I fiamminghi hanno infranta e _vittoriosa_ (_Pezzenti_, p. 105)

la parola _vittoriosa_ dovrebbe, sempre secondo le regole cavallottèe,

essere pentasillaba: invece, è costretta ad essere di quattro sillabe.

Per compenso, questa volta in omaggio alle proprie norme prosodiache,

l'Alcibiadeo nel verso

_Lieto_ il ciel m'appare — e più non sei (_Pezzenti_, p. 147)

fa la parola _lieto_ di tre sillabe, come liuto. Proseguire nell'esame,

e raccoglier tutti gli spropositi metrici che questa maledizione del

dittongo fa commettere al deputato Cavallotti, sarebbe fatica più

improba delle dodici d'Ercole raccolte insieme. Avete mai veduta una

pioggia di rane? Voi ve ne andate quando con più impeto arde il solleone

per una via polverosa, e d'improvviso il cielo s'empie di nuvole, e tra

le nuvole udite un rombo di tuoni che da tutto l'orizzonte si va

condensando sul vostro capo: ecco, tra tuono e tuono rompe un lampo, poi

subito piove. Vien l'acqua a gocce che nel cadere s'aggruppano e

crescono, e sulla polvere si vede come una caduta di palle.

D'improvviso, per miracolo, ogni palla rimbalza in forma d'una

raganella, che prende a balzare crocidando: e per tutta quanta la via,

mentre le palle d'acqua si fondono in rivi, è un immenso balzellamento e

un crocidare a festa. Cadono le raganelle dal cielo, o la polvere

fecondata scoppia con una subitanea generazione di batraci? Io vi so

dire che i dittonghi cavallottei, piombando come palle morte sul

polverone della sua poesia, ne rimbalzano in forma di rane; e le rane

crocidano lietamente ai calori estivi spropositi e spropositi e

spropositi.

Ciò accade al deputato Cavallotti, quando gli occorre d'incontrare due

vocaboli nella medesima parola. Udite ora che gli avvenga quando

l'incontro è tra l'una e l'altra parola. Allora dal confine di ciascuna

parola le due vocali si guatano biecamente come due cagnacci posti a

guardia di due campi finitimi, e latrano; spesso anche le vocali di

guardia son più di due, e allora sulla complessiva musica del verso si

leva l'abbaiare d'un intero canile.

Ecco qualche piccolo esempio:

_A o_gni cippo funereo; _a o_gni deserta fossa, ecc.

(_Poesie_, pag. 143.)

Subir d_ee i_l suo castigo. _Ella alla_ fede, ecc.

(_Pezzenti_, pag. 141.)

Ma non sempre, come in questi due versi, come in un infinito numero

d'altri, i cani urlano in coro: ce n'è alcuni, ne' quali i guardiani

astiosi stanno ciascuno al confine del proprio verso, e ringhiano

nemicamente, senza potersi accordare. Così, mentre nell'ottonario

Il libro di Don Chisciotte · 第 62 / 71 题