_Pag._ 5. I monumenti più importanti dell'architettura lombarda furono
singolarmente rappresentati e descritti nella nota e splendida opera del
DARTEIN: _Étude sur l'architecture lombarde_. I disegni che accompagnano
questo breve saggio sono ricavati da fotografie e da schizzi originali
eseguiti da me, in parte, e in parte dal mio caro amico Daniele Donghi.
_Pag._ 11. Negli edifizi comensi, l'uso della decorazione policroma,
all'esterno e all'interno, è più diffuso. La bellissima chiesetta di Santa
Maria del Tiglio in Gravedona, sulla riva del lago di Como, è rivestita di
marmi neri e bianchi, disposti a fascie orizzontali, alternate abbastanza
regolarmente nelle quattro facciate. Le arcate interne son formate degli
stessi marmi, tolti alle vicine cave di Musso e di Olcio sul lago di
Lecco. Le pareti, spianate accuratamente, doveano essere, in origine,
intieramente coperte di affreschi, simili a quelli che ancora rimangono
nel S. Fedele a Como e nel S. Pietro a Civate; di quelle pitture non si
vedono oggi che pochissimi avanzi.
Il piccolo chiostro di Piona appartiene all'ultimo periodo
dell'architettura lombarda, ed è notevole, oltre che per la bellezza dei
capitelli e delle basi, elegantemente modellati, pei marmi che rivestono
il fregio e le arcate, disposti a fascie concentriche di color bianco,
rosso e nero alternati.
_Pag._ 17. Il battistero ottagonale annesso alla chiesa arcipretale di
Lenno fu costruito nel secolo undecimo. Le muraglie esterne son formate di
pietra calcare giurese, grossamente squadrata, disposta a corsi regolari,
interrotti da lesene agli spigoli e da colonnine incastrate, che legano la
base agli archetti del fregio; una di queste colonnine cade sulla chiave
dell'archivôlto della porticina centrale. Il tetto segue la curvatura
dell'estradosso della vôlta che lo sostiene.