PEDOLITRO. Ho ritrovato vivo un mio fratello cugino; or vo' andar con
mio figlio a casa sua. Della amorevole offerta, signor Pardo, ve ne
resto obligatissimo.
PARDO. Pedolitro, la giusta cagion, che me ne dái, mi fa prorompere in
tanta rusticitá. Ditemi si avete imparato in Turchia a beffeggiar gli
amici.
PEDOLITRO. Né qui né in Turchia è convenevole.
PARDO. Perché darmi ad intendere che sète stato in Constantinopoli e
visto mia moglie Costanza, e Cleria mia figlia chiamata Sofia e
conosciutala serva d'un alloggiamento in Vineggia?
PEDOLITRO. Tal è, qual vi ho detto.
PARDO. Come l'avete vista in Vineggia, se voi non vi sète mai stato?
PEDOLITRO. Ci son stato a mio dispetto duo mesi infermo.
PARDO. Se sète stato in Negroponte e venuto in Napoli per mare, come
sète stato in Vineggia?
PEDOLITRO. In Negroponte? e quando? chi v'ha detto queste bugie
peggior delle prime?
PARDO. Tuo figlio.
PEDOLITRO. Come mio figlio ha potuto dirvele, se non sa parlar
italiano?
PARDO. Trinca, il mio servo, l'ha parlato in turchesco, che l'ha
imparato a parlar in Constantinopoli.
PEDOLITRO. Questo ha detto mio figlio?
PARDO. Anzi, di piú, che avete bevuto nell'osterie e state imbriaco, e
non sapete dove abbiate il cervello.
PEDOLITRO. Mi fo la croce. Ierusalas adhuc moluc acoce ras marisco,
viscelei havvi havute carbulah?
TURCO. Ercercheter biradam suledi, ben belmen ne sulodii.
PEDOLITRO. Dice che è vero che un uomo l'ha parlato, ma che non
intendeva che dicesse. Comis purce sulemes.
PARDO. Perché dunque li rispondeva?
PEDOLITRO. Accian sembilir belmes mie sulemes?
TURCO. Accian ben cioch soler ben sen belmen sen cioch soler.
PEDOLITRO. Dice che, quantunque gli rispondesse e li dicesse che non
intendeva quello che se li dicesse, pur gli parlava. Aman hierl cheret
marfus soler, ben men comam me sulemes?
TURCO. Aman hierl cheret marfus soler ben men comam me sulemes.
PEDOLITRO. Dice che sempre dicea _marfus_; ma non possea imaginarsi
che cercava da lui. Io stimo che il vostro Trinca sia un gran trincato
e buggiardo e volpe vecchia.
PARDO. Dite voi che sia sí bugiardo?
PEDOLITRO. Ho errato in dir bugiardo, ma bugiardone.
PARDO. Voi accrescete l'ingiuria.
PEDOLITRO. Anzi dico bugiardissimo; anzi tengo per certo che vi abbi
beffato.
PARDO. Non so che mi fa ostinato in saper la veritá di questo fatto.
Di grazia, se mi amate, ditemi chiaramente se mi avete detto la
veritá.
PEDOLITRO. V'ho detto la veritá, e ne torrei ogni pena per
confirmarla, se ne fusse bisogno. Restate sano, che vo' andar a quel
mio cugino.
PARDO. E voi andate salvo, poiché sète fatto libero.
PEDOLITRO. Ghidelum auglancic.
TURCO. Ghidelum baba.
PARDO. Io credo che si se cercasse per tutto il mondo fra vecchi
canuti il piú balordo, stordito, goffo e scimunito, che sarebbe da me
di gran lunga avanzato di balordaggine e di sciocchezza, perché
m'accorgo che sono stato beffato, aggirato da quel furfante di Trinca
e da mio figlio. L'esser stato credulo n'è stato cagione; e con aver
sempre creduto che le bugie accompagnano ordinariamente le sue parole,
e che mi voleva ingannare, non m'ha giovato crederlo. Ma s'io non me
vendico, creda egli certissimo che sia goffo da vero, come mi stima.
M'ha fatto sborsar trecento scudi e fattomi re de danari; ma io lo
farò diventar re di bastoni. Mi vergogno di me stesso, ardo d'ira e di
sdegno, ma suspico che trama d'amore ne sia cagione. Ma ecco mi
sovragionge quest'altra seccaggine del capitano. Non so che voglia
questa bestia da me; fuggirò per quella strada.