SCENA IV.

CLELIA _e_ MARIO.

_Clelia_

_(umilmente)_ Perchè la tratti così? Che t'ha fatto di male quella

poverina?

_Mario_

Non m'ha fatto nulla di male, ma il vederla bazzicare ancora in questa

casa mi urta i nervi. La sua presenza mi ricorda troppo la tua vita

passata e mi pare che lei possa rimetterti in relazione con tutta quella

gente che t'ha rovinata.

_Clelia_

_(un po' celiando)_ Veramente, non è quella gente che ha rovinata me;

sono io, invece, che, talvolta, ho rovinata quella gente.... Intanto, tu

credi che io possa lasciarmi adescare da donn'Angiolina? _(malcontenta)_

È strano....

_Mario_

_(alquanto irritato)_ Strano o no, quella femminaccia mi fa paura, ed io

ti proibisco di....

_Clelia_

_(interrompendolo con dolcezza)_ Non la riceverò più, sta tranquillo. O

che vogliamo litigare per donn'Angiolina?... _(Mutando tono)_

Permettimi, piuttosto, di farti il resoconto della mia giornata. È

cominciata benino, sai; ma poi..., ahimè!, ho sprecato fiato e tempo.

_Mario_

Sentiamo com'è cominciata.

_Clelia_

_(cava di tasca una scatolina di sigarette e gliene offre una)_

Provvisoriamente, fuma una sigaretta.

_Mario_

_(pigliandola, la guarda)_ Perdio! Delle Tocos!

_Clelia_

_(con solennità burlesca)_ Bagnate dall'onorato sudore della mia fronte:

le ho comprate.

_Mario_

_(turbato, le rende la sigaretta)_ Grazie, io non ne voglio. Io non fumo

sigarette di lusso....

_Clelia_

_(un po' mortificata e anche meravigliata)_ Credevo che per una

volta.... Gli è che stamane -- ed ecco quel che ti dicevo -- ho

cominciato col far quattrini. Sicuro! Sono andata dalle Suore, le quali,

come di solito, mi hanno accolta festosamente, e subito m'hanno data la

buona notizia che il cuscino era stato venduto alla baronessa.... Non mi

ricordo a quale baronessa, ma insomma era stato venduto.

_Mario_

Il cuscino! Quale cuscino?

_Clelia_

Come! Non l'avevi veduto? Non lo avevi ammirato? Già, hai ragione, io

l'ho fatto di nascosto perchè non ero certa di riuscire. Ma sono

riuscita!... Era di raso azzurro, sai, chiaro chiaro: una tinta

deliziosa; e sull'azzurro spiccavano i rami verde cupo e i fiori di

velluto d'un rosa pallidissimo. Modestia a parte, un gusto sopraffino.

Pareva un quadro.... un quadro tuo! Che bellezza! Che bellezza!

_Mario_

Molte spese, però.

_Clelia_

Oh! non molte.... _(Facendo il conto)_ Un trentacinque lire: non più.

_Mario_

E le Suore te l'hanno venduto per....

_Clelia_

_(imbarazzata come una bambina)_... Per qualche cosa di meno. Ma guarda:

per la prima volta bisogna transigere. Tutto sta a mettersi in

carreggiata... Vedrai, vedrai che quattrini!

_Mario_

Sì, sì, vedrò. E che altro hai fatto?

_Clelia_

Ero tutta contenta d'aver lucrato... -- via lasciamene l'illusione --

d'aver lucrato una bella sommetta, e mi sono messa in giro, perchè ho

pensato: «profittiamo del buon quarto d'ora.» Avevo stabilito di non

ritornare a casa se non avessi conchiuso sul serio qualche affaruccio.

Ma,... il quarto d'ora era già passato! Sta' a sentire. Sapevo che alla

_Ville de Londres_ era disponibile il posto di direttrice.... Dirigere

una sartoria!... L'idea mi sorrideva. Vi sono andata. Ma il signor

Angeloni, il proprietario, mi ha subito riconosciuta e mi ha detto: se

volete ordinare degli abiti sono a vostra disposizione, ma che io mi

permetta di dare a voi cento lire al mese è addirittura inverosimile.

Poi sono andata da _Madame_ Richard. Nella sua casa, veramente, non

sapevo che fosse disponibile nessun posto.... Pure ci sono andata con

non so quale speranza nel cuore. _Madame_ Richard, da quella donna

d'esperienza che è, s'è meravigliata meno del signor Angeloni....

Senonchè, m'ha detto che avrebbe potuto offrirmi l'ufficio di

_essayeuse_.... Cinquanta lire al mese per mettermi addosso la roba

altrui e star lì come un attaccapanni a girarmi e a rigirarmi avanti

alle contesse e alle principesse armate di _lorgnettes_ e di

malignità!... Capirai:... non ne varrebbe la pena e sarebbe superiore

alle mie forze.... Finalmente, mi sono recata all'Agenzia dei Fratelli

Morandi. Uh! per far loro intendere che io chiedevo e non offrivo

un'occupazione di governante, c'è voluto un bel po'. Hanno preso nota

del mio nome e della mia abitazione, e quando ho voltato le spalle...

m'è parso di sentire che sghignazzassero, burlandosi di me.... _(Con

malinconia)_ Forse anch'essi m'avevano riconosciuta. _(Pausa)_ Ero

stanca,... Ho fatto delle spesucce e sono montata in un tram. Uno

sfaccendato m'importunava; sono discesa: lo sfaccendato è disceso anche

lui e m'ha seguita: ed io, per liberarmene, ho presa la prima

carrozzella che mi è capitata dinanzi...: una carrozzella sciancata

ch'era un piacere a starci dentro...; e sono arrivata qui, tutta

scombussolata, con le ossa rotte, senza aver conchiuso niente! Mah!

_(Sospira.)_ Lasciamo fare alla provvidenza.... _(Sorride tristamente.)_

E se quella lì non ne vuol sapere, rimedieremo altrimenti.... Perchè,

tanto, è meglio morire che vivere assai male!...

_Mario_

_(con rammarico affettuoso)_ Questo è poco confortante per me che sono

la ragione vera dei tuoi sagrifizii...

_Clelia_

_(scotendosi e fingendosi rianimata ed allegra)_ Su! su! Non farmi

quella faccia da sepolcro! Se ho avuto un momento di tristezza,

perdonami. E non parlarmi più di sacrifizii. Del resto, ne hai fatti e

ne fai tanti tu per me.

_Mario_

Io! Io!... Che faccio io per te? Che cosa posso fare? Che cosa so fare?

_(Quasi parlando tra sè)_ Sì, dipingo! Oh! il gran pittore che sono! A

stento riesco a guadagnare quanto basta per non lasciar morire d'inedia

quella povera mamma mia, acciaccata e sola com'è....

_Clelia_

Hai soccorso pure me, tante volte! Sei stato così delicatamente

generoso....

_Mario_

_(con ironia contro sè medesimo)_ Ma sì! Generosissimo!

_Clelia_

E quando sarai tranquillo di spirito, guadagnerai anche di più. Farai

dei bei quadretti.... Anzi dei quadrettoni, e io sarò la tua modella....

Ho già un nomignolo di modella! _Cosuccia_.... Ero predestinata.... Ma

bada che allora vorrò essere pagata.... _(Scherzando amorosamente)_ E tu

mi pagherai! Oh! se mi pagherai!...

_Mario_

Non t'illudere, Clelia mia. Credimi, sarò sempre un imbrattatore di

tele: qui dentro _(toccandosi la fronte)_ non c'è niente!

_Clelia_

_(energicamente)_ E quest'è la tua sventura! Chi non comincia col

credersi per lo meno un genio, non sarà mai apprezzato da nessuno.

_(Indi, eccitandosi in una falsa allegria)_ Ma che importa?... Sei un

genio per me, e basta! Non ti apprezzano gli altri? Peggio per loro! Non

ti festeggiano? Ti festeggio io! Adesso, per esempio, ti offro un

banchetto. E che banchetto! Ho qui _(disfacendo i cartocci)_ della

_galantina_ eccellente... un po' di tartufi in _boîte_,... e perfino dei

_sospiri_ di Van Bol.... Non mi sgridare: era tanto tempo che non

mangiavo dolci! Ne ho presi per me, per te e anche... per la tua mamma.

T'offro, come vedi, un banchetto luculliano. Vino, poco; ma buono...

cioè, così così: una mezza bottiglia di Capri bianco. Ti piace?

_Mario_

_(sempre più rattristandosi)_ Ho già fatto colazione a casa. Grazie.

Mangia tu, cara Clelia, che devi avere appetito.

_Clelia_

Appetito?... Fame! Fame! Altrochè appetito! _(Va aggiustando

graziosamente la piccola mensa.)_ Dunque, non vuoi accettare? Auff! fai

lo schizzinoso.... Vedi... mi mortifichi.... _(Mette in mezzo alla

tavola dei fiori.)_ Benissimo! _(A un tratto)_ Ah!... ho dimenticato la

cosa più importante: il pane. Ma non è nulla. Ora ordino a uno dei miei

servitori che me ne comperi. _(Va alla finestra.)_

_Mario_

Che fai?

_Clelia_

Chiamo uno dei miei dodici servitori: il portinaio. _(Chiamando)_ Don

Saverio! Don Saverio! _(Pausa.)_ Fatemi il piacere di comperarmi quattro

soldi di pane. _(A Mario)_ Ho fame, io! _(Al portinaio)_ Ma, badate:

voglio di quei panini neri.... Andate giù, alla Panetteria Francese....

_(Pausa. Poi, rispondendo al portinaio)_ Sì, sì, laggiù.... _(Pausa.)_

Ah! ho capito: non avete i soldi. Ebbene, venite qua, salite, chè ve li

darò io. _(A Mario, celiando)_ Quest'uomo non ha mai il becco d'un

quattrino!

_Mario_

Un genio incompreso anche lui!...

_Clelia_

_(gira intorno, impaziente, andando in cerca di qualche cosa)_

Diamine... diamine....

_Mario_

Che cerchi?

_Clelia_

Nulla _(Si fruga nelle tasche.)_ Non trovo il portamonete, ecco.

_(Continua a frugare.)_

_Mario_

Sicchè?...

_Clelia_

_(desolata)_ Ehi... me l'avranno rubato nel tram.... Ma no! Se ho pagato

il cocchiere della carrozzella.... Ah! comprendo: siccome ho pagato

prima di scendere, così certamente l'ho lasciato nella carrozzella....

Che testa, mio Dio, che testa! _(Si scorge in lei uno sconforto tetro.)_

_Portinaio_

_(picchia alla porta.)_

_Mario_

_(scrollando il capo, apre.)_

_Clelia_

Mario... ce li dài tu i quattro soldi?

_Mario_

_(dopo aver messo le mani nelle saccocce, dice con tormentoso

rincrescimento:)_ Non ce li ho.

_Clelia_

_(costringendosi alla disinvoltura e alla gaiezza)_ Beh!... poco male!

Banchetteremo senza pane. _(Al portinaio)_ Grazie, don Saverio: non ho

più bisogno di voi. _(Ma il portinaio indugia.)_ Che è? Avete da dirmi

qualche cosa?

_Portinaio_

_(le si avvicina e le parla all'orecchio)_ È venuto, poco fa, il padrone

di casa.... Si lamentava che pareva avesse mal di stomaco.... Ha detto

che un altro giorno aspetterà, e poi... mi spiego? Voleva salire,

voleva: ma io gli ho detto che non c'era nessuno.

_Clelia_

_(sottovoce)_ E ritornerà?

_Mario_

_(sente confabulare senza intendere le parole e monta in collera)_

Sempre misteri! Sempre confabulazioni segrete!

_Clelia_

_(dolcemente)_ Nessun mistero....

_Mario_

Voglio sapere!

_Clelia_

Oh! io non volevo dirtene nulla per non seccarti, ma giacchè Dio sa che

scioccherie sospetti -- e sei molto ingiusto --, eccoti la verità: il

padrone di casa vuol mandarmi via. Sei contento, ora?

_Mario_

_(mortificato e calmo)_ Non ti manderà via. Fra un paio di giorni, se

non prima, avrà quello che deve avere.

_Clelia_

Avete udito, don Saverio? Sicchè, ditegli che stia tranquillo.... E, per

carità, se ritorna, non me lo fate vedere! Uh! quanto è antipatico!

_Portinaio_

_(stringendosi nelle spalle, se ne va borbottando.)_.... Antipatico...

antipatico.... Se quello viene, posso io dirgli d'andarsene?...

Basta.... _(Esce, chiudendo la porta.)_

_Clelia_

_(con uno dei soliti sforzi di finta spensieratezza)_ Sì, sì, basta con

i guai, oggi!... «Signora Clelia il pranzo è servito».... _(Siede a

tavola. Cava il turacciolo dalla bottiglia, e versa il vino nel

bicchiere, mentre Mario è lontano. Indi, a un tratto, cede a un istante

d'abbattimento, appoggia i gomiti sulla tavola, e fra le mani stringe il

capo abbandonato.)_

_Mario_

_(se ne accorge e le si avvicina alle spalle)_ Clelia mia, lo vedi:

questa vita non è per te!

_Clelia_

_(senza alzare il capo, con dolcezza)_ Non mi dir niente, Mario.

_Mario_

Una donna · 第 16 / 65 题