TRINCA, ATTILIO, PARDO, TURCO.

TRINCA. Padron, il vostro figlio sta in punto per le nozze, e vi

priega che l'affrettiate.

ATTILIO. Sta medesimamente Erotico ad ogni nostro comando.

PARDO. Ben, chi vi disse che Costanza mia moglie era morta, e che

Cleria fusse viva? Quando voi foste a Constantinopoli? perché non

rispondi? Chi non risponde subbito, sta pensando alla scusa.

TRINCA. Come, non son stato io a Constantinopoli?

PARDO. Né tu né mio figlio.

TRINCA. Io non so come voi dite.

ATTILIO. (Ohimè, siamo rovinati!).

PARDO. Che rispondi?

TRINCA. Chi v'ha informato del contrario?

ATTILIO. (Come ti risolverai, Trinca?).

PARDO. Pedolitro, nostro cittadino, venuto ora di Constantinopoli, che

ci andò quattro anni sono per riscuoter cotesto suo figlio; e mi ha

recato lettera di mano di mia moglie che desia venire, e che di Cleria

non si sa novella, molti anni sono. ...

ATTILIO. (Mira la fortuna, a che ponto ha condotto costui di Turchia).

PARDO. ... Dice che quella è Sofia, serva d'un allogiator in Vineggia:

l'ho fatto affrontar insieme, e ce l'ha mantenuto in faccia.

ATTILIO. (Siamo spediti, non v'è piú rimedio. Trinca è perduto

d'animo).

TRINCA. Padron, è cosí vero quanto v'ho detto, quanto l'amor che vi

porto; e se trovarete il contrario, vo' che mi ponghiate in galera.

PARDO. Senza il tuo volere, ti ci porrò.

TRINCA. Vien qua tu: come tuo padre ha detto una buggiarda buggia?

rispondimi. Vedete che tace.

PARDO. A che ti affatichi parlargli? non risponde, perché non intende

l'italiano.

TRINCA. Gli parlerò in turchesco. Tu non mi scapperai. Cabrasciam

ogniboraf, enbusaim Constantinopla?

ATTILIO. (O buon Trinca, o illustrissimo Trinca).

TURCO. Ben belmen ne sensulers.

PARDO. Che dice?

TRINCA. Che suo padre non fu mai in Constantinopoli.

PARDO. Dove dunque fu per riscuoterlo?

TRINCA. Carigar camboco maio ossasando?

TURCO. Ben sem belmen.

TRINCA. Dice che sono stati in Negroponte.

PARDO. Da Negroponte in Constantinopoli ci sono molte miglia.

Dimandagli che camino han fatto per venire in Italia.

TRINCA. Ossasando nequet, nequet poter levar cosir Italia?

TURCO. Sachina busumbasce agrirse.

TRINCA. Dice che son venuti per mare, e non passati per Vineggia.

PARDO. O Dio, che umori stravaganti sono negli uomini! Che cosa ha

spinto colui a dirmi cosí gran bugia, che sia stato a Vineggia, e

portarmi una lettera di mano di mia moglie? Che mondo è questo?

TRINCA. Bisognarebbe far un mondo a vostro modo, o riformarlo. Han

falsificato la mano di vostra moglie, per farvi qualche burla.

PARDO. Certo che dovea star ubbriaco; e giá lo tengo per tale, che

stava rosso nel volto.

TRINCA. L'avete indovinata: e or gli lo vo' dimandare. Siati marfus

naincon catalai nulai?

TURCO. Vare hecc.

TRINCA. Ho detto _marfus_ che vuol dire ubbriaco; ha detto che poco

inanzi è intrato in una osteria nel viaggio, appresso Nola, e che ha

bevuto molto bene, e che andava cadendo per la strada, e che appena or

si potea reggere in piedi.

ATTILIO. (O Trinca divino, e come l'hai ben saldata!).

PARDO. Come in quelle due parole ha potuto dir tanto?

TRINCA. La lingua turchesca in poche parole dice cose assai.

PARDO. Orsú, ha voluto burlar Pedolitro. Quando ritorna, li vo' far un

scorno da vergognarsene, e l'arò da oggi innanzi in quella opinione

che si conviene. Andate a trovar Erotico; cercate Orgio, zio di

Sulpizia, e diteli che stia apparecchiato per questa sera.

La sorella · 第 30 / 71 题