_Signora_ RENZI, MARIO _e_ CLELIA.
_Signora Renzi_
_(alle ultime parole di Mario comparisce, gravemente, nel vano della
porta)_ Mario!
_Mario e Clelia_
_(simultaneamente)_
Mamma....
Signora....
_Signora Renzi_
Io non so essere giudice fra voi due: sono una borghesuccia abituata
alla vita casalinga; ma, fra tante cose che avete dette, una sola cosa
m'è sembrata semplice ed importante: -- c'è un innocente da salvare. _(A
Mario)_ Questa donna te ne attribuisce la paternità, e tu non hai fede
nella parola di lei. Hai torto? hai ragione? Non monta. Ma io domando a
te e ti prego di rispondermi in coscienza: sei tu poi sicuro -- bada --
sei proprio sicuro di _non essere_ il padre di quel bambino?
_Mario_
_(tace.)_
_Signora Renzi_
Rispondimi.
_Mario_
... Non ne sono sicuro.
_Signora Renzi_
Come vedi, la quistione, per un uomo onesto, è risoluta. Tu, uomo
onesto, sai che, soprattutto, non devi abbandonare una creaturina che
_forse_ è sangue tuo. Se quel bambino non è tuo figlio, tanto, avrai
compiuta un'azione pietosa; se è davvero tuo figlio, avrai semplicemente
adempito un dovere. C'è il dubbio? E il dubbio basta a crearti un
obbligo sacro.
_Clelia_
Voi siete giusta, signora.... Avevo ragione di contare sul vostro
appoggio.
_Signora Renzi_
Sul mio appoggio, contateci; ma io conto sui vostri sacrifizii....
_Clelia_
Quali?
_Signora Renzi_
Sui sacrifizii che voi stessa avete offerti.
_Clelia_
Mi spaventate!...
_Signora Renzi_
E che? Sperate ancora un legame tra voi e Mario?
_Clelia_
_(subito)_ No!
_Signora Renzi_
Ebbene, se volete provvedere, veramente, sicuramente, all'avvenire del
vostro figliuolo, voi dovete sacrificargli _tutto_.
_Clelia_
_(invasa dal terrore)_ _Tutto_... che cosa?
_Signora Renzi_
.... Povera donna... i vostri diritti di madre.
_Clelia_
_(con un grido di violenta ribellione)_ Impossibile! _(Pausa. Poi,
timidamente)_ Mi chiedete troppo, signora. Siete madre anche voi, è
vero; sapete la prepotenza cieca di quell'egoismo sublime che è
l'affetto materno, ma è naturale che non abbiate un'idea esatta di ciò
che mi chiedete. Una santa, una virtuosa come voi, non conosce i misteri
di queste esistenze per cui la virtù è una cosa molto confusa:
_(eccitandosi)_ ecco, ecco perchè voi non intendete che se in noialtre
spostate l'affetto materno nasce, esso qualche volta può essere più
tenace, più geloso, più prepotente, più cupido che nelle donne educate
all'onestà. _Che è_ mio figlio per me? Non so esprimervelo... non so
esprimervelo con le parole. Certo, dai primi momenti della maternità,
sentii che essa mi assorbiva tutta; e da quando _egli_ è nato io non mi
sono più accorta di esistere che... che per le sensazioni nuove,
prodotte in me da quel piccolo essere. E mi proponete di vivere estranea
a lui? Ve l'ho detto: è impossibile!... Ogni altra proposta, io
l'accetterò; ogni altro sacrifizio mi sembrerà lieve.... Io non aspiro
alla riabilitazione; io non aspiro neppure al rispetto compassionevole;
io voglio soffrire la fame, io voglio piegarmi alle più umili fatiche,
io voglio essere peggio d'una schiava: ma distaccarmi, per sempre,
completamente da mio figlio, lasciarmi estirpare il cuore vivo vivo,
rinunziare ai miei diritti di madre, no! no! è impossibile, è
impossibile!... _(È accasciata, esausta di forze.)_
_Signora Renzi_
E non v'accorgete....
_Mario_
_(interrompendola)_ Via, mamma, per ora tronchiamo....
_Signora Renzi_
_(severa)_ No! Voglio andare sino in fondo una volta per sempre. _(A
Clelia)_ Non v'accorgete, povera donna _(a Mario, che vorrebbe impedirle
di continuare)_ -- lasciami dire --... non v'accorgete che nei vostri
proponimenti c'è una grave contraddizione? Voi volete che il vostro
figliuolo diventi un uomo utile, un uomo d'onore, un uomo felice... e
gli preparate lo spettacolo straziante e disonorante di una madre
condannata dalle stesse leggi per le quali ora combattete. E che cosa
dovrà dirgli di voi suo padre? E che gli direte voi stessa?... E quando
questo figliuolo sarà un fanciullo, come affronterete la sua curiosità?
E quando sarà un giovane forte ed altero, come affronterete il suo
orgoglio? E quando avrà una coscienza per giudicare... come, come
affronterete voi il suo giudizio? E quali gioie, quali conforti gli
saranno serbati fra un padre e una madre che si disputano il suo cuore e
che non hanno di comune nè la casa, nè il nome, nè l'onorabilità? Il suo
animo, siatene certa, si alimenterà di rancore, e verrà un giorno in cui
egli potrà rimproverarvi persino _(solenne e insinuante)_ di averlo
messo al mondo....
_Clelia_
_(disfatta, senza fiato)_ Basta... basta.... Lo so che avete ragione....
Io mi sono ribellata, ma alla mia ribellione, ve ne prego, non ci
credete.... Adesso non ho più la forza di pensare... e di
rassicurarvi.... Ma, qui, qui, nel cervello, un solo, un solo pensiero
resta certamente limpido, fermo, immutabile: salvarlo, salvarlo a
qualunque costo! Io, io ho la responsabilità della sua vita... perchè
avrei potuto _(convulsa, lagrimando)_ avrei potuto... come fanno
tante... anche talune di quelle che si lasciano credere oneste... sì,
sì, avrei potuto annientare, distruggere la maternità nel suo primo
momento; e non lo feci. Il delitto mostruoso sarebbe stato per me un
dovere.... Non volli, non volli..., chi sa, forse non per virtù... ma
per egoismo.... _(Si sorregge a un tavolino.)_ Ed ora... non parlate
più... Sono persuasa... In fondo n'ero convinta anche prima che
parlaste.... Mio figlio non deve conoscermi?... E non mi conoscerà!...
Me ne andrò lontano assai....
_Signora Renzi e Mario_
_(la soccorrono.)_
_Clelia_
... lontano assai.... Oh! non dubitate.... Lo farò.... Lo farò....
_(Sipario.)_