III.

Evangelina rise. L'idea che Laura a sedici anni avesse suscitato

la follìa amorosa d'un vecchio celibe, e sopratutto che io me ne

affliggessi come d'una sventura toccata alla nostra bambina, questa

idea la metteva di buon umore.

— Me lo farai conoscere — diceva; — quando egli tornerà mi avvertirai,

e io starò al finestrino per vederlo passare. Ma perchè non ridi anche

tu?

Provavo, ed era inutile; mi pareva che il vecchio pretendente fosse

rimasto lì, in qualche cantuccio della stanza, a crollare il capo

dicendo: «Tu ridi pure, io tanto tanto sposerò tua figlia».

— Ridi — insisteva Evangelina.

— Che ci vuoi fare? non posso. Mi sento umiliato per Laurina,

mi pento sinceramente di non essere stato abbastanza villano con

quell'imbecille, perchè in sostanza egli ha quasi avuto gli onori della

giornata co' suoi argomenti...

— La ragazza non glie l'hai data!

— È tutt'uno, egli si crede sicuro di pigliarsela; lo dice chiaro che

è ricco, che è ben conservato, che sa tutta l'arte di amare. Laura non

potrà resistergli, egli ne è persuaso... Torna, torna, vecchio balordo,

e te lo darò io l'irresistibile...

Evangelina non ne poteva più; le mie parole non le lasciavano trovare

un po' d'equilibrio; rideva dondolandosi di qua e di là come una pianta

tormentata dal vento, e a un mio ultimo gesto essa aprì disperatamente

le braccia e si buttò, per ridere meglio, sul canapè.

— Sia ringraziato quel signore... come si chiama? Non avevo mai riso

tanto in vita mia.

Io ero interamente placato; avrei riso volentieri anch'io, ma

m'ingegnavo di mantenere il seriume perchè Evangelina se lo potesse

godere.

— Ha da capitare proprio a Laurina! — esclamai.

— E che vi è di male? — interruppe mia moglie. — A trovare un

pretendente come lo vogliamo noi, nostra figlia ha tempo, ma uno come

questo non le si presenterà mai più.

— Che ne sappiamo noi? Io comincio a credere che per ogni fanciulla

che arriva alla maturità, vi sono almeno due vecchi ben conservati ed

impazienti che aspettano.

— Io ne sono persuasa.

— La società è fatta così — proseguii: — i giovani vanno in cerca delle

donne stagionate... degli altri, e i vecchi si pigliano le fanciulle.

Ma pensa un po' che orrore! la nostra Laurina!...

Ammutolii. Laurina entrava allora. Con quel suo sennino perspicace,

capì subito che stavamo troppo zitti, buttò un'occhiatina qua e là,

tanto da non aver l'aria d'accorgersi che ci dava noia, e s'avviò

all'uscio opposto per andarsene com'era venuta.

— Laura!

Si arrestò sulla soglia, volgendo a me la faccia sorridente; le feci un

cenno ch'ella comprese e corse a buttarmisi nelle braccia. Stringendole

il mento con una carezza, e tenendo la sua testina alla distanza di

tutto il mio braccio allungato cominciai burlescamente una specie di

esame malizioso, che a un tratto, pensando all'avvenire ignoto di mia

figlia, si volse in tenerezza profonda, e subito dopo in dispetto.

E mi venne detto senza avvedermene: animale! perchè mi si presentava

alla mente quel vecchio egoista, che a lasciarlo fare...

Evangelina ripigliò a ridere, come se io avessi dato il segnale, mentre

nostra figlia veniva interrompendo ora il babbo, ora la mamma:

— Che cosa è stato? Perchè ridete?

Mio figlio! · 第 70 / 92 题