_Verani_
_(va subito dietro a Clelia e le dà un bacio sui capelli.)_
_Giannetti, Maturi, Fonseca_
_(rimproverandolo scherzosamente)_ Verani! Verani!
_Verani_
_(scusandosi)_ Eh! sui capelli....
_Clelia_
Verani, voi avete una segreta sì, ma violenta passione per me.
_Giannetti, Maturi, Fonseca_
Sì, è vero! È vero! È verissimo!
_Clelia_
_(ridendo)_ Ah! ah! ah!
_Fonseca_
Ma bada, Clelia, che io sono iscritto prima di lui.... Divento una belva
se me lo fai passare innanzi!
_Giannetti_
Come c'entri tu! Tu sei medico, e i medici non sono....
_Fonseca_
Cosa non sono?
_Carsanti_
_(rientrando con in mano gli orecchini)_ Non erano nello scrigno, cara
Clelia. Ah, che testolina!
_Tutti_
_(circondandolo)_ Vediamo, vediamo.
_Carsanti_
_(con ostentata modestia)_ Non c'è nulla di meraviglioso.
_Fonseca_
Corbezzoli!
_Verani_
Stupendi!
_Giannetti_
Perbacco!
_Verani_
Poche volte ho visti dei brillanti limpidi come questi.
_Giannetti_
Che acqua!...
_Fonseca_
_(alle spalle di Carsanti, senza farsi udire da lui)_ Per darla a bere!
_Carsanti_
E notate la montatura.
_Giannetti_
Ci scommetto che non è lavoro napoletano.
_Carsanti_
Ma che napoletano!
_Maturi_
_(con servilismo lusingatore)_ Orecchini esteri! Si vede!
_Verani_
Vi costano un occhio!
_Carsanti_
Circa... sei mila lire!
_Fonseca_
Allora... due occhi!
_Verani_
Bisogna congratularsi _(guardando Clelia)_ con chi li ha saputi
meritare....
_Maturi_
E con chi li ha saputi comprare!
_Fonseca_
Soprattutto, poi, con chi li ha saputi vendere!
_Carsanti_
_(orgoglioso e sempre ostentando modestia)_ Ed ora fatemi il piacere di
finirla. Vado a riporli, Clelia?
_Clelia_
Sì, caro.
_Carsanti_
_(esce a destra.)_
_(Appena uscito, tutti si accostano a Clelia, pettegoleggiando e
parlando sommessamente.)_
_Giannetti_
Che brutta roba!
_Verani_
Comperati di seconda mano.
_Maturi_
Ecco!
_Fonseca_
_Cosuccia_, sei certa che non sono falsi?
_Clelia_
Linguacce!
_Giannetti_
_(come vede rientrar Carsanti, esclama)_ Ah! splendidi! splendidi! Che
acqua!
_Carsanti_
Basta! non mi seccate più!.... Ditemi, invece: avete sete?
_Fonseca_
A proposito di acqua?
_Carsanti_
Ma no. Stasera, _Champagne_. Che diamine!
_Giannetti_
Se si tratta di _Champagne_, tutti abbiamo sete!
_Fonseca_
_Sitio! Sitio!_
_Carsanti_
_(tocca il bottone del campanello elettrico e va nella stanza vicina, in
fondo, a parlare con Giacomo il servo.)_
_Clelia_
_(gettando un sospiro canzonatorio)_ Verani, che avete?
_Verani_
_(che è assorto, posando a sentimentale)_ Una giornata di spleen.
_Giannetti_
Se hai dormito tutto il santo giorno!
_Verani_
Sì, ma, dormendo, mi sono accorto che avevo lo spleen. _(Languidamente,
a Clelia)_ E anche voi, Clelia, stasera non siete di buon umore.
_Clelia_
_(con uno dei suoi soliti sforzi di dissimulazione)_ Perchè no? Anzi!
Suoniamo, cantiamo, balliamo, se volete. _(Si alza.)_ Non v'ho detto che
da una settimana prendo lezione di pianoforte. _(Va al piano e siede.)_
State a sentire che progressi. _(Pesta violentemente la tastiera con un
sol dito, principiando il motivo del Rigoletto: «La donna è mobile»; poi
ripete le prime note accompagnandovi la voce)_ «La donna è un
mobile....»
_Verani_
_(sospirando)_ Ah! la donna -- la donna che dico io -- sarebbe per me
tutt'altra cosa!
_Maturi, Giannetti, Fonseca_
_(rimproverandolo scherzosamente, come prima)_ Verani! Verani!
_Giannetti_
Non sospirare.
_Carsanti_
Per chi sospira, Verani?
_Clelia_