CLELIA _e_ MARIO.
_Clelia_
_(umilmente)_ Perchè la tratti così? Che t'ha fatto di male quella
poverina?
_Mario_
Non m'ha fatto nulla di male, ma il vederla bazzicare ancora in questa
casa mi urta i nervi. La sua presenza mi ricorda troppo la tua vita
passata e mi pare che lei possa rimetterti in relazione con tutta quella
gente che t'ha rovinata.
_Clelia_
_(un po' celiando)_ Veramente, non è quella gente che ha rovinata me;
sono io, invece, che, talvolta, ho rovinata quella gente.... Intanto, tu
credi che io possa lasciarmi adescare da donn'Angiolina? _(malcontenta)_
È strano....
_Mario_
_(alquanto irritato)_ Strano o no, quella femminaccia mi fa paura, ed io
ti proibisco di....
_Clelia_
_(interrompendolo con dolcezza)_ Non la riceverò più, sta tranquillo. O
che vogliamo litigare per donn'Angiolina?... _(Mutando tono)_
Permettimi, piuttosto, di farti il resoconto della mia giornata. È
cominciata benino, sai; ma poi..., ahimè!, ho sprecato fiato e tempo.
_Mario_
Sentiamo com'è cominciata.
_Clelia_
_(cava di tasca una scatolina di sigarette e gliene offre una)_
Provvisoriamente, fuma una sigaretta.
_Mario_
_(pigliandola, la guarda)_ Perdio! Delle Tocos!
_Clelia_
_(con solennità burlesca)_ Bagnate dall'onorato sudore della mia fronte:
le ho comprate.
_Mario_
_(turbato, le rende la sigaretta)_ Grazie, io non ne voglio. Io non fumo
sigarette di lusso....
_Clelia_
_(un po' mortificata e anche meravigliata)_ Credevo che per una
volta.... Gli è che stamane -- ed ecco quel che ti dicevo -- ho
cominciato col far quattrini. Sicuro! Sono andata dalle Suore, le quali,
come di solito, mi hanno accolta festosamente, e subito m'hanno data la
buona notizia che il cuscino era stato venduto alla baronessa.... Non mi
ricordo a quale baronessa, ma insomma era stato venduto.
_Mario_
Il cuscino! Quale cuscino?
_Clelia_
Come! Non l'avevi veduto? Non lo avevi ammirato? Già, hai ragione, io
l'ho fatto di nascosto perchè non ero certa di riuscire. Ma sono
riuscita!... Era di raso azzurro, sai, chiaro chiaro: una tinta
deliziosa; e sull'azzurro spiccavano i rami verde cupo e i fiori di
velluto d'un rosa pallidissimo. Modestia a parte, un gusto sopraffino.
Pareva un quadro.... un quadro tuo! Che bellezza! Che bellezza!
_Mario_
Molte spese, però.
_Clelia_
Oh! non molte.... _(Facendo il conto)_ Un trentacinque lire: non più.
_Mario_
E le Suore te l'hanno venduto per....
_Clelia_
_(imbarazzata come una bambina)_... Per qualche cosa di meno. Ma guarda:
per la prima volta bisogna transigere. Tutto sta a mettersi in
carreggiata... Vedrai, vedrai che quattrini!
_Mario_
Sì, sì, vedrò. E che altro hai fatto?
_Clelia_
Ero tutta contenta d'aver lucrato... -- via lasciamene l'illusione --
d'aver lucrato una bella sommetta, e mi sono messa in giro, perchè ho
pensato: «profittiamo del buon quarto d'ora.» Avevo stabilito di non
ritornare a casa se non avessi conchiuso sul serio qualche affaruccio.
Ma,... il quarto d'ora era già passato! Sta' a sentire. Sapevo che alla
_Ville de Londres_ era disponibile il posto di direttrice.... Dirigere
una sartoria!... L'idea mi sorrideva. Vi sono andata. Ma il signor
Angeloni, il proprietario, mi ha subito riconosciuta e mi ha detto: se
volete ordinare degli abiti sono a vostra disposizione, ma che io mi
permetta di dare a voi cento lire al mese è addirittura inverosimile.
Poi sono andata da _Madame_ Richard. Nella sua casa, veramente, non
sapevo che fosse disponibile nessun posto.... Pure ci sono andata con
non so quale speranza nel cuore. _Madame_ Richard, da quella donna
d'esperienza che è, s'è meravigliata meno del signor Angeloni....
Senonchè, m'ha detto che avrebbe potuto offrirmi l'ufficio di
_essayeuse_.... Cinquanta lire al mese per mettermi addosso la roba
altrui e star lì come un attaccapanni a girarmi e a rigirarmi avanti
alle contesse e alle principesse armate di _lorgnettes_ e di
malignità!... Capirai:... non ne varrebbe la pena e sarebbe superiore
alle mie forze.... Finalmente, mi sono recata all'Agenzia dei Fratelli
Morandi. Uh! per far loro intendere che io chiedevo e non offrivo
un'occupazione di governante, c'è voluto un bel po'. Hanno preso nota
del mio nome e della mia abitazione, e quando ho voltato le spalle...
m'è parso di sentire che sghignazzassero, burlandosi di me.... _(Con
malinconia)_ Forse anch'essi m'avevano riconosciuta. _(Pausa)_ Ero
stanca,... Ho fatto delle spesucce e sono montata in un tram. Uno
sfaccendato m'importunava; sono discesa: lo sfaccendato è disceso anche
lui e m'ha seguita: ed io, per liberarmene, ho presa la prima
carrozzella che mi è capitata dinanzi...: una carrozzella sciancata
ch'era un piacere a starci dentro...; e sono arrivata qui, tutta
scombussolata, con le ossa rotte, senza aver conchiuso niente! Mah!
_(Sospira.)_ Lasciamo fare alla provvidenza.... _(Sorride tristamente.)_
E se quella lì non ne vuol sapere, rimedieremo altrimenti.... Perchè,
tanto, è meglio morire che vivere assai male!...
_Mario_
_(con rammarico affettuoso)_ Questo è poco confortante per me che sono
la ragione vera dei tuoi sagrifizii...
_Clelia_
_(scotendosi e fingendosi rianimata ed allegra)_ Su! su! Non farmi
quella faccia da sepolcro! Se ho avuto un momento di tristezza,
perdonami. E non parlarmi più di sacrifizii. Del resto, ne hai fatti e
ne fai tanti tu per me.
_Mario_
Io! Io!... Che faccio io per te? Che cosa posso fare? Che cosa so fare?
_(Quasi parlando tra sè)_ Sì, dipingo! Oh! il gran pittore che sono! A
stento riesco a guadagnare quanto basta per non lasciar morire d'inedia
quella povera mamma mia, acciaccata e sola com'è....
_Clelia_
Hai soccorso pure me, tante volte! Sei stato così delicatamente
generoso....
_Mario_
_(con ironia contro sè medesimo)_ Ma sì! Generosissimo!
_Clelia_
E quando sarai tranquillo di spirito, guadagnerai anche di più. Farai
dei bei quadretti.... Anzi dei quadrettoni, e io sarò la tua modella....
Ho già un nomignolo di modella! _Cosuccia_.... Ero predestinata.... Ma
bada che allora vorrò essere pagata.... _(Scherzando amorosamente)_ E tu
mi pagherai! Oh! se mi pagherai!...
_Mario_
Non t'illudere, Clelia mia. Credimi, sarò sempre un imbrattatore di
tele: qui dentro _(toccandosi la fronte)_ non c'è niente!
_Clelia_
_(energicamente)_ E quest'è la tua sventura! Chi non comincia col
credersi per lo meno un genio, non sarà mai apprezzato da nessuno.
_(Indi, eccitandosi in una falsa allegria)_ Ma che importa?... Sei un
genio per me, e basta! Non ti apprezzano gli altri? Peggio per loro! Non
ti festeggiano? Ti festeggio io! Adesso, per esempio, ti offro un
banchetto. E che banchetto! Ho qui _(disfacendo i cartocci)_ della
_galantina_ eccellente... un po' di tartufi in _boîte_,... e perfino dei
_sospiri_ di Van Bol.... Non mi sgridare: era tanto tempo che non
mangiavo dolci! Ne ho presi per me, per te e anche... per la tua mamma.
T'offro, come vedi, un banchetto luculliano. Vino, poco; ma buono...
cioè, così così: una mezza bottiglia di Capri bianco. Ti piace?
_Mario_
_(sempre più rattristandosi)_ Ho già fatto colazione a casa. Grazie.
Mangia tu, cara Clelia, che devi avere appetito.
_Clelia_
Appetito?... Fame! Fame! Altrochè appetito! _(Va aggiustando
graziosamente la piccola mensa.)_ Dunque, non vuoi accettare? Auff! fai
lo schizzinoso.... Vedi... mi mortifichi.... _(Mette in mezzo alla
tavola dei fiori.)_ Benissimo! _(A un tratto)_ Ah!... ho dimenticato la
cosa più importante: il pane. Ma non è nulla. Ora ordino a uno dei miei
servitori che me ne comperi. _(Va alla finestra.)_
_Mario_
Che fai?
_Clelia_
Chiamo uno dei miei dodici servitori: il portinaio. _(Chiamando)_ Don
Saverio! Don Saverio! _(Pausa.)_ Fatemi il piacere di comperarmi quattro
soldi di pane. _(A Mario)_ Ho fame, io! _(Al portinaio)_ Ma, badate:
voglio di quei panini neri.... Andate giù, alla Panetteria Francese....
_(Pausa. Poi, rispondendo al portinaio)_ Sì, sì, laggiù.... _(Pausa.)_
Ah! ho capito: non avete i soldi. Ebbene, venite qua, salite, chè ve li
darò io. _(A Mario, celiando)_ Quest'uomo non ha mai il becco d'un
quattrino!
_Mario_
Un genio incompreso anche lui!...
_Clelia_
_(gira intorno, impaziente, andando in cerca di qualche cosa)_
Diamine... diamine....
_Mario_
Che cerchi?
_Clelia_
Nulla _(Si fruga nelle tasche.)_ Non trovo il portamonete, ecco.
_(Continua a frugare.)_
_Mario_
Sicchè?...
_Clelia_
_(desolata)_ Ehi... me l'avranno rubato nel tram.... Ma no! Se ho pagato
il cocchiere della carrozzella.... Ah! comprendo: siccome ho pagato
prima di scendere, così certamente l'ho lasciato nella carrozzella....
Che testa, mio Dio, che testa! _(Si scorge in lei uno sconforto tetro.)_
_Portinaio_
_(picchia alla porta.)_
_Mario_
_(scrollando il capo, apre.)_
_Clelia_
Mario... ce li dài tu i quattro soldi?
_Mario_
_(dopo aver messo le mani nelle saccocce, dice con tormentoso
rincrescimento:)_ Non ce li ho.
_Clelia_
_(costringendosi alla disinvoltura e alla gaiezza)_ Beh!... poco male!
Banchetteremo senza pane. _(Al portinaio)_ Grazie, don Saverio: non ho
più bisogno di voi. _(Ma il portinaio indugia.)_ Che è? Avete da dirmi
qualche cosa?
_Portinaio_
_(le si avvicina e le parla all'orecchio)_ È venuto, poco fa, il padrone
di casa.... Si lamentava che pareva avesse mal di stomaco.... Ha detto
che un altro giorno aspetterà, e poi... mi spiego? Voleva salire,
voleva: ma io gli ho detto che non c'era nessuno.
_Clelia_
_(sottovoce)_ E ritornerà?
_Mario_
_(sente confabulare senza intendere le parole e monta in collera)_
Sempre misteri! Sempre confabulazioni segrete!
_Clelia_
_(dolcemente)_ Nessun mistero....
_Mario_
Voglio sapere!
_Clelia_
Oh! io non volevo dirtene nulla per non seccarti, ma giacchè Dio sa che
scioccherie sospetti -- e sei molto ingiusto --, eccoti la verità: il
padrone di casa vuol mandarmi via. Sei contento, ora?
_Mario_
_(mortificato e calmo)_ Non ti manderà via. Fra un paio di giorni, se
non prima, avrà quello che deve avere.
_Clelia_
Avete udito, don Saverio? Sicchè, ditegli che stia tranquillo.... E, per
carità, se ritorna, non me lo fate vedere! Uh! quanto è antipatico!
_Portinaio_
_(stringendosi nelle spalle, se ne va borbottando.)_.... Antipatico...
antipatico.... Se quello viene, posso io dirgli d'andarsene?...
Basta.... _(Esce, chiudendo la porta.)_
_Clelia_
_(con uno dei soliti sforzi di finta spensieratezza)_ Sì, sì, basta con
i guai, oggi!... «Signora Clelia il pranzo è servito».... _(Siede a
tavola. Cava il turacciolo dalla bottiglia, e versa il vino nel
bicchiere, mentre Mario è lontano. Indi, a un tratto, cede a un istante
d'abbattimento, appoggia i gomiti sulla tavola, e fra le mani stringe il
capo abbandonato.)_
_Mario_
_(se ne accorge e le si avvicina alle spalle)_ Clelia mia, lo vedi:
questa vita non è per te!
_Clelia_
_(senza alzare il capo, con dolcezza)_ Non mi dir niente, Mario.
_Mario_