Le spie di Abei.
— Nulla?
— No Karawal.
— Tu vuoi guadagnare i tomani del nipote del _beg_ bevendo caffè e
passeggiando per Kitab?
— È impossibile sapere qualche cosa. Seppelliscono alla rinfusa i
cadaveri senza badare se siano stati poveri o ricchi.
— Sei uno stupido.
— Allora tu sei stato più fortunato, Karawal.
— Cioè più furbo e più lesto di te, Dinar.
— Morti, è vero?
— Vivi, vivissimi come me e te. I sospetti del nipote del _beg_ erano
ben fondati.
— Non era dunque proprio sicuro di averli uccisi?
— Non si sa mai dove va a finire una palla, — sentenziò gravemente
Karawal. — Talvolta fulmina e tal'altra invece risparmia.
Fidati ora delle palle! Abei doveva colpirli col _kangiarro_, mio caro:
l'acciaio non sbaglia come il piombo.
— E concludi?
— Che Hossein e Tabriz sono vivi come lo siamo noi.
— Ti hanno ingannato.
— Sei uno stupido, Dinar. Li ho veduti io, con questi miei due occhi
uscire da una tenda-ospedale, in mezzo ad un gruppo di cosacchi.
— Sicchè sono in mano dei russi!....
— Adagio, mio caro. Ho saputo d'altro.
— Che cosa?
— Che domani verranno condotti a Bukara insieme coi ribelli fatti
prigionieri a Kitab.
— E noi?
— Li seguiremo.
— La nostra missione dovrebbe essere finita a questo punto.
— Già, il nipote del _beg_ ci avrebbe promessi cinquecento _tomani_ per
fargli solamente sapere se suo cugino e Tabriz erano veramente morti.
Se non volevi altro impiccio dovevi seguire Hadgi nella sua ritirata ed
accontentarti dei dieci o dodici tomani che ti avrebbe dato per tanto
lavoro, come si sono appagati quei due imbecilli che erano in nostra
compagnia.
Karawal sa fare i propri affari.
Già, io sono uno stupido, — disse Dinar.
— Un cretino, anzi.
— Come vuoi, non me ne offendo. Io non ho la veste d'un uomo che un
giorno diverrà il capo d'una banda di _Aquile_.
— È il mio sogno e, dovessi rinnegare Maometto, lo diverrò, — disse
Karawal.
— Dunque dicevi?
— Che noi li seguiremo e che se l'Emiro li risparmia, i nostri
_kangiarri_ ripareranno l'errore.
— Con quel demonio di Tabriz!....
— Un buon colpo a tradimento e anche lui cadrà.
— Sei spiccio, tu.
— Mi premono i _tomani_ di Abei.
— E non verremo sospettati, noi?
— Chi potrà avere dei sospetti su due poveri _loutis_[9] che cercano
di guadagnare qualche cosa? Eppoi siamo abbastanza trasformati perchè
Tabriz e Hossein possano riconoscerci. Non hanno di certo mai fatto
attenzione a noi; erano troppo occupati durante il matrimonio e anche
durante il banchetto.