_Lucio_
_(dopo un lungo silenzio, comincia con voce fievole, che a poco a poco
diventerà vibrante di strazio:)_ È giusto! È giusto!... Io non ero un
ostacolo. Al contrario! Ero un anello di congiunzione.... È
giustissimo!... Ho messo insieme un maschio ed una femmina, ed è
accaduto quel che doveva accadere. L'umanità non è fatta che così.... E
io? Io? Sono diverso, io?!... Questo dolore immenso... immenso come non
ho mai provato... questo dolore supremo che mi prende tutto, che mi
stritola, tutto, che cosa è? Che cosa è?... Gelosia? -- Io geloso?... Di
che? Perchè?... Voi due _non_ vi amate. _(Guardandoli)_ Lo intendo....
Lo vedo.... Eppure, io soffro! Io soffro! Io soffro! E quel che mi fa
soffrire è soltanto la certezza del possesso altrui. Ma dunque? Dunque
non ci è che questo, e non ci può essere che questo, se io, proprio io
-- io medesimo -- soltanto di questo sono geloso! _(Li guarda
aspramente, stranamente)_ No, non siate come al cospetto di un giudice.
E non crediate d'essere colpevoli. Qual'è la vostra colpa? Voi siete in
perfetta regola con le leggi umane. Sono stato io l'uomo guasto, sono
stato io l'uomo assurdo, sono stato io il degenerato; ed ora, ora che
voi mi salvate, vorreste battervi il petto e chiedere una condanna?
Oibò! Voi dovete esultare... voi dovete prendere parte a questo trionfo,
a questa magnifica festa della mia vita. _(In una sinistra vampata)_
Qui, qui! Tutti e due presso di me! Statemi accanto, perdio! Anzi...
completate l'opera benefica...: abbracciatevi dinanzi a me... _(Afferra
per un polso Nora, la strascina verso Giovanni, e, al colmo della
concitazione, gliela spinge addosso)_ Fate che io veda coi miei occhi
com'è fatta la felicità!
_Giovanni_ _e_ _Nora_
_(al contatto, hanno un fremito di repulsione e subito si distaccano.)_
_Lucio_
_(sfinito, cade sopra una sedia.)_ _(Pausa.)_ _(Indi, con una fioca
intonazione di preghiera)_ Adesso, via! via!... Ho bisogno di restar
solo... _(E con una improvvisa violenza brutale)_ Voglio restar solo!
_Nora_
_(convulsa, supplichevole)_ Ma..., solo,... in questo stato,... che cosa
volete voi fare, Lucio? _(Lo sguardo di lei è attirato dai coltelli che
sono sulla tavola.)_
_Lucio_
Ah!... Il luccicchìo di quei coltelli vi turba?... Pensate, forse, che
io voglia ammazzarmi?... Ma no! Ma no! Non temete. Oramai, è preziosa
anche a me questa carne che ci copre!... _(Cupidamente, toccandosi come
per constatare la propria esistenza)_ Oramai, mi è cara più di quanto
non vi sia cara la vostra, e... _me la serbo!_ _(Come una
proclamazione:)_ Sono impastato come gli altri!... _(Con un accento
velenoso)_ E andate via, perchè vi odio!
_Nora_
Sì,... è indispensabile. Partirò immediatamente. _(Prende in un canto il
suo cappellino, e, sempre convulsa, si affretta a metterselo.)_
Troverete voi stesso... un pretesto per vostro zio.... Direte...
direte... che ho ricevuto un telegramma urgente... che non ho avuto
neanche il tempo di prendere le mie robe... e che sono partita col primo
treno... _(Lagrimando)_ Sì... Sì... l'equivoco si è chiarito.... Ognuno
per la sua strada!... La mia -- me ne accorgo -- è molto umile....
Addio, Lucio.... _(Poi, con uno sforzo di energia, severamente, senza
piangere e dando al saluto un significato di risoluzione definitiva:)_
Addio, Giovanni! _(Ed esce dal fondo.)_
_Lucio_
_(a Giovanni:)_ E tu non vai? Non l'accompagni? Non la segui?
_Giovanni_
_(con tristezza)_ Nora non mi ama.
_Lucio_
Ma è la tua amante.
_Giovanni_
Nora non ama che te.
_Lucio_
_(levandosi con impeto d'ira furibonda e sprezzante)_ No! perchè se ciò
fosse vero, oltre a essere un amico falso, tu saresti un seduttore
grottesco....
_Giovanni_
Lucio!
_Lucio_
Un seduttore grottesco e un ladro infame!
_Giovanni_