CLELIA _e_ MARIO.
_Mario_
_(avanzandosi tutto gaio)_ Dormivi?
_Clelia_
No... Ero lì, sul letto... con un po' di mal di capo.
_Mario_
Ora te lo faccio passare io con un bel bacione _(glie lo dà)_ e una
buona notizia. Ho ceduto il ritratto... della scimmia... al mezzano
imbroglione, che lo venderà, per conto suo, come quadro di Morelli o di
non so chi; e questa cessione mi ha messo in grado di tappar la bocca al
padrone di casa e di versare nella cassa del nostro amore l'ingente
somma di cinquanta sette lire e cinquanta centesimi. Ecco qua. _(Mette
il danaro sul tavolino.)_ Siamo ricchi, perbacco! L'età dell'oro è
cominciata!
_Clelia_
_(dissimulando lo spasimo dell'anima nell'asprezza eccessiva)_ E per tua
madre?
_Mario_
_(imbarazzato)_ Ci ho il resto.
_Clelia_
Mentisci.
_Mario_
Clelia, perchè questo tono così acre? Se pure mentissi, non dovresti tu
rimproverarmene....
_Clelia_
Il tuo primo dovere è di soccorrere tua madre.
_Mario_
Hai ragione.
_(Pausa.)_
_Clelia_
Io non debbo tollerare che quella povera signora malaticcia mi sia
sacrificata... Riprendi quel danaro.
_Mario_
_(guardandola in faccia, riprende lentamente il danaro e lo intasca.)_
Ma tu hai qualche cosa contro di me.
_Clelia_
_(con voce buona e commossa)_ Contro di te.... No, Mario mio. No! no!
_(Frenando la commozione e quasi con accento severo)_ Ma il fatto è che,
per causa mia, tu trascuri la tua arte, trascuri la tua mamma....
_Mario_
Avanti... Continua... _(Fissandole negli occhi uno sguardo intenso)_
Continua....
_Clelia_
_(rabbrividendo)_ Mario, non guardarmi così....
_Mario_
Ma perchè non continui?...
_Clelia_
... Mi fai paura....
_Mario_
Paura?...
_Clelia_