_Amico_,
Vinco gli scrupoli di una omonimia materiale, alla quale tu ci devi
tenere meno di me, e ti dedico, caro Cagna, questa biografia del
letterato inedito, figlio della _Madre dei Cani_.
Te la dedico; perchè in essa ho incastrato, come meglio ho saputo,
qualche, osservazione dal vero, che tu mi avevi riferito col tuo brio
vigoroso.
Te la dedico, perchè tu, discorrendo, mi ricordi il protagonista
di questo racconto storico, per la prontezza del pensiero baldo e
capriccioso e il calore dell’espressione affilata e luccicante.
Te la dedico infine; perchè tu, molto diversamente dal tipo disgraziato
qui ritratto, unisci felicemente al culto dell’arta quello del
lavoro utile e della famiglia; e lo scopo di questo mio racconto (a
dimostrazione por via dei contrari) è appunto quello di predicare
l’unione dei suddetti culti corrisposti.
Sei pregato di fare buon viso alla mia piccola offerta.
Intanto tu, pure attendendo alle tue contrattazioni di cereali, e
rimanendo contento e orgoglioso del blasone d’artiere trasmessoti da
quel degno, fiero e intelligente carattere di tuo padre, stipettajo, —
tu seguita nei ritagli di tempo rubati al riposo o allo svago, seguita
a scrivere le tue brave smanie di poesia, d’arte e d’amore.
Saluggia, 30 agosto 1878.
_Tuo aff._
GIOVANNI FALDELLA.