PAOLA. Maladetto sia l'uomo il quale disprezza la fama sua.[2]

[2] Maledictus homo qui negligit honorem suum!

CORONA. Dio pur volesse che la vergogna fusse di lui solo!

PAOLA. So male che responderti, non t'intendendo ancora: dimmi, ha

commesso qualche adulterio?

CORONA. Grandissimo.

PAOLA. È di carne... Ma in che modo?

CORONA. Qual trovasi maggior adulterio essere che de lo ingegno suo

pellegrino, che de le tante lui grazie dal ciel donate usarne male?

PAOLA. Grande ingratitudine per certo! Ma comincio giá la causa di

questo tuo rammarico intendere: lo poema da lui composto sotto il nome

di Merlino Cocaglio ancora non ti si parte dal cuore?

CORONA. Anzi ognor piú me lo parte e straccia.

PAOLA. Deh! stolta, tu t'affanni oltra quello che a te non tocca.

CORONA. Piú d'ogni altro mi tocca, ché piú d'ogni altro son certa che

l'amo.

PAOLA. Piú di me?

CORONA. Piú di te.

PAOLA. Di me, ch'io gli son madre?

CORONA. Ed io doppia sorella.

PAOLA. Non l'ami tu giá dunque, se doppia gli sei.

CORONA. La causa?

PAOLA. Tant'è dir «doppio» quanto «falso».

Caos del Triperuno Opere Italiane Vol. 1 · 第 10 / 222 题