SIGNORI!

Se voi, ne' vostri discorsi del 6 e del 7 agosto, non aveste calunniato

che _me_, tacerei: non ho provato mai nella vita se non indifferenza per

la calunnia e supremo disprezzo pei calunniatori. Ma voi faceste segno

delle vostre calunnie una intera rivoluzione, santa nel suo diritto,

pura d'eccessi nel suo sviluppo: un intero popolo, buono, valoroso e

notabile per affetto all'ordine e abitudini di disciplina, tramandate ad

esso dagli antichi suoi padri. Uomini consacrati da lunghi studî alla

serena imparzialità filosofica, avete non per tanto, pe' vostri fini,

ripetuto impassibili all'Assemblea le volgari accuse d'_anarchia_, di

_terrore_ e di _setta_, gittate per più mesi, pascolo a un pubblico

ignaro, da gazzettieri pagati perchè si spianasse la via all'iniqua

impresa contro la romana repubblica. Avete freddamente, col labbro

atteggiato al sorriso dell'ironia, avventato il fango della nazione su

quei che morirono per la patria nascente. Importa che, per onore della

razza umana, qualcuno protesti. Importa che non per voi nè per una

maggioranza parlamentaria diseredata, per opera d'egoismo e paura,

d'ogni senso morale, ma per quei che gemono tra voi, come noi gemiamo,

la libertà perduta, e per la Francia dei dì che verranno, sorga una voce

d'onesto a dirvi, o signori, che la vostra eloquenza è mero artificio,

la vostra fede una ipocrisia; che per tutta quanta la serie delle vostre

asserzioni voi non avete dato se non menzogne alla Francia e all'Europa;

che s'havvi nel mondo cosa più vile del carnefice e dell'opera sua, è

l'insulto al cadavere, la percossa alla pallida faccia di Carlotta

Corday. Io dunque scrivo e protesto in nome di Roma. Io so d'uomini i

quali dovrebbero, per onor della Francia, assumersi la parte ch'oggi io

m'assumo: sono gli impiegati della vostra cancelleria in Roma[98], che

arrossivano davanti a me degli atti del loro governo e plaudivano

riconoscenti alle nostre cure protettrici e alla condotta ammirabile del

nostro popolo, ma paventavano la perdita dell'ufficio. E so d'altri--ma

questi son nostri,--ai quali basterebbe l'animo per protestare, da Roma,

e sfidando le vendette sacerdotali, contro le vostre menzogne: ma la

vostra antiveggente amministrazione ha chiuso ad essi, sopprimendo ogni

giornale, dal vostro infuori, ogni via di pubblicità.

Scritti di Giuseppe Mazzini, Politica ed Economia, Vol. II · 第 72 / 227 题