quale è il mio ideale.
-- La avverto che io non sono qui per spiegare indovinelli....
-- Sia gentile anche lei. Lei non sarà gentile con me? Il professore che
avevo prima era tanto gentile.... Allora glielo dico io quale è il mio
ideale: quando sarò grande, voglio fare il viaggio in automobile dal
Cairo a Capetown.
-- Impossibile!
-- Dal Cairo a Capetown è tutto dominio inglese, e perciò è possibile.
-- Ma chi lo dice?
-- Miss Edith. E non farò una _panne_....
-- Dica _panna_ in italiano.
-- Ma la _panna_ si mette nel thè!
La parola _panna_ eccitò il riso di Bobby.
-- Lei ride troppo -- ammonì Aquilino.
-- Io sono _rigolo_, _rigolo_, _rigolo_, come dice mamà; e poi i _bebi_
non devono essere melanconici.
Era inutile domandare di chi era questa sentenza: certo di miss Edith.
-- Dica _bimbi_.
-- _Bebi_ è più bello!
Gli faceva lui da pedagogo, ed era seccato.
-- Senta, invece che a vedere dei balocchi, mi conduca nella sua stanza
da studio.
-- È al terzo piano. Prendiamo il _lift_.
Ma Aquilino, quando si trovò davanti all'ascensore, pensò a tante
disgrazie, e volle salire per le scale.
-- Ha paura del _lift_?
-- Io non ho mai paura: ma le gambe son fatte per qualche cosa.
Passando per il salotto, c'era ancora quel bestiolo sdraiato sui
cuscini. Aquilino si guardò bene dal chiedere che bestia fosse; ma non
potè a meno di esclamare: -- Che brutta bestia!
-- Brutta? Ah, professore, uno dei cani più belli, più rari, più
preziosi: un regalo di miss Edith a mamà.
*
La stanzetta da studio di Bobby era semplice; ma una lindura, un
profumo, una luce che destò l'ammirazione del giovane. Però un non so
che di esòtico, di troppo ordinato gli destò come un senso di freddo.
E quanti bei libri: tutti dorati ed eguali.
-- Professore -- disse Bobby togliendo una scatoletta di metallo da una
mensola -- posso offrire? Una violetta! Sono viole candite.
-- Non mangio le viole.
-- Un goccettino di _chartreuse_....
-- Non bevo liquori.
-- Ma è un rosolio!
-- Non bevo rosoli.
-- Oh!
-- Ma questi sono tutti libri francesi, inglesi! -- disse con stupore
Aquilino. -- Non è lei italiano?
-- Sì, ma l'italiano lo so. Conosce questo bel libro, _Alice in
Wonderland_? Guardi che splendore di illustrazioni! Adesso le racconto
la storia di _Water-babies_, il bimbo inglese mutato in pesciolino....
Come? non la interessa?
(Tutte quelle cose inglesi, belle, producevano ad Aquilino un certo non
so che, come se volessero dire: «Tu, Aquilino, sei brutto»).
-- Io invece, le devo raccontare ben altra storia -- disse con gravità
magistrale: -- la storia del pesciolino che deve diventar uomo.
-- Ah sì, racconti.
E gli si accoccolò vicino, posandogli la manina su le ginocchia.
-- La mano, giù! -- disse Aquilino.
Bobby meravigliato, ritirò la manina.
-- È una storia divertente?
Aquilino lo ammonì che occorrevano anni molti e molta fatica per mutare
il pesciolino in uomo.
-- Allora è meglio restar pesciolino.
A vedere quel mimmo diafano, con quei due occhioni, veniva da
accarezzarlo.
*
Poco dopo Bobby spargeva ai quattro venti che il nuovo professore aveva
paura del _lift_; aveva chiamato brutta la più bella delle bestie; era
il protettore di Cettivaio; diceva che l'automobile _fa la panna_.
Fu la stessa marchesa che ne informò Aquilino.
-- Noi stessi dobbiamo stare in guardia, davanti a Bobby. È terribile!
-- Ma lei, caro Robertino, dice tutto!
-- Ah sì, io vedo tutto, e dico tutto.
Subito dopo, altra strabiliante notizia: il professore gli aveva mutato
il nome: lui adesso si chiamava Robertino e niente Bobby.
-- Ma lei mi spìffera tutto! -- rimproverò Aquilino.
-- Dico quello che sento. Non dire mai bugie e lavarsi! Ecco la vera
educazione -- disse Bobby.
Aquilino rimase lì, stupito davanti a quell'assioma. Voleva domandare di
chi era. Certo di miss Edith.