A me, antica aquila bianca... a me... io sono Gabriello Zapol, che ti ha
nudrito sovente con la carne dei Panduri miei nemici. Io sono ferito; —
mi sento morire, ma prima di dare ai tuoi aquilotti il mio cuore, il mio
gran cuore, rendimi, ti prego, un buono ufficio. Prendi nei tuoi artigli
il mio zaino vuoto e portalo a Giorgio mio fratello perchè mi vendichi.
Nel mio zaino erano dodici cartocci, e tu vedi là dodici Panduri distesi
morti intorno a me; ma ne vennero tredici, e il tredicesimo, il codardo
Botzai, mi percosse alle spalle. Prendi, antica aquila bianca, nei tuoi
artigli questo lino ricamato, e portalo alla bella Kava perchè mi
pianga. — E l'aquila portò lo zaino vuoto al fratello Giorgio, e lo
rinvenne ebbro di acqua arzente; e portò il lino ricamato alla bella
Kava, e la incontrò che andava a nozze con Botzai.