LUCIO _e_ NORA.
_Nora_
_(si accinge a mettere in ordine gli oggetti che sono sulla tavola.)_
_(Un lungo silenzio.)_
_Lucio_
Fa freddo, fuori?
_Nora_
Un poco. Voi avete freddo?
_Lucio_
Sento che fa un poco di freddo, ma io non ho freddo.
_Nora_
Invece, io credo che abbiate freddo. Volete uno scialle?
_Lucio_
No.
_Nora_
Lo volete?
_Lucio_
Siete voi che volete darmelo. Ebbene, io lo voglio.
_Nora_
_(stende sul letto uno scialle bianco, e ritorna a rassettare gli
oggetti sulla tavola.)_
_(Un silenzio breve.)_
_Lucio_
Nora....
_Nora_
Signor Lucio?
_Lucio_
Perchè odo la vostra voce meglio di quella degli altri?
_Nora_
_(con lieve celia gentile)_ Perchè le medicine che momentaneamente
potevano indebolirvi l'udito ve le ho somministrate io. È giusto che
esse abbiano fatta una eccezione per me.
_Lucio_
_(sorride)_ Ah?.... Ho inteso. _(Pausa)_ E adesso che fate?.... Sedete,
adesso.... Raccontate.
_Nora_
Un momento.... C'era una gran confusione quassù.... Tutta colpa del
signor Giovanni! _(Seguendo il zig-zag del suo pensiero)_ Un po' matto,
ma vi vuole molto bene anche lui.
_Lucio_
Sì. Giovanni e Ziegler sono due amici eccezionali.
_Nora_
Ed io? _(Poggia il paralume verde davanti alla candela. Si volta, e
ascolta.)_
_Lucio_
Voi, no.
_Nora_
No?!
_Lucio_
Voi, non siete.... un'amica.
_Nora_
E che sono, io?
_Lucio_
Ecco. Pocanzi il dottor Felsani diceva che la scienza mi ha ridata la
vita....
_Nora_
È vero!
_Lucio_
Io sono convinto che me l'avete ridata voi.
_Nora_
Oh Dio! In che modo? _(Ascoltandolo, muoverà impercettibilmente verso di
lui, e si fermerà un po' discosta dal letto.)_
_(Sono tutti e due in un'atmosfera di sogno.)_
_Lucio_
In che modo?.... La vita è la vita. Si sa come si scompone il corpo d'un
uomo; non si sa... o, meglio, io non so di che si componga la sua vita.
Quel che io so è di averla riavuta a guisa d'un dono,... di averne
sentita la trasfusione. _(Pausa.)_ Ricordate?... _(Pausa.)_
Agonizzavo... Cominciavo a morire... La mia anima, liberandosi a poco a
poco dalle sue spoglie, già si affacciava al mondo dì là... _Vedeva!_...
_Vedeva!_... Comprendete?
_Nora_
Sì.
_Lucio_
Poi... un alito dolce, in cui era una segreta intercessione, un segreto
richiamo, la trattenne, la fece retrocedere, me la ricondusse... e la
congiunse, di nuovo, completamente, a questo misero corpo...
restituendogli la vita, che -- demeritata -- gli si era dispersa. _(Come
in una ispirazione)_ Chi aveva richiamata l'anima mia?
_Nora_
Chi?
_Lucio_
Voi. E, difatti, mentre essa mi ritornava dentro, mentre io...
rinascevo, voi mi stavate vicina, vigilando... aspettandomi... Mi
stavate vicina...
_Nora_
_(intenta, si accosta ancora un poco e, a piè del letto, resta fissa,
dinanzi a lui, suggendone ogni parola.)_
_(Il biancore del suo abito, il cui strascico si distende, e quello del
letto compongono, nell'ombra, tutta una vaga forma bianca.)_
_Lucio_
... Così... Così... come state ora: secura, diritta, solenne, grande,
eppure umile.... Assai umile... assai umile....
_Nora_
_(assorta)_ Lucio....
_Lucio_
_(spalancando gli occhi che diventano d'una luminosità soave)_ E così,
con questa voce, con una voce che è soltanto vostra, mi dicevate:
Lucio... Lucio....
_(Muti, immobili, si guardano. -- Il silenzio incombe.)_
(_Sipario._)