Evangelina rise. L'idea che Laura a sedici anni avesse suscitato
la follìa amorosa d'un vecchio celibe, e sopratutto che io me ne
affliggessi come d'una sventura toccata alla nostra bambina, questa
idea la metteva di buon umore.
— Me lo farai conoscere — diceva; — quando egli tornerà mi avvertirai,
e io starò al finestrino per vederlo passare. Ma perchè non ridi anche
tu?
Provavo, ed era inutile; mi pareva che il vecchio pretendente fosse
rimasto lì, in qualche cantuccio della stanza, a crollare il capo
dicendo: «Tu ridi pure, io tanto tanto sposerò tua figlia».
— Ridi — insisteva Evangelina.
— Che ci vuoi fare? non posso. Mi sento umiliato per Laurina,
mi pento sinceramente di non essere stato abbastanza villano con
quell'imbecille, perchè in sostanza egli ha quasi avuto gli onori della
giornata co' suoi argomenti...
— La ragazza non glie l'hai data!
— È tutt'uno, egli si crede sicuro di pigliarsela; lo dice chiaro che
è ricco, che è ben conservato, che sa tutta l'arte di amare. Laura non
potrà resistergli, egli ne è persuaso... Torna, torna, vecchio balordo,
e te lo darò io l'irresistibile...
Evangelina non ne poteva più; le mie parole non le lasciavano trovare
un po' d'equilibrio; rideva dondolandosi di qua e di là come una pianta
tormentata dal vento, e a un mio ultimo gesto essa aprì disperatamente
le braccia e si buttò, per ridere meglio, sul canapè.
— Sia ringraziato quel signore... come si chiama? Non avevo mai riso
tanto in vita mia.
Io ero interamente placato; avrei riso volentieri anch'io, ma
m'ingegnavo di mantenere il seriume perchè Evangelina se lo potesse
godere.
— Ha da capitare proprio a Laurina! — esclamai.
— E che vi è di male? — interruppe mia moglie. — A trovare un
pretendente come lo vogliamo noi, nostra figlia ha tempo, ma uno come
questo non le si presenterà mai più.
— Che ne sappiamo noi? Io comincio a credere che per ogni fanciulla
che arriva alla maturità, vi sono almeno due vecchi ben conservati ed
impazienti che aspettano.
— Io ne sono persuasa.
— La società è fatta così — proseguii: — i giovani vanno in cerca delle
donne stagionate... degli altri, e i vecchi si pigliano le fanciulle.
Ma pensa un po' che orrore! la nostra Laurina!...
Ammutolii. Laurina entrava allora. Con quel suo sennino perspicace,
capì subito che stavamo troppo zitti, buttò un'occhiatina qua e là,
tanto da non aver l'aria d'accorgersi che ci dava noia, e s'avviò
all'uscio opposto per andarsene com'era venuta.
— Laura!
Si arrestò sulla soglia, volgendo a me la faccia sorridente; le feci un
cenno ch'ella comprese e corse a buttarmisi nelle braccia. Stringendole
il mento con una carezza, e tenendo la sua testina alla distanza di
tutto il mio braccio allungato cominciai burlescamente una specie di
esame malizioso, che a un tratto, pensando all'avvenire ignoto di mia
figlia, si volse in tenerezza profonda, e subito dopo in dispetto.
E mi venne detto senza avvedermene: animale! perchè mi si presentava
alla mente quel vecchio egoista, che a lasciarlo fare...
Evangelina ripigliò a ridere, come se io avessi dato il segnale, mentre
nostra figlia veniva interrompendo ora il babbo, ora la mamma:
— Che cosa è stato? Perchè ridete?