Ed ecco che a crescer le loro amarezze ricompariva M.r Simpson. Lo
trovarono una sera sdraiato su una poltrona del salotto di sua moglie,
con le due lunghe gambe gettate, una di qua una di là, sui braccioli.
Si ricompose, si alzò, strinse la destra ai carissimi amici. — _How do
you do?... Very glad to see you.... Very glad indeed._
L'Edith spiegò che suo marito era giunto col diretto dell'Alta Italia
senza farsi precedere nè da lettere nè da telegrammi. Ella lo credeva
ancora a Parigi. M.r Simpson pareva compiacersi seco medesimo dell'aver
avuto l'idea di questa improvvisata; rideva, si fregava le mani, dava
mille segni di contentezza. Se la sua giovialità romorosa aveva sin
dalla prima volta dato ai nervi degli adoratori dell'Edith, figuriamoci
adesso!
Peggio poi quando l'indomani si seppe che M.r Simpson era venuto a
prender sua moglie per condurla a Aix-les-Bains, ov'egli doveva fare
una cura ordinatagli dai medici di Londra per guarire da certi disturbi
di stomaco. O che ghiribizzo gli saltava in capo? Non poteva farla da
sè la sua cura? Era una sconvenienza il portar via, sia pur per poche
settimane, da Firenze l'Edith che vi si era acclimatata benissimo, che
non se n'era mossa in cinqu'anni se non per andar parte dell'estate
a Livorno e parte dell'autunno a Fiesole, che aveva bisogno della sua
indipendenza e sarebbe morta di noia in uno di quei grandi stabilimenti
ove regnano sovrani il sussiego e il pettegolezzo.
Senonchè, de' Passeri, guidato dal suo temperamento pessimista, non
credeva ai disturbi di stomaco di M.r Simpson. — M.r Simpson sta
meglio di noi, — egli diceva. — I suoi disturbi di stomaco sono un
pretesto.... I medici di Londra non gli hanno consigliato nessuna
cura.... Quest'affare di Aix-les-Bains è un affare losco... Io ci vedo
lo zampino di quel caro dottor Brunini che, del resto, è stato anche
ieri a visitar_la._ È lui che _la_ manda laggiù, e s'_ella_ ci va,
vuol dire che ha le sue ragioni.... Noi siamo la gran buona gente a
lasciarci abbindolare così.
Scosso nella sua fede, ma più calmo degli altri, Gino Ciriè
cercava di risollevare il morale dei confratelli. — Non giudichiamo
prematuramente.... Forse sono apprensioni vane.... A ogni modo in
certe faccende i sotterfugi durano poco.... Quand'_ella_ tornerà da
Aix-les-Bains avremo i dati necessari per formarci un criterio esatto
della situazione.
— E intanto — ruggiva de' Passeri — quel tanghero, quell'animale se
_la_ terrà per un mese con sè!
Senza dubbio quest'era una cosa orribile, ma come impedirla?
Il giorno della partenza un seguito numeroso accompagnò i coniugi
Simpson fino alla stazione. I _cavalieri dell'immacolata_ si
distinguevano subito per l'aria lugubre e solenne con cui invigilavano
alla consegna del bagaglio, accomodavano con le loro mani sulla
reticella del _coupé_ riservato le borse e gli scialli della dama,
esaminavano i serramenti degli sportelli. L'Edith, splendida di
bellezza nella sua _toilette_ da viaggio, era cortese con tutti,
espansiva coi suoi fidi. Raccomandava a de' Passeri e a Lucignano di
tenere in esercizio i suoi due cavalli da sella; a Pescina di riportar
al Gabinetto Vieusseux alcuni libri e di fargliene spedire degli altri
a Aix-les-Bains; a Ciriè di sollecitare l'esecuzione d'una copia da
Andrea del Sarto da lei ordinata a un pittore; a Galassi Cerda di
commetter per suo conto le ultime composizioni musicali di Sgambati; a
un volontario di recluta recente, che s'occupava di floricoltura, dava
l'incarico di sorvegliare le rose della sua villa di Fiesole. Circa
allo scrivere, non assumeva nessun impegno; in quanto a lei sarebbe
stata ben contenta di vedere i caratteri degli amici i quali avrebbero
avuto sue notizie per mezzo di sua madre che rimaneva a Firenze. Già
per la fine di luglio o pei primi d'agosto anch'ella si proponeva
d'esser in Toscana per la solita bagnatura a Livorno.
— Per la linea di Bologna si parte — gridava il capo-conduttore.
M.r Simpson si staccò dal Console degli Stati Uniti e da un gruppo
di compatrioti con cui conversava e venne a stringer la mano agli
spasimanti di sua moglie: — _Good by, good by and many thanks._
L'Edith, ormai salita in vettura, porse ancora una volta la destra
da baciare ai membri della corporazione e ripetè: — Arrivederci,
arrivederci; — poi scambiò un nuovo _good by_ con la madre.
Proprio all'ultimo momento, da una delle sale d'aspetto, sbucò
un fattorino, portando a M.rs Simpson un magnifico mazzo di fiori
offertole dai cinque cavalieri e dal volontario. Era così grande che
per introdurlo nel coupé bisognò riaprir lo sportello nonostante le
rimostranze del capo-stazione che aveva dato il segnale della partenza.
I Simpson ebbero appena il tempo di ringraziare; il treno si mosse e
scomparve. Ritti sotto la tettoia e come trasognati, gli adoratori
dell'Edith seguitarono a sventolare il fazzoletto sinchè donna
Mariquita Serenado y Fuentes, accostandosi al più titolato di loro, il
conte Galassi Cerda, gli chiese di accompagnarla alla sua carrozza.
— Ecco quello che ci resta, — borbottarono i compagni.
Lanzini, il volontario, un giovinetto di primo pelo, pianse; i
veterani, se pur non piangevano, erano in peggior stato di lui. Per
loro M.rs Simpson non era soltanto l'oggetto d'un culto fervente e
devoto; era anche un'abitudine della vita, e le abitudini, ohimè! sono
più difficili a sradicarsi delle passioni. Essere avvezzi ad andar tre,
quattro volte al giorno alla palazzina sui Viali, e non poterci andare
che di tanto in tanto a cercarvi donna Mariquita che per solito non era
in casa; essere avvezzi a seguir da per tutto l'Edith, a contemplarla
estatici, a pender dalle sue labbra, a mendicare i suoi ordini, e non
vederla più e non udir più la sua voce, e avere il vago presentimento
che quando pur ella tornasse le cose non tornerebbero come prima, era
tale supplizio da render degni di commiserazione quelli che v'erano
condannati. Ci sono ben altri dolori nel mondo, si sa; c'è la lotta per
l'esistenza, c'è la miseria, c'è la fame, c'è il freddo; e questi guai
non toccavano i _cavalieri dell'immacolata;_ ma, alla fin dei conti, la
misura del dolore è data da ciò che si soffre.
In principio fu meno male. Avevano tutti da eseguire una commissione
per M.rs Simpson e si può immaginarsi quanto zelo mettessero
nell'adempimento del loro ufficio e con che minuziosa esattezza ne
rendessero conto per iscritto alla dama. E poichè la lontananza
infonde coraggio, tutti versarono nelle loro lettere la piena
dell'animo esulcerato. Dissero delle loro giornate senza scopo, delle
loro notti insonni, del loro pensiero sempre rivolto ad un punto,
dipinsero con vivi colori la loro trepida attesa, ripeterono infine
le ardenti dichiarazioni che sugl'inizi della loro carriera avevano
infruttuosamente deposto ai piedi dell'Edith. Ella non se n'era offesa
allora e non se ne offenderebbe adesso.... e suo marito non sapeva
l'italiano.
Però i _cavalieri dell'immacolata_ si guardarono bene dal comunicarsi
a vicenda il contenuto delle loro epistole, e questo riserbo turbò
la loro intimità. Ognuno, memore di quello che aveva scritto, andò
almanaccando su quello che potevano aver scritto i colleghi; ognuno,
sperando che l'Edith rispondesse di preferenza a lui, si rodeva
all'idea che il privilegiato potess'essere un altro.
L'Edith non rispose a nessuno, e si limitò a incaricar sua madre
di dire agli amici che aveva ricevuto le loro lettere e che li
ringraziava. Donna Mariquita era parca di notizie. La sua figliuola
godeva ottima salute; Morris ritraeva molto giovamento dalla sua cura;
Aix-les-Bains era animatissima e c'erano parecchie famiglie inglesi e
americane con cui i Simpson avevano fatto relazione. Del ritorno non si
parlava.
Il silenzio serbato sopra un argomento così capitale suggerì ai
cinque un disegno temerario che fu gravemente discusso in uno dei loro
conciliaboli.
— Se uno di noi andasse a Aix-les-Bains?
— Uno?... E chi?...
— Si potrebbe sorteggiare il nome....
— No, no. Piuttosto andar tutti.
— In cinque?
— A Aix-les-Bains c'è posto.
— E se siamo accolti male?
— Pazienza. Bisogna uscire dall'incertezza.
Nondimeno si deliberò di soprassedere per pochi giorni. _Ella_ non era
assente che da tre settimane, ed era meglio aspettar che si compisse il
mese.
La discussione venne ripresa a suo tempo.
Si va? — Non si va? — Quando si va?
Fu deciso d'andare, avvisando prima donna Mariquita, ma senza fiatar
con Lanzini, il volontario.
— A proposito, — chiese Pescina, — chi di voi l'ha visto ieri, Lanzini?
— Io no, — risposero in coro gl'interrogati.
Lanzini era scomparso.
Quando i cavalieri si recarono da donna Mariquita a esporle il loro
divisamento, ella li ascoltò con un sorrisetto enigmatico; poi disse:
— Cari amici, ho piacere di poter risparmiare almeno a voi la spesa del
viaggio.
— Come?
— Sì.... I Simpson sono partiti l'altra sera per la Scozia. Ho ricevuto
or ora una lettera dall'Edith che vi nomina tutti quanti e v'invia
mille saluti.
— Possibile?
— È stata una risoluzione presa lì per lì.
— Ma.... non torna?
— Oh tornerà.... tornerà.... più tardi.... Mi duole di quel povero
Lanzini.... Non lo sapevate?.. Voleva anch'egli fare una improvvisata
alla mia figliuola e dev'essersi messo in ferrovia ieri mattina
all'alba.... Forse sarà già a Aix-les-Bains.... Ma loro ormai avranno
passato la Manica.... Basta, informerò l'Edith delle vostre buone
intenzioni. Ella ve ne sarà riconoscentissima.
Fu un colpo di fulmine pei _cavalieri dell'immacolata._ Partita per
la Scozia? In quel modo? Senza mandare una riga?... Dopo la devozione
ch'essi le avevano dimostrata? Dopo il disinteresse con cui l'avevano
servita?... Restava bensì il dubbio che l'Edith subisse una specie
di coercizione da suo marito, ma chi la conosceva stentava a credere
ch'ella fosse una vittima.
I cavalieri erano poi furibondi contro Lanzini, il volontario. Cercare
così alla chetichella di raggiunger per suo conto M.rs Simpson! Cercar
di soppiantare quelli che avevano tanti più diritti di lui!... Era una
petulanza che meritava una lezione coi fiocchi.
— La lezione gliel'amministrerò io! — gridava de' Passeri.
— Oh per quel paino non c'è bisogno d'una delle prime lame di
Firenze.... Chiunque di noi è buono.
— Pur che non le sia corso dietro fino in Iscozia....
— Dove li ha i quattrini?... È figlio di famiglia.
E invero s'ebbe prestissimo la notizia che Lanzini era reduce dalla sua
disgraziata spedizione, ch'era a letto con una febbre reumatica presa
in viaggio, e che ne avrebbe avuto per un mese. Constatati debitamente
il ritorno e la malattia, e assodato che il giovinotto non aveva vista
M.rs Simpson, i cinque abbandonarono pel momento i loro propositi
vendicativi. Avrebbero invigilato la condotta di quel signorino, ecco
tutto. E lo visitarono con tenera sollecitudine. — Che informazioni
aveva assunte ad Aix-les-Bains? — Che cosa aveva sentito dire circa ai
rapporti dei coniugi Simpson?
— Ma!... Pare che fossero rapporti ottimi.
I cavalieri fremevano. De' Passeri ripetè con voce cupa il suo grido
fatidico: — Siamo traditi.
L'Edith aveva lasciato Firenze ai primi di giugno. In settembre donna
Mariquita annunziò che andava a raggiungere i Simpson in Iscozia; forse
suo genero sarebbe partito per Nuova York; ella contava d'essere in
Toscana con la figliuola per la fine di ottobre.
Successe un nuovo periodo d'aspettativa affannosa. Verrà? Quando? In
che condizioni fisiche e morali? Che contegno si dovrà tenere verso di
_lei_ dopo questi mesi ch'_ell'_ha passati col marito? Sarà possibile
di mostrar_le_ la stessa deferenza, d'aver la stessa abnegazione? Come
rassegnarsi a esser cavalieri d'una _immacolata_ che forse non era più
_immacolata?_
I nostri valorosi campioni si logoravano il cervello nello studio di
questi gravi problemi quando una mattina capitò a ciascuno di loro una
lettera da Londra, con la soprascritta di calligrafia di M.rs Simpson.
Erano poche righe con cui l'Edith annunziava che aveva risoluto di
andar per qualche tempo in America, e che stava per imbarcarsi in
compagnia di suo marito e di sua madre. Ella si sarebbe ricordata
sempre degli amici, sperava che gli amici si sarebbero ricordati
di lei. Si riprometteva di rivederli fra non molto, giacchè era suo
proponimento di tornare entro l'anno venturo in Italia, e perciò non
dava la disdetta nè alla sua casa di Firenze nè alla sua villa di
Fiesole. Inviava coi suoi saluti quelli di Morris e di donna Mariquita.
I cinque corsero subito in traccia gli uni degli altri, con gli occhi
fuori dell'orbita, con la lettera in mano.
— Tant'era che spedisse una circolare a stampa! — essi esclamarono in
coro dopo aver notato che le cinque epistole erano uguali in tutto,
persino nelle virgole.
Eppure questa identità di trattamento contribuì a tenere unita anche
in quello scorcio d'autunno, anche nella prima parte dell'inverno,
la benemerita corporazione. Triste autunno e triste inverno. In
società, a teatro, al passeggio, ovunque i _cavalieri dell'immacolata_
si sforzassero di cercare una distrazione, essi erravano in mezzo
alla folla taciturni, meditabondi, e non avevano pace fin che non si
trovavano insieme a sfogare il comune dolore, a lagnarsi dell'offesa
comune.
Non li si canzonava apertamente, perchè li si sapeva sospettosi,
irritabili, dispostissimi a mandare i padrini a chiunque li
punzecchiasse; si rideva alle loro spalle. In un salotto qualcheduno li
chiamò _i vedovi,_ e l'epiteto fece fortuna e corse su tutte le bocche.
Un altro li rassomigliò agli azionisti d'una società anonima fallita.
— Diciamo in _moratoria,_ — insinuò uno spirito conciliante.
— Sia pure. È l'anticamera del fallimento.
Il fallimento fu dichiarato agli ultimi di gennaio allorchè la posta
recò ai _cavalieri dell'immacolata,_ entro una busta col bollo di
Nuova York, un lucido ed elegante cartoncino con queste semplici
parole litografate in inglese: _M.r e M.rs Simpson hanno l'onore di
partecipare la nascita del loro figlio Percy. — 10 Gennaio 189...._
I cinque ebbero ancora la forza di numerare i mesi sulla punta delle
dita. Il conto tornava. M.r Simpson era arrivato a Firenze nell'aprile.