Comincia:
Superna maiesta da cui procede
Ciò che nel mondo da ogni sustanza
E se cortese a chi tirichiede
Diuotamente con fede e speranza
Humilemente ti chieggio mercede
Che doni gratia ame pien dignoranza
Chio rimi sì la presente legenda
Che tutta gente dilecto ne prenda.
Carte 9 e una colonna alla decima. Ogni pagina contiene circa 9
ottave. Mancano a quel che si pare due carte, cioè il fine del _tertio
cantare_ e il principio del 4.º Generalmente la lezione è buona, ma il
carattere è logoro, e si legge con qualche difficoltà. È un
curiosissimo popolare cavalleresco poemetto, in ottava rima, diviso in
4 _Cantari_. Vogliono alcuni dotti, che sia il più antico poema di
cavalleria che originalmente venisse scritto in Italia. L'autore, che
si svela egli stesso al fine del primo cantare, si è Antonio Pucci
fiorentino, che vivea sul finire del secolo XIV. Ne abbiamo edizioni
antiche, delle quali una si annovera dal cav. Gius. Molini, a faccie
114, N. 13 delle sue _Operette bibliografiche_: due dal prof. Libri
nel suo _Catalogo_, ed una dal P. Blasi, che di questo Romanzo fece
una diligente analisi, alla pagina 243 de' suoi _Opuscoli di Autori
Siciliani_, al vol. XX. Oltre le predette, infinite ristampe se ne
fecero poi appresso per uso del popolo.