_Nora_
_(porta in mano un mazzo di fiori. Ha un'elegante e semplicissima veste
bianca dallo strascico molto lungo. La ciarpa che le covre i capelli, e
un po' il viso, e il mantello in cui si avvolge, mettono nell'ambiente
caldo l'impressione dell'aria fredda della strada.)_
_Ziegler_
_(indossa, sbottonato e col bavero alzato, un largo e vecchio paltò
svolazzante, sotto il quale il frak inelegante e il nitido cravattone
bianco completano il carattere della figura alquanto bizzarra. Ha in
mano il violino chiuso nella cassetta e alcune carte di musica
avvoltolate.)_
_Nora_
_(entrando)_ Buone notizie, nevvero?
_Felsani_
Sempre buone quando un medico tiene a darle egli stesso.
_Nora_
_(a Felsani:)_ Lei qui a quest'ora? Giù, non avevo riconosciuta la sua
carrozza.
_Ziegler_
_(andando premuroso verso Lucio)_ Si va bene, eh? _(Mette in un angolo
la cassetta, il cappello, le carte.)_
_Felsani_
_(a Nora)_ Io qui a quest'ora. Ma non tema, signorina, non usurpo il suo
posto d'infermiera. Glielo abbandono tutto intero il nostro ex ammalato.
_(Prende di su una seggiola la sua pelliccia. -- Giovanni lo aiuta a
indossarla.)_
_Nora_
Oh, garbata questa infermiera che entra munita di fiori nella camera
dell'infermo! Ziegler, abbiate pazienza, buttateli via. _(Glieli dà.)_
_Ziegler_
Lusinghiero pel Comitato che ve li ha offerti. Piuttosto ve li porto in
casa. Volete?
_Nora_
No, no: buttateli via. Tanto, domani saranno secchi.
_Lucio_