PARDO. (E pur mi capita innanzi questo ghiottonaccio).
GULONE. (Ecco questo vecchio di Caronte, spavento di cimiteri: non
posso fuggirlo). Signor Pardo, Idio vi dia il buon giorno.
PARDO. E a te dia Dio il malanno e la mala pasqua.
GULONE. Par che siate adirato meco.
PARDO. Toglimiti dinanzi, che mi vien voglia farti cader da bocca
cotesti tuoi denti.
GULONE. Poca offesa t'han fatto sempre i denti miei.
PARDO. Me l'ha fatta la tua lingua.
GULONE. La mia lingua v'ha sempre lodato.
PARDO. Le lodi ch'escono dalla lingua di un par tuo, son vergogne
degli uomini da bene.
GULONE. La mia lingua mai offese alcuno.
PARDO. Hai la lingua doppia come quella delle serpi, che punge e
avvelena; però sparisci via, assassin, furfante.
GULONE. Avete potestá dirmi quel che volete, perché vi son schiavo.
Morrei piú tosto che restar di non mangiar teco, e ci mangiarò oggi a
vostro dispetto.
PARDO. T'ho detto che sei un furfante.
GULONE. Ed io vi dico che sète uomo da bene. Avemo detto una bugia per
uno.
PARDO. Fa' che tu non accosti piú alla tavola mia.
GULONE. Che diavolo stimi, che se non ho la tavola con mesal bianco,
ornato di frondi e di fiori, e di salvietti fatti a torrioni, che non
sappia mangiare? buon vino e buona carne fa l'effetto.
PARDO. Non te n'è mancato in casa mia.
GULONE. Sí, carne di asino, di quelli che portano le pietre per le
fabriche, tutti pieni di cancheri e di guidaleschi: e se pur qualche
pollo, senza testa, senza piedi e senza ali, e senza fegadelli e
ventricelli, che te ne servivi per l'insalate, ti veniva tronco a
tavola, che parea che fosse stato alla rotta di Ravenna. Bisognan
pollastroni e galli d'India intieri intieri, ogni cosa a tavola alla
tedesca, i catini pieni, e ogni un piglia quel che vuole.
PARDO. Creanza de pari tuoi! dopo aver diluviato e tracannato a tuo
modo, vai dicendo il contrario.
GULONE. Minestre fredde e vin caldo, che bisognava tormi da tavola piú
morto di fame, che quando ci venni.
PARDO. Mi dispiace l'onor che ti ho fatto; ma tu non pratticherai piú
meco.
GULONE. Ed a che mi può servir la tua vecchiezza? a darmi consiglio?
Io non ho bisogno di consiglio, né fo mai cosa con consiglio.
PARDO. Se non vai via, chiamerò alcun di casa, che ti spezzi l'ossa.
GULONE. Chiama Mazzafrusto o Sgraffagnino che mi prendano.
PARDO. Vo' entrarmene in casa, per tormi questa bestia dinanzi.
GULONE. A tuo dispetto, or vo ad un banchetto in casa d'un amico.