Già da più ore Virginia Albissola aspettava il verdetto che doveva
decider della sorte di suo marito. Alle sei, dopo che suo cognato era
venuto a dirle che secondo ogni probabilità le cose avrebbero tirato
in lungo, ell'aveva, come il solito, mandato a Michele il desinare
in prigione; indi, cedendo alle istanze di sua madre e d'un'amica
d'infanzia che le tenevano compagnia, s'era indotta a sedere a tavola,
ma non aveva preso che poche cucchiaiate di brodo. Adesso era ancora
nel salotto da pranzo con la faccia tra le mani, coi gomiti sulla
tavola sparecchiata; immobile quasi, se, ogni tanto, la sua persona non
avesse come vibrato per un fremito che le correva tutte le membra.
La madre e l'amica avevano tentato più volte di scuoterla, d'intavolare
una conversazione purchessia; visti riuscire inutili i loro sforzi,
tacevano anch'esse, scambiandosi, di tratto in tratto, un'occhiata, o
sfogliando macchinalmente una gazzetta, o regolando il lume a _carcel_
che andava soggetto ad ecclissi parziali.
Adagio adagio un uscio s'aperse e la Luisa, la cameriera, spinse la
testa fra i due battenti.
La signora Virginia balzò in sussulto, pallidissima:
— Che c'è?... È venuto qualcuno?... Gustavo?
Gustavo era il cognato che si trovava alle Assise.
— Nossignora; — rispose la cameriera. — È Carlino che s'è svegliato e
vuole alzarsi a tutti i costi.
— Provo io a chetarlo, se credi; — disse, alzandosi in piedi, la
signora Clara, la madre, ch'era una donna sulla sessantina, assai
vegeta e fresca.
— No, no; — dichiarò risolutamente la Virginia. — Vado io stessa. Mi
farà bene movermi un poco.
E s'avviò con passo fermo.
— Quel Carlino è così nervoso; — riprese la signora Clara, rivolgendosi
alla Bianca Dorelli, l'amica della Virginia, moglie d'un impiegato di
assicurazioni.
— Come somiglia al suo babbo! — osservò la Bianca.
— Non pei nervi, però; — ribattè l'altra. — Da questo lato tiene
piuttosto dalla mamma.... Oh pel resto sì.... Pel fisico, per
l'intelligenza, pel carattere....
— È un ragazzo precoce.... Perchè non ha che ott'anni e mezzo, mi pare.
— Appunto.... Saranno presto dieci anni dacchè la Virginia s'è
sposata.... Ma!.... Quanta ragione aveva il mio povero Luigi di non
veder di buon occhio questo matrimonio!
— È stata la Virginia?
— È stata proprio lei a volerlo.... Io l'ho secondata, e me ne pento.
— Fammi indovino e ti farò profeta; — disse la Dorelli.
— Ella n'era innamorata perdutamente; — continuò la signora Clara,
abbassando la voce. — E anch'io, lo confesso, subivo il fascino di quel
giovine di bell'aspetto, pieno di facondia, d'ingegno, d'attività....
Inoltre un nome rispettabile, una buona condizione economica.... Dio
mio, con la difficoltà che c'è in questi tempi a maritar le figliuole!
— Cara signora, non deve aver rimorsi.... Tutti invidiavano la
Virginia.... E dopo il matrimonio più ancora di prima....
La signora Clara tentennò la testa.
— In quanto a me, non ho tardato molto ad accorgermi dello sproposito
commesso.... Gli affari di mio genero navigavano col vento in poppa, la
Virginia poteva levarsi qualunque capriccio, ma.... zitto.... È qui che
viene.
La Virginia si lasciò cader sul divano.
— Quel Carlino mi fa disperare.... Figuratevi che pretendeva ch'io
lo mandassi col servitore alla Corte d'Assise! Già sapete che scena
ha fatto oggi perchè Gustavo non lo ha preso con sè.... Ora, a furia
di suppliche, l'ho indotto a rimanere a letto mezzo vestito con la
promessa che se giunge il suo babbo lo chiamo subito, e che, _in ogni
caso_, vado a portargli le notizie, e se mai dormisse, lo sveglio.
— Un bambino di ott'anni e mezzo, pare impossibile! — esclamò la
signora Clara con tenerezza di nonna. — Lui ha capito tutto, lui ha
seguito tutto il processo....
— Ha un'adorazione pel suo papà; — notò la Dorelli.
— Anzi non vuol bene ad altri; — disse la Virginia con una intonazione
amara.
— Che idee!
— È positivo; — seguitò l'Albissola con lo stesso accento. — Già il suo
papà lo secondava in tutto.... La fatica che ho durato in quest'anno
per moderarlo!... Non deve veder l'ora di liberarsi dalla mia tirannia.
Ripiombò per poco nel suo mutismo; quindi, scattando di nuovo, proruppe:
— E non si sa nulla.... Non capita nessuno, nè mio cognato, nè Dorelli,
nè Malerotti, nè Dal Torso.... nessuno.
— È meglio che aspettino sino all'ultimo; — replicò la signora Dorelli.
— Speriamo che i giurati non ci faranno rimanere in pene tutta la
notte.
— Oh Dio, Dio, che supplizio! — gemette la Virginia.
La signora Clara posò una mano sulla spalla della figliuola:
— Pazienza!
— Oh mamma, — rispose la Virginia, — tu non puoi accusarmi di non
averne avuta, di non averne della pazienza.... Ma è un anno che soffro
tutti i martirii.... è un anno che vedo il nostro nome vituperato,
che non posso uscir di casa senza che mi segnino a dito, un anno che,
tranne con te, con la Bianca e con qualche altra amica, devo misurar
le mie parole, i miei gesti, le mie lacrime, i miei sorrisi.... Persino
davanti i miei figliuoli sono costretta a pesare ogni frase.... persino
in loro.... almeno in Carlino.... mi sembra d'aver dei giudici che mi
leggano in cuore....
— Via, son sogni tuoi....
— Oh, quest'è il meno.... Il terribile è la macchia sul nostro
onore.... Oh povero papà mio, come hai fatto bene a morire!... Se ti
fosse toccata un'umiliazione simile!
Singhiozzando, la Virginia abbandonò la testa sul petto.
— Ecco una delle sue crisi adesso; — disse la madre. E prendeva sulla
mensola la bottiglia dell'acqua di Melissa.
— Su, Virginia, — diceva intanto la Bianca Dorelli, — non ti smarrire
d'animo vicino al porto.... Ho il presentimento che tutto finirà
bene.... Mi assicurava Vittorio che anche i più ostili sono stati
scossi dall'arringa di Maggesi.
— Oh, gli avvocati! — borbottò l'Albissola.
— E quando te lo avranno assolto come ne ho fede, — ripigliò la Dorelli
senza badare all'interruzione, — non ci sarà più da discorrer di
macchie sull'onore.
— Tu credi? — domandò la Virginia, rialzando il viso con una strana
espressione negli occhi.
Ma non soggiunse altro.
Invece, rivoltasi alla madre che le si avvicinava per porgerle il
calmante:
— No, grazie, — le disse, — è passato.