Molte altre congiure, et conspirationi fatte da essi contra la persona

di Sua M^[ta] et tanti trattati, et ribellioni usate per occuparle

le sue Terre, sono palesi, et n’appariscono i processi fatti per le

scritture, che furono trovate à Sciantiglione di Coligni, et che

offende non perdona, onde considerata la natura loro, non resta

dubbio, che come consij di havere macchinato contra alla uita del Suo

Sovrano Padrone, et offesolo nell’ honore, et nello Stato tante uolte

così abbomineuolmente, come è nonsolo palese; ma prouato a chiunque

lo uole sapere, non potranno in eterno essere fideli, nè obedienti

Vassalli; anzi non staranno mai quieti se non per fraude, et con

intentione d’ingannare Sua M^[ta] quando uegghino le cose in termine,

che li habbia da riuscire, et se gli mancarà il modo con l’ Armi

scoperte, et con congiurationi palesi, come per lo passato; perchè

la loro setta hauesse declinato, forse per il danno riceuuto nelle

battaglie, che Dio benedetto hà fatto loro perdere, ò perchè dubitino

di poter essere oppressi dal ualore, et uirtu, che uede essere nel Rè

è non solo uerisimile, ma chiara, et sicura cosa, che procureranno

di aiutarsi per ogni uia etia indirettissima, et seguitaranno il lor

costume solito, et però non perdoneranno à ueleno, nè ad altra sorte

di scelerata uiolenza, come la morte del Marescial di Bordiglione,

quella di Monsig^[r] di Ghisa, et infinite altre simili ci ammaestrano,

perchè conosceranno, come niuna uia è più certa di assicurarli ad ogni

misfatto, et insieme da conseguire il fine del colorire i loro peruersi

dissegni; onde si può fare uera conseguenza, che niuna persona fidele

al Rè, et prudente possa, ne debba persuadere Sua M^[ta] a disarmare,

ò à fidarsi in alcun modo poco, ne molto delli ribelli di Christo, et

suoi.

Hè che intenda d’huer concordato con essi altrimenti, che con

l’intentione, che hebbe già il Rè Luigi XI. il quale considerata

l’unione de Grandi contra di se uolse rendersi facile di promettere

ogni condittione, benchè iniqua, che da ciascuno l’ era chiesta, mà

dissipati che hebbe i capi della ribellione, come furono deposte l’

armi, incontinente gli troncò tutti, senza indugio, ne risguardo

alcuno. Anzi hà da guardarsi Sua M^[ta] ben diligentemente da tutti

coloro i quali con si gran carità gridano pacis bona, et abusando della

clemenza, et benignità del Rè, si sforzano d’ingannarlo, commendando

questa pace particolare con le lode della pace in genere; perchè con le

sue proprie non lo potriano fare: Chi non sà che la pace per se stessa

è buona? Mà chi non sa ancora che Sicary, i Venefici, gli Assassini

gli Assassinatori, gli Incendiarij, i Sacrilegij, gli Heretici, et gli

huomini senza fede, ne honore meritano punitione, et esterminatione.

Chi non sà similmente, che hauer preso per trattata la Roccella per

forza Angolem, et tante, et tante altre Città, et Terre in tutti i

modi, che l’ hauere assediato il suo Rè, che l’abbruciare le Chiese,

dar il guasto alle Prouincie, et distruggere, et esterminare, ò

ribellare i Popoli è cattiva cosa, et peccato irremediabile. Mà che

il liberarsi da si graue indignità, et oppressioni, et che il cauar

lo Stato suo, et suoi buoni Vassalli, et se stesso da tale calamità,

et miserie, come è la uile, et abbietta seruitù di chiunque si troua

sottoposto alle crudeli Tirannide, et rapina de’ capi delli Ugonotti,

non è esser seuero, et rigido, mà à fare il douere, il dritto, et

quelche ricerca la Giustitia; Come può il Rè uolgere gli occhi pieni di

quel generoso spirito che hanno mostro i suoi antecessori in tante et

si grande Imprese, da i quali ha riceuuto il titolo di Christianissimo,

acquistato d’essi per i loro meriti verso la Roccella, et tutto il

Paese, che chiamano di conquista, et tolerare di uederselo tolto con

i Popoli ribellati, et in tutto alienati dalla sua obedienza, et

Religione con le Chiese antichissime, et si eccellenti, et nobili

edifitij tutte demolite, la qual cosa auuiene non solo ne Paesi doue

hanno pensato d’annidarsi, ma da tutte le parti del Regno, douunque

sono passati con l’armi, che se ne uederanno i uestigii per li secoli

auuenire, nonchè per li successori nostri, talmente hanno adoperato il

ferro, et il foco contro la fede di Christo, et la giurisdittione, et

l’autorità Regia.

Si che quando per qualsiuogla mondana ragione pur uolesse Sua M^[ta]

scordarsi l’offese si graui fatte alla Corona, à sè, et all’honore,

et dignità sua, non può, ne deue posponere quelle, che sono commesse

contra Christo, et alla sua legge, et non può mancare di giustitia

alli suoi Popoli fideli, et Cat.^[ci] che chieggono pietà, et gridano

uendetta, chiari di non douere, nè poter, ne uoler havere mai pace, nè

triegua à modo alcuno, sapendo di non potersi mai fidare d’essi, come

l’esperienza gli ha dimostro molte uolte a troppo loro gran costo. Però

quando uedessero di essere abbandonati, et derelitti dal Rè, et dal

Gouerno, piutosto che restare a descrittione di gente si scelerata per

fuggire la rapacita, et enormissime crudeltà loro saranno forzati di

ricorrere ad ogni ultimo refugio.

Si può dunque proporre in consideratione al Rè qual sia più pietoso

uffitio, quanto a Dio, et più glorioso quanto al mondo, hauer fatto

un accordo con l’inique, et intollerabili condittioni, che si ueggano

con Vassalli, et ribelli reintegrandoli nè beni, et dignità, gradi

preminentie, uffitij, et benefitij, cedendoli parte dello Stato

proprio, con il lassar loro delle principali Fortezze del suo Regno

in diverse Prouincie, pagandoli danari di nuouo, oltre all’assoluerli

di quanto hanno rubbato alla Corona, et al Popolo, et quello che

importa più di tutto il resto, permetterli il libero esercitio delle

loro Heresie, o l’hauere liberato i suoi fideli soggetti, et se la

Casa Sua, et il suo Regno, et la Christianità, da si pestifera et

perniciosa Canaglia, Bella usanza certo si potrebbe chiamare l’usurpare

con la Tirannia, che s’hanno fatto gli Ugonotti, le Città et gli Stati

pertinenti alla Corona, saccheggiare et espilare tutte le Prouincie,

doue si sono potuti cacciare con ogni sorte di tradimento, et quando

non si hà havuto altro refugio, ricorrere alla pace, et al perdono

per non restituire quello che si è rubbato, et occupato à forza, et

Tirannicamente. Tollerassi, che uno, ò pochi transfugi, infame, si

facciano capi di una setta, et senza cagione, ò ragione pur finta,

ò apparente; non chè con autorità, et giusto titolo, sotto colore di

uolersi fare riformatori dé Preti diformati, et disobedienti, pigliano

l’ armi contra il Rè, lo minacciano, faccino le battaglie seco, lo

mettino nelle necessità, doue Sua M^[ta], è stata, et si truoua

tuttauia, et li diano le leggi piutosto, che castigare chi lo merita,

et reintegrare la giustitia, et la Religione nel suo Dominio, senza le

quali due cose mai si uisse, nè si potrà uiuere rettamente in alcun

luogo.

Anzi è troppo chiara cosa, come questo male non corretto: mà così

trasandato andarà augumentando si ogni giorno maggiormente di sorte,

che si habbia da mutare Imperio, come si uede che desiderano, et

procurano con ogni diligenza gli Ugonotti che segua. E adunque la

pace, cosi fatta pericolosa, et dannosa, come si è dimostro, sicome al

punir li malfattori sarà sempre trouato necessario, honesto, et utile.

Bisogna hora poi considerare, posto, che si debba fare se il Rè hà il

modo da reintegrarsi nel suo prestino Stato, et autorità, et obedienza,

et di ciò forse si potrebbe uenire in certa cognitione col misurare

qual sia più il numero de Cat^[ci] ò quello degli Ugonotti, qual siano

maggiori, et più gagliarde le forze, et armi de ribelli, ò quelle del

Rè, quale delle due parti habbia più facile il modo da cauare gente

forastiera, et sia meglio appoggiata d’amicitie de Prencipi Potentati,

et de danari.

Et in fine secondo tali propositioni farne la conseguentia, per

due Ugonotti, che siano nel Regno, si ode calcolare, che si ha da

contraporre più di otto Cat.^[ci] gli ribelli hanno perduto nelle

battaglie oltre alla reputatione, et la quantità degli huomini molti

Capi grandi, che haueuano come il Prencipe di Condè, Dandalotto, et

tanti altri, talmente che non accade far paragone dell’ armi sue a

quelle del Rè, essi sono senza denari, et non possono così a loro posta

più cauare nuoui soccorsi d’Alemagna, et Sua M^[ta] ne ha da sborsare

ad essi a millione, et può hauer Reistri, Suizzari, Italiani, et

Spagnuoli quanto li piace, et purchè uolesse sarebbe aiutato da tutta

la Christianità, et quello che importa non meno di tutto il Resto, ha

ad arbitrio, et disposition sua la giustitia, con la quale sola non è

dubbio, che sarebbe bastante de regolare il tutto.

Sono accettate queste ragioni perchè non si può negare, Ma si risponde,

che la Nobiltà di Francia, che è quella dalla quale depende il Popolo,

totalmente è corrotta per la maggior parte, et da questo procede

tutto il male, che la grandezza del Rè proprio in ogni tempo è stata

principalmente per il seguito, et obedienza de i Nobili, et mancandogli

essi Sua M^[ta] resterebbe debolissima, et allegano le battaglie

guadagnate per diuina dispositione, che non si sono poi proseguite,

nè cauatone quel frutto, che si speraua, et douenasi. Onde si uà

imprimendo nell’ animo di Sua M^[ta] che per quel verso mai si potrà

uedere il fine, et che però manco mal sia essere ricorso all’ accordo

in quei modi, che si è potuto, perchè il tempo farà ben lui. Le quali

fallacie sono troppo palpabili, toccandosi con mano, et uedendosi con

l’occhio chiaramente doue stà la magagna: percioche il Re uorrà recarsi

la mente al petto, e redursi a memoria delle cagioni, perchè non fù

seguitata la Vittoria dopo la battaglia di San Dionigi, et perchè si

diede tempo tante, et tante settimane alli Ribelli di riunirsi, et

stabilirsi nelloro capo, et non si uolse mai obedire d’andare a cauarli

da Monteri, o Faulnona, come sa chiunque si trouò, che si poteua

fare senza alcun pericolo, et perchè a Craton in Campagna, quando si

seguitauano li Ribelli non si uolse combatterli, nè manco andarli

appresso da uicino, ò tagliargli i passi, come è palese, che si poteua

per non impedirgli la congiuntione con il soccorso, che ueniua loro di

Germania, conoscerà manifestamente Sua M^[ta] di essere stata tradita,

et sa da chi, et lo proua da far punire i malfattori per giustitia,

ma non è stata consigliata da uenirne mai all’ esecutione, perchè Sua

M^[ta] non hà uoluto consigliarsi con altri, che con coloro che la

tradiscono. Veggasi quel che seguì poi con l’altra pace fatta con mira,

et intentione di dare la stretta alii capi di quella maledetta setta,

dopo che hauessero deposte l’ armi, et reso le Fortezze; acciochè con

tal mezo si conseguisca l’ intento, che si deue hauere senza tanto

sangue per non debilitare le forze proprie. Ma i traditori, che dauano

il Consiglio, o almeno erano partecipi di esso, seppero guidare le cose

in modo, et si lasciò uscire la uolpe dalla tana, et portò il caso,

che appunto quelli di cui altri si fidaua più, et che haueua l’ordine

di fare l’ essecutione, auuertissero si a tempo i Ribelli, che furono

i primi a repigliare l’ armi, et uscirne di Noyrs, et conseruaronsi la

Roccella, et hebbero in ordine di poter pigliare Angoslen per forza,

prima che le forze del Re fossero unite esse da opponesseli, che anco

questo, come il resto uiene procedette tutto dalli traditori tiranti

adrieto le prouisioni Regie per dar tempo a complici di lauorare,

Piacque pur poi a Dio, che miracolosamente fosse ammazzato, il Prencipe

di Condè, et disfatto parte delle genti di Moners, ma non si seguitò,

come si poteua doueua, et conueniuasi. Venne ancora il Duco di

Dupponti, che si poteua combatterlo, et uincerlo al sicuro, et non si

fece per le cagioni, che si seppero, et pure non ci si prouidde.

Fu seguitato, et verso Limoges si hebbero diuerse occasioni di romperlo

senza alcun risico, et non fù esseguito per la colpa di chi n’ impediua

la essecutione con l’autorità, che haueua nell’ essercito Regio;

accioche si lasciasse se unire col Coligni, anzi fù procurato con buona

cura di guardare l’ Essercito Regio in forma, et in siti, che la fame,

et gli stenti l’ hauessero a fare sbandare, dando andito, commodità, et

aiuto à ribelli di godere il Paese, et d’impatronirsi de’ magazzeni,

de uittouaglie munitioni, et artigliarie preparate da alcune persone,

che si era troppo apparentemente ueduto, che erano colpeuoli, in ciò

si uenne al paragone, come questi tali scellerati traditori erano di

più autorità, essi appresso le loro Maestà, che qualunque recordaua

la salute, et il seruitio di esse, come riusci similmente quando si

era fatta deliberatione de Suizzeri, et Italiani, così all’ ingrosso,

che il Re auesse facoltà di farsi la ragione con l’ armi à malgrado de

Francesi, che la seruiuano male, i quali misero sù Mons^[r] Duca d’Angiù

che la impregnò, come cosa che offendesse la dignità, et honor proprio

di Sua Altezza, conoscendo chiaramente, che l’ intenteone de chi

gouernaua, et consigliaua Sua M^[ta] non era uolta ad altro fine, che

fargli inimici, ouero diffidenti tutti gli altri Prencipi, et in somma

priuarlo di tutti gli aiuti esterni.

Le difficoltà, che furono interposte, per consumar tempo nell’ andare

al soccorso di Poiters, sono anco loro ben note, perchè ùhebbero

da interuenire diuersi capi, che andarono con le genti Italiane,

finalmente, come Piacque a Dio seguì la battaglia di Moncontor, dopo

la quale il Rè medesimo sa, come fù tenuto a bada sotto San Giouanni

d’Angelin, nè si uolse mai mandare parte della Cauallaria, non che

tutto l’Essercito dietro alli Ribelli rotti, et in fuga, di sorte che

non era possibile, che si riunissero, se non se gli fusse lasciato in

preda le migliori, et più opulenti Prouincie di Francia per accrescere

loro il seguito de Padroni, et lasciarli reinferscare, et rimettere

insieme. Dalle quali cose si ode, che il Rè medesimo hà scorto qualche

cosa, che gli ha fatto nausea. Ma essendo Sua M^[ta] attorniata di

gente, che lo cerca d’ingannare, et tradire per ogni uerso, ella

non può discernere i Lacci, che gli sono tesi ne i pericoli doue si

troua, però e da cercare di far la molto ben capace delle sopradette

cose, mostrandoli, che es non si lieua da torno quei ribaldi, che

cercauano così grandi artificij di rouinarla, ella si prouocherà l’

ira di Dio, ne douerà più sperare nella sua diuina misericordia, che

così miracolosamente l’ ha sostenuto, et protetto fino al presente,

ma restarà in preda di coloro, che non hanno altra mira, che di fare

andare in precipitio la Sua Corona.

Di sopra e fatto mentione di alcuni particolari dè più sostantiali,

accioche accadendosi si sappiano addurre per essempio al Rè, alla

persona del quale pare, che si debba far capo direttamente, et parlare

a Sua M^[ta] senza maschera, perchè certo non se gli può far maggior

benefitio, che id storarli le orecchie, et aprirgli occhi, et la mente

per farli bene intendere liberamente, come non resta, che da lei

medesima, se non uorrà porre rimedio a tanti mali, à quali tutti può

prouedere facilmente, con punire quelli, che nominatamente si daranno

in una lista, et degli altri, che gli paia, che lo meritino, secondo

il riscontro, che trouarà su le scritture cauate da Casa Coligni, et

ancora, che alli ribelli di Christo, et suoi, che hanno fatto tutte, et

si grandi, et inaudite sceleratezze, secondo l’ opinione di alcuni, non

accade considerare di guardar Fede ò promessa fatta, nondimeno si può

fare di castigare solo quelli, che hanno tradito, mentre seruiuano nel

campo, ò nel Consiglio regio, che fia senza alcun dubio a bastanza.

Hassi d’ auuertire ancora il Rè, come fin che Sua M^[ta] se n’ è ita

presso alle grida, et è stata con effetti del tutto Ingannata, ella può

esser scusata appresso Dio, et al Mondo, ma dopo che saranno scoperte

le magagne, et rappresentatole la uerità, et il modo di non star più

in preda, et alla descrittione de’ traditori se non ci può: uederà la

colpa di tutti i male, si ridurranno sopra le sue spalle, et restarà

abbandonata da Sua Diuina M^[ta] appresso della quale più non uarranno

i prieghi, et oratione del Papa, et de gli buoni, et fedeli, che forse

hanno giouato più di ogni altro aiuto humano a sostenerla. Vedesi, che

gli Heredi uanno cercando sottilmente a qualunque occasione di fare che

il Rè offenda Dio per prouocargli il suo giusto sdegno, mettendogli

inanzi con la sua pelosa carità di conseruarsi l’ amicitia del Turco

di usurpare i beni Ecc^[ci]. et fino a mettersi a fare nuove Imprese

fuora del Regno col mezo delle loro Armi, la qual ultima cosa non è

incredibile in alcun mode se già il Re non uolesse darsi loro in preda

del tutto, perciochè quando quell’ armi si uoltassero contra qualunque

si sia stato di Prencipe Catholico Nostro Sig^[re] non potrebbe

mancare di far quanto si appartiene al debito dell’ offitio suo, senza

risguardo d’ altra mondana consideratione, trattandosi della gloria

di Dio, et conseruatione della Sua Santa Legge, nel qual caso Sua

Beatitudine sarebbe forzata di procurare con la medesima caldezza di

souuenire, et aiutare altri contra gli Heretici, che ha fatto con il Rè

Cat^[co]. et con Venettiani, la qual Lega si hà da ricercare, che sia

uolta contra gli Heretici, et Infedeli, piutosto, che altroue.

Sopra la competenza, et gara de grandi, si possono dir moltj

particolari in uoie, che sarià troppo lunga cosa mettere in scrittura,

basta, che tutto seruono a negare la debita obedienza al Padrone, et

al uoler portar l’ armi con le quali s’ impedisce la giustitia, et

fino a tanto che il Re non punisce a qualche uno de buoni, che lo

meriti, perchè altri non preuarichi poi in modo, che una parte, et l’

altre si chiarisca per effetto, come Sua M^[ta] uuole conseruarsi la

superiorità, che se gli conuiene, mai sarà libera da queste molestie,

et sempre si starà in preda di ogni uno.

E. uerisimile, che la Reina ami più di tutti gli altri lo Stato, et la

uita del Re et l’ unione, et conseruatione de gli altri suoi Figliuoli,

essendo essa prudente quanto si sa, et hauendo tanta cognitione delli

humori, quanta le ha fatta imparare la lunga amministratione del

Gouerno, che ella ha hauuto, però non si può dubitare, che Sua M^[ta]

per ambitione di conseruarsi l’ autorità preuarichi in parte alcuna di

quel che deue, ma la proua ci ammonisce troppo, che da lei non si può

aspettare quelle esecutioni, che ha mostro al Duca d’Alua in Fiandra,

che basta a stabilire le solleuationi, et ribellione, perchè il sesso

non gli lo promette, et anco in uerità di essere scusata, essendo stata

Forastiera, et senza appoggio di potersi reggere secondo lei in simili

casi, bisognando delle cotai deliberationi persona di gran cuore, et

che habbia oltre l’ autorità l’ attitudine di fare con le mani proprie,

quando l’ occasioni lo ricerchi, però con la M^[ta] della Reina, non

pare che accada pensare di poter profittare per tal uerso, si che il

trattarne con essa non si deue hauere per opportuno, et anco di questo

si potrebbe pigliar Conseglio sul luogo per gouernarsene secondo che

giudicassero meglio quelli che si sà, che sono buoni, et ueri Cat^[ci]

et che non hanno più mira alle passioni particolari per il desiderio

di hauer maggior partecipatione nel Gouerno, che al seruitio, et ben

publico.

Intorno alle quali cose è ben necessario, che chi sarà impiegato

habbia molta prattica, et gran prudenza da saper usare la descrittione

essendoci bisogno di somma consideratone, percioche quando si trouasse

tanto in preda a chi gl’ Inganna, che altri si disperasse di poter

illuminarlo, et che si restasse ben chiaro di non douer cauar Frutto

dalla persona di Sua M^[ta] sarebbe da uoltarsi forse ad altra strada,

cioè uerso quei Prencipi, et grandi, che si conseruano Catholici, et

che restano essosi et esclusi dal Re, et dal gouerno, et priui di

autorità, et reputatione, i quali se haueranno un capo dependente dal

Papa del quale sappino di potersi fidare, sono atti a uolersene, et

con il mezo della sua autorità far tale unione d’ arme di Cat^[ci]

in quel Regno, che il Re sia forzato a riconoscersi del suo errore,

perchè la maggior parte delle Prouincie di quel Regno sono sotto il

gouerno de Prencipe, o Sig^[re] Cat^[co]. ciascuno de quali saprà, et

potrà ridurre le associationi, che furono incominciate con i loro Capi

minori, et mediocri, et supremi da ualersi dell’ arme, nel modo stesso,

che hanno sempre usato gli Ugonotti, et con esse dare adosso a gli

Ugonotti da ogni parte per estinguerne la prima razza, che anco sopra

ciò in uoce si può esprimere uarie cose, le quali sarebbono noiose a

mettere in scritto, et a tal proposito si può ridarre a memoria quello

che loro M^[ta] mandarono ad offerire al Papa per sicurtà della loro

rissolutione di non uolere mancare subbito, che potessero liberare quel

Regno dalla Heresia, cioè di capitulare espressamente, che a detti

Gouernatori delle Prouincie se le usurpassero in caso di tal mancamento.

L’ abbandonare questa causa non è secondo la bontà, et pietà di

Nostro Sig^[re] nè a ragion di Stato conciosiache non si prouedendo

è da dubitare, et da tener per certo, che gli Ugonotti anderanno

sependo, et cercando d’ impatronirsi se gli riuscisse à fatto del

Regno per procedere poi anco più oltre con imprese esterne, et forse

hanno dissegno col mettere su il Re a nuoue Imprese di conseguir l’

una, et l’ altra Impresa in un medesimo tempo col far morire il Re,

et li Fratelli, et altri grandi, che potessero per uia di congiure,

et di tradimenti preualersi dell’ entrata della Corona, et del Clero

a sostenere solo l’ Imprese cominciate in compagnia del Re, la qual

consideratione, sebene paresse lontana non è da gettarsi dopo lè

spalle; anzi è consentaneo alla ragione di permeditarsi, et fare con la

prudenza quei rimedy, che sono giudicati più conuenienti.

Frà quali s’ intenda il mandare al Re, et alli Cat^[ci]. una persona

sola, o due, una diretta a Sua M^[ta]. et l’ altra alli Cat^[ci]. che

si riferisca, et obedisca al principale.

Forse non sarebbe inconueniente di mandare anco uerso il Re Cat^[co].

persona ben confidente, et sincera et rissoluta, che potesse cauare Sua

M^[ta] Cat^[ca]. de Generali, parlandogli con buona intelligenza delli

humori prefati di Francia, et mostrandogli quanto sia il pericolo,

che portano gli Stati di Fiandra, si perchè con il tempo diuentando

Heretica la Francia, quelli Stati infetti di già non si potranno a

modo alcuno conseruare da Sua M^[ta]. Cat^[ca] quali remedij ella

presume di farci, et sapere, accioche si potesse disponere, et pensare

se con i Vinetiani et altri Prencipi si potesse fare simili offitij per

tastarli il polso douendo essi presumere, che sempre, che fusse mosso

guerra alli Stati del Re di Spagna a loro non rincrescesse di potersi

aiutare della Lega fatta, ma necessario, non che opportuno, in ogni

caso pare il far prouisione quà de danari, de quali Sua Beat^[ne]. ha

a ualersi grossamente, si per aiutare quelle cose, come per diffondere

Italia, et il resto della Christianità dalle forze di questa scelerata

setta. Et perchè le deliberationi di tanta importanza, nella quale si

tratta della salute del Regno, et della conseruatione della Santa Sede,

et della Christianità si hanno da fare con matura consideratione, si

potrebbe per auentura discernere meglio qual partito fosse da pigliare

prima, o poi, et come, et fino a qual termine udendone il parere di

quelle persone, che paressero, et fussero giudicate intelligenti, et

confidenti. Quanto alle richieste fatte adesso dal Re, la risposta

fatta da N^[ro] Sig^[re] sopra la dispensa del Duca di Ghisa, et

della Prencipessa di Portiano, non può essere più giusta, ma è facile

a temperarla col mandare la dispensa del tutto spedita per chi

andasse, accioche si uaglia di darla, o non appalesarla, secondo, che

trouerà, che sia più a proposito per li humori; Conciosiache se si

conclude affatto il Matrimonio di Portogallo, come è da stimare, che

sia il disegno, chi sa che Madama Margherita non diuentasse moglie

del Duca di Ghisa, piutosto che del Prencipe di Nauarra. Et circa

il permettere che gli Ugonotti possino habitare sicuramente nella

Città, et Contado di Auignone, non parche accada stare in dubbio, che

Sua Santità, non lo può, ne deue concedere, ma di restituire i loro

beni, et lasciarli contrattare, perchè ne sgombrano, si può ben forse

hauerci consideratione, se con questa gratia fatta al Re si uedesse di

accomodare con Sua M^[ta] qualche una delle cose più sostantiali, et

anco ciò pare, che bisogni rimettere alla descrittone, et prudenza di

chi si uolesse mandare, il quale deue hauere per massima, che sempre,

che il Re uoglia essere così impio, che si risolua di fare quello,

che può per leuare al Papa, et alla Santa Sede quello Stato, non ci è

rimedio a diffendersi, ne essendo Auignone troppo circondato dalle sue

forze, però conuiene auitarsi di conseruarselo, come si è fatto per l’

adietro in tutti i tempi con l’ autorità, et beneuolenza, et fauore

del Re, al quale se può rimostrare che N^[ro] Sig^[re]. non uuole,

ne intende tenere con l’ armi perturbato il suo Regno, mà solo tanta

guardia nella Città, et Terre, che ui sono, che basti a non lasciarle

rubbare per tradimento a quattro di quei scalzi Ugonotti, come ne sono

state tolte tante a Sua M^[ta].

Douendo questa scrittura seruire solo per informatione delli humori di

quel Regno, non pare, che accade farla ordinata, ne limitata, però sarà

fatta, come si è potuto all’ imprescia &c.

APPENDIX XIV

[P. 354, n. 1]

STATE PAPERS, FOREIGN

ELIZABETH, VOL. XCVII, NO. 1,711

[_Printed pamphlet of 6 pages_]

[_Title page_]

ESTABLISSEMENT

DE LA FRATERNITE

DES CATHOLICQUES DE CHAALON SUR

SAONE ERIGÉE À L’HONNEUR

DU BENOIST SAINCT

ESPRIT EN L’AN

1568

[_Woodcut representing the Holy Trinity_]

AU NOM DE DIEV

AMEN

Nous soubscritz bien | acertenez que la sain | cte Eglise Catholique |

ne peut faillir, errer, ny | vaciller en l’observan | ce de la pure,

sincere | & vraye volonté de Iesu-Christ nostre | souverain Dieu,

comme estant co | lumne & fermeté de verité, qui est, & | doit estre

de consequent fondée & esta | blie sur la doctrine des Prophetes,

des | Evangelistes, & des Apostres. Dont Je | su-christ mesme est la

maistresse Pierre | angulaire qui a voulu le sainct Esprit | demeurer

à iamais tant que le monde | sera monde eternellement avec sadicte |

Eglise Catholique. Dont n’est à croy | re, comme nous ne croyons que

| Dieu ayt permis son peuple Chre | stien vivant soubz ladite Eglise,

estre | par aveuglement en erreur, & idolatrie | par l’espace de mil

cinq cens & plus | d’ans. Soit par les celebrations de la sain | cte

Messe, assistance du peuple & cere | monies d’icelle, entretenue par

tant de | sainctz & grandz personages en scavoir, | religion, saincte

vie, martyrisés pour le | nom de Dieu, Confesseurs vivans austere |

ment en toute parfaicte doctrine, Vier | ges, que autres bons fidelles

d’icele Egli | se catholique. Par l’approbation de la | quelle (non

autrement) nous avons pure | credence des sainctes escritures, du Viel

| & Nouueau Testament, donc d’icelle | lon ne se doit devoyer, retirer,

ny demen | tir en maniere, que ce soit, sans blasphe | me, erreur, &

damnation. Mais doit lon | par l’ayde supplication, & prieres à | Dieu,

& illumination de son S. Esprit | estre fermes & stables, reiectant

tous flots | des persuasions de nouvelle doctrine, | soubs quelconque

pretexte quelle puis | se estre suggerée.

A ceste consideration par in | tention Chrestienne soubs la divine

puissance | & espoir par l’inflammation du | benoist S. Esprit d’estre

maintenus & | conservez en nos consciences, en l’union, | mansuetude,

crainte, & obeissance d’icel | le Eglise catholique, à l’imitation de

la | maiesté du Roy nostre sire, & soubs sa | protection & bon plaisir,

desirans nous | efforcer de luy rendre & rapporter sub | mission &

prompte obeissance, en tou | tes les choses, que nous voyons, & sca |

vons estre observées, selon la saincte vo | lonté de Dieu, au salut

eternel de nos | ames, par sadicte maiesté royale & ses | tresexcellens

predecesseurs, qui ont ve | scu & sont decedez puis l’heure qu’ilz |

ont estez oinctz & sacrez de la celeste | unction par le mystere de la

saincte Mes | se dont ilz remportent le nom de tres | chrestiens. |

Nous avons soubz ledict bon vou | loir & plaisir du Roy faict entre

nous & | pour tous autres Catholiques qui ad | ioindre se vouldront

une fraternité qui | s’appellera Confrairie & société des Ca |

tholicques. En laquelle sera esleu un | Prieur pour luy obeir es choses

& en | droicts concernans les poincts dessusdicts | circonstances

& deppendances à mesme | fin sera chascun dimanche a noz fraiz |

celebree une Messe du Benoist sainct | Esprit en l’eglise de nostre

dame des Car | mes de Chaalon & aultres iours qui sera | avisé par

ledict Prieur ou seront tenuz | d’assister ceulx qui seront appellez

pour | ladicte assemblee en bonne & louable de | votion & continuer

en prieres qu’il plaise | à nostre pere celeste conserver sa dicte |

Eglise & la purger de toutes perturba | tions & remettre icelle en une

seule foy & | donner prosperité a nostre Roy en tous | ses affaires &

luy prolonger la vie a la gloi | re & sanctification du nom de Dieu à

l’avan | cement & manutention de la religion Catholique | & courone de

France & sil adve | noit (que Dieu ne vueille) que quelques | uns par

une effrenee volonté entreprins | sent contre l’intention de sa dicte

maie | sté d’user d’emotions, iniures, detractions | contre ladicte

religion Catholique, vio | lences sacrileges, invasions, conventicules,

| à l’effect dessusdict, batteries, meurtres, | pilleries d’Eglise,

rouptures d’aultelz | images, croix, & choses dediees au servi | ce

divin. Promettons y resister par tous | deux moyens tant par promptz

advertis | semens aux superieurs & iusques à sa di | cte maiesté que

aultrement comme il sera | de besoin. Et si les effortz estoyent si pe

| tulentz qu’ilz requissent prompt empe | schement: Promettons y tenir

par une | unanimité la main & faire tout ce que | par nos superieurs

sera ordonné pour la | manutention de ladicte religion, resister |

aux entreprinses contraires. Et au cas | qu’il advint que Dieu ne

vueille que les | persones de sa maiesté & de messieurs | ses freres

qui maintiennent & maintien | dront nostredicte religion & Corone fus

| sent oppressees de sorte que ne sceussions | avoir advertissemens de

leurs volontez. | Promettons rendre toute obeissance au | general chef

qui sera esleu sur la presen | te société. En tesmoin desquelles cho

| ses susdictes & pour l’observance & ac | complissement d’icelles,

Nous les avons | tous soubsignez & marquez de noz | seings & marques

accoustumez audict | Chaalon, le dimanche vingtcinquiesme | iour du

mois d’Avril l’an mil cinq cens | soixante huict.

Comme Secretaires esleus en ladicte fraternité & par ordonnance

du superieur en icelle.

LAMBERT.

[1769]

BELYE.

[_Not endorsed_]

APPENDIX XV

[P. 354, n. 4]

STATE PAPERS, FOREIGN

ELIZABETH, VOL. C, NO. 1,862

[_Catholic League in Maine_]

Nous soubsignez confederez et alliez par saincte et divine alliance

pour la continuation et maintention de lhonneur souverain deu a notre

Dieu le createur et aux commandementz & ordonnances de la saincte

eglise catholique apostolique & romaine et pour la maintention de

lestat du Roy treschrestien et trescatholique, notre souverain prince

esleu & a nous baille par la grace et providence divine pour notre chef

& souverain terrien debateur & conservateur de lad. eglise catholique &

romaine et des sainctz decretz & concilies dicelle, et de lobeissance

que nous et tous ses bons subiectz luy devons et a noz seigneurs ses

freres aussi treschrestiens & trescatholiques, repoz de son Royaume

& de tout son peuple Et afin de maintenir lad. eglise et religion

catholique apostolique & romaine pour obvier par tous moyens licites

raisonnables et permis de Dieu aux damnees entreprinses machinations

et conspirations que Sathan a mys es cueurs daucuns malheureux qui

ont tendu & tendent par tout lesd. artz dyaboliques de non seulement

imminer mais du tout subvertir lad. religion catholique apostolique &

romaine et lestat & auctorite du Roy notre bon souverain catholique et

treschrestien Prince & legitime defenseur dicelle et de nosd. s^[rs]

ses freres, et pour tenir moyennant layde de Dieu et le consentement &

accord de leurs ma^[tes] tout le peuple en repoz Pour servir a Dieu & a

notre mere saincte eglise et rendre lobeissance deue a leurs Ma^[tes],

faire obeir la justice tant de ses courtz de parlementz que autres ses

juges magistratz, Promettons et jurons vivre et mourir en lad. religion

catholique apostolique & Romaine et lobeissance deue ausd. Ma^[tes] et

a leur justice Nous promettons aussi & jurons ensemble toute obeissance

service et ayde et de noz personnes & biens pour empescher & courir

sus avec leurs auctoritez contre tous perturbateurs innovateurs et

contrevenantz a lad. religion; en estats desd. ma^[tes] & a leurs

sainctz & catholiques edictz & ordonnances divines & polytiques et de

nous secourir les ungs les autres aux effectz susd. par tous moyens

contre tous rebelles heretiques sectaires de la nouvelle religion

en quelque lieu quilz soient & qui en sont suspectz ou nadherentz a

notre party et tendans a fins contraires. Le tout jusques a la mort

inclusivement. Le xj^[e] Iuillet 1568.

Depuis ces presentes signees par la noblesse mercredy dernier elles

furent signees en cahier distinct toutesfois en mesme livre par les

presbytres. Et vendredy portees par lesd. presbytres auturs estat Et

y ont soubsigne les eschevins & procureurs de la ville plusieurs des

officiers du Roy et des bourgeois avec menasses a ceulx qui nont voulu

signer destre tenuz suspectz. Et par la conference quils ont eue tous

ensemble, la noblesse sest chargee du reiglement pour assembler et

dresser les gens de guerre et ceulx qui peuvent porter les armes et

dadviser et eslire les chefz pour leur communte. Et les presbytres et

le tiers estat sen sont de tout submys a la noblesse. Ils font signer &

jurer par les bourgades aux procureurs & plus apparentz des parroisses.

Lesgail sest faict en la ville du Mans pour la solde des harquebuziers

a cheval pour mons^[r] le seneschal de Maine. Et ayant a son arrivee

trouve les portes assez mal gardies a faict publier la garde avec

injunction des peynes.

[_Not signed_]

[_Endorsed_] Copie de lassociation faicte | par les provinces.

STATE PAPERS, FOREIGN

ELIZABETH, VOL. C, NO. 1,863

Cest le Roole de la saincte union contenant quarante rooles en

parchemin cestluy compris.

Nous soubsignez confederez & alliez par saincte et divine aliance es

Duché Canton et Conté du Maine, pour la continution et manutention

de l’honneur deu a Dieu notre createur, de ses sainctz comandementz,

et ordonnances de la saincte Eglise catholicque, apostolicque et

Romaine: Et pour la manutention de lestat du Roy treschrestien et

trescatholicque notre Souverain Prince, esleu et a nous baille par

la grace et providence divine pour notre Chef et Souverain terrien

dominateur et conservate^[r] de lad. saincte Eglise Catholicque,

Apostolicque et Romaine, et des sainctz decretz et conciles d’icelle,

et de lobeyssance que nous et tous ses bons subiectz luy debuons, et a

tous nos Seigneurs ses freres aussy treschrestiens et trescatholicques

Princes, repos de son Royaume, et de tout son peuple: Et afin de

maintenir lad. s^[te] eglise et Religion catholicque, Apostolique et

Romaine, po^[r] obvier par tous moyens licites raisonnables et permis

de Dieu, aux damnees entreprinses, machinations et conspirations que

Sathan a mises es cueurs d’aucuns malheureux qui ont tendu et tendent

par tous artz diaboliques de non seulement imminuer mais du tout

subvertir lad. Religion catholique; Prince treschrestien et legitime

defenseur, et de nosd. Sieurs ses freres. Et pour tenir moyennant layde

de Dieu, consentement et accord de leurs maiestez, tout le peuple en

repos pour servir a Dieu et rendre lobeyssance deue a leursd^[es]

maiestes, faire obeyr la justice, tant de ses Cours de parlement que

aultres des juges et magistratz. Promettons et jurons vivre et mourir

en lad^[e] Religion Catholique Apostolique et Romaine et obeyssance deue

ausd^[es] Maiestes Ausquelles Maiestez et Iustice nous promettons

et jurons toute obeyssance, secours, et ayde, et de nos personnes

empescher et courir sus, aveq leurs authoritez, a tous perturbateurs,

innovateurs, et contrevenants a lad. Religion, et Estatz desd^[es]

Maiestez, et a leurs sainctz et catholiques Edictz, et ordonnances

divines et politiques: Et nous secourir les uns les autres aux effectz

susd^[es] par tous moyens contre tous rebelles, heretiques, sectaires

tendantz a fin contraires. Le tout jusques a la mort inclusivement.

Faict et arresté au Mans lunz^[me] jour de Iullet 1568.

[_Not signed_]

[_Endorsed in Cecil’s hand_]

Copy of a Conspyracion by | vow, in France by the | Catholicques

ag. the contraryes.

APPENDIX XVI

[P. 359, n. 1]

STATE PAPERS, DOMESTIC

ELIZABETH, VOL. XLVII, NO. 72

[_Walsingham to Cecil_]

S^[r]

Notw^[th]standynge my frend doothe assure me that he is advertysed by

sooche as he doothe imploye in that behalfe, that ther wer of late

certeyne lodged in Sowthewerke whoe nowe are departed, whos clos keping

of them selves gave great cause of suspytion of no dyrect meanynge.

At this p^[r]sent s^[r] I am requested by him to advertyce you that in

taulke that passed of late betwene the new come Cardynaule and him,

towching the undyrect dealynges of the Cardynaule of Loreyne emongest

other thinges he shewed him that thre of late were sent by the sayde

Car. of Loreyne to exequte the lewde practyce in the searche wherof

yt pleasethe you to imploye us two of the partyes, he thus descrybed

them unto him as followethe. The one to be of natyon an englysheman,

of complexion sangwine, his beard read, and cot (as commonly they

terme yt marchesetto) of vysage leane, of stature hye. The other of

natyon an Italyan, of complexion cholerycke and swarte, his bearde of

leeke hue, and cot, of vysage full faced, of stature and proportyon

lowe, and sooche as commonly we tearme a trubbe. After I had herde

the descryptyon of them I declared unto him that alreadye ye were

advertysed of the leeke and that you towld me that thos descryptyons

were so generayle, as they myght as well towche the innocent as the

gyltye. I further towlde him (as of my selfe) that the Cardynall

Shatyllglion myght use this as a meane to make his ennemye the more

odyowse to this estate. To the fyrst he replyed, that the rather he

had cause to be iealowse of thos descryptyons, for that he knewe an

Inglysheman of leeke descryptyon, havinge the Italyan tonge verry well,

and the Frenche reasonably well, that passed to and fro betwene the

pope and the Card. of L. and also the seyde partye resorted myche to

the noble man that at that tyme was lodged in my frendes howse; and

therfor the rather he seyde he was leeke to be imployed in so lewd a

practyce. To the seconde he seyd that he hath had so good exsperyence

of the synceryte and dyrect dealynge of the howse of Shatiglion as he

knowethe assuredly that they woold not seeke by so undyrect a meane to

make any man odyowse: And saythe he further to assure you, that sooche

a practyce may be in hande: I knowe by letters that I sawe by a secret

meane wrytten from Roome unto the bysshop of Viterbo, abowt syxe years

passed, in the tyme of B. Francys (of late memorye) the leeke practyce

was in hande the cavse also I knowe whie yt tooke no place, and therof

can advertyce m^[r] Secretarye when yt shall please him to deal w^[th] me

in that behalfe. Besides to provoke me to wryte he added further, that

he understood by sooche as he imployed in searche at Sowthewerk that

one of thos whom they holde for suspected shoold have a redd berde,

w^[th] the rest of the merks aboverecyted: and therfor for that he is

not to be fownde in Sowthewerke, he dowbtethe he may be repeyred to the

coorte: wherfor he desyerethe you most earnestly, that ther may be some

appoynted by you fytt for the purpose to have regarde in that behalfe.

Thus levinge any further to troble your honor I commyt you to God. From

London the xv^[th] of September a^[o] 1568.

Y^[r] honors to commaunde

FRA: WALSYNGHAM

[_Addressed_] To the right Honorable S^[r] William

Cicill principall Secretarye and

one of her Ma^[tes] privie counsell

At the

Court.

[_Endorsed_] 15 fbr, 1568.

M^[r] Francis Walsingham to

my m^[r]

APPENDIX XVII

[P. 375, n. 2]

STATE PAPERS, FOREIGN

ELIZABETH, VOL. CX, NO. 533

[_News from La Rochelle_]

Monsieur l’Amiral escript du commencement du moys de Ianvier, que

larmee de Messeigneurs les Princes se trouve fort gaillarde et plus

saine quelle n’a esté depuis ung an, et estime quele changement d’air

a esté ung des moyens, dont Dieu s’est servy pour faire cesser les

maladies qui y ont regné jusques a lors. Lad. armee estoit au port

de s^[te]. Marie a trois lieues d’Agen et tenoit tout le bord de la

riviere de la Garonne depuis les portes d’Agen jusqs pardela Marmande

et du long de la riviere du Loth jusqs a Villeneufve ou y a de petites

villes mais riches & abondantes de toutes choses necessaires a une

armee, et desquelles on tire quelques finances.

Mon: le Conte de Montgommery est de l’autre bord de la riviere de la

Garonne tenant tout le pais de la jusqs en Bearn et jusques a Lengon,

et au hault de la riviere jusqs a Haultvillar qui de son coste amasse

le plus de finances quil peut. Il ny a point dennemys qui facent teste,

ou donnent empeschemt. Ilz se tiennent clos & couverts dedans les

villes et laissent la campaigne libre aux dictzs^[rs] Princes. Mons. le

Mar^[al] Danville se tient a Tholose, et mons^[r] de Montluc a Agen. Ilz

ont des forces mais separees & mal unies de voluntez et de lieux. Le

S^[r] de la Vallette avoit este envoyé pour les rassembler et s’essayer

de faire plus que lesditz S^[rs] Danville et Montluc mais il s’en est

retourné sans rien faire.

Mons^[r] de Pilles et ceux qui estoient dedans S^[t] Iehan sont venuz au

camp bien sains et gaillards, ayans soubstenu le siege tant que les

pouldres ont duré & faict actes aussy belliqueux & magnanimes qui se

sount faictz de notre cage en siege de ville.

Il avoit este faict ung pont a batteaux sur lad. riviere de la Garonne

sur lequel hommes, chivaux charettes et artillerie avoient passé huyt

jo^[rs] durant, mais tant par la rive des eaux que par la faulte dung

qui estoit alle prendre ung moulin des ennemys po^[r] lamener aud. port

de S^[te] Marie. lad. moulin luy est eschappe et a choque et rompu

led. pont. Si est ce quon y a depuis donne tel ordre quon ne laisse de

passer.

Il y a plus^[rs] advertissements quil y a quatre mil Espaignolz a la

frontiere d’Lespaigne & que le Prince Daulphin s’en va les trouver avec

une troupe de cavalerie po^[r] le^[r] faire escorte.

M^[r] de Lavauguyon est venu entre les deux rivieres de la Dordogne et

du Loth avec vingt cornettes de cavalerie pour tenir les passages

desdictes rivieres. doubtant que Mess^[rs] les Princes les veillent

repasser, mais cela na empesché le S^[r] de Pilles de passer le Loth, et

saprocher desdictes cornettes, esperant les reveoir de plus pres en

brief.

Les reistres des dictz seigneurs Princes ont receu ung payement, et

son, si bien satisfaictz et contens que jamais ne fut veu une plus

obeissante nationt. Ilz sont partie dela la riviere auec M. le Conte

de Montgommery et partie decha, ne faisans difficulte de se separer et

recevoir le commandant de tous ceux quil est ordonné et d’aller en tous

lieux ou il le^[r] est commande.

Mons. le Conte de Mansfeld faict infiniz bons offices tous les jo^[rs],

esquelz il monstre ung zele a ceste cause avec une magnanimité, de

laquelle il ne cede a person quelconques. Et ne fault doubter que Dieu

ne layt envoyé pour ung tresgrand bien et necessaire comme aussy le

Conte Ludovic de Nassau prince tresvertueux et fort advisé.

Quand a la negotiation de la paix, les admis de la Rochelle portent que

ung moys durant le Roy et la Royne ont souvent envoye devers la Royne

de Navarre pour l’exhorter a entendre au bien de la paix et haster les

deputez, lesquelz ont longuement differé a cause des difficultez qui

ont este mises en avant tant po^[r] le peu de seurete quon trouvoit aux

passeportz qui estoient envoyez de la partie de le^[rs] majestez, que

po^[r] la distance du lieu, ou le pourparte de lad. paix estoit assigné

et ordonné, qui est la ville d’Angiers, en laquelle a Co^[rt] se

retrouve a present.

Finalement leurs majestes ont renvoyé autres passeportz, et depesché

le s^[r] du Croq le^[r] m^[e] d’hostel, pour conduire lesdictz deputez,

lesquelz furent nomez au conseil tenu a la Rochelle le x^[me] de

Ianvier, ascavoir, les s^[rs] de Beauvoir la Nocle lieutenant de feu

Mons. d’Andelot, Cargeoy gentilhomme de Bretaigne, Compain chancelier

et la Chassetiere Brodeau secretaire de la Royne de Navarre. Le

S^[r] de Theligny est aussy des deputez, mais avec sauf conduit pour

et retourner quand bon luy semblera et besoing sera, pour raporter

no^[les] de lad. negotiation a lad. Dame Royne et a Messeigneurs les

Princes et Mons. l’Amiral selon les occurrences.

Et encore qu il semble que le Roy desire la paix et quon ayt advis quil

la veult faire a quelque pris que ce soit, si est ce que pour le peu de

foy et seurete quon a esprouve par deux foys en celle qui a este faute,

on est resolu de la faire a ce coup avec laide de Dieu bonne, asseuree

et inviolable. Et a ceste fin on a baille aux dictz deputez ung pouvoir

si restraint quilz ne peuvent rien conclure sans premier avoir ladvis

de lad. dame Royne desdicts S^[rs] Princes et dud. S^[r] Amiral, et jusqs

a ce quil ayt este par les susdictz dame Princes et S^[rs] arreste. Ce

qui ne se fera sans pallablement avoir surce le conseil et deliberation

de nos confederez et de ceux qui nous ont favorise, aide et secouru en

ceste cause comme il est raisonable, et a fin de pouvoir mieux asseurer

lad. paix; esperans que en y procedant de ceste facon et establissant

le pur service de Dieu par dessus toutes choses il honora les actions

de ceux qui y seront employez.

Au reste la charge desdictz deputez consiste en trois points ascavoir

la liberte des consciences et exercice de la Religion sans distinction

de lieux ou personnes. La seurete & protection de nos vies et personnes

& la restitution de biens honne^[urs] charges, estatz et dignites.

Ceux qui sont hors de ce Roy^[me] quon a resolu dadvertir premier

que de conclure aucune chose sur le traicte et pourparte de la paix

sont dune pt les princes D’allemaigne et mesmes monsie^[r] le Prince

d’Aurenge, et dautre pt Monsie^[r] Le Car^[al] de Chastillon par ce quil

y a eu si estroictes promesses et obligations faictes par ceux qui ont

en pouvoirs de Messeu^[rs] les Princes, quil a este trouvé raisonable

de ne rien faire sans le commun advis de tous ceux qui sont participans

en ceste cause et qui lont favorisee.

Le Baron de la garde se vante desja si la paix se conclut de faire ung

voyage en Escosse avec ses galeres.

[_Not signed_]

[_Not addressed_]

[_Endorsed in Cecil’s hand_] Ianvar 1569

Extract of letters from Rochelle &c.

APPENDIX XVIII

[P. 387, n. 1]

STATE PAPERS, FOREIGN

ELIZABETH, VOL. CVIII, NO. 359

[_Catherine de Medici to the duke of Anjou_]

[1569, September 10]

Extraict de la lettre de la Royne escritte de sa propre main a

Monseigneur le Duc du dix^[me] Sep^[re] Dclxix escritte au Plessis les

Tours.

Mon filz, Sanger irent tout a ceste heure darriver de vostre frere

par lequel nous a mande la bonne et utile nouvelle de l’heureux

desassiegement de Poittiers avec ung tresgrand honeur de mons^[r] de

Guise et de tous ceulx qui y estoient pour le grand et notable service

quilz ont fait a Dieu au roy et a ce royaume et de vostre frere de les

avoir si bien secouruz qen faisant semblant dassieger Chastellerault

et de donner ung faulx assault il a fait a quil vouloit et pourquoy

le roy lavoit envoye et a ceste heure il regardera de mettre peine

dabreger toute ceste guerre que avec layde de Dieu il mettra bien tost

le repoz en ce royaume et me semble que jamais ny eust plus doccacion

de remercier Dieu et le continuer de prier a fin quil nous mette hors

de tant de maulx.

[_No signature_]

[_No address_]

[_Endorsed_] Copie de la lettre de la Royne a Monseigneur le Duc.

APPENDIX XIX

[P. 389, n. 4]

STATE PAPERS, FOREIGN

ELIZABETH, VOL. CIX, NO. 444

[_Norris to Cecil_]

Right honorable The Admirall hathe lately written to the Cap^[en] of

la Charite that praise be givin to Gode he maye now joyne w^[th] the

vicountes at his pleas^[r] & that he hadd forces sufficient to make hedd

to his Ennemis, Praying the Governo^[r] to loke carefully to the places

on the frontiers & provide all thinges necessarie for the commyng of

Mons^[r] de Lizy, withe the Armey of Allemagnes whiche puttithe these in

great feare & use all meanes to treat a Peax that possibly the can.

Wrytten at Tours thise 19^[th] of December 1569.

Yo^[r] honours ever assuride to commaunde

HENRY NORREYS

[_Addressed_] to the Right Honorable S^[r] William Cisill Knight principall

Secretarie to the Quene’s most Excellent Maiestie & of hir

highnes preavy Cownsell.

[_Endorsed_] 19 xbr 1569

S^[r] Henry Norreys to my m^[r]

from Tours.

APPENDIX XX

[P. 392, n. 2]

STATE PAPERS, FOREIGN

ELIZABETH, VOL. CXI, NO. 580

Double de la responce faicte par le Roy aux ar^[cles] presentez a

sa Ma^[te] par les deputez de la Roine de Navarre.

Le Roy ayant entendu ce qui luy a este exposé de la part des deputez

de la Roine de Navarre des Princes de Navarre de Conde S^[rs]

Gentils-hommes & autres de toutes qualitez qui sont avec eulx les

_treshumbles requestes_ faictes a sa Ma^[te] de leur donner la paix

avec les seuretez qui sont en son pouvoir pour les faire jouir du

benefice dicelle. Ensemble les submissions qui luy ont este faictes de

luy rendre lobeissance & fidelité quilz lui doibvent Sadite Ma^[te]

pour la _singuliere affection quelle a tousjours_ portée a la Roine de

Navarre Princes de Navarre & de Conde pour la proximité de sang dont

ilz luy appartiennent. Le desir quelle a de la conservacion de ses

subgectz _speciallement de sa noblesse_ pour monstrer a eulx & a tous

les dessusditz son affection & clemence paternelle & royalle envers

eulx et la volunté quelle a de voir ses subgectz ensemble revinz

soubz son obeissance & son royaulme en repos de troubles qui y sont

de present leur a accordé pour parvenir a une bonne syncere & entiere

pacification desditz troubles les choses qui sensuyvent.

Car les treshumbles req^[tes] presentees a sa Ma^[te] de la part de

la Royne de Navarre et de Messeigneurs les Princes il est manifeste

que le but de lad. dame et desd. Seigneurs Princes n’est et ne fut

onques d’oster au Roy sa couronne comme ilz ont esté calumniez, mais

d’entretenir le vray pur et libre service de Dieu, come le Roy suyvant

la req^[te] des estatz la accordé a tous ses subgectz.

Nous sommes persuadez de la bonne affection que sa Ma^[te] a portee a

la Roine de Navarre et a Messieurs les Princes au paravant que ceulx

qui aujourdhuy soubz le nom du Roy oppriment le Royaulme eussent

chassé d’aupres de sa personne tous ses meilleurs et plus loyaux

conseillers et mesmes qu’au paravant ces dernieres troubles nonobstant

les fausses accusations calumnies et impostures dont on avoit charge

lad. Dame Roine et Messieurs les Princes, ce neantmoins n’avoient

tant sceu faire ceulx de Guyse que de faire oublier a sa Ma^[te] son

bon naturel, tellement que personne na doubté si sa Ma^[te] se fust

conduicte selon sa bonne inclination que sa bonne affection ne se fust

tousjours monstree en leur endroict et eussent este traictez comme

bons et prochains parens loyaulx subgectz et tresobeissans serviteurs.

Toutesfois il est cogneu notoirement que par les mauvaises praticques

desquelles ont use ceulx qui sont aupres de sa Ma^[te] lad. dame

Messieurs les Princes, les S^[rs] Gentils-hommes et autres estans a

leur suyte ont este beaucoup plus cruellement traictez que les poures

Chrestiens qui tombent entre les mains des Turcqs et Infidelles.

Ceulx de Guise ont assez faict de preuve de la bonne affection

quilz ont a la conservation des subgectz de sa Ma^[te], quand par

les secrettes Intelligences quilz ont avec la maison Despaigne et

speciallement avec le Duc d’Albe depuis huict ans en ça ils ont faict

mourir la meilleure partie de la noblesse et autres subgectz de lune

et lautre religion et mesmement les plus loyaulx & affectionnez au

service de sa Ma^[te]. Et quant a aymer la noblesse il est certain

que ce sont ceulx qui la haissent et craignent le plus et apres eux

les gens de lettres comme ceulx qui naturellement sont ennemys de la

tyrannie, et de lusurpation quilz ont voulu faire de la couronne et en

particulier des comtez d’Aniou et de Provence, et que ne promections

jamais lalienation de la souveraincté de Bar, que ceulx de Guise ont

essaie de praticquer depuis la mort du Roy Henry plus^[rs] fois et on

scait encores ce quilz ont faict dernierement. Et quant au repos public

il est certain que la paix et le Cardinal de Lorraine ne peuvent loger

en ung mesme royaulme.

Premierement que la memoire de toutes choses passées demeurera

esteincte & supprimée comme de choses non jamais advenues. Quil ne

sera loizible ne permis en quelque temps ne pour quelque occasion

que ce soit den faire jamais mention ne procés en quelque court

jurisdiction que ce soit ne ailleurs, et a ceste fin sera imposé

silence a ses procureurs generaulx en toutes ses courtz de parlemens &

leurs substitudz, sera aussy defendu a toutes personnes princes d’en

renouveller la memoire ny en faire reproche sur peine destre puniz

comme infracteurs de paix & perturbateurs du repos public.

Semblables choses nous ont este promises deux foix mais les courtz de

parlemens et autres juges inférieures n’ont laisse de faire mourir

ceulx quilz ont peu apprehender, le peuple a massacre par tout ou ils

a esté le plus fort, les assassinats ont este tous publics, de justice

ils ny en a point eu les injures plus grandes que jamais ce mot de

rebelle a este familier en la bouche des Gouverneurs des Provinces et

singulierement des soubz Gouverneurs dont la France est infectée, et

consequemment des pctis, partant pour effectuer ceste promesse est de

besoing que sa Ma^[te] pourveoie a la justice et a son prive conseil

comme elle seulle le peult et doibt faire autrement ces promesses sont

trappes et pieges.

Que tous arrestz sentences jugemens & procedures faictes en quelque

Court et devant quelques juges que ce soit durant les presens troubles

& aux precedens pour raison des choses passees durant ou a cause

desditz troubles a lencontre des dessusditz ou aucuns deceulx seront

mis a neant cassez & revoquez.

Il nest rien si naturel que tous affaires soyent dissoutes par le moyen

quel les ont este assemblees et partant est de besoing que les courtz

qui ont faict la playe facent la guarison donnans arrestz et sentences

contraires a leurs premiers arrestz et sentences, aillent en personne

despendre les effigiez et ossemens des executez ou en effigie ou apres

leur mort pour le moins en semblable sollemnité quilz les ont executez

comme il fut faict a Rouen en la personne des seigneurs de Harcourt

et de Granville. Et quant a ceulx qui ont este executez de faict que

punition exemplaire soit faicte des Iuges qui ont este autheurs de

telles sentences mesmes contre le vouloir et intention du Roy et que

les heritiers des defunctz prennent leurs interestz sur les biens desd.

criminelz.

Quilz ou aucuns d’eulx ne pourront jamais estre recerchez pour raison

des praticques ou intelligences quilz pourront auoir eves avec Princes

Potentatz Communautez ou personnes privees estrangeres ny a cause des

traictez ou contractz quilz pourraient avoir faictz ou passez avec

eulx pour raison des choses concernans lesdictz troubles & dependances

diceulx dont le Roy les a entierement deschargez et leur en baillera

toutes tres & seuretez qui seront a ceste fin necessaires en la

meilleure & plus autentique forme que faire se pourra.

Ce seroit a ceulx de Guise a prendre lettres d’abolition pour avoir eu

secrettes praticques avec les antiens ennemys de la couronne, les avoir

mis dedans le Royaulme pour parvenir a leur damnable desseing dusurper

le Royaulme et au contraire ceulx qui en une extreme necessité ont eu

recours a leurs antiens amys et confederez pour secouer ce joug et

mainitenir le Roy et la Couronne meritent toutes sortes de louanges et

de recognoissance pour leur grande valleur & pour tant de pertes.

Que par le benefice de ceste paix tous les dessusditz seront remis &

reintegrez en leurs honneurs & biens pour diceulx jouir eulx leurs

enfans heritiers successeurs ou ayans cause paisiblement et sans aucun

empeschement.

Cest article ne peult avoir lieu si ce que est dict cy dessus sur

lar^[cle] 3 nest execute. Item puis que ceulx qui ont tué de sang froid

Monseigneur le Prince de Condé et contre la loy de la guerre. Ceulx

qui ont emprisonne Monsieur d’Andelot et ce trahistre qui a tué le s^[r]

de Mouy ont este hault esleuez et renumirez Messieurs leurs enfans ne

peuvent estre remis en leurs honneurs sinon que punition exemplaire

soit faicte de si pernicieux hommes de leurs complices & adherens que

si Dieu mesmes a desja faict la vangeance d’aucuns (comme il la faict)

si leur memoire nest condamne.

Et pour gratifier particulierement lesditz Princes & ceulx de la

noblesse qui auront estatz charges & pensions de sadite Ma^[te] le Roy

les remectra en sesditz estatz charges et pensions pour en jouir ainsy

comme dessus est dit.

Cest article ne tend qu’a diviser les grands davec les petis pour les

opprimer les ungs apres les autres.

Et quant au faict de la religion le Roy, leur permectra de demeurer

& vivre paisiblement dedans son Royaulme en entiere liberté de leur

conscience sans estre recerchez en leurs maisons ny les abstreindre a

faire chose pour le regard de ladite religion contre leur volunté. Et

encores pour plus grande seureté sadite Ma^[te] leur accordera deux

villes lesquelles le s^[r] de Biron leur nommera, dedans lesquelles

ilz pourront faire tout ce que bon leur semblera et quilz vouldront

sans estre recerchez. Et neantmoins en chascune desdites villes sadite

Ma^[te] aura ung Gentilhomme capable & ydoine pour avoir loeil a ce

quil ne soit faict chose qui contrevienne a son auctorité & repos

de son Royaulme et qui mainctienne ung chacun en paix et repos. Ne

voulant sadite Ma^[te] quil y ayt au reste de tout son Roiaulme aucun

ministre ne quil soit faict autre exercice de religion que de la

sienne.

Dautant que cest ar^[cle] est le noud de la matière il est aussy

captieux en toutes ses parties.

Premièrement il est couché si a propos quon ne scavoit recueillir sil

s’entend seulement des Princes et de la noblesse oubien generallement

de tous. Et on scait comment on sest servy par cydevant de telles

facons de parler.

Secondement il y a de la contradiction manifeste en ce quil est dict

expres, quil y aura entiere liberté de conscience et neantmoins quil ny

aura point de ministres en France.

Tiercement de limpossibilité, car quelle peut estre la liberté de la

conscience ou il n’y a point dexercice de religion? Le Cardinal de

Lorraine pense que liberte de conscience et stupidite de conscience

soit ung. Or la liberte de conscience est en la liberté de la foy qui

est en Christ comment se peut engendrer entretenir et augmenter la foy

que par la parolle delaquelle estans privez il ne reste aucune liberté.

Le Cardinal se trompe en ce quil pense que la liberté gise a avoir

congé de n’aller point a la Messe, de n’aller point aux pardons et

choses semblables, mais la liberte de la conscience ne gist point a ne

point faire ce qui est mauvais, mais a faire ce qui est bon. La verite

dict qui oyt ma parolle et qui la mect en effect est bien heureux. Il

sensuyt doncq que qui ne loyt point est malheureux Il ne dit point qui

ne va point a la Messe. En somme notre liberte nest point composee de

negatives, mais fondee sur propositions affirmatives quil fault faire.

Item si le Cardinal ne peut comprendre quelle est ceste liberté des

Chrestiens, comme il ne peult ne luy ne quiconques soit en ce monde

sil n’est regendre denhault, au moins peult il bien entendre que quand

nous n’avons moyen de contracter mariages, baptizer les enfans, et

enterrer noz mortz que nous n’avons aucune liberté en noz consciences,

mainctenant quil me dise comment (ayans en horre^[r] les actes de la

papauté) nous pouvons faire ces choses estans privez du ministere de la

parolle de Dieu, et consequemment de pasteurs legitimes, mais il semble

que nous sommes comme luy cest adire que la religion ne nous est que

jeu et que nous serions contentz que tous le monde vinst en Atheisme

comme il est certain que si cest ar^[cle] avoit lieu avant peu de

temps la France seroit pleine de Payens et en peu de temps il seroit

a craindre comme desja il est de trop, que ce mauvais conseil ne fust

dommageable a ceulx qui l’ont donné et mesmes a tout lestat en general.

Quartement, cest ar^[cle] est ung piege pour attrapper tous ceulx

qu’on vouldra exposer a la mercy dung juge de village, car jusques on

sestendra ceste liberté? Si ung homme prie soir et matin ou a quelque

autre heure du jour, on dire quil aura faict acte de ministere comme

on trouvera desja assez de gens condamnez voire a la mort et executez

pour avoir prie Dieu, si on chante ung pseaume en sa maison ou en sa

bouticque on en sera recerché car on dira comme il a esté desja souvent

juge que cest autre exercice que de la religion du Roy cest adire de

ceulx qui sont prez de sa personne qui toutesfois nen ont point du

tout. Si on lit en la bible ou en quelque bon livure si ung maistre

apprend a ung enfant a lire dedans ung nouveau testament, si on luy

apprend son oraison en francoys on sera en peine. Brief, accorder aux

hommes une telle liberté de conscience est autant comme qui osteroit

les fers a ung homme et neantmoins on luy osteroit aussy tous les

moyens de recouvrer pain et vin et le laisserait en mourir de faim.

Finallement quant aux villes qui nommera le S^[r] de Biron, on verra

quils nommera ou des bicocques ou sil nomme de bonnes villes que ce

sera pour praticquer de les aliener de la cause commune soubz lumbre

de quelque promesse; mais quoy quil y ayt, comment se peult accorder

que dedans ces villes on fera ce quon vouldra, et quil y ayt ung

Gentilhomme qui y commande, il est aise a juger que mectre ung homme de

Commandement dedans une place, cest lavoir a se devotion toutesfois et

quantes et quand cela ne sera point, quest ce que deux villes en France

quelques grandes et fortes quelles puissent estre les forces estans une

fois rompues et divisees, et mesmes en ung si grand Royaulme quelle

commodite pourraient apporter deux villes a ceulx qui en seraient

infiniment eslougnez, mais le but de tout cela est faictes comme en lan

1568, et on vous traictera aussy de mesmes.

Et quant aux offices de justice finances & autres inferieurs actendu

que depuis la privation faicte diceulx par decretz & ordonnances

de justice suyvant les edictz du Roy autres ont esté pourveuz en

leurs places et sont aujourdhuy en exercice diceulx. Que largent qui

en est provenu a este despendu & emploie pour soustenir les fraiz

de la guerre le Roy ne les peut aucunement restituer ne retracter

lexecution de ses edictz pour ce regard Actendu mesmes les grandes

plainctes & demandes que font ceulx du clerge de sondict Royaulme &

autres ses subgectz catholiques pour avoir reparation du dommage par

eulx souffert tant en leurs biens qu’en la desmolition des eglises

et maisons du patrimoine dicelles par tous les endroictz de sondit

royaulme a lencontre de ceulx qui ont faict lesdites demolitions &

dommages. Ausquelz ne pourrait justement desnier de faire droict &

justice a lencontre de ceulx contre lesquelz ilz vouldroient pretendre

sil falloit entrer en cognoissance de cause et reparation des dommages

souffertz dune part & dautre.

Il ne s’est jamais veu et ne se peult faire sinon par une tirannie

extreme (ce que nous n’estimons pas que sa Ma^[te] face jamais) qu’en

France les officiers n’ayant forfaict soient deposez de leur charge, si

que quand les Roys lont voulu procurer les particuliers ont tousjours

en droict gaigne leur cause contre les Roys mesmes. Et quant a largent

despensé il y a assez de moyens recouvrer argent par la vendition des

biens temporelz des ecclesiastiques Car puisque nous ne sommes point

autheurs des troubles, ains deffendeurs en necessité extreme, que

ceulx qui se pouvoient bien passer de la guerre et vivre en paix, en

leurs maisons, puis quilz ont tant desiré la guerre quilz ne cornoyent

entre chose doibvent aussy en porter la folle enchere comme encores

silz ne nous font autre raison nous esperons que Dieu la nous fera et

en briefe. Que si il estoit question d’entrer en compensation il se

trouvera que nous avons souffert infinies pertes plus que les autheurs

des troubles, en quoy quil y ayt tant de gens et bien meurdriz par

des juges et officiers massacrez par le peuple depuis la derniere

pacification tant de femmes violees par les gens de guerre et mesmes

des plus remarquez qui cela surpasse toute perte & que toutes fois

nous esperons que Dieu ne laissera pour impuny quoy que les vivans en

rien ne regardans point aux jugemens quil en a desja faictz sur les

plus mauvais d’entreulx qui se jouoient ainsy de son Nom de Ma^[te]

glorieuse.

Voulant sadite Ma^[te] pour lobservation des choses susdites avec

toute bonne foy & syncerité leur bailler toutes leurs seuretez

qui sont en son pouvoir et quilz luy vouldront honnestement &

raisonnablement requerir lesquelles seuretez le Roy fera esmolloguer &

passer par ses courtz de parlemens & autres juges quil appartiendra.

Les bons subgectz (telz que nous sommes) n’ont point acoustumé de

demander les formes de seuretez cest a sa Ma^[te] de nous les donner

bonnes et asseurees, et puis quil na este en sa puissance de nous

garder sa foy il nous donnera sil luy plaist les moyens de nous

garentir contre ceulx qui la vouldroient enfraindre en notre endroict,

et quant a ses courtz de parlemens nous ne pensons pas que pendant

quelles serons composees de telles gens quelles sont quil nous garde

foy et administre justice veu quilz sont noz parties formelles.

Veut et entend sadite Ma^[te] que les dessusditz reciproquement pour

luy rendre la fidele obeissance quilz luy doibvent ayent a se departir

de toute alliance, confederation, et association quilz, ont avec

les Princes Potentatz ou Communautez estrangeres hors du Roiaulme

pareillement de toutes intelligences praticques & associations quilz

ont dedans & dehors icelluy.

Quilz ne feront aucunes assemblées contribution ne cullettes de

deniers sans expresse permission du Roy declarée par ses lettres

patentes.

Quant a ces deux ar^[cles] sa Ma^[te] scait que nous n’avons rien

promis que nous n’ayons tenu ce que nous ferons encores la paix estant

bien asseurer.

Quentieront & feront sortir hors sondit Roiaulme dedans ung moys apres

la conclusion de ladite Pacification par le chemin qui leur sera

prescript par sadite Ma^[te] sans foulle ne oppression de ses subgectz

tous estrangers estans a leur service, et conviendront avec eux de

leur paiement a leurs propres coustz & despens. Et a ceste fin leur

donnera le Roy telle permission quil sera besoing pour entr’eulx leuer

les sommes qui leur seront necessaires.

Cest ar^[cle] est impossible en toutes ses parties, car les estrangers

ne peuvent en ung mois se retirer, ilz ne peuvent ny ne doibvent

sortir par le chemin qui leur sera prescript sinon quilz veulent se

precipiter eulx mesmes a leur mort, ce que nous ne leur conseilleront

jamais, plustost choisirons nous de mourir avec eulx. Et davantage ilz

sont assez fortz pour se faire voye par ou bon leur semblera. Si nous

promectons que les subgectz de sa Ma^[te] ne soient point foullez cest

une trappe, car nestant aucunement en notre puissance de laccomplir

ceulx de Guise diront que nous avons rompu la paix. Il ne nous est non

plus possible de les paier de noz deniers particuliers car la cruauté

de noz ennemys nous a osté tous les moyens que nous avions au paravant

et mesmes dedans ung mois une telle cuillette ne sa pourrait faire et

quand elle le seroit il nous souvient comment nous fusmes traictez a

Auxerre et qui est le pis les particuliers ne vouldront contribuer, se

souvenans bien comme ilz ont esté traictez pour avoir contribué aux

troubles precedens suyvant les tres patentes de sa Ma^[te].

Laisseront aussy les armes et separeront toutes leurs autres forces

tant de pied que de cheval par mer & par terre se retireront chacun en

leurs maisons qon bon leur semblera incontinent apres la conclusion de

ladite paix pour la ou ilz seront vivre paisiblement.

Les seuretez de la paix estans bonnes se departiront voluntairement des

armees, mais ilz se ressentent de plus de dix mil hommes des leurs qui

ont esté cruellement meurdriz aux dernières troubles obeissans a ung

semblable article que cestuy. Partant il est necessaire que sa Ma^[te]

y pourveoie.

Remectront entre les mains du Roy ou de ceulx quil commectra les

villes chasteaux & places quilzdetiennent pour le present et en

feront sortir les forces quilz y ont y déllaissant semblablement

lartillerie & autres munitions qui sont en icelles, au pouvoir de

ceulx qu’ordonnera sadite Ma^[te].

Et generallement restitueront de bonne foy a sadite Ma^[te] ou a

ceulx quil commectra toutes les choses a elle appartenantes qui se

trouveront encores en nature soit es villes & places quilz tiennent ou

autres lieux quilz soient ou par mer ou par terre. Faict a Angiers le

iiij^[e] jour de Feburier 1570. Ainsy signe CHARLES et au dessoubz DE

LAUBESPINE.

Quant a ces deux ar^[cles] la paix estant asseuree feront ce quilz

promectront. Toutesfois lexperience a monstre a Orleans, Auxerre,

Autun, Vallence, Montpellier et autres villes comment sil ne plaist a

sa Ma^[te] de pourveoir a lestat de gouverneurs de gens dautre humeur

que ceulx qui ont este commis au gouvernement des places depuis les

secondes troubles il seroit beaucoup plus expedient aux poures habitans

des villes de mourir vaillamment a la breche que de voir devant leurs

yeulx les horribles meschancetez quilz ont veues, et qui sont telles

que nous avons honte seullement de les nommer.

[_Not signed_]

[_Endorsed in Burghley’s hand_] 8 Martii 1569 (1570).

Respons to the articles of the

fr. K^[es] answer to the Q. of

Navarrs Deputees.

APPENDIX XXI

[P. 396, n. 2]

STATE PAPERS, FOREIGN

ELIZABETH, VOL. CXV, NO. 990

Distribution des gouvernementz d’aulcunes Provences en France

dernièrement faict par les Protestantz et Premierement

Le Segneur de Montbrun general pour le pais de daulphine et Provence,

Monser de S^[t] Romain general pour le duche de Nismes, Montpellier.

Mande, Vivaretz, Uses, et le puis avec 600 livres en pention per

chascun moys 200 harquebusiers et trois cornettes de Cavallerie.

Le vicounte de Paulin pour les duches d’alby, Castres, S^[t] Pol,

Carcassonne, Narbonne, Bessiers, Aix et Lodesve.

Le S^[r] de Serignac Montauban et tout le pais bas, Quercy, Agenois,

diocese de Thoulouse, Rioux, La Nur Mereboix et Albert.

Le Cap: de Guynieres pour les dioceses de Palmes Costrance Comiges, et

toute la counte de Foix.

Le Baron darroy les pais de Ricaon, Besomiris, Cascogne et Armignac.

Le Viconte de Pimal toute la seneschalce d’avergne.

Le Visconte de Gordon Loyer et le hault guibry Limosin et leurs

adjacentes.

Laissant lentier sang aux S^[rs] de la Noe et de Montgomery des

affaires qui concerneront la Rochelle lesquieux pourvoieront de choses

aux gouvernementz des paix de Guienne, Poictou, Torenne, Le Meine,

Bourgoigne, Bretaigne, Normandie et autres adjacentes.

A este en oultre ordonne par l’assemblee generalle desdits protestantz

que chascun desdict chefs comandiria en son departement quilz prendrent

tous les deniers du Roy. Item tous les revenus des ecclesiastiques

cotiseront de gre ceulx de la Religion selon l’exigence des affaires,

et les Catholiques de gre ou de force, et contrainderont le solvable

pour insolvable.

[_Not signed_]

[_Endorsed_] Distribution de provences

par les protestans.

APPENDIX XXII

[P. 399, n. 1]

ITINERAIRE DE MONTGOMERY EN GASCOGNE

PENDANT L’ANNEE 1569[1770]

8 juin. Quitte Nontron, nanti des pleins pouvoirs de la reine de

Navarre (France protestante).

21 juin. Arrive à Castres et y organise l’expédition du Béarn.

27 juillet. Part de Castres à midi pour se rendre en Béarn (Mémoires

de Jacques Gaches. Lettre de Montgomery à Jeanne d’Albret).

28 juillet. Occupe Mazères, en Foix, et traverse l’Ariège (Mémoires de

J. Gaches.)

_Il franchit l’Ariège probablement au pont d’Auterive, puis le Salat.

Il était le i^[er] août à Montbrun; le 2, ayant passé sans encombre la

Garonne au pont de Miramont_ (Courteault, _Blaise de Montluc_, p. 544).

2 août. Pille Saint-Gaudens (Durier, Huguenots en Bigorre).

5 et 6 août. Traverse la plaine de Tarbes et loge à Pontac, le 6 au

soir (_ibid._; Bordenave, _Histoire de Béarn_, p. 259).

7 août. Passe le Gave à Coarraze (Bordenave, _loc. cit._).

9 août. Entre à Navarrenx (Lettre du 11 août).

11 août. Quitte Navarrenx et arrive sous les murs d’Orthez vers midi

(Bordenave, p. 266; Lettre du 11 août).

12-14 août. Assiège Orthez.

15 août. Signe la capitulation.

16 août. Occupe la ville, où il a une entrevue avec le comte de Gramont

(Bordenave, p. 276).

18-19 août. Prend Artix et fait massacrer les frères mineurs du couvent

(_ibid._, p. 280).

22 août. Fait rendre des actions de grace à Pau (_ibid._, p. 280).

23 août. Séjourne à Pau (Lettre à Jeanne d’Albret).

24-29 août. Oleron, Mauleon de Soule.

30 août. Entre en Bigorre, par le Vic-Bilh.

31 août. Traverse Maubourguet.

1^[er] septembre. S’empare de Tarbes et met tout à feu et à sang

(Durier, Huguenots en Bigorre).

2-4 septembre. A Tarbes.

5 septembre. Quitte cette ville (Lettre à Jeanne d’Albret), pour aller

en Chalosse (Bordenave, p. 286).

6 septembre. Occupe et rançonne Marciac (Lettre).[1771]

7 septembre. Entre à Aire-sur-Adour (Lettre).

11 septembre. A Grenade-sur-Adour (Lettre).[1772]

_12-18 septembre._ _Capitulation de Sainte Sever_ (Bordenave, p. 287)

_et Mont de Marsan vers Montault et Mugron delà l’Adour_ (Courteault p.

553 n. 2).

19 septembre. Traverse Amou (_ibid._).[1773]

20-28 septembre. _A Orthéz_ (Courteault, p. 555). Va à Navarrens, ou il

ordonne l’exécution de Bassillon, gouverneur de cette ville.

28 septembre. Arrive à Salies de Béarn (Lettre).[1774]

1-6 octobre. Séjourne à Salies, où il réorganise la justice.

10 octobre. Ouvre le synode de Lescar et part pour la Bigorre.

13 octobre. Occupe Betplan (Huguenots en Bigorre).

14-17 octobre. Etablit son camp à Lahitole (_ibid._).

18 octobre. Quitte Lahitole et se dirige vers Marciac (_ibid._).

21 octobre. Arrive à Nogaro (Lettre), qu’il pille et brûle (Huguenots

en Bigorre).

22 octobre. Traverse Eauze (Comment.).

3 novembre. Occupe Condom (Huguenots en Bigorre), d’où il écrit aux

consuls d’Auch.

3-17 novembre. Fait des courses dans l’Armagnac; menace Auch et Lombez;

ravage Samatan (_ibid._).

17 novembre. Rentre à Condom (Dupleix), d’où il écrit aux consuls de

Bagnères (Huguenots en Bigorre).

Décembre. Faict sa jonction avec l’armée des princes.

APPENDIX XXIII

[P. 402, n. 1]

ARCHIVES NATIONALES

K 1,515, PIÈCE NO. 23 A

[Montauben, janvier 1570.]

[_Au dos_] Proclamation des Rebelles de France.

De par Messeigneurs les Princes de Navarre et de Condé.

Il est tres expressement commandé et enjoinct a tous gentilzhommes,

capitaines, soldatz faisans profession de la religion reformée non

enrollés soubz les enseignes et compaignies retenues pour la garde

et deffence des villes tenues soubz l’obeyssance du Roy et desdictz

Sieurs Princes, de in continent et sans delay se rendre en leur armée

pour y estre employez au service de Dieu et du Roy sellon leur degré

et quallité, et ce, sur peyne d’estre tenuz pour ennemys de la cause

de Dieu et de la religion. Enjoinct aux gouverneurs des villes ou ilz

seront sans expresse licence desdictz S^[rs] Princes, d’iceulx faire

vuyder et desloger promptement, deffendre leur estre baillé logis

ne vivres et les soldatz desvalizés et desgradés de leurs armes et

chevaulx. Sy ont lesdictz Sieurs Princes estroictement deffendu et

inhibé a toutz capitaines, soldatz et aultres estans de la presente

armée de brusler, desmolir ny ruyner aulcuns chasteaulx, maisons ne

ediffices apartenans aux gentilzhommes de quelque religion qu’ilz

soyent, ne aussy des paisans et peuble estans ez bourez et villages

du plat pais. Et d’aultant que les Courtz de Parlement et aultres

officiers de la justice et conseil des villes, principalement ceulx

de la ville de Tholouze se sont renduz, par une hayne trop cruelle et

incapable, refracteurs, voyre directement oppozés à la publication

et entretenement de la paciffication dernierement establye en ce

royaulme, jusques à faire mourir inhumainement et ignominieusement

le Sieur Rappin, maistre d’hostel du Sieur feu prince de Condé,

nostre tres chere et tres amé oncle et tres honnoré seigneur et pere,

contre toute foy et seureté publique a luy octroyée tant par le edict

de paciffication que par expres sauf conduict et passeport a luy

baillés especiallement par Sa Majesté aux fins d’apporter et faire

publyer ledict edict de la paciffication; oultre le cruel meurtre

contre les loix et debvoirs de la guerre commis en la personne du

baron de Castelnau et aultres gentilzhommes, capitaines et soldatz

prins en guerre durant les troubles. Lesdictz Sieurs Princes, pour

reprimer et faire cesser de leur pouvoir telles inhumanitez non ouyes

entre les plus barbares nations de la terre, et, par le chastiment

des perturbateurs de la paix et foy publicque, parvenir à quelque

tranquillité stable entre ceulx qui désirent la seureté et conservation

de cest Estat et coronne de France, ont habandonné en proye, pillage

et feu toutes maisons, ediffices, bestail, meubles, danrées et biens

quelzquonques qui se trouveront appartenir aux presidents conseilliers

de ladicte Court de Parlement de Tholouze et aultres lieux, justiciers

et administrateurs et generallement officiers de ladicte ville,

pappistes ou atteistes; et pour cest effect permis aux capitaines,

soldatz et aultres quelzconques estans en ceste armée uzer de tous

lesdictz actes d’hostillité à l’endroict des dessusdictz. Deffendant

tres expressement mesfaire en aulcune façon, ains conserver de tout

leur pouvoir les maisons et biens appartenans à ceulx qui font

profession de la religion reformée, de quelque qualité ou condition

qu’ilz soyent. Et, affin que nul ne puisse ignorer lesdictes deffences

et provision, ensemble les causes et occasions d’icelle, ont volu ces

presentes estre cryées a cry publicque tant en la ville de Montauban

que en la presente armée.

Faict à Montauban, au mois de janvier mil cinq cens soixante dix.

APPENDIX XXIV

[P. 412, n. 2]

ARCHIVES NATIONALES

K 1,515, PIÈCE NO. 68

[11 mars 1570.]

[_Au dos, propria manu_] Lo que se dixo de parte de los Principes de

Bearne y Conde a Biron.

Dicho y pronunciado a los XI de março, a tres horas despues

de mediodia, delante de Mos^[res] los Principes y Almirante,

gentileshombres y cabeças de lexercito de los dichos Señores Principes.

Mos de la Caçe ha dicho a Mos de Biron que tenia mandamiento de todos

los Señores y gentileshombres del exercito para dezirle:

Que, como ellos loan infinitamente a Dios por la gracia que ha hecho al

Rey de le tocar el coraçon e inclinarle a la paz tan necessaria, assi

davan muy humildes gracias a Su Magestad de la buena voluntad que tenia

de les estender sus braçocs y abraçallos como buenos y fieles subditos,

mas, porque estiman y creen que la privacion de los exercicios de la

religion es para ellos mas dura muerte que ninguna que se les pudiesse

dar, supplican muy humilmente a Su Magestad les otorgue un medio con

que acquieten sus consciencias para con Dios, al qual si se mostrassen

desleales, Su Magestad no podria esperar que ellos le fuessen muy

fieles, porque quien no es fiel á Dios no lo puede ser á los hombres,

que no es libertad de consciencia estar sin palabra de Dios, sino una

insoportable servidumbre, que si huvieran consentido de vivir en esta

licencia llamandola libertad de consciencia, Su Magestad con razon

devria tomar resolucion de no se fiar jamas dellos y de no los tener

jamas en estima de hombres de bien.

Que Dios dize que sobre nosotros ha embiado la muerte, es a saber que

cien muertes nos vienen mas a cuenta que alexarnos voluntariamente del

derecho camino de la vida eterna.

En lo demas dize que ellos havian (con muy grande desplazer suyo)

sido forçados por muchas causas de emplear sus vidas por defender a

los que avian sido sus defensores, cosa que no les devia ser imputada

a mal, ni delante de Dios, ni delante de los hombres, sino solo a

aquellos que contra justicia y contra las leyes han siempre oprimido

sus consciencias y sus honrras y sus vidas. Al presente, dessearian

por quanto su dever les obliga, podellos emplear en el servicio de Su

Magestad y cumplimiento de su Estado, en prejuyzio de aquellos que se

reyan de sus miserias comunes y esperavan dello provecho.

Por el particular de Mos^[r] de Biron, el dize que todos sentian una

grande obligacion para con el, por la buena intencion que mostrava

al acrescentamiento del reposo publico, que si fuesse en su mano de

le poder mostrar quanto lo estimavan, el veria en lo que tenian y

estimavan aquellos que, como el, no dependian de alguna particularidad,

mas de la sola voluntad del Rey y de la consideracion de la utilidad

publica; que el Rey no podia hazer election de señor de su Corte mas

agradable a toda la compañia ni mas proprio para la execucion divina

entan sancta impressa, en la qual rogava a Dios le llegasse a effecto,

de manera que ellos viessen presto un buen fin que fuesse a gloria de

Dios y contentamiento de Su Magestad y reposo de sus consciencias y

alegria de todos sus subditos.

Finalmente le dixo que ellos quedavan persuadidos que, como el avia

valerosamente aventurado su vida en campaña por les hazer mucho mal sin

razon, agora con razon el emplearia sus officios y buenos medios para

les procurar el bien que desseavan, sin el qual podian menos passar que

sin el pan que comian ordinariamente.

A loqual Mos de Biron respondio lo mas sabia y graciosamente que fue

possible, dandoles siempre segundad del desseo que Su Magestad tenia de

hazer paz, y representandoles el alegria que ternia de representar a Su

Magestad las buenas razones que el les avia oydo, y hazerle testimonio

del buen proposito en que todos en general y en particular estavan de

querer dar a Su Magestad la obediencia que le era devida, y que este

era solo el medio por el qual podia Su Magestad ser vencido. En fin,

el uso de muy honestos agradescimientos, y assi mismo dio seguridad de

emplear sus buenos officios en un negocio que el creya havia de causar

tanta utilidad al Rey y a sus subditos.[1775]

APPENDIX XXV

[P. 413, n. 1]

STATE PAPERS, FOREIGN

ELIZABETH, VOL. CXII, NO. 693, j

[_Extraict des Lettres du S^[r] card^[al] de Lorraine_]

Quant a la paix discessum est re infesta, qui nous faict esperer bien.

Et se reassemblent a cest heure tant de grandes personnaiges mesmes

messieurs de Conseil de Paris. Chacun y fera & dira son opinion et oyra

parler le Roy ainy chacun en pourra dire a cueur ouverts. Les offres

que leur auroent este faictez cestoient les villes de la Rochelle

Sancerre & Montauban usque ad biennium ut civitates refugii sans tenir

offices ny benefices. Et que les haultz justiciers & plains fiefs de

haubert en Normandie ne seroient empesches ny recherches faisant dedans

leurs maisons & ceulx presant tantum tout ce que bon leur sembleraient

en leur religion alibi nusquam itaque ilz ont demande temps de

deliberer & feront respons dedans six sepmaines. Ce Chateaubriant ce

iiij^[e] May 1570.

[_Enclosed in a letter by Sir Henry Norris to Sir William Cecil from

Paris, May 24, 1570_]

APPENDIX XXVI

[P. 417, n. 3]

ARCHIVES NATIONALES

K. 1,515, PIÈCE NO. 118

[_Au dos, alia manu_] Copia de carta del Nuncio a Su Magestad. De

Madrid al Escurial, a 26 de Junio 1570.

Para escrivir a Francia, como se hizo. Lo de Mos. de Fox.

Copia di una lettera, che il Nuntio scrisse a S. M^[ta] Cat^[ca].]

Mi è doluto assai intendere che V. M^[ta] Cat^[ca] senta qualche

indispositione di stomaco, il che deve ser residuo de la incomodità del

camino. Il Signor Dio la mantenga sana lungamente, con ogni contento et

felicita.

Per le ultime lettere d’Italia ch’io trovai in Madrid, quali sono di

17 de maggio, S. S^[tà] mi avvisa d’havere inteso che la Regina di

Francia sta in animo di far cancelliere di quel regno di Francia Mons^[r]

di Foys, hora Imbasciatore in Venetia. Et perche questo homo, oltre

l’essere indiciato grandemente nel Santo Offitio de la Inquisitione

di Roma e parente e dependente da quella buona donna chiamata la

Regina di Navarra, et è persona superba, inquieta di spirito, amica di

novita et discordia, et di piu si tiene offeso da Sua Santità per non

havere consentito ch’egli vadi a Roma, et credo il medesimo sia con V.

M^[tà] por una causa simile di non haverlo accettato in Spagna; queste

cause, dico, et altre che Sua Santita considera, gli da gran sospetto

che, se questo homo fosse posto in tale administratione, la quale può

infinitamente in quel regno, come nel Cancellier passato s’è veduto per

esperientia, non cercarebbe altro che di unire le voluntà de queste due

donne, et non solo, favorendo la parte ugonota, travagliare le cose di

Francia (pur troppo travagliate), ma anchora quelle de li circunvicini,

maxime nelli Stati ecclesiastici et di V. M^[tà] Cat.^[ca], non solo

per vendetta de la offesa, et per l’odio che a l’uno et l’altro

verisimilmente porta, ma anchora per la propria inclinatione sua. Onde

Sua Beatitudine, facendo sopra cio quello che puo per la sua parte,

desidera e ne prega V. M^[tà] a volere similmente cercare ogni via

di impedire tale elettione, et quando non si possi altro, si degni

scrivere a l’Imbasciatore, et vedendo passar inanti tal cosa, si unisca

con il Nuntio, et insieme si lassino intendere apertamente dalla Regina

che Sua Beatitudine et S. M^[tà] Cat^[ca] haveranno per male ch’ella

dia uno orficio di tanta importantia in mano di persona tale il che

non deve fare, si ella desidera di essere tenuta fautrice de la fede

cattolica desiderosa de la grandezza et quiete del Re suo figliuo lo

et della unione e^[t] bene de la Christianità. Spera Sua Santità che,

con questo rimedio si possi obviare a quello inconveniente, peroche la

Regina prefata mostra pure di havere qualche consideratione in simili

attioni di non far cosa che possi con ragione dispiacere a Sua Santità

et a V. M^[tà]. Et perche da una parte questo negotio ricerca presta

provisione, et da l’altra non è honesto che in questo tempo io dia

perturbatione a V. M^[tà] con la mia presentia, ho voluto communicarla

con il Cardinale, et scrivere a V. M^[tà] Cat^[ca] la presente,

supplicandola humilmente si degni farmi dare quella grata risposta che

comandara ch’io scriva a Sua Beatitudine sopra questa materia. Et,

basando reverentemente le regali mani a V. M^[ta], prego N. S^[r]. Dio la

concervi longamente felice.

Di Madrid, li 26 di Giugno 1570.

APPENDIX XXVII

[P. 422, n. 1]

STATE PAPERS, FOREIGN

ELIZABETH, VOL. CXV, NO. 937.

[_The Vidame de Charters to Marshal Montmorency_]

Monseigneur, j’ay receu une lettre quil vous a pleu m’escripre pour

responce a ce que vous avois escript par monsieur de Saragosse. Iay

congneu que pensiez que je fusses encores au lieu dont vous avois

escript. Si jeuse pense que ma presente y eust este requise j’euse

differé tant quil vous eust pleu le me faire entendre. Mais il vous

estoit fort aise a penser que si lon prenoit goust par deça a ceste

negociation elle seroit adressee a monsieur le cardinal de Chastillon,

ou a l’ambassadeur du roy. On seroit envoye quelqu’ng des francoys

favoris. Quand a moy ie n’ay pretendu en cest affaire que le service

du roy et de la couronne de France, et si les affaires succedoient

comme je y voy une telle espoirance et asseurance sil estoit poursuivy

diligemment. Le contentement que je desire ne me pouroit fuir. Il est

vray que je serais fort marry si jamais j’oyois dire que par faulte de

diligence cest affaire fust demoure imparfaict, aussy seroit ce ung

domage public oultre le particullier du prince au quel les premiers

fruicts en appartiennent. Monsieur une lettre que jay receue de mons^[r]

de Saragosse me faict entrer en soupçon et craincte que en atendant

entre deux personnes qui ne se sont jamais veues qui ostera prenner le

bonnet il ne se mette quelqung entre deux qui face perdre l’occasion

de contracter une grande amitie & fort utille a la France, la quelle

estant perdue sensuyviroit le dommage et le regret (mais en vain). Je

suis bien asseure que larcheduc d’Austriche ne sendormira pas et ne

laisera perdre l’occassion qui se presente a une assemblee des estatz

qui se vont tenyr voire les previendra sil peult ne perdra pas une

heure, que pendant quil voyt que la royne est en deffiance et doubte

pour les affaires de la royne D’escosse et des differens quelle a avec

le roy D’espaigne et quilz voyoient que l’empereur avent en pouppe,

et quil faict des mariages telz quil scavroit souhaiter. Il ne se

serve de l’occassion & faveur du temps et pendant que les amis simulez

paistront la jeunesse animeuse et la rempliront de grande espoirance,

luy prometant par adventure des plus grandes choses (combien quelles

ne soient pas aysees a trouver), et pour moy je ne les scay pas ilz

prendront cest advantage sur la partye et renforceront leur grandeur

de la puissance et faveur d’un royaulme qui nest point petit. Et vous

ose bien dire quil y a de la part de ceux en qui gist la resolucion de

cest affaire une grande inclinacion et une grande consideracion de long

service de cest ancyen serviteur et de la subjection et humiliacion

quil a monstree de la quelle vous scavez que le sexe se delecte. Ausy

est ce leur façon de regner la quelle toutes veulent exercer, tant plus

les roynes. Il ne fault penser que les dificultes pour la religion

puissent engendrer quelques difficultez aux capitulacions qui facent

plus de retardement. Car je scay par la bouche de la dame et ausy par

ceux qui ont sceu toute ceste negotiacion passee, et par ung qui y a

este employe qui ne parle pour metre le beau devers elle nestant de

ses subjects mais estranger, que la charte blanche luy a este donnee.

Et sest contente l’Archeduc pour le faict de la religion de si peu

que cella se doibt estimer pour rien. Davantage la consideracion de

lage qui est plus vivill et meur donne ung beau lustre aux persuasions

et jugement de ceux qui tendent de ce costé la. Avec ses advantages

du long service et age convenable, je crains que ceux qui tiennent

le party contraire ne persuadent avec aparence a cause du trop long

silence ou froide poursuite quil y aye du contemnement ou de la

froideur en ceux de la France estant chose propre au sexe de faire plus

de choses par despit que par amour est a craindre quel la froideur de

ceste part ne soit cause de l’eschauffer et faire haster plus quelle

ne fairoit si nestoit pour se faire regretter apres a loisir par ceulx

qui se seroient portez trop froidement en son endroit. Larticle de la

lettre du gentilhomme qui vous porta ma lettre (qui me faict craindre

que en voulant traicter de la part de la France avec fort grand respect

et par adventure prendre l’honneur devers nous l’affaire nen sera

pire) est quil dict que si lon estoit asseure par deça de la bonne

volonte de ceux de dela la mer on y pouroit entendre ce qui me semble

estrange de vouloir qu’une ville se rende avant quelle soit sommee. Il

me semble que cest beaucoup quelle parlamente, sans avoir ouyr parler

le canon. Et nest par peu de chose qu’estant sa principalle defence

de la difference de laage et de linconstance de la jeunesse et la

crainte destre dicy a quelques anees, peu aymes et mesprisee et en

danger de veoir de ses yeulx aymer dautres, lon luy a faict abandonner

ceste contre escarppe et le corrider tellement que lon peult veoir au

pied de la muraille que je vous asseure nest point veue de flans. Des

particularitez et moyens que lon a tenue en ses approches jusques la

jen ay dice quelque chose a ce gentilhomme qui est fort affectionne

a cest affaire en faveur du bien de la France. Et dabondant en hayne

de la grandeur qui se voit preparer a la maison d’Autriche si elle

s’impatronize de ce royaume, tellement quil nest a craindre si non

que la tradiuite ne donne loisir a ceux qui de long temps ont faict

deseing de se saisir de ce pais de venyr au bout de leur intencions

lesquelles sont fort favorablement receues, et croy quils jouyront en

bref si leurs conseilz ne sont troublez par une diuersion & par obiect

nouveau plus desirable que celuy qui ce presente Ce qui me semble

estre indubitablement en la jeunesse d’un prince qui a la reputacion

davoir le sens meur devant les ans et ausi courageux et dausy grande

espoirance que prince ne soit ne de lage des hommes. Monsieur vous

scavez trop bien combien la maisson d’Autriche seroit agrandie sur

la maison de France si elle estoit renforcee de ce royaume. Et ny a

point de doubte quelle ne donnast pour tousjours par cy apres la loy

a la France et est chose seure quelle contraindroit le roy a rompre

la paix quil a donnee a ses subiectz. Davantage si par ce mariage

nest donne satisfaction au grand coeur de mons^[r] frere du roy pour

loccuper et luy donner matiere de faire plus grandz deseingz Il ne

fault point doubter que tous ceux qui prennent la couleur et pretexte

de la religion pour advancer les moiens de la divission et ruyne de la

France afin d’agrandir la maison d’Autriche ne proposent a monsieur

duc danjou quelques mariages qui sera au despens de la couronne de

France si la bonne nature et amitie dentre les freres ne resiste a leur

malicieux deseingz. Mais il ne sen scauroit proposer du quel se doive

espoirer plus de grandeur, non seulement a luy mais a toute la maison

de France en gaignant le dessus sur la maison d Autriche, la quelle

veult soubz couverture & douceur du mariage du roy faire avaller ceste

curee & gaigner ung royaume sans ce quil luy soit donne empeschement

et ne fault point doubter que si le mariage de larcheduc se faict quil

ne soit en peu de temps mieulx obey que na este le roy Philippe et ce

moiennant le danger de la religion et leur sera aise de nous donner la

loy ou pour le mains de nous faire redoubler la ruyne de la France par

division et guerre civille. Au contraire si ce bien est resceue pour

noz princes il y aura bien de quoy rendre la pareille a ceux qui ont

dresse tous leurs conseilz a procurer que la France se ruynast par une

guerre civille Voyans que par guerres ouvertes jamais ilz n’auroient

peu paruenir a leur intencion. Pour amour du mal quilz ont faict mons^[r]

pouroit iustement avec forces du roy faveur dangleterre et moiens

du prince dorenge avoir la confiscacion de la Flandre par droict de

feodalite pour felonnie commise. Et ausy la maison d Autriche qui se

bastit lempire hereditaire et la monarchie se trouveroit en ung instant

deux freres roys ausy puissans lun que lautre pour contrepois de son

ambition liggnez avec les princes protestans de lallemaigne et auroient

les deux freres plus de part en lempire que ceux qui se veulent

atribuer par la ruyne des anciennes maisons de la Germanye come de la

maison de Saxe et des princes palatins qui sont amateurs de la couronne

de France. Le partage de monsieur d allençon seroit aise a trouver en

la duche de Millan auec la faueur de lallemaigne, des Suises ausy et

des princes Italliens devotieux de la France Et si besoing estoit po^[r]

le recouvrement du royaume de Naples, la fave^[r] du Turc se trouveroit

par apres ung a propos. Mons^[r] il ma semble que cela est si aparent, et

si facille a persuader que puis que vous en aurez une fois ouvert la

bouche il ny faudra plus autre soliciteur que le roy mesmes qui peult

veoir par ce moyen son royaume luy demourer uny ses freres partagez.

Sa force telle et si grande quil ne poura estre offence ny commande

par menasses qui contraignent faire la guerre a ses subiects pour

complaire a ceux qui sont envieux de sa grandeur et n’ont peu trouver

moyen de la diminuer que par elle mesmes. Lors ce pouroit faire une

legue parfaicte entre noz princes & les protestans de la Germanie & les

suisses. De ceste facon ung grand plaisir viendroit a la royne de veoir

tous ses enfans roys. Lors leglisse galicane pouroit sexempter des

erreurs de leglisse Romayne comme elle a faict plusieurs fois le temps

passe, lors se pouroit faire ung concille general au quel les erreurs

introduictes par lambition et advarice de leglisse romayne ne seroient

favorisses et confirmees par praticques et corruptions, et en la France

l’allemaigne et langleterre s’introduiroient une ordre et pollice

de religion et unite de doctrine que toutes les autres provinces

de la cristiente seroient contraintes dembrasser et finiroient les

differens des subiectz avec leurs princes desquelles Sathan se sert

pour la destruction de la Christeente et pour donner loisir au turc

d’usurper pendant que les princes Chrestiens s’amussent a defendre les

supersticions du Pape et maintenyr sa grande^[r].

Monseigneur je me recommande treshumblement a votre bonne grace et

vous suplie de rechef me departir de votre faveur et conseil touchant

comment je me doibs gouverner a escripre a leurs ma^[tes] ou non:

Mons^[r] je prie Dieu vous donner tresheureuse et treslongue vye. De la

Ferte ce—— [1776] jour doctobre 1570.

[_Not signed_]

[_Not addressed_]

[_Endorsed in Cecil’s hand_] Octob. 1570.

The vidam of Chartres to the Marshall Montmorency.

[_Enclosed by Sir Henry Norreys to Cecil, 4 November, 1570._][1777]

APPENDIX XXVIII

[P. 426, n. 3]

STATE PAPERS, FOREIGN

ELIZABETH, VOL. CXVIII, NO. 1,174

[_Marshal Montmorency to Cecil_]

Mons^[r] jay este tresaise davoir entendu tant par la lettre que mauez

escripte du xxij^[e] du passe, que par le s^[r] du Pui present porteur le

desir qui vous avez de veoir bien tost affectuer ce qui a este miz

en avant pour estraindre une bonne & ferme alliance, entre ces deux

royaumes, ayant par votre prudence & longue experience de lestat &

cours des affaires, passez & presens tresbien cogneu combien cella

seroyt en ce temps, non seullement convenable Mais aussi necessaire,

pour le bien seurette & grandeur de lun & de lautre, a quoy de ma part

je ne fauldray de tenir la main de tout mon pouvoir et de my employer

syncerement, de cueur & daffection Vous priant a ceste cause Mons^[r],

que desormays avec une bonne Intelligence & correspondance, que pour

cest effect nous aurons ensemble Nous mections peine de vaincre les

difficultez & rompre les obstacles. Que aucuns y mectent tous les

jours, artificieusement, de sorte que au plustost, avecques votre bon

ayde, nous y puissyons veoir lheureux suites, que nous desirons. Qui

tourne avec occasion, de raisonable tantement dune part & dautre, au

repoz unyon & grandeur de ces deux couronnes, et a la confuzion de

ceux qui sefforcent d empescher ung si bon euvre ce que masseurant,

que vous vouldrez faire et cheminer en ce faict avec votre Integritte

acoustumee, je ne mestandray plus avant en ce propoz. Si ce nest pour

vous prier de creoire ced. porteur, de ce quil vous dira de ma part,

come moy mesmes Qui surce me recomanderan tresaffectueus^[t] a votre

bonne s^[r] Priant Dieu vous donner Mons^[r] en parfaicte sante bonne &

longue vye. De Gaillon le xxv^[e] jour de May 1571.

[_Signed_] Votre obeissant et parfaict amy

MONTMORENCY

[_Addressed_] A Mons^[r]

Mons^[r] de Burghley.

[_Endorsed_] 20 May 1571

Montmorency to my L.

APPENDIX XXIX

[P. 448, n. 2]

STATE PAPERS, DOMESTIC

ADDENDA, ELIZABETH, VOL. XXI, NO. 58

[_French-English Alliance, 1572_]

Good m^[r] Hoggyns.... We allso here of a gret lege made w^[th] France

w^[ch] ys thowghte that thereby the Frenche pretendith some further

feche to serve there tourne: God of his goodnesse kepe the noble yle

of Inglande to lyve w^[th]out givynge ower much credith to forren

fryndshipe. Here ys gret preparation as ever I sawe for w^[th] in this

xx dayes there wyll be x thousant horsmen & fyfty thousant fotmen:

lykewyse by se 80. saylle of men of warre. Don Jhon de Austria ys come

w^[th] his galles to Genova & the Venecians goith outwarde agaynst the

tourke who hath augmentyd there forces. The deuke of Savoye armyth for

the Kynge 8000 fottemen and as it ys sayd commyth hym sellf in parson.

Flushynge saluted the deuk de Medina cely very vyle at his commynge &

burnte iij shipes of marchantes onlye by treson of a Floshynge verlet

that came out of Spayne w^[th] them & toke apon hym to led them in

to the port of Sleuce & set then on grond hym sellf wente his waye

yet the daye after the wynd beynge very good the rest of the deuks

armey housted vp saylle, and in dyspite of the toune of Flushynge

passed to the Raynykyns w^[th] out hurt more then one gonner slayne.

The portyngall flyte of this contry lyke fallse trayters strok ancker

before Flushynge w^[ch] ys lyk that many thereby ar undone. The gensys

tok off the iij shyppes that wer bornet xxvj. spaynyardes & in the

toune honge them. Lykewyse the Spayniardes aboute xv. dayes past toke

xxx frenche horsmen commynge to Monsse amonge w^[ch] as yt ys sayd the

sone of monsir Mongomvrey was one who offerryd for his ransome 5000

crounes he & the rest his compaynyons wer hanged at Flyford vj. dayes

past so that here ys no favor but hangynge on both sydes. Our cuntrymen

& wemen as my lade of Northumberland lieth at Maklynge & so doth m^[r]

Daykeres where not dayes past [two] of my l. Setones sones wer lyk to

have byn slayne in the tumolte w^[ch] standeth yet but in a mamerynge

yet nowe they begyne to come coler & to obbey the maigestrates. The

pore erle of Westmarland lieth at Lovayne & so doth my lade Hungerford

my old knyght & otheres. Thoughe I begone, wryte I pray you to me &

send yo^[r] letters to my l. to Brugys & in so doynge I wyll wryt to you

wekelye from the campe of our occurrance, in hast wryten this present

tewsdaye the xvij of Iune at Brugys 1572.

Yo^[r] lovynge frende

THOMAS PARKER

[_Addressed_] To his lovyng fryend m^[r] Robert

Hoggyns at m^[r] Edmunde Hoggyns

his house in Mylke Streete give

thes. At London.

[_Endorsed_]17 Iunii 1572.

m^[r] Tho. Parker to m^[r]

Hogans from Brugis.

APPENDIX XXX

[P. 457, n. 3]

BIBLIOTHEQUE DE L’INSTITUT, COLLECTION GODEFROY

VOL. 256, FO. 71, RECTO (NO. 39 DU CATALOGUE)

[_Le duc d’Anjou à Charles IX._]

[La Guerche, 19 janvier 1573.]

[_Suscription, au dos_] Au Roy, Monseigneur et frere.

[_Au dos, alia manu_] Monseigneur, de XIX^[e] janvier 1573.

Monseigneur, par la depesche que je vous fiz hyer, je vous ay adverty

que le S^[r] de Biron m’avoit escript que, quand toutes les compaignyes

de gens de pied françoyses dont nous avons faict estat seroient la,

après avoir demeuré dix ou douze jours aux tranchées, il n’en scauroit

rester plus hault de six mil hommes, et qu’il estoit nécessaire d’en

avoir plus grand nombre. Sur quoy j’avois advisé d’envoyer devers

Mons^[r] l’amyral pour avoir quarante enseignes de celles qui sont auprès

de luy. Et estant presentement, venu devers moy le S^[r] de Beaulieu

Ruzé, que le S^[r] de Biron m’a depesché expres, tant pour aucunes

particularitez que j’ay donné charge au S^[r] de Lanconne (que j’envoye

devers vous) vous dire, que pour m’advertir, encores que les forces y

soient si petites qu’elles sont, qu’ilz estoient neanmoins d’adviz que

je ne laissasse pas de m’acheminer au camp. Ce que j’ay resolu de faire

et de partir demain de ce lieu, pour m’en aller a Châtellerault et de

la à Poictiers. Et cependant je renvoye ledict Ruzé devers ledict S^[r]

de Biron pour me revenir trouver en chemin, et me rapporter au vray

ce que sera survenu depuis. Et ay depesché incontinant ung courrier

devers ledict S^[r] Amyral, pour faire partir tout aussy tost lesdictes

quarante enseignes, ou ce qu’il me pourra envoyer, et qu’il les face

embarquer à Moyssac, d’ou elles peulvent venir par eaue, jusques à La

Rochelle, luy ayant mandé les lieux par ou elles auront a passer et

par mesmes moien audict S^[r] admiral et de Montferrant de pourveoir

qu’il y ait des batteaulx et estappes des vivres. Et ne veoy aucune

chose qui puisse apporter retardement a vostre service, que de n’avoir

les deniers, pour pouvoir faire faire monstre a mon arrivée au camp,

principallement aux gens de pied, d’autant qu’il est a craindre que,

n’estans poinct payez et s’asseurans que je ferois porter argent avec

moy (comme je l’avois promis a celles de vostre garde et du capitaine

Gadz), ilz se desbendent et que le nombre que je m’attendz y estre n’y

soit poinct. Je vous supplie tres humblement, Monseigneur, de commander

que l’on regarde de cercher tous les moyens dont l’on se pourra adviser

pour m’envoyer les troys cens mil livres que je debvois avoir avant mon

partement de la Court.

Au demeurant, Monseigneur, j’ay receu la lettre qu’il vous a pleu

m’escripre du XIII^[e] de ce moys, et veu par le contenu d’icelle comme

vous avez resolu deux poinctz. Le premier, de la suppression de tous

offices qui vacqueront, pour congnoistre la grand charge que cela

apporte à vous et à voz subgectz, pour les gaiges qu’il leur fault

payer. Et l’autre, que vous avez commandé qu’il ne soit depesché cy

apres aucun office ou benefice dont il vous sera baillé memoire ou

placet, que troys moys apres que vous verrez les roolles qui en seront

faictz, pour les departir à ceulx qui font service, principallement

en ce camp auprès de moy. Ce que je ne fauldray leur faire entendre,

suivant ce qu’il vous plaist me mander. J’ay aussy veu le memoire

que vous a esté baillé de ce que l’on vous propose pour la conqueste

que vous pouvez faire à l’Yndie avec peu de despence, laquelle je ne

puis trouver que très bonne, lorsque vous serez en paix et que voz

affaires le pourront permectre, y estans les richesses et commoditez

portées par ledict memoire. Vous sçavez combien telles entreprises et

conquestes ont apporté de proffict au feu Empereur et Roy Catholique,

pour le grand nombre d’or qu’il a tiré et tire ordinairement du Peyrou,

tellement que, sans cela, il n’eust eu moyen d’entretenir et soldoyer

les armées et forces qu’il a entretenues jusques à present, qui me

faict vous conseiller (soubz vostre meilleur adviz) de ne laisser

poinct perdre ceste occasion, quand vous congnoistrez qu’elle pourra

estre mise a execution. Presentement, j’ay eu nouvelles que le S^[r]

Paul Emille a tant faict que ceulx de La Rochelle qui le detiennent

prisonnier l’ont mis à rançon pour mil escruz, dont aulcuns de ses amys

ont respondu pour luy. Laquelle somme il n’a aucun moyen de fournir,

si ce n’est de vostre liberalité, grace et specialle faveur, laquelle

je vous supplie vouloir estendre en luy pour cest effect, et luy faire

paroistre la souvenance que vous avez tousjours eu de ceulx qui vous

font service. Aussy, Monseigneur, j’ay esté adverty que l’estat de

viceneschal de la Haulte et Basse Marche, qui est ès terres de mon

apennaige est a present vacant par mort, la disposition et provision

duquel neanmoins vous appartient. A ceste cause, je vous supplie

encores le vouloir accorder aux Sieurs de Villequier, pour lesquelz je

vous en faictz requeste, et commander que la depesche et provision soit

faicte en leur faveur au nom de tel personnaige suffisant et cappable

qu’ilz nommeront et non autrement. Sur ce je supplieray le Createur

vous donner,

Monseigneur, en tres bonne santé, très longue et très heureuse vie.

Escript à la Guierche, le XIX^[me] jour de janvier 1573.

[_Propria manu_] Vostre tres humble et tres obeissant frere et subget.

HENRY

[Original]

APPENDIX XXXI

[P. 458, n. 3]

STATE PAPERS, FOREIGN

ELIZABETH, VOL. CXXVI, NO. 419

[_Charles IX to Montgomery_]

Mons^[r] le Conte j’ay este bien ayse d’entendre par le s^[r] de S^[t]

Iehan votre frere la bonne volunte en laquelle il vous trouva de vous

contenir doulcement par dela et sans entreprendre ou favoriser aucune

chose qui soit contre le bien de mon service, qui est ce que je desire

de vous, et me semble que ne scauriez mieulx faire pour votre honne^[r]

& advantaige, ayant pour ceste cause advise vous envoyer le s^[r] de

Chasteauneuf present porteur expres pour vous dire & asseurer que vous

comportant d[1778] je vous feray conserver en tout ce qui vous touchera

il vous maintiendray ainsy que mes autres bons & loyaulx subjects comme

vous entenderez plus particullierem^[t] dud. S^[r] de Chasteauneuf Sur

lequel me remectant du surplus dont je vous prie le croire, je priray

Dieu Mons^[r] le Conte vous avoir en sa s^[te] & digne garde. Escript a

Paris le ix^[me] jo^[r] de feurier 1573.

[_Signed_] CHARLES

PINART

Mons^[r] le Conte, j’ay faict desgaiger votre vaisselle de trois cens

escuz, et ay commande au tresor^[r] de mon eschiequer la garde po^[r] la

vous faire rendre comme je luy ay ordonne.[1779]

[_Addressed_] Mons^[r] le Conte de Montgommery.

[_Endorsed in Burghley’s hand_]

9 Februar, 1572. (_Sic._)

fr. Kyng to the Count

Montgomery by Chasteaunevff.

APPENDIX XXXII

[P. 461, n. 1]

STATE PAPERS, FOREIGN

ELIZABETH, VOL. CXXI, NO. 1,428

Liste des villes des quelles ceuex de la relligion sasseurent en France.

_Mons^[r] le Prince de

Conde et Mons^[r] de

Rohan y

commaundent_

En Xainctongne, La Rochelle

S^[t] Jehan, S^[t] Angely ou commaunde Mons^[r] de S^[t] Mosmes.

Roian, Port de Mer

Pons

Bouteville, et quelques Chasteaux

_Mons^[r] de S^[t] Geniez,

Mons^[r] de Longe_

Sur la Riviere de Dordonne

Bergirac imprenable

S^[t] Foy

Chastillon

Pinnoymant &c. Et sur disces il ny a presques pas un Papiste, ny mesme

en tout le Pays.

_Mons^[r] de Madailham,

Le Baron de Beauville_

Sur le Riviere du Lot

Villeneufve d’Agenois

Clerac.

S^[t] Linerade.

_Mons^[r] de Turène_

En Perigort, Perigueux Ville Capitale et Plusieurs Chasteaux

Montflanquin

_Mons^[r] de Chappes,

Lieutenan: le Baron

d’Uzac, &c.,_

Figiac

Bellie

Puynirol }

Tournon } ces trois sont imprenables; et sont au R. de N.

Lanzarte }

Turene ave toutes les terres de Monsieur de Turene en Lymosin.

Briene la gagliarde.

Usurstie. qui sont des meilleures: Toutes les surd. places sont bien

accommodees et sont toutes deçe la Riviere de Garonne.

_Mons^[r] le Baron de

Luzignian, Mons^[r]

de Fauaz_

Sur la Garonne au bord de deca sont

Agen ville Capitale d’Agenois grande et riche

La Reolle, Lonne ville, dont le Chasteau est imprenable; et sur le

Rivage dela sont

Lengon

Millau

Le mas de Verdoun &c.

_Le Roy de Navar

parce que c’est son

patrimonie y a

partout Portien

de les plus affectionez_

Entre le Garonne et le pays de Bearn nous tenons

Leystoure ville Episcopale richen et imprenable patrimonie de R. de N.

Mauvesin

Fleurance

Cauze, bonne et forte ville

Nerac

Castel Jalouz

Balas ville riche, episcopale

Le mont de Marsan; forte

Tout le conte de Bigorces et les pays de Marsan, Tarsan Gavardan

Tarbe}

Aire } villes episcopales

La principaute de Bearn

La basse Navarre

Le Pays des basques, a quoy on a donne tiel ordre que nouristant la

paix il ne si changera rien.

Au contrarie de puis la paix Grenade Beaumont et Verdun villes ont

reconut le Roy de Navarre p^[r] governeur et se sont mises soubz sa

protection et tous les jours si la paix tient quelque peu si en mettra

de nouvelles. M. L. Amirall a assiege Beaumont a cause de cela ou il a

este tresbien battu.

_M. le Vicount

de Terides_

Pays de Quercy nous tenons

Montauban imprenable et une des belles villes de guerre du monde.

_M. la Vicount

de Gourdon_

Figeac capitale de Haut Quercy

Caussade

Realville

S^[t] Antonin

Villemur &c. en ces villes tout le peuple est de la religion.

_Vicont

de Paulini_

Au pays de Rourgue.

Millaut ville episcopale

Vabres ville episcopale

Creissel et autres en grand nombre fortes d’assietes dont nous ne

scavons le nom. Le peuple aussi est de fort longtemps de la religion

et sont en tous ces pays des relliques des vieux.

_Le Baron de

Audon_

En Languedoc, toute la Conte de Foix qui tient depuis les montz

Pirenees jusques aux portes de Thoulouse Patrimonie du R. de N. en

icelle sont Pasmicas ville forte peuplee, presque de la religion

episcopale.

The Wars of Religion in France 1559-1576 The Huguenots, Catherine de Medici and Philip II · 第 19 / 26 章