_Napoli, 10 giugno 189...._
_I funerali_, ecc., ecc.
Gli occhi dei due coniugi s'incontrarono.
— Quel Bagnasco che veniva da noi si chiamava Riccardo? — chiese
Bertalia con voce sorda.
Lucilla chinò la testa in segno affermativo e disse in un soffio:
— Povero giovine! Povera madre!
— È quello che mi regalava...? — principiò Gino. Ma un cenno di suo
padre lo fece tacere.
— Era adesso di guarnigione a Napoli? — continuò il professore.
— Sì.... Credo almeno, — ella balbettò sotto la tortura di
quell'interrogatorio.
— Gino fa tardi, — notò Corrado Bertalia senza staccar gli occhi da sua
moglie. — Del resto potrebbe andar solo questa mattina come sempre.
— No, no, lo accompagno io, — replicò Lucilla impaziente d'esser fuori
dal cospetto di suo marito.
Abbassò il velo sulla faccia bianca d'un pallore mortale, raccolse
tutte le sue forze ed uscì.