MARIO, CLELIA, _Signora_ RENZI.
_Mario_
_(dalle scale, gaio)_ Signorina Beatrice, salutiamoci, almeno.
_(La signora Renzi e Clelia si scuotono e si scambiano un'occhiata.)_
_Beatrice_
_(la cui voce lontana si sente appena)_ Ero distratta, signor Mario. Vi
pare....
_Mario_
_(le sue parole si odono più da vicino)_ Va bene, vi perdoniamo.... Ma,
cantatina allegra! _(Ridendo)_ Ah! ah! ah! _(Entra. Vedendo Clelia, ne
ha come un senso di meraviglia e di terrore)_ Voi! _(Indi, senza troppa
durezza)_ Che fate qui? Che volete in casa di mia madre?
_Clelia_
_(a un tempo timida, supplichevole e altera)_ Lo so che una par mia non
ha il diritto di metterci il piede; ma io ci sono entrata come si entra
in chiesa -- devotamente -- per implorare una grazia.... Io speravo, e
spero, di ottenerla da lei, da vostra madre, questa grazia.
_Signora Renzi_
_(offesa)_ Da me quale grazia volete ottenere?
_Clelia_
_(senza avere il coraggio di dir subito la ragione della sua
visita)_.... Che rendiate meno aspro verso di me... l'animo del vostro
Mario.
_Signora Renzi_
_(le volta le spalle, avviandosi -- quasi fuggendo -- verso la porta a
destra.)_
_Clelia_
Restate, signora, ve ne scongiuro: io ho bisogno del vostro appoggio, e,
per quanto ciò vi possa sembrare strano, io sento che me lo concederete.
_Signora Renzi_
_(meravigliata)_ Il mio appoggio?!
_Clelia_
Ma voi non sapete ancora che cosa debbo dire a vostro figlio....
Restate, signora, ascoltatemi.
_Signora Renzi_
No, no, no....
_Mario_
_(severo)_ Lasciate stare mia madre. Vi ascolterò io.
_Clelia_
_(abbassa gli occhi mortificata.)_
_Mario_
_(con maggiore gentilezza)_ Vi ascolterò io.
_(Silenzio solenne, grave, agghiacciante.)_
_Signora Renzi_
_(rivolge a Mario un lungo sguardo in cui è un'interrogazione e un
ammonimento, ed esce a destra.)_