fate, suvvia, un inchino
davanti ai vostri padroni per l'ultima volta!
Piegate la schiena... Più giù! Più giù ancora,
per evitare il randello!
Ma non dimenticate, o Pezzenti, d'incidere
sulle lor pance illustri il vostro oscuro nome
con un pugnale fino,
come fanno i turisti sui monumenti!...
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Non siete armati?... E i coltelli... e i lampioni
a che cosa vi servono? E i miei saggi consigli,
ve li scordaste, o Pezzenti?...
@250
Ah! troppo lungamente ansimaste, rabbiosi,
chiedendo l'elemosina con monotona voce,
e dondolandovi impazientemente
sulle vostre grucce polverose,
che pur risonavano come pesanti calci di fucile
sulle soglie dei castelli!...
Mendicanti sornioni e falsi storpi,
disimpacciate le vostre gambe
dalle bende menzognere!... Con le fasce,
con le filacce delle vostre piaghe,
voi potrete legare, imbavagliare
i padroni che odiate!...
Le vostre grucce?... Branditele come flagelli!
E picchiate, e picchiate sui musi sgretolati,
sulle barbe fluviali e i rigidi capelli
dei grandi Re auriferi del Mondo!...
E battete, e battete allegramente,
sull'Aia grandiosa dell'Odio,
codesta canape scellerata, mietuta
nella storia e fioccante
come una neve sulle vostre teste!
I suoi semi, spremuti, vi daranno l'ebbrezza!
Così, l'ardente sogno di un _haschich_ ideale
paveserà divinamente
i vostri cervelli amplificati
di una vermiglia aurora dagli splendori orientali
e d'un sole pomposo, tutto grondante di gioia
sui vostri cuori scatenati
e sull'agonia delle leggi!...
O conigli impagliati! O vil razza di cani!
Che mai aspettate?... Volete dunque
cuocere senza fine e ricuocere
il vostro miserabile cuoio di belve perseguitate
e i vostri grugni classificati e simmetrici
nelle casone annerite delle città,
come pani da soldati nei forni delle caserme?
. . . . . . . . . . . . . . . . .
Oppure volete per sempre annientare
il vostro grande ideale di libertà e la vostra
insaziata sete di giustizia?...
Forse dunque è una vita piacevole, la vostra,
o mendicanti confitti come cariatidi
fra le rughe dei muri,
in fondo alle vie che le industrie frodolente ricoprono
di notte, di fuliggine e di noia mortale?...
Del Cielo?... Ne volete, sorci presuntuosi?
Il cielo non è più, per voi, che uno spiraglio
sbarrato di fili telefonici!...
E vi divertono forse le loro lampade,
che sussultan, la sera, sui loro pranzi avari
dal condimento di odio?...
Son lampade innocenti, che bagnano di luce
facce usuraie, rotonde come marenghi,
tutte segnate d'un conio invariabile
da un coronato Imbecille!...
O lampade innocenti sulle mense dei ricchi,
poveri raggi rapiti agl'inutili Prometei!...
incatenate stelle, piangenti alle finestre!...
Ben potevate, strisciando sotto le tavole
dei generali briachi e gonfi di lussuria
aureolati d'alcool, nella calda
luce dei candelabri... ben potevate fingendo
di raccattare briciole spregevoli,
rubare in fondo alle tasche le chiavi
delle polveriere sotterranee!...
E poi?... E poi colare come olio di ricino
salutifero, giù, nel puzzolente intestino
degli antichi palazzi, e gettarvi
l'aurea miccia terribile,
la miccia crepitante che vi libererà!...
.... Che vi libererà dalle sinistre pattuglie
scandenti caute il silenzio con passi di bronzo
con tintinni di sciabole, con stridor di manette
che vi mordono i polsi,
mentre sognate, stesi nell'erba dei bastioni,
fra l'ampia nostalgia d'un gran chiaro di luna
immensificato dai vostri
desiderî di libertà!...
La terribile miccia che vi libererà
dalle sinistre pattuglie
che con ilari baionette vi spazzano
senza pietà fuor dalle mura, fuori
dalla soglia delle città,
come se foste immondizie!...
Immondizie?... Sia pure! Ammucchiatevi!
Ammucchiatevi dunque, o viventi Immondizie!...
In voi potremo nascondere la dinamite impaziente!
È un'allegra maniera di fecondare la terra!...
Poichè la Terra, credetemi,
sarà gravida presto... (sì gravida da scoppiarne!)
di una Stella sublime dalle esplosioni di luce!...
3.
Contro la speranza di ricostruire
O gran Mare ribelle e veemente!
Gran Mare vendicatore!
Mare di caucciù nerastro!... Su! Balza!
Balza, in un elastico slancio,
di sopra alle nuvole, fino allo Zenit!...
.... E poi piomba e ripiomba, instancabile,
come una palla di gomma, enorme, pesante!
Sfonda le rive, i porti e i docks accovacciati
siccome bufali, sotto le loro contorte corna di fumo!
Schiaccia, o Mar, le città dagli androni di catacomba,
e schiaccia, senza posa, il popolo vile
dei gozzuti e degli astemî... e falcia, e falcia,
d'un solo colpo, mèssi rattrappite
di pieghevoli schiene!...
Sfonda le pance miliardarie,
come tamburi, sonandovi la carica..
e lancia, e lancia, o Mare vendicatore
i nostri cranî esplosivi nelle gambe dei Re!...
Oh! non è questo... dite, Vagabondi e Banditi,
il vostro giuoco di bocce?...
Urrà! Urrà! Urrà!...
O Mare! ti libera dalla palpitazione immonda
delle vele membranose che s'intrecciano
come ali di vampiri, e che covano
sui ponti delle navi le balle scintillanti
simili a enormi uova d'oro!...
Col tuo flusso e riflusso,
sforza e devasta, o Mare, i grandi porti d'ebano
strangolati dagli scogli e soffianti
dalle lor bocche anguste un alito rosso,
sotto Fumi giganti e diritti, coronati di stelle,
che superbamente li calpestano
con passi di fantasmi!...
Sforza e devasta le rade africane
che tre cannoni inchiodati
in batteria sulla punta d'un molo
vorrebbero ancora difendere, accosciati in agguato
come i cani fulminati d'una capanna maledetta!
Sforza e devasta le insenature solitarie
che le vaganti piroghe ammantate di bruma
visitano furtive, con fiamme sospette
striscianti sull'acque d'acciaio!...
Ed i tuoi porti arcigni com'antri di stregoni,
dormenti sotto l'occhio verdastro e tondo d'un faro
che veglia, a notte alta, come un gatto a tregenda...
e golfi, e rade, e porti dai voraci cantieri,
dai moli tesi come lunghe braccia di ladri
che brandiscan tenaglie contro la fragilità
tremolante dell'isole lontane...
assalta, o Mare, al crepuscolo!... Assaltali,
facendo impennar le tue ondate... ed allacciali
coi tentacoli formidabili
de' tuoi flutti di elastico smeraldo!...
Dà fiato alle trombe delle tue raffiche!
Getta il terrore nel cuore delle città tenebrose,
e col rovescio schiumante delle tue onde schiaffeggia
il grosso grugno rugoso delle oscure fortezze
occhiute di lanterne che sanguinano
nell'acqua nera!
Schiaffeggia le fortezze,
e torci le lor baionette, capelli ritti
che brillano al chiaro di luna!...
Scardina e sradica alacre le ferree muraglie
fasciate dalle tue trecce giganti
in triplici nodi gordiani
cui mordono gemme radiose!...
Sconvolgi i promontorî, spezzando con un gesto
le torri sovrane dei fari,
e pesta, e sminuzza con gioia
sotto i tuoi instancabili piloni,
le corazzate che scintillano,
fiammanti al sole come divise militari!...
Addenta, o Mare, e mastica, e rimastica
il loro guscio di colossali aragoste,
e gli speroni e gli alberi, e le miopi troniere
e le antenne forcute, pavesate di rosso,
simile a chele a cui pènzoli un lembo di carne!
Indi rapido ammassa e mille volte arròtola
brandelli di vele, frammenti di navi, carcasse
di velieri, in pallottole mostruose!...
Fa che risalgano a galla dal fondo dei tuoi abissi
e poi, facendo scattar come molle
i tuoi muscoli onnipotenti,
scaglia al cielo quelle masse incandescenti
come bolidi, nei vortici
delle forze siderali!...
--E quando alfine sarà distrutta ogni cosa?--
--Allora... oh! allora perchè fare ancora
la fatica di rifare le favolose armature
d'un gran mondo ideale, sulle ruine dell'antico?
Qualunque sia il nostro sogno, non partoriamo che Odio!
Nulla sa costruire la mano dell'uomo
se non prigioni, e nulla sa fucinare
se non pesanti catene!...
Seduti sulla punta dei promontorî superstiti
che lentamente franano,
noi, Mar vendicatore, attenderemo la Morte!...
L'attenderemo, sinistri e placati,
incollate le labbra sulla tua formidabile bocca
frantumatrice di rocce... e a questo funebre bacio
presiederà la Morte!...
Oh! guardate, guardate, Pezzenti e Banditi,
eterni vagabondi dai piedi sanguinanti,
fratelli miei, ultimi a sopravvivere!
La Morte affonda già l'unghia sua d'oro
nell'arco del lontano orizzonte nerastro,
e sembra quell'artiglio la falce di luna
delle bonacce d'estate!...
Guardate! Udite, Vagabondi e Banditi!
Le vele sopra il mare... le nuvole al tramonto...
gonfiano già le loro rosse guance d'arcangeli
soffiando fanfare di guerra!...
_Voci lontane del mare:_
--Olà-eh! Olà-ooh! Distruggiam! Distruggiamo!
CON QUESTO GRIDO HA PRINCIPIO
IL POEMA EPICO
«LA CONQUISTA DELLE STELLE»
SCHELETRO DEL POEMA.
pag.
DEDICA 7
1.--=Invocazione al Mare onnipotente perchè mi liberi
dall'Ideale= 15
2.--LA MIA ANIMA È PUERILE 25
3.--LE BABELI DEL SOGNO 43
4.--LE FUMATE DELL'ANIMA 51
5.--NOTTURNO (a tre voci) 63
6.--LA CANZONE DEL MENDICANTE D'AMORE 77
7.--IL DÈMONE DELLA VELOCITÀ 91
1.--_Le Terrazze dell'Amore_ 91
2.--_Il Torrente millenario_ 97
3.--_La Sera indiana_ 104
4.--_Il "Simoun"_ 107
5.--_Le Foreste vendicative_ 113
6.--_La Tregenda_ 120
7.--_Il Fiume tirannico_ 128
8.--_La posta del giuoco sublime_ 137
9.--_Il Demonio lusingatore_ 147
10.--_Il Veliero condannato_ 153
8.--I CAFFÈ NOTTURNI (Canto che finisce in prosa volgare) 163
9.--IL CANTO DELLA GELOSIA 185
10.--I LAGHI D'ORO 211
11.--IL CAVALIERE NERO 217
12.--INNO ALLA MORTE 227
13.--=Invocazione al Mare vendicatore perchè mi liberi
dall'Infame Realtà= 241
1.--_Contro la Terra_ 241
2.--_Contro le Città_ 247
3.--_Contro la speranza di ricostruire_ 254
End of Project Gutenberg's Distruzione, by Filippo Tommaso Marinetti