SCENA VII.

_Signora_ RENZI, MARIO _e_ CLELIA.

_Signora Renzi_

_(alle ultime parole di Mario comparisce, gravemente, nel vano della

porta)_ Mario!

_Mario e Clelia_

_(simultaneamente)_

Mamma....

Signora....

_Signora Renzi_

Io non so essere giudice fra voi due: sono una borghesuccia abituata

alla vita casalinga; ma, fra tante cose che avete dette, una sola cosa

m'è sembrata semplice ed importante: -- c'è un innocente da salvare. _(A

Mario)_ Questa donna te ne attribuisce la paternità, e tu non hai fede

nella parola di lei. Hai torto? hai ragione? Non monta. Ma io domando a

te e ti prego di rispondermi in coscienza: sei tu poi sicuro -- bada --

sei proprio sicuro di _non essere_ il padre di quel bambino?

_Mario_

_(tace.)_

_Signora Renzi_

Rispondimi.

_Mario_

... Non ne sono sicuro.

_Signora Renzi_

Come vedi, la quistione, per un uomo onesto, è risoluta. Tu, uomo

onesto, sai che, soprattutto, non devi abbandonare una creaturina che

_forse_ è sangue tuo. Se quel bambino non è tuo figlio, tanto, avrai

compiuta un'azione pietosa; se è davvero tuo figlio, avrai semplicemente

adempito un dovere. C'è il dubbio? E il dubbio basta a crearti un

obbligo sacro.

_Clelia_

Voi siete giusta, signora.... Avevo ragione di contare sul vostro

appoggio.

_Signora Renzi_

Sul mio appoggio, contateci; ma io conto sui vostri sacrifizii....

_Clelia_

Quali?

_Signora Renzi_

Sui sacrifizii che voi stessa avete offerti.

_Clelia_

Mi spaventate!...

_Signora Renzi_

E che? Sperate ancora un legame tra voi e Mario?

_Clelia_

_(subito)_ No!

_Signora Renzi_

Ebbene, se volete provvedere, veramente, sicuramente, all'avvenire del

vostro figliuolo, voi dovete sacrificargli _tutto_.

_Clelia_

_(invasa dal terrore)_ _Tutto_... che cosa?

_Signora Renzi_

.... Povera donna... i vostri diritti di madre.

_Clelia_

_(con un grido di violenta ribellione)_ Impossibile! _(Pausa. Poi,

timidamente)_ Mi chiedete troppo, signora. Siete madre anche voi, è

vero; sapete la prepotenza cieca di quell'egoismo sublime che è

l'affetto materno, ma è naturale che non abbiate un'idea esatta di ciò

che mi chiedete. Una santa, una virtuosa come voi, non conosce i misteri

di queste esistenze per cui la virtù è una cosa molto confusa:

_(eccitandosi)_ ecco, ecco perchè voi non intendete che se in noialtre

spostate l'affetto materno nasce, esso qualche volta può essere più

tenace, più geloso, più prepotente, più cupido che nelle donne educate

all'onestà. _Che è_ mio figlio per me? Non so esprimervelo... non so

esprimervelo con le parole. Certo, dai primi momenti della maternità,

sentii che essa mi assorbiva tutta; e da quando _egli_ è nato io non mi

sono più accorta di esistere che... che per le sensazioni nuove,

prodotte in me da quel piccolo essere. E mi proponete di vivere estranea

a lui? Ve l'ho detto: è impossibile!... Ogni altra proposta, io

l'accetterò; ogni altro sacrifizio mi sembrerà lieve.... Io non aspiro

alla riabilitazione; io non aspiro neppure al rispetto compassionevole;

io voglio soffrire la fame, io voglio piegarmi alle più umili fatiche,

io voglio essere peggio d'una schiava: ma distaccarmi, per sempre,

completamente da mio figlio, lasciarmi estirpare il cuore vivo vivo,

rinunziare ai miei diritti di madre, no! no! è impossibile, è

impossibile!... _(È accasciata, esausta di forze.)_

_Signora Renzi_

E non v'accorgete....

_Mario_

_(interrompendola)_ Via, mamma, per ora tronchiamo....

_Signora Renzi_

_(severa)_ No! Voglio andare sino in fondo una volta per sempre. _(A

Clelia)_ Non v'accorgete, povera donna _(a Mario, che vorrebbe impedirle

di continuare)_ -- lasciami dire --... non v'accorgete che nei vostri

proponimenti c'è una grave contraddizione? Voi volete che il vostro

figliuolo diventi un uomo utile, un uomo d'onore, un uomo felice... e

gli preparate lo spettacolo straziante e disonorante di una madre

condannata dalle stesse leggi per le quali ora combattete. E che cosa

dovrà dirgli di voi suo padre? E che gli direte voi stessa?... E quando

questo figliuolo sarà un fanciullo, come affronterete la sua curiosità?

E quando sarà un giovane forte ed altero, come affronterete il suo

orgoglio? E quando avrà una coscienza per giudicare... come, come

affronterete voi il suo giudizio? E quali gioie, quali conforti gli

saranno serbati fra un padre e una madre che si disputano il suo cuore e

che non hanno di comune nè la casa, nè il nome, nè l'onorabilità? Il suo

animo, siatene certa, si alimenterà di rancore, e verrà un giorno in cui

egli potrà rimproverarvi persino _(solenne e insinuante)_ di averlo

messo al mondo....

_Clelia_

_(disfatta, senza fiato)_ Basta... basta.... Lo so che avete ragione....

Io mi sono ribellata, ma alla mia ribellione, ve ne prego, non ci

credete.... Adesso non ho più la forza di pensare... e di

rassicurarvi.... Ma, qui, qui, nel cervello, un solo, un solo pensiero

resta certamente limpido, fermo, immutabile: salvarlo, salvarlo a

qualunque costo! Io, io ho la responsabilità della sua vita... perchè

avrei potuto _(convulsa, lagrimando)_ avrei potuto... come fanno

tante... anche talune di quelle che si lasciano credere oneste... sì,

sì, avrei potuto annientare, distruggere la maternità nel suo primo

momento; e non lo feci. Il delitto mostruoso sarebbe stato per me un

dovere.... Non volli, non volli..., chi sa, forse non per virtù... ma

per egoismo.... _(Si sorregge a un tavolino.)_ Ed ora... non parlate

più... Sono persuasa... In fondo n'ero convinta anche prima che

parlaste.... Mio figlio non deve conoscermi?... E non mi conoscerà!...

Me ne andrò lontano assai....

_Signora Renzi e Mario_

_(la soccorrono.)_

_Clelia_

... lontano assai.... Oh! non dubitate.... Lo farò.... Lo farò....

_(Sipario.)_

Una donna · 第 52 / 65 题