UNA BUONA FAMIGLIA

Hai tu ancora a mente quel Baldassare, nostro compagno di scuola,

insieme col quale, nei giorni sì belli e sì mal conosciuti

dell'adolescenza, noi si discorreva spesso, spesso si passeggiava? Era

pur buono! ma ci conveniva dissimulare il bene che gli si voleva, perchè

l'amicizia riusciva sospetta ai superiori; — sospetta quell'affezione

ch'è il ristoro migliore fra i travagli della vita, ed alla quale io

devo tutto quel poco di dolce che si mescolò fra l'assenzio onde fu

satollo. Particolarmente con questo mal gradivano essi di vederci uniti,

perchè lo giudicavano un perditempo, stante che era debole nel latino,

non sapea figgersi a mente la prosodia, non traccheggiava sonori i

periodi, e non accozzava bene negli esametri i dattili cogli spondei.

Dopo quel tempo, balestrato lontano di qua, io non l'avevo più veduto, e

neppur mai intesone notizie, benchè assai me lo ricordassi, come ricordo

quelli tutti che una volta ebbero poco o assai del mio affetto. Or fa

pochi giorni, mentre andavo, come soglio, scorrendo pedestre nuovi

paesi, una mattina capitai a ***, e fermatomi un tratto sul piazzuolo a

guardare certi devoti dipinti antichi della chiesa e cert'altri moderni

strillanti e vani, ecco venirmi incontro uno, ed — Oh, sonate campane»;

abbracciarmi, baciarmi: era Baldassare.

Io paragonava le sue cortesie alle gelate accoglienze che mi usarono

tant'altri condiscepoli dopo che si trovarono più elevati di me: tanto

più gelate quanto la sventura mi gettò più sotto. Mi domandò de' casi

miei; glieli esposi in poche parole; — sono così semplici quelli che

posso narrare, come sono lunghi e complicati quelli che si ascondono,

che devono ascondersi, e rodermi dentro, e accelerarmi la tomba, ove

saranno sepolti con me. E quando seppe che io andava così girellone per

cercare divagamento ed oblio, — Dunque oggi almeno devi restare con me:

sì, se mi ami»: ed aggiunse parole di tale spontanea cortesia, che non

seppi ricusare l'invito. E deh se me ne trovai soddisfatto! Quando Dio

volle premiare il buon figliuolo d'un buon padre, che cosa gli mandò? un

fedele amico pel viaggio, che lo condusse a ospitare presso una buona

famiglia.

Ed una buona famiglia veramente era quella del nostro Baldassare. —

Appena mio padre (dicevami egli) s'accorse ch'io non era fatto per gli

studj, persuaso che, anche senza di questi, uno possa riuscire

galantuomo, mi tenne in casa, e m'avviò negli affari, dove, trovandomi

nel mio elemento, non gli cagionava più que' disgusti che provava egli

qualora, addomandandone i nostri precettori, s'udiva rispondersi che non

profittavo, che scaldavo le panche e nulla più. Eppure a me parea di

valere quanto altri, se non nel loro latino, almeno in altre cose. Menai

moglie, accudii alle campagne, ed il Signore mi prosperò.»

Fra questo parlare, entravamo in casa: una casa di quella semplice

pulitezza che usa in campagna; e il primo aspetto che noi si offerse fu

la moglie di lui, con un bambino al seno.

Cittadine, i vostri adorni gabinetti, ove su comodi lettucci, tutte

linde, svolgete libri d'eleganti vanità o di profumata corruzione,

ovvero intendete ad opere oziose, mentre date ascolto agli studiati

nonnulla di chi strascina la sua noja di visita in visita, porgono essi

veruna immagine tanto bella quanto la vista d'una madre che allatta il

proprio bambino? Tanto bella che, quando la religione vuol esporre alla

devozione l'effigie di Colei che è più vicina a Dio, ed ispirarcene

amore e confidenza, non sa meglio rappresentarla che in questo atto.

Come l'amico a lei mi nominò, ella sorse al mio incontro tutta festosa,

e — L'ho inteso ricordare delle volte assai dal mio Baldassare, siccome

un giovane studioso....»

— E non un giovane buono?» la interruppi io.

— Sì, anche questo,» ella soggiungeva.

Racconti storici e morali · 第 41 / 94 题