CLELIA, ANGIOLINA, _indi_ CARSANTI.
_Clelia_
_(si sente male; le manca il respiro; è abbattuta.)_ Ahi!... Ahi!...
_(S'alza, va fino alla tavola apparecchiata, e beve avidamente il vino
già versato nel bicchiere. Quindi, respira come si sentisse meglio. --
Resta assorta, in piedi, con le spalle voltate alla porta.)_
_Angiolina_
_(entra, non vista, circospetta)_ Io sono qui.
_Clelia_
_(voltandosi)_ Hai venduto l'abito?
_Angiolina_
Ma che abito!! _(Sempre guardinga)_ Ero abbasso a far la spia. Appena il
signor Mario è uscito, io ho infilato il portone. Non sono sola. C'è per
le scale il signor Carsanti.
_Clelia_
_(scattando con violenza)_ E chi t'ha dato il permesso di condurmi
questo seccatore?
_Angiolina_
Nessuno! E se dovevo aspettare che me lo deste voi il permesso, sarei
stata fresca! _(Umilissima)_ Ma quel poveretto mi ha tanto pregata, che
io ne ho avuto pietà. E poi non è un appestato, che diamine! Almeno
state a sentirlo per cinque minuti. Non vi costa niente. E diteglielo
voi stessa in faccia un bel no come glie lo avete mandato a dire tante
volte per mezzo mio.... E allora se ne persuaderà e lascerà in pace voi
e me. _(Esplodendo)_ Oh! io sono stanca di andare e venire ogni giorno
inutilmente! _(Mutando tono)_ Lo posso fare entrare?
_Clelia_
Bada che lo tratto male!
_Angiolina_