NOTE A "MONETE DI LODOVICO I. IL PIO".

(1) Il saggio fatto a Parigi da valente artefice dà il seguente

risultato: 0,898 d'argento e 0,0005 d'oro.

(2) Dall'esemplare di maggior peso descritto al numero 16.

(3) Ho collocati per primi questi denari, che ritengo più antichi,

perché somigliano a quelli coll'iscrizione "P A L A T I N A

spazio M O N E T A", nella quale Zecca sono a mio avviso battuti,

e perché l'iscrizione loro è corretta e senza abbreviature:

mentre i denari con "croce V E N E C I A S" presentano invece dei

nessi fra le lettere, segno di coniazione abbondante ed

affrettata e portano i punti e contrassegni con cui soleva

indicarsi lo zecchiere responsabile del valore della moneta.

Tutto ciò dimostra che questo nummo veniva coniato in quantità

rispondente ai bisogni di una vera circolazione e non per

semplice ostentazione di sovranità.

(4) È la stessa moneta da cui fu tratto il disegno della tavola I,

numero 3 dell'opera citata di San Quintino; credo bene

riprodurla, perché meglio disegnata.

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Le monete di Venezia descritte ed illustrate da Nicolò Papadopoli Aldobrandini, v. 1 Con disegni di C. Kunz · 第 41 / 324 题