DON FLAMINIO, PANIMBOLO.

DON FLAMINIO. Ecco, o Panimbolo, che, tu non avendo voluto credere a

quanto io te diceva, che don Ignazio non s'accorse quel giorno di

Carizia e che è molto invaghito della figlia del conte, per far a tuo

modo e per iscoprir l'animo suo, l'avemo detto che il matrimonio con

la figlia del conte era conchiuso; e vedesti con che pronto animo e

con che accesa voglia volea sposarla allora allora e non aspettar in

sino alla sera.

PANIMBOLO. Cosí son sicuro io che don Ignazio sta innamorato d'altra

come son vivo. Ma come ch'egli è d'ingegno vivace e pronto,

imaginatosi la fraude, rispose in cotal modo.

DON FLAMINIO. Mi doglio del tuo mal preso consiglio. Ecco, andrá o

mandará in casa del conte, e come saprá che è piú d'un mese che non vi

son ito, scoprirá tutta la bugia, mi terrá sempre per un bugiardo e

bisognando non mi crederá la veritá istessa.

PANIMBOLO. Bisogna con una nuova bugia salvar la vecchia bugia:

andiamo a casa del conte e rimediamo in alcun modo.

DON FLAMINIO. Andiamo; e se uscirò con onor mio da questa bugia,

un'altra volta non sarò cosí prodigo del mio onore.

Gli duoi fratelli rivali · 第 23 / 77 题