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Dati i precedenti, è naturale che alla Consulta si desse importanza ad
ogni notizia che veniva dal confine tripolo-tunisino. Il ricordo del
modo col quale la Francia aveva iniziato la occupazione della Reggenza
di Tunisi, faceva pensare che ogni incidente di frontiera potesse
offrire un pretesto ad una invasione del territorio tripolitano. Il 31
luglio Crispi aveva telegrafato alle ambasciate di Londra, Berlino e
Vienna:
«Il nostro console a Tunisi mi telegrafa la notizia di un serio
combattimento alla frontiera della Tripolitania fra tribù
tunisine e tripoline.
Non vorrei fosse una ripetizione della favola dei Krumiri che
diede pretesto al 1881 alla occupazione della Tunisia. Ora è la
volta della Tripolitania.»
In quei giorni avevano termine tra i gabinetti di Parigi e di Londra i
negoziati per la delimitazione delle zone d'influenza della Francia e
dell'Inghilterra nel Sudan e veniva firmato l'accordo anglo-francese più
volte innanzi citato e che porta la data del 5 agosto 1890.
Tanto il Ministro francese Ribot, che il ministro inglese lord Salisbury
dichiaravano che in quell'accordo erano stati rispettati i diritti della
Turchia, ma in realtà l'_hinterland_ della Tripolitania era abbandonato
alla invadenza francese, siccome dimostrava il Dal Verme nella memoria
che precede.
Crispi prima della firma del detto accordo, cioè il 2 agosto,
telegrafava a Londra:
«Ho più volte avvertito cotesta ambasciata degli sconfinamenti
che si fanno o si tentano dalla Francia dalla Tunisia nella
Tripolitania.
Or sento il dovere d'informarla, che in un colloquio su cotesto
argomento tenuto il 31 luglio dal generale Menabrea col ministro
Ribot, questi dichiarò che, nello _hinterland_ preteso dalla
Francia, essa intende comprendere la grande strada delle
carovane che unisce il Sudan alla Tripolitania. Ove ciò fosse,
la Francia verrebbe a prendere quasi tutto l'_hinterland_
tripolino, togliendo qualunque avvenire a quella provincia.