EROTICO, ATTILIO.

EROTICO. (Mira fortuna! m'è forza di confortar costui, e ho bisogno di

esser confortato io). Fermatevi, ché voglio esser partecipe delle

vostre fatiche e compagno nelle vostre sciagure; ché le nostre fortune

poiché hanno una conformitá fra loro, andiamo insieme.

ATTILIO. Avendo per compagno un amico cosí caro come voi sète, la mia

sciagura diverrebbe fortuna: però vo' andarmene solo e disperato.

EROTICO. Il disperarsi è un tradir se stesso, e, tradendo voi, tradite

me insieme con voi: però consultiamoci un poco.

ATTILIO. L'anima mia è in tanta confusione, che non ci è luogo alcuno

per consolazione.

EROTICO. Ascoltate una parola.

ATTILIO. Non ho tempo.

EROTICO. Vi spedirò subito.

ATTILIO. Son contento; ma fate presto.

EROTICO. A cosí maladetto, insolito e sregolato accidente, andandoci

con buon ordine, è temperamento di effetto.

ATTILIO. Orsú, hai finito?

EROTICO. Non mi accurtate il tempo che mi avete dato.

ATTILIO. Voi lo prolungate piú di quello che v'ho promesso. Ho tanto

in odio il mondo, questo sol, questa luce, che vorrei esser mille

passi sotterra per non vedergli.

EROTICO. Andiamo, come volete; ma non sarebbe bene aspettar Trinca,

per saper qualche cosa di Cleria? che fa, che dice, che spera?

ATTILIO. Fa quello istesso che fo io; e mi affligono piú i suoi che i

miei dolori, però schiverò di udirlo.

EROTICO. Ed io vo ancor disperato, non potendomi imaginar la cagione,

come Sulpizia sia cosí meco adirata.

ATTILIO. O casa, io mi parto per non averti a veder piú mai. Tu pur

fosti ricetto un tempo di ogni mia gioia e consolazione: prego Idio,

che resti cosí contenta colei che alberga in te, quanto io mi parto

mal contento e disconsolato.

EROTICO. Attilio, tu m'hai mostro le lacrime; e stimo che non siano

uomini al mondo piú disperati di noi. Ma veggio uscir Trinca da casa

vostra molto allegro: aspettiamo, fin che ne sappiamo la cagione.

La sorella · 第 69 / 71 题