I.

Era un'americana, arcimilionaria, bellissima, originalissima. Si

chiamava M.rs Edith Simpson, e già da qualche anno abitava Firenze in

compagnia della madre. Il marito, poichè c'era un marito, ve l'aveva

accompagnata lui stesso, le aveva preso in affitto una palazzina sui

Viali e una villa a Fiesole; poi, affidandola alla suocera, aveva

ritraversato l'Oceano e non s'era più fatto vedere. Le scriveva

però regolarmente una volta al mese, ed ella una volta al mese

scriveva a lui; e le due lettere, oltre che all'espansioni conjugali,

servivano l'una a rimettere, l'altra a dichiarare di aver ricevuto

un _chèque_ di mille sterline. Dodici di questi _chèques_ all'anno

formano una discreta sommetta; tuttavia l'ottimo M.r Simpson stimava

opportuno di arrotondarla, e, tanto per Natale quanto per la festa

di sua moglie, faceva una rimessa supplementare di altre cinquecento

sterline, una bazzecola. In fin dei conti, vista la fortuna del suo

sposo, M.rs Simpson avrebbe potuto esigere anche di più, ma ell'era

una persona ragionevole e si contentava. Già non doveva pensare che

a sè. Sua madre, benchè fosse una povera diavola al paragone (aveva

circa venticinquemila franchi di rendita), contribuiva alle spese

domestiche e si vestiva co' suoi danari. M.rs, o, piuttosto, donna

Mariquita Swallow, nata Serenado y Fuentes, subiva, come tutti gli

altri, il fascino della figliuola, ma era un tipo affatto diverso.

Intanto M.rs Simpson era, _intus et in cute,_ un'americana del Nord,

una anglosassone; la madre, originaria del Guatemala, poteva dirsi

una spagnuola, e degli spagnuoli aveva il formalismo pomposo, il culto

dei titoli, il fervore cattolico.... che però non le aveva impedito di

sposare un protestante. Dio buono! Quando il defunto M.r George Swallow

era arrivato al Guatemala con una missione diplomatica degli Stati

Uniti, egli era un così bell'uomo che la señorita Serenado non aveva

potuto resistergli e gli aveva concesso la sua mano, nella speranza di

ricondurlo più tardi in grembo alla Chiesa. Speranza vana. Non solo

M.r Swallow non aveva voluto saperne di convertirsi, ma aveva fatto

protestante anche la figliuola.

Comunque sia, donna Mariquita andava orgogliosa della sua fede,

della sua patria e del suo nome di ragazza, tanto più sonoro del nome

di Swallow, e se non tradiva questi suoi sentimenti era un po' per

riguardo dell'Edith, un po' per la difficoltà ch'ella provava nella

conversazione. Infatti, abitando gli Stati Uniti, ell'aveva disimparato

lo spagnuolo senz'apprender bene l'inglese, e abitando ora in Italia,

minacciava di disimparare l'inglese senz'apprender, nè bene nè male,

l'italiano. Anche in questo differente affatto dalla figlia ch'era un

secondo cardinal Mezzofanti e possedeva una facilità straordinaria per

tutte le lingue.

Benchè donna Mariquita avesse una vera adorazione per la sua Edith, e

questa, a suo modo, volesse bene alla madre, le due signore godevano di

una reciproca indipendenza. Ricevute, che ben s'intende, da per tutto,

facevano qualche visita insieme, andavano insieme a qualche ritrovo

elegante; ma, in complesso, la giornata dell'una non somigliava a

quella dell'altra.

La madre viveva in un certo piede d'intimità con due o tre famiglie

della parte più conservatrice dell'aristocrazia fiorentina, s'era

ascritta a un paio d'associazioni cattoliche, frequentava con assiduità

le funzioni di chiesa. Con tutto ciò non le sarebbe dispiaciuto aver

dei galanti, e, poichè serbava le traccie della passata bellezza a

malgrado de' suoi quarantacinque anni, avrebbe anche potuto averne se

non fosse stata noiosetta per sua natura e non avesse voluto rimanere

entro i confini delle affezioni platoniche.

Spirito autoritario per eccellenza, M.rs Simpson non s'era legata

con nessuna signora della cittadinanza o della colonia forestiera, e

compariva nei salotti altrui solo quel tanto che basta per non romperla

affatto con la società. A lei occorreva di poter comandare a bacchetta,

d'aver un manipolo di vassalli che pendessero dalle sue labbra, che

ubbidissero a ogni suo cenno, che seguissero ogni suo passo. Ora,

quando una giovine bella, ricca, elegantissima, mostra gradire gli

omaggi, si può figurarsi se le manchino gli spasimanti. Non mancarono

dunque a M.rs Simpson, che appena spuntata sull'orizzonte fiorentino si

vide ai piedi tutta la _jeunesse dorée_ del paese. Senonchè, anche in

questo caso fu applicabile il vecchio adagio: Molti i chiamati, pochi

gli eletti. L'Edith non respingeva nessuno; erano i candidati medesimi

che si ritiravano. Troppe qualità eran richieste per rimanere nella

corte di M.rs Simpson, e, prima di tutte, un assoluto disinteresse,

un'assoluta rinunzia a ogni aspirazione audace. La signora non era

_prude,_ non si scandalizzava delle ardenti dichiarazioni che anzi

ell'accoglieva come un tributo dovutole, non s'inalberava per qualche

facezia a doppio senso, non lesinava i sorrisi, le strette di mano,

le dimostrazioni insomma d'una familiarità affettuosa; ma faceva ben

presto capire ch'era vano sperar nulla di più. Chi non si persuadeva di

ciò era messo pulitamente alla porta. E sì che parecchi avevan tentato

il colpo: degli appassionati, dei romantici, dei brutali, di quelli che

giuocano subito l'ultima carta e che uno schiaffo di donna non impaura.

Avevano fatto fiasco tutti, avevano creato intorno a M.rs Simpson

una leggenda di inespugnabilità, simile a quella che correva intorno

a certe rocche medioevali. I belli spiriti fiorentini la dicevano

l'_immacolata_.

Naturalmente, alla prospettiva sconfortante, molti adoratori si

perdevano d'animo, chiedevano a sè stessi se M.rs Simpson non desse

pochino a fronte di quello che domandava. Altri, pur rassegnati al

grave sacrifizio, si arrestavano dinanzi ad altre difficoltà. O non

erano disposti ad abbandonare ogni loro occupazione, o non avevano la

fibra abbastanza elastica, l'umore abbastanza docile, il borsellino

abbastanza guarnito da poter menar la vita scioperata a cui li

condannava la capricciosissima Dea. Quelli che rimanevano al loro posto

dopo una così laboriosa opera di selezione potevano ben dirsi a prova

di bomba.

Così, non tenendo conto della squadra volante or più, or meno numerosa,

formata sempre di elementi variabilissimi, lo Stato Maggiore di M.rs

Simpson si componeva di sette o otto individui, di cui cinque regolari,

a ferma illimitata, e due o tre volontari, tenuti, s'intende, in una

posizione subalterna dagli altri. Solo ai cinque regolari spettava

l'appellativo di _cavalieri dell'immacolata,_ dato loro da quelli

stessi che avevano conferito il diploma di purità alla bella americana.

Erano i nobili avanzi dei primi vagheggini; avevano resistito alle

delusioni, resistito alle fatiche, abdicato alla propria personalità,

mutata la loro rivalità feroce in un'alleanza intima e sospettosa.

Tre avevano un titolo: il marchese Gino Ciriè, il conte Alessandro

Galassi Cerda, il barone Eligio de' Passeri; il quarto e il quinto,

Federico Pescina e Ugo Lucignano, appartenevano a due ricche famiglie

borghesi. A eccezione dell'ultimo, luogotenente d'artiglieria che

aveva lasciato il servizio per poter dedicarsi interamente alla dama,

erano giovinotti eleganti, _sportsmen_ che si godevano la vita e non

avevano mai avuto occupazione stabile. Pure, in origine, non eran

stupidi. Ciriè aveva avuto una certa passione per le arti, aveva

plasmato nella creta delle figurine ch'eran piaciute; Galassi era stato

un buon dilettante di musica; Pescina aveva scritto una commediola

recitata con plauso in un salotto; Lucignano era uscito con buoni punti

dall'Accademia e godeva riputazione di valente ufficiale; de' Passeri,

in mancanza di meglio, era uno schermitore famoso. Ora s'era verificato

il singolare fenomeno che M.rs Edith Simpson, donna d'ingegno pronto

e vivace, aveva in breve tempo incretinito i suoi fidi seguaci. Il

processo d'imbecillimento era durato dai due ai tre mesi. Gli antichi

commilitoni di Lucignano assicuravano, a titolo di onore, che per lui

ci fossero voluti novantanove giorni. Adesso i cinque erano ridotti

allo stesso livello, e avevano finito con l'assomigliarsi nei modi e un

poco anche nell'aspetto. In presenza di M.rs Simpson erano dell'umore

di lei, accigliati talvolta s'ell'aveva i nervi tesi, gioviali più

spesso, perch'ell'era ordinariamente gioviale. Avevano i suoi gusti,

le sue opinioni, le sue simpatie e le sue antipatie; e di queste e di

quelli si facevano risoluti campioni in qualunque crocchio, di fronte a

qualunque contradditore. Ma per lo più evitavano con gli estranei ogni

contatto non necessario. Onorati d'un incarico della dama, slanciati

in giro chi di qua chi di là o per fissarle un palco a teatro, o per

associarla a un giornale, o per raccomandare al gabinetto di Vieusseux

di mandarle presto certi libri, o per commetter dei dolci da Doney,

o per verificare se un dato cavallo avesse la coda lunga o corta,

o per qualsiasi grave motivo consimile, percorrevano la città come

aiutanti di campo che portano gli ordini d'un generale in un giorno di

battaglia; poi si davano appuntamento in qualche posto per tornarsene

in compagnia dall'Edith e riferirle l'esito dei loro uffici. Una delle

caratteristiche dei _cavalieri dell'immacolata_ era quella di tenersi

d'occhio a vicenda quanto più fosse possibile. Almeno ognuno voleva

saper sempre dove fossero gli altri. A nessuno era lecito di aver

segreti con la corporazione, sotto pena d'esser chiamato traditore.

Già, anche fuori di casa, se pur non erano tutti uniti, eran soli

di rado. Li si vedeva a due, a tre, camminar concentrati, parlar

sommessi con l'aria di cospiratori. Parlavano di lei, senza nominarla,

che non ce n'era bisogno. — Quel vestito _le_ sta a pennello. — La

nuova tappezzeria del _suo boudoir_ non fa l'effetto che si credeva.

I drappelloni son troppo pesanti. — Delle _sue_ ultime fotografie la

meglio riuscita è quella in costume d'amazzone. — _Ella_ ha pienamente

ragione di non andar per la prima dalla contessa Spingardi. Se la

contessa vuol fare la relazione, cominci lei. — Domani non abbiamo

il _lawn tennis_ perch'_ella_ deve far visite con sua madre. — Quel

contino Negretti finirà col _darle_ noia. Che cosa spera quello

scimunito?... Se non siamo riusciti noi!

Sempre intesi a sorvegliare attentamente i corteggiatori importuni

di M.rs Simpson, a difendere contro le insidie quella rigida virtù

femminile che non avevano, oimè, potuto far capitolare, i _cavalieri

dell'immacolata_ erigevano intorno a lei una barriera non facilmente

superabile. Onde, benchè M.rs Simpson non accettasse imposizioni

circa al numero e alla qualità de' suoi conoscenti e fosse gentile

con quanti le erano presentati, e li invitasse a' suoi pranzi, alle

sue cavalcate, alle sue partite di _lawn tennis_, la situazione dei

novizi si aggravava per l'ostilità dei terribili _cinque_. Non erano

mai scortesie manifeste, che M.rs Simpson non avrebbe tollerate e

che avrebbero potuto aver conseguenze spiacevoli; erano i piccoli

e sottili artifizi con cui un gruppo di persone strette in lega fra

loro fa provare agli estranei un senso d'isolamento e di malessere.

Talora, se si trattava di giovani di primo pelo, impressionabili,

nervosi, si ricorreva ai consigli, alle ammonizioni paterne. E uno

dei cinque prendeva a braccetto il povero diavolo e lo assicurava

che _già era inutile,_ che M.rs Simpson era fatta di ghiaccio e che

dell'amore non voleva saperne, che forse nessuno, essendone informato

in tempo, avrebbe consentito a dedicare a lei tutto sè stesso; ma che

l'abitudine è una seconda natura, e chi s'era lasciato ribadir questa

catena al piede non era più buono di liberarsene.... A caso vergine

però bisognava pensarci su due volte. M.rs Simpson era un portento di

bellezza, di grazia, di spirito, era un'amica impareggiabile.... Se

però uno non si contentava dell'amicizia, e a una certa età è cosa dura

il dover contentarsene, era meglio, per la propria quiete, rivolgersi

altrove.

Ora, la paternale poteva avere effetti diversi. O il galante si

lasciava persuadere e batteva pacificamente in ritirata, e il trionfo

dei cinque era completo; o dichiarava di volersi appagare dell'amicizia

di M.rs Simpson come se ne appagavano gli altri e supplicava

d'essere ammesso nella pia confraternita. In tal caso i _cavalieri

dell'immacolata_ si riunivano in conferenza segreta, e per solito

deliberavano, come minor male, di far buon viso al neofita. Ed ecco

la ragione per cui intorno ai cinque s'aggiravano sempre due o tre

volontari. È un fatto però che, fossero troppo pesanti le fatiche, o

troppo tenui i compensi, o troppo molesta la vigilanza degli anziani,

nessun volontario passava all'ufficio di regolare. Dopo sei o sette

mesi al più succedeva la diserzione.

C'era infine una terza e più temibile eventualità, quella cioè che il

giovinotto non porgesse ascolto ai savi suggerimenti, e, per mettere in

cattiva vista a M.rs Simpson i suoi cerberi, le riferisse la predica

che gli si era fatta. Allora sì l'Americana sentiva salirsi la senapa

al naso. Chiamava al proprio cospetto il troppo zelante cavaliere

e lo strapazzava senza misericordia. O che diritto avevano, lui e i

compagni, di catechizzar le persone che la frequentavano? Pretendevano

forse di averla in tutela? Non sapevano ch'ella non doveva render

conto dei fatti suoi a nessuno di loro, ch'era padrona, padronissima

d'esser di ghiaccio o di lava ardente, padrona, padronissima di sfatar

la leggenda e di pigliarsi un amante se così le piaceva? In quanto

a loro, se ci trovavano a ridire, erano liberi come l'aria; ella non

avrebbe mosso una paglia per trattenerli. E intanto guai a lui, guai

ai suoi quattro amici se usavano uno sgarbo all'individuo che aveva

la disgrazia di non incontrar i loro gusti; guai se provocavano uno

scandalo!

Queste ramanzine ricorrenti che, date a uno, dovevano servire per

cinque, mettevano lo scompiglio nel sodalizio. _Quid agendum?_ Se

l'Edith parlasse sul serio? Se si pigliasse realmente un amante? Ah

quello sarebbe stato veramente un _casus belli_, perché dopo un tiro

simile la dignità non avrebbe più permesso di rimanere in carica. E già

si agitava l'idea e si discutevano i termini d'una dimissione in massa.

Ma ognuno dei cinque guardava all'avvenire con un arcano sgomento. Che

cosa avrebbe fatto della propria vita quando gli fossero state chiuse

le porte della palazzina Simpson?

Tempeste in un bicchier d'acqua. M.rs Simpson non si pigliava un

amante; il temerario che aveva mirato tant'alto non durava molto a

disperare della vittoria e a levar l'inutile assedio.

Solo che, al chiudersi d'uno di questi incidenti, i cinque dovevano

essere preparati a tribolazioni d'altra natura, perché l'Edith

diventava per qualche settimana più nervosa, più capricciosa,

più esigente. Non era mai una sinecura quella di _cavalieri

dell'immacolata;_ figuriamoci nei periodi di crisi! Ora veniva a

Mistress Simpson la frenesia dell'equitazione. Ed eccola in sella

da mattina a sera tirandosi dietro i suoi vassalli, saltando fossi e

siepi e costringendo i disgraziati a fare altrettanto. Ora l'amazzone

si trasformava in auriga. E salita a cassetta d'uno _stage_ a quattro

cavalli vi stipava la sua corte, e giù a precipizio pei Viali e pel

Lungarno a rischio di ribaltare il legno e di arrotare i passanti che

fischiavano e urlavano con tutta la forza dei loro polmoni. O, con una

mattina indiavolata, s'impuntava a voler andar a piedi a colazione alla

sua Villa di Fiesole, e ordinava perentoriamente al manipolo de' suoi

fidi d'accompagnarla. O lì per lì, di punto in bianco, si metteva in

capo di organizzare una recita, un concerto, e non intendeva che le

si parlasse di ostacoli, e non voleva saperne d'indugi. Dal momento

ch'ella non dava limiti per la spesa, quali difficoltà ci potevano

essere? O, in fine, ell'era assalita da una pietà subitanea pei malati,

pegli indigenti, e intraprendeva un pellegrinaggio pei quartieri più

miseri, ed entrava nei tuguri, e si fermava al letto degli infermi, e

distribuiva coperte e biancheria ai vecchi e alle donne, balocchi e

dolci ai bambini, danaro a tutti. La sua bellezza ed il suo sorriso

illuminavano le povere case come un raggio di sole. Ma quelli del

corteo brontolavano. — Qui si rischia di buscarsi qualche malanno. —

Come se non si potessero mandare i soccorsi col servitore!

Di tratto in tratto, i _cavalieri dell'immacolata,_ tra il serio

ed il faceto, ricorrevano all'interposizione amichevole di donna

Mariquita. Non aveva modo di calmar l'attività febbrile di Mistress

Simpson? Non credeva anche lei che un po' di quiete le farebbe bene?...

Donna Mariquita che, per conto suo, era una persona posata, trovava

ragionevoli queste rimostranze, ma ella s'era fatta una legge di non

immischiarsi nelle cose della figliuola, e non intendeva uscire dalla

sua neutralità. Quindi, con un sorrisetto ironico, ringraziando gli

zelanti amici della loro sollecitudine, li assicurava che la salute

di M.rs Simpson non aveva nulla a temere dall'eccesso delle fatiche.

In America, da ragazza, ne aveva fatte ben altre. E anche a Livorno,

quell'estate ai bagni, non si ricordavano? Quando aveva vinto la

scommessa di nuotar per cinque ore di fila, senza mai riposarsi? Loro

la seguivano in barca e s'erano risentiti, qual più qual meno, dello

strapazzo. Ella invece non aveva avuto neppure un dolor di capo.

Le stesse cose, se uno dei cinque arrischiava una parola con lui,

diceva il dottor Brunini, il vecchio medico arzillo che M.rs Simpson

onorava della sua benevolenza e invitava sovente a desinare. —

È d'acciaio. — E soggiungeva con malizia: — Moderar la sua foga?

Impossibile.... Quell'esuberanza di vita, di forza, bisogna che

in qualche modo s'impieghi. Le altre donne hanno altri diversivi;

lei no.... Parliamoci chiaro. Il marito è in America.... Loro la

rispettano....

— Pur troppo.

— Intendono che sia rispettata?

— Sfido io.

— Già.... Del resto, se una donna vuole, non bastano gli occhi d'Argo a

custodirla.... Ma è proprio lei che non vuole.... Bizzarrie umane....

_Sic rebus stantibus,_ — conchiudeva il dottore, — credano a me, il

meglio è di lasciarle far la ginnastica.

Natalìa ed altri racconti · 第 16 / 70 题