PARDO. Fermatevi, Orgio, che ho da parlarvi. ...
ORGIO. (Questa ragionata non sará buona per me: che li torni la
figlia).
PARDO. ... So che siamo vecchi e arrivamo agli ottanta, e abbiamo a
star assai meno al mondo, che non siamo stati: anzi abbiamo il piede
in staffa per partirci per l'altro mondo, dove non ci è ritorno. ...
ORGIO. (Il prologo della predica). Questo è il peggio.
PARDO. ... E morti che siamo, abbiamo a render stretto conto delle
nostre azioni a Dio, e molto piú delle restituzioni delle robbe, né si
rimette il peccato se non se restituisce il rubbato. ...
ORGIO. (Quando dovemo riscuotere, siamo predicatori; quando dovemo
pagare, siamo diavoli).
PARDO. ... Or che siam vivi, possiam rimediare a quello che non
possiamo, essendo morti. E tristi coloro che lasciano gli eredi, che
restituiscano; che, come la robba ha fatto carne e sangue con l'uomo,
non si restituisce piú mai. ...
ORGIO. Di grazia, venghiamo al fatto: ché giá è passata quaraesima, e
mi volete far ascoltar la predica.
PARDO. Vostro fratello, di benedetta memoria...
ORGIO. (Di maladetta!).
PARDO. ... mi scambiò la figlia, tenendosi la mia propria, e mi diè la
sua per la mia. ...
ORGIO. Ascoltate.
PARDO. Ascoltate, di grazia, voi, e non m'interrompete, accioché non
cominciate a negar la veritá, e poi, negata, la vogliate defendere fin
alla morte; e vengamo a liti, contrasti e questioni. Non accade
nasconder quel che è palese: ho visto il testamento; e quel che lascia
a sua figlia, quando si palesi il fatto, è quanto vi dico.
ORGIO. Io so ben che...
PARDO. ... Dio ce 'l perdoni! che essendomi tolta da turchi, ho
mandato mio figliuolo sin in Constantinopoli a riscattarla; e mi costa
piú di cinquecento ducati, senza l'altre spese e travagli. Però
toglietevi la vostra Sulpizia e restituitime la mia Cleria.
ORGIO. ... ancor ch'io potessi con qualche convenevole scusa
difendermi da questa calunnia, io non so farlo; ma confesso
liberamente che mio fratello ebbe torto.
PARDO. Di grazia, non entriamo in rettoriche; né bisogna mi doniate
quello che non mi potete vendere. Vo' la mia figlia.
ORGIO. Di grazia, non vi alterate e non alzate cosí la voce.
Toglietevi la vostra figlia, ma non l'onor mio; ché, restituendovi poi
la figlia, voi non potete restituirmi l'onore. Toglietevela quando
volete, ché non vi si niega.
PARDO. Sia ringraziata la bontá divina, che prima scoverto si sia che
sposati insieme; e che abbiamo spedito un negozio senza farci sentir
dal mondo: e resteremo amici, come siamo stati sempre. Andiamo a casa
mia o nella vostra, a far il cambio.
ORGIO. Eccomi pronto a quanto volete.
PARDO. Venete a casa mia, che mangiaremo insieme, e poi ragionaremo de
fatti nostri.
ORGIO. Non posso, ho che fare, ci vengo con l'animo.
PARDO. Vo' che ci vengáti in persona; e per la porta di dietro
mandaremo a chiamar Sulpizia vostra, ch'io spasimo di vederla: e vi
prego, concedetemi questa grazia.
ORGIO. Faccisi quanto comandate.