Il calice amaro egli volle vuotarlo tutto.
La riconciliazione formale dei due sposi avvenne due giorni dopo, quasi
di nascosto ed in modo semplicissimo. Il Conte andò e fu ricevuto da
tutta la famiglia a braccia aperte. Nessuno fu invitato in quel giorno
alla villa, tranne il signor Carlo. Non era stato egli il buono e
felice mediatore della riconciliazione? La signora Marianna (parlando
anche a nome della figliuola) lo aveva invitato con un biglietto; e il
Conte, con uguale cortesia, aveva aggiunto il suo invito.
Il signor Carlo andò. Quando verso le due del pomeriggio entrò nel
salotto, Giulia e suo marito sedevano sul divano posto fra la grande
tavola di noce e la parete.
I due giovani formavano una bellissima coppia. Il Conte non
ismentiva la sua compostezza di giovane elegante e raffinato; ma il
volto attestava una sincera soddisfazione. Giulia, inchinando la
sua adorabile testina bionda sulla spalliera del divano, mostrava
nell’abbandono di tutta la persona quel mite languore che succede
alle forti e care commozioni dell’animo. Ora teneva i grandi occhi
socchiusi, come per raccogliersi, ora li fissava sul marito o li girava
sui volti soddisfatti del padre e della madre....
Allor che, guardando dalla finestra, aveva visto comparire il signor
Carlo sul cancello della villa, il volto di Giulia s’era turbato
un poco. Era, volere o no, una nube sull’orizzonte. Annunziava un
temporale?... Giulia stese la mano all’“eroico amico„, e sentì ch’egli
rispondeva alla sua con una stretta franca. Bastò questo segno a
rassicurare la giovane; e la conversazione s’incamminò disinvolta e
tranquilla.
Dopo fecero tutti insieme una passeggiata nel breve parco che circonda
la casa. Anche quel luogo era pieno di ricordi.... Giunti ad un
bell’albero di robinia coi rami pioventi e intrecciati con arte a guisa
di capanna, Giulia e il Conte v’entrarono, ridendo, e si sedettero
sull’erba. Il signor Carlo, guardando in alto, con l’aria distratta,
disse:
— Quest’albero dovrebb’essere vicino a seccare....
— Che! — ribattè il vecchio. — Per quelle poche foglie secche che lei
vede tra il verde?... Effetto solito dell’autunno. L’albero è in ottime
condizioni.
— E io credo che quest’albero dovrebb’essere vicino a seccare.
Lo strano discorso non ebbe seguito; ma nella mente di Giulia passò un
soffio di ricordanze, che la fecero rimanere in silenzio per qualche
minuto.
Verso le quattro la signora Marianna salì nelle stanze a vestirsi per
il pranzo; il vecchio andò a schiacciare il suo consueto sonnellino
d’un’ora. I tre rimasti girarono ancora un poco pei viali.... Come
passare il tempo sino alle sette? Nessuno osava palesare quella
preoccupazione. Intanto il signor Carlo si faceva sempre più taciturno
e i discorsi andavano innanzi stiracchiati e languidi. Il Conte a un
tratto ebbe una idea.
— Sapete che con la corsa delle quattro e quaranta arriva mio zio da
Milano? Io vado ad attenderlo e gli preparo una bella improvvisata.
Della nostra riconciliazione egli non sa nulla. Pensa, Giulia, se egli
cascherà dalle nuvole quando, invece di arrivare all’_Hôtel Brun_, egli
si vedrà condotto qua su a pranzare con noi!...
Giulia trovò che era una idea stupenda.
Dopo dieci minuti il _tilbury_ del Conte aspettava già dinanzi al
cancello. Mentre egli s’incamminò per partire, Giulia lo accompagnò.
Discendevano insieme, discorrendo, il breve viale fiancheggiato da
vasi di limone e d’oleandri fioriti, egli un passo innanzi mettendosi
i guanti, ella seguendolo e tenendogli una mano sulla spalla. Il
signor Carlo, seduto sopra una panchina di marmo, intanto li sbirciava
traverso i rami di un ciuffo di mortelle. I suoi occhi, guardando un
poco di traverso, avvolgevano la taglia sottile di Giulia e tutta
la sua figura elegante, curva un poco innanzi verso il marito; e
seguivano anche il moto lento de’ piccoli piedi sulla ghiaia minuta e
stridente del viale.... Quando i due furono presso al cancello, Giulia,
credendosi non vista, rattenne con la mano il marito; questi si voltò,
la baciò nella bocca e in un attimo fu sul _tilbury_ prendendo le
redini e la frusta dalle mani del cocchiere. Salutò ancora con la mano
e s’allontanò a trotto lento giù per la china.