_Giovanni_
Avara! Avara!
_Don Paolo_
_(chiama a sè Ziegler con gli occhi e gli dice qualcosa all'orecchio.)_
_Ziegler_
Eh! Senza di lei, egli si ammalerebbe peggio.
_Don Paolo_
E dunque?
_Ziegler_
Con un pretesto qualsiasi, fate venire anche lei. Tanto, voi siete un
prete di spirito....
_Don Paolo_
Ma quella è una donna di carne!
_Ziegler_
Per Lucio non è che di aria.
_Don Paolo_
E buon pro gli faccia! _(Avendo finito di bere il caffè, sta per riporre
la tazza.)_
_Nora_
_(cerimoniosamente, gliela toglie di mano e la posa.)_ Contro chi
congiurate voi due?
_Don Paolo_
Contro chi? Posso dirlo? Posso dirlo? _(Con uno slancio di franchezza)_
Contro il vostro amico Lucio... e anche un po' contro di voi.
_Lucio_
Oh! Oh! Sentiamo.
_Don Paolo_
_(dopo breve esitazione)_ Be'!... Bisogna decisamente accettare il mio
invito. In campagna, caro nipote, in campagna!
_Lucio_
_(di scatto)_ No, zio, ve l'ho già detto: in campagna con voi, non ci
vengo!
_(Un silenzio. Tutti sono imbarazzati. Nora arrossisce. Lucio tenta
invano di dissimulare il suo turbamento. Ziegler fa segno a Don Paolo di
non preoccuparsene e di andare avanti.)_
_Don Paolo_
_(risoluto)_ Sentite, ragazzi miei. Io ho il vago sospetto che, oramai,
la città sia diventata l'anticamera del manicomio.
_Lucio_
_(ha un involontario movimento di pena.)_
_Ziegler_
_(vorrebbe avvertire Don Paolo di mutar tono.)_
_Don Paolo_
_(non intende e continua)_ Ah! In città ci ho vissuto anche io e ci ho
fatta la mia educazione.... E che educazione! Ma erano altri tempi, e,
quando mi ritirai in villaggio, portai con me tale una provvista di
saviezza da seminarne largamente le mie campagne affinchè germogliasse
nel buon concime del cretinismo campagnuolo. Ahimè! Mi accorgo che il
cervello cittadino è deperito. La civiltà è una sua eterna debitrice,
perchè non rende tutto ciò che esso le dà. Certo, da quel pastore alla
buona che sono... _(guarda tutti e continua un po' comicamente)_... o,
se vi piace meglio, da quel pretaccio esperto che sono..., parecchie
stranezze ho creduto possibili sotto la cappa del cielo, ma quella che
m'è capitato di vedere venendo a fare una visita a mio nipote dopo tanti
anni, no, non l'ho creduta e non avrei potuto crederla possibile mai!
_(Pausa. -- Con le dita si allarga il colletto che gli dà fastidio.)_ È
inutile, veh!, che mi facciate quei visi lunghi... Voglio parlare, io, e
parlare franco... E voglio dire tutto quello che penso... N'avrei il
diritto, anzi il dovere, santa pazienza!, pure se quel vinetto, di cui
m'avete fatto bere più del necessario, non mi sciogliesse ora lo
scilinguagnolo. Oh bella!... Credevo d'avere per nipote un medico e
trovo invece un capitale nemico della medicina. E sin qui, _transeat_:
non è di questo che mi affliggo. Credevo di avere per nipote un
giovanotto vivace, allegro, che magari corresse la cavallina, come,
purtroppo, alla sua età faceva la buon'anima di suo padre, e invece
trovo un ipocondriaco misterioso, un asceta andato a male, un
malinconico contemplatore di non so che cosa. Credevo di avere per
nipote un uomo abituato e indurito a tutte le tempeste di questa
vitaccia, e non trovo che un naufrago avviticchiato a uno scoglio; il
quale scoglio non si chiama con nessuno dei nomi che, più o meno,
affidano. Esso non è nè il matrimonio, nè il celibato; non è nè la
catena coniugale, nè la libertà individuale; non è nè la virtù, nè il
vizio; non è nè l'amore legittimo, nè quello illegittimo. E sapete che
cosa è?... È semplicemente una anomalia!
_Ziegler_
_(tirandogli di nascosto la sottana)_ Don Paolo!
_Don Paolo_
Sì, sì, una anomalia: lo ripeto e lo sostengo. Ammettiamo perfino
un'amicizia fraterna, a base di gratitudine o di qualcosa di simile, fra
un uomo a ventotto anni e una donna a ventiquattro. Uno scetticone
sorriderebbe d'incredulità, e io no, non sorrido, perchè non sono
scettico e mi piace ancora di credere nella bontà umana. Ma quando
questo uomo e questa donna non vogliono o non possono più districarsi
l'uno dall'altra, quando essi s'innestano, si cuciono fra loro a fil
doppio per respirare la stessa aria, per dire le stesse parole, per
vivere la stessa vita, ah! santa pazienza!, quest'amicizia fraterna, se
non è una finzione, è una cosa sciocca, effimera e mostruosa!
_Ziegler_
_(gli tira di nuovo la sottana.)_
_Don Paolo_
Che bisogno c'è di pizzicarmi ogni tanto la sottana?... Credete che io
non intenda il suono delle mie parole?... Vi porto un po' del mio
ossigeno. Se non vi entra nei polmoni, di chi è la colpa? Del resto,
quello che ho detto, ho detto. Non ci pensiamo più.... Io desidero
soltanto -- e questo soltanto volevo assodare -- che Lucio venga a star
qualche tempo con me, lì, in campagna, dove la natura si sviluppa
sinceramente in tutta la sua semplicità, dove anche il semplice
spettacolo della vegetazione rigogliosa risolve i problemi più
complicati e più astrusi e concilia l'umanità un po' con Dio e un po'
con sè stessa. Ci siamo intesi?
_(Un silenzio. -- Tutti guardano a terra.)_
_Don Paolo_
_(dimena il capo, dicendo quasi fra sè:)_ Pare di no! _(Sbuffa e si
gratta il mento. -- Mentre parlava, il sigaro gli si è smorzato fra le
dita. E ora se lo ficca in bocca come per fumare e con le labbra lo
tormenta.)_
_Ziegler_
_(cavando di tasca la scatola di fiammiferi)_ Volete accendere, Don
Paolo?
_Don Paolo_
_(scattando)_ Ma che accendere! I vostri sigari non tirano! Via! Via
anche il sigaro! _(Lo getta a terra con violenza. -- Poi, paziente)_
Signorina Nora, voi mi sembrate una brava ragazza... e le parole che mi
sono uscite di bocca..., ammesso che non fossero tutte piacevoli..., voi
le avete già dimenticate. Siete persuasa d'essere quasi una sorella
d'adozione di Lucio? Ed io precisamente alla sorella di lui mi rivolgo.
Esortatelo voi a raggiungermi in campagna... e, giacchè... in casa mia
non debbo render conto a nessuno..., voi, che siete una donnina
emancipata, voi sua amica, sua sorella, se vi degnate d'accettare il mio
invito, verrete a tenergli compagnia... proprio come fate qui, e così,
in un'opera saggia, vi unirete a me, che diventerò, naturalmente, un
vostro zio... nei modo che meglio piacerà alla Provvidenza. Quanto
all'occhio del mondo, non ve ne date pena. Dirò... dirò... che siete
proprio una parente. E poi, lassù, in villaggio, tutto il mio mondo è
composto di quattro persone: il solito farmacista, il medico condotto,
la mia pupilla e il suo fidanzato; e questo mondo, capirete,... ha
l'occhio che voglio io. _(Ride)_ Ah ah ah ah ah! Ecco qua, torno a
ridere, finalmente. Si dice che io rida troppo spesso.... Eppure, lo
vedete, quando mi accade di parlare senza ridere, arreco fastidio alle
orecchie e do ai nervi come... come un trombone che voglia farla da
flautino. Viva il buon umore, dunque, viva l'allegria!
_(Tutti sono evidentemente preoccupati, e, come dianzi, guardano a
terra, tacendo.)_
_Don Paolo_
Viva l'alle...gria!... Eh!... difatti... non si potrebbe immaginare
un'allegria più allegra di questa! _(Sbuffa.)_
_(Ancora un silenzio.)_
_Ziegler_
_(consulta il suo orologio, ed è felice di trovare un pretesto per
risolvere la quistione)_ Don Paolo, se non volete perdere il treno, è
ora.
_Don Paolo_
Oh, tanto meglio! La mia roba dov'è?... Dov'è?
_Nora, Giovanni_ _e_ _Ziegler_
_(si affrettano a dargli chi il cappello, chi il mantello, chi la sacca
da viaggio.)_
_Giovanni_
Ecco.
_Nora_
Ecco.
_Ziegler_
Ecco.
_Giovanni_
Vi accompagneremo tutti alla stazione!
_Don Paolo_
_(irritato)_ Grazie tante! Non voglio accompagnamenti! _(Si mette
mantello e cappello.)_
_Ziegler_
E noi vogliamo accompagnarvi.
_Don Paolo_
E io ve lo proibisco.
_Ziegler_
Ma perchè?
_Don Paolo_
Si accompagnano i morti, non i vivi. Addio!... Addio!... _(Con fretta
esagerata, fa per andare.)_
_Lucio_
_(chiamandolo:)_ Zio Paolo....
_Don Paolo_
_(fermandosi)_ Eh?
_Lucio_
Ebbene..., sì:... ci verrò in campagna con voi. Avete ragione... Ne avrò
giovamento... Credo che anche la... signorina Nora accetti il vostro
invito...
_Nora_
_(titubante)_... Senza dubbio.
_Don Paolo_
_(ritornando)_ Oh, che il Signore sia lodato! È uscito il sole! È uscito
il sole!
_Lucio_
_(animandosi)_ Domani, col penultimo treno, vi piomberemo addosso.
_Don Paolo_
Bravi! _(A Giovanni e a Ziegler)_ E questi birboni?... Venite, venite
anche voialtri... Il signor Giovanni porterà i suoi pennelli, il signor
Ziegler porterà il suo violino.... E dipingeremo, suoneremo,
balleremo.... _(Ridendo)_ Ah ah ah! Ci ho posto per tutti, che credete?
_Ziegler_
_(con istantanea malinconia)_ Grazie, Don Paolo, ma io non posso....
_Don Paolo_
_(a Giovanni:)_ E, voi,... Don Giovanni?
_Giovanni_
Io... per lo meno verrò sin là a consegnarveli tutti e due sani e salvi.
_Don Paolo_
E ogni promessa è un debito.
_Ziegler_
Presto, presto. Don Paolo!... Il treno non vi aspetta mica.
_Don Paolo_
_(festosamente)_ A domani, dunque.
_Lucio_
A domani, zio.
_Nora_
A domani.
_Giovanni_
A domani.
_Ziegler_
Buon viaggio!
_Don Paolo_