[380] _L'illustre autore intende non di tutta la nazione in generale, ma
solo d'alcuni particolari._
[381] Anastas., in Vita Zachar.
Anno di CRISTO DCCXLIX. Indizione II.
ZACHERIA papa 9.
COSTANTINO Copronimo imperadore 30 e 9.
ASTOLFO re 1.
Cessò in quest'anno la tregua accordata dal re _Rachis_ alle città
italiane dipendenti dall'imperio. Per colpa di chi, resta ignoto; se non
che Anastasio[382] attesta che Rachis pieno di sdegno si portò coll'armi
all'assedio di Perugia, minacciando inoltre tutte le città della
Pentapoli; e sembra ancora che alcune di esse fossero da lui occupate.
Questa sua collera non è ingiusto il credere che fosse originata da
qualche mancamento o ingiustizia de' Romani, per cui restasse gravemente
irritato l'animo suo. Comunque sia, appena agli orecchi del pontefice
_Zacheria_ pervennero questi movimenti di Rachis, che presi seco
alquanti del clero, e i più riguardevoli personaggi di Roma, volò a
Perugia, e quivi impiegati assaissimi doni e calde preghiere, tanto
disse e fece, che, placato il re, l'indusse a levar l'assedio. Poco fu
questo. In oltre il santo padre con tale efficacia gli parlò intorno
allo sprezzo delle cose terrene, adducendo verisimilmente l'esempio
fresco di _Carlomanno_, principe di tanta possanza, che, Rachis concepì
anch'egli il disegno di abbandonare il mondo, e di darsi a servire a Dio
nell'istituto monastico. In fatti da lì a pochi giorni egli rinunziò
alla dignità regale, e in compagnia di _Tasia_ sua consorte e di
_Ratrude_ sua figliuola, si portò a Roma, dove tutti e tre da esso
pontefice riceverono l'abito monacale. Passò anch'egli ad abitare nel
monistero di Monte Casino, e la moglie colla figliuola (oppur colle
figliuole) fondò un monistero di sacre vergini a Piombaruola, non lungi
da esso Monte Casino, dove si consecrarono a Dio per tutta la lor vita.
Durava ancora a' tempi di Leone Marsicano[383] il nome della vigna di
Rachis in Monte Casino, e la tradizione che la medesima fosse piantata e
coltivata dallo stesso re divenuto monaco. A lui succedette nel governo
del regno longobardico _Astolfo_ suo fratello. Il Sigonio e il cardinal
Baronio, seguitando l'Ostiense, rapportarono all'anno seguente 750 la
rinunzia di Rachis, e l'assunzione al trono di esso Astolfo. Ma prima
d'ora Sigeberto storico[384] antico, e a' dì nostri il padre Pagi[385],
fondato nella vita di sant'Anselmo abbate di Nonantola, osservarono
doversi riferire a questo anno cotali avvenimenti. Io parimente ho
altrove[386] con varii documenti provato che il principio del regno di
Astolfo s'ha da riporre nell'anno presente 749. E qui sotto all'anno 752
vedremo che egli era salito già sul trono nel dì 4 di luglio di questo
medesimo anno. Nell'antichissima Cronichetta longobardica, da me data
alla luce, si legge che Rachis _regnavit annos IV et menses IX_.
Dovrebbe appartenere a questi medesimi tempi la fondazione del monistero
di monte Ammiate in Toscana nella diocesi di Chiusi. L'Ughelli[387] ne
ha pubblicata un'antica relazione, da cui apparisce che Rachis dopo
l'assedio di Perugia, ed anche dopo aver preso l'abito monastico,
edificò quel monistero. Quivi ancora si legge un diploma del re
medesimo, che dona ad esso sacro luogo una gran quantità di beni. Sopra
di che è da dire, poter essere stato che Rachis fondasse il monistero
ammiatino; ma contenersi delle favole in quella relazione, ed essere poi
discordante dalla relazione, anzi per più capi ridicolo quel diploma che
si fa dato nell'_anno 742, terzo del regno di Rachis_, correndo
l'_indictione decima_, cioè vivente ancora il re Liutprando. Di simili
finzioni per accreditar le origini de' monisteri, o i lor santi, erano
fecondi i secoli dell'ignoranza, e più di un esempio ne abbiam già
veduto. Pensa Camillo Pellegrini, che in quest'anno a _Gisolfo II_ duca
di Benevento succedesse _Liutprando_. Ma se non v'ha errore nelle note
cronologiche di un documento riferito nella Cronica del monistero di
Volturno, da me data in luce[388], questo Liutprando con sua moglie
_Scaniperga_, signoreggiava in quel ducato nell'anno 747, cioè molto
prima dell'anno presente.