--Non dormiva,--ella disse in un tronco bisbiglio.--Ora l'ho
addormentata.... Ma, tu partirai, Cesare, non è vero?... È l'alba....
--Mancano tre ore all'alba. Non mandarmi via, adorata,--pregò Cesare,
trovando la donna nell'ombra, e abbracciandola come avesse temuto di
non più rivederla.
Egli, aspettando, aveva fatto il giro della camera, e nella densa
oscurità poteva adesso muoversi non meno destramente d'Emilia.... Pure
aspettando, aveva udito i colpi di tosse, e aveva pensato alla
fanciulla; un confronto audace tra le due sorelle gli si era imposto
allo spirito, gli aveva infiammato le vene d'un ardore quasi cupo....
Andò all'uscio che comunicava, e lo chiuse, senza farlo stridere,
prudentemente.
--Che cosa fai?--domandò Emilia, la quale conosceva il romore.
--Chiudo.... Voglio vederti....--rispose il Lascaris, tornato a lei,
riprendendola fra le braccia.
--Per carità, non pensarlo....
--Voglio vederti, mia unica bellezza, coi capelli sciolti così.... Che
profumo hanno i tuoi capelli!
--Non insistere, Cesare.... Appena siamo sfuggiti a un pericolo.
--Dorme; se anche si sveglia, non oserà disturbarti nuovamente.
Emilia s'accorse ch'egli la lasciava...
--Si vedrà il lume,--disse, impaurita.
--È inutile; è tutto inutile,--esclamò il Lascaris,
abbassando poi sùbito la voce imprudente.--Non resisto più a
una simile tortura; dovessi perderti per sempre, voglio
vederti così, come ti ho sognata e non ti ho vista mai....
Questa notte, non ha paura, è tranquilla,--continuò, mentre
s'avvicinava al tavolino, sul quale aveva prima tastato un
lungo candelabro.--Tu l'hai rassicurata,--soggiunse.--Una
forza divina ci protegge....
E accese i cinque bracci del candelabro, e si rivolse.
Emilia s'avvide che il momento era terribile; non tanto pel pericolo
di Roberta, forse, poichè ogni notte in camera era accesa la lampada
pènsile, e l'oscurità sarebbe parsa alla fanciulla più strana della
luce; quanto per l'uomo, superbo di desiderio e di speranze.
No; Emilia doveva confessarselo: ella non lo conosceva, non aveva mai
supposto d'essere così violentemente agognata, di poter così
intimamente mutarlo.... Per tutto il volto di lui raggiava un maschio
tripudio; la linea scura della fronte era scomparsa; si sarebbe detto
che la morte sola potesse arrestarlo.... Emilia lo fissava, amandolo;
e cercava un mezzo, pensava a un grido per isfuggirgli.
--Non vi avvicinate!--gli ordinò, a bassa voce.--Non vi avvicinate!
Girò lo sguardo intorno, più sgomenta di sè che di lui, non sapendo
come togliersi all'abbraccio, che presentiva invincibile.
--Volete approfittare della mia debolezza e del pericolo!--gli lanciò
ancòra.--È un tranello, questo!
Cesare s'era fermato, pallido.
--Che cosa dici, Emilia?--susurrò,--che cosa temi?
--Non avvicinatevi!--ripetè la giovane, con lo stesso imperio nella
voce.
Ella ignorava d'essere straordinariamente bella. Abbandonata sul
letto, svelata dalla luce aurea in ogni linea della sua positura di
battaglia e di rifiuto, dominava l'uomo e i desiderii con uno sguardo
bruciante.... Aveva chiamato a raccolta le formidabili energie di
resistenza, insite nella donna; e ormai riposava tranquilla, sapendo
che così debole, così indifesa, non aveva tuttavia nulla a temere,
poichè non temeva più nulla da sè medesima.
Cesare capì.
--Perdonatemi,--disse lentamente.--Vi ho spaventata!, e ve ne chiedo
perdòno.... Volete concedermi di baciarvi le mani?
Emilia lo lasciò avvicinare e gli diede le mani, ch'egli si chinò a
coprire d'intensi baci; ella lo guardava, sommesso e vinto; ma quando
Cesare allungò un braccio per cingerla intorno al busto, la donna si
sciolse vivamente.
--Non osate di più,--disse.--O mi alzo, e vado da Roberta, e mi vi
rinchiudo.
Poi, mentre il Lascaris le si sedeva ai piedi, sulla candida pelle
d'orso ch'era stesa di fianco al letto, Emilia seguitò:
--Questa, è stata una notte di pazzie.... Anche ora, siamo in mano del
caso, ed io posso perdermi, da un minuto all'altro.... Una simile
notte, non tornerà più. Avete voluto sapere s'io vi amassi.... Lo
avete saputo; ed è molto...., ed è tutto....
--Tutto?... Tutto finirà qui?--domandò Cesare angosciosamente.--Vi ho
chiesto se volete essere mia per sempre.... Tu lo vedi, Emilia; io non
ho mai supposto che tu potessi essere una conquista.... Per il tuo
amore, ti offro la mia vita.....
«Dove vai?»--gridò in quel punto lo spirito loico nell'animo dell'uomo
libero.... Ma l'uomo non ebbe tempo a rispondersi, che già
l'attitudine d'Emilia s'era cangiata, e sul viso di lei tornava la
chiara fiducia, e nella sua preziosa figura splendeva il gaudio d'una
felicità senza sospetto.
Poi ebbe un cenno muto della testa, verso l'uscio chiuso.
--Il nostro avvenire è là,--disse.--S'ella si oppone, siamo perduti
per sempre....
--Tu non lo pensi!--esclamò il Lascaris, levatosi in ginocchio a
guardarla con intensità.--Non è possibile fidar due esistenze al
capriccio d'una fanciulla!...
--Noi giuochiamo anche la sua vita, e tu non lo capisci!--insistette
Emilia, solcando ancòra teneramente con la mano i capelli di lui.--Tu
non capisci quale strazio sarebbe per me stessa il compiere un atto
che potesse amareggiarla!... Ma lo capirai, non è vero? quando ti dirò
che sono pronta a rinunziare, se la mia rinunzia le darà un giorno di
pace....
--Siete pronta a rinunziare?--ripetè Cesare.--E come chiamate, allora,
il sentimento vostro per me?... Se mi amaste, non esitereste un
istante a superare un ostacolo...
Si drizzò in piedi, e rimase a testa bassa, pensando.... Aveva
pronunziato le ultime parole con tanto odio, che la giovane sentì un
leggero, brivido correrle per le spalle.
--Voi non pensate....--egli proruppe quindi.
Emilia fece un gesto di preghiera, perchè smorzasse la voce incauta;
scivolò dal letto, continuando il gesto silenzioso, e andò all'uscio,
e vi restò qualche minuto, con tutto il sangue alle tempia e al
cuore.... Le era parso d'udire un colpo secco di tosse, lontano; poi,
rassicurata dalla taciturnità successiva, s'appressò a Cesare.
--Può svegliarsi,--disse.--Non abusiamo della nostra fortuna!... Va!
Va! Tornerai quest'altra notte, mio amore!
Ma Cesare non ascoltava; osservando l'atto pieno di grazia, col quale
ella s'era un po' inchinata a studiare il silenzio oltre la porta, e
l'armonìa del suo passo inavvertibile,--l'uomo le andò incontro, di
nuovo in preda a un'esultanza veemente, l'accolse e la serrò nel
cerchio delle braccia, la ricoperse di baci vivi, sentendola tutta
fremere.
Fu di quegli schianti appassionati, che sfiorano i giovani corpi come
folate aquilonari, e in una vita rimangono, inestinguibili. Ambedue
gl'innamorati risplendevano, per la gioia di spezzar fugacemente la
catena diuturna, di riscattare il passato gelido, forse l'avvenire
temibile, con un magnifico slancio d'oblio....
Cesare adagiò sul letto la donna, languida; le mani di lui avevano
sganciato l'abito notturno d'Emilia, e ancòra un gesto gli avrebbe
tutta scoperta l'amante, nuda e bianca, sotto i cinque raggi del
candelabro.... E osò il gesto rapido, e la contemplò nivea fra la
molle custodia della veste, e le sue labbra diedero i baci ultimi....
La scena era stata così violentemente fuggevole, che Emilia sentì
quasi a un tempo il gesto e i baci.... Si sollevò d'un balzo, si
ristrinse l'abito attorno al corpo.
Era pallida del mortale pallore che aveva sgomentato Cesare, al
principio del convegno....
--Ah, tu credi,--bisbigliò questi, chiamandola a posare il capo su la
sua spalla,--ah tu credi ch'io vorrò rinunziare a te?... È dunque così
difficile, a voi donne, penetrare il senso della vostra propria
bellezza, e comprendere ciò che potete in noi? Nessuna forza umana,
capisci?... arriverà a contrastare la mia passione!... Perchè sei così
pallida, anima? Perchè piangi? Perchè piangi?...
Ella piangeva, ma, dominata ed ebbra, non si staccava da lui....
Rimasero in un calmo silenzio lungamente, avvinti; udirono nell'aria
qualche cosa eterna passare,--il tempo, l'amore, la morte?--e
sfiorarli, e procedere incontro ad altri destini, che aspettavano.
--Ancòra mi darai una notte come questa, è vero?--mormorò Cesare
timidamente.--Ancòra molte notti di gioia?
--Sì, ancòra molte notti di gioia!--ripetè Emilia.
--Non senti come tutto è strano, in questa notte? Noi rapiremo alla
sorte una grande felicità senza confine.... Bisogna vivere, vivere
_diversamente_.
Emilia rabbrividì. V'era infatti qualche grande energia che li
stimolava all'amore quasi ad un farmaco delizioso, dalle inesauste
ebbrezze; era in loro il bisogno di vivere la doppia esistenza degli
appassionati, con doppia forza, con doppia anima, per gli altri e per
sè.
Tutte le cose grige dovevano fondersi nel calore febbrile di molte
notti misteriose, fra gli alti silenzii che vanno dispersi nel sonno.
Lo stridore di una candela più breve li fece sussultare insieme.
Guardarono insieme la finestra oramai chiara.
--È giorno!--disse Emilia, sciogliendosi dall'abbraccio, e correndo
smarrita alla finestra.--È giorno! Mio Dio, come farai?
Cesare l'aveva raggiunta e guardava l'alba apparire, con le nuvolette
rosee; una fresca alba estiva, sotto il cui sorriso si stendeva il
mare.... Mostruoso d'ombra, solo il puntazzo di Portofino pareva
ancòra addormentato.
--Va presto, mia vita!--susurrò Emilia.--Che non ti vedano!
--Non mi vedranno,--disse Cesare.--Rassicurati; nessuno è alzato, a
quest'ora!
Emilia lo abbracciò la prima, offrendogli la bocca; sotto gli occhi
puri, un livido cerchio aveva cominciato a disegnarlesi....
--Ancòra quest'altra notte, anima!--le rammentò Cesare, innanzi di
lasciarla presso la porta che metteva alla scala.
La scala bianca di marmo era vivida nello sbozzo di luce lividiccia.
--Sì, sì, ancòra una notte; tutte le notti che vorrai, Cesare!
E appena egli fu in basso della scala, ella rientrò, corse di nuovo
alla finestra, e vide Cesare traversar cauto il giardino, lungo le
siepi, e dove gli alberi offrivano qualche incerta ombra.
Da ultimo, nel silenzio cristallino s'udì il cancello cigolare e
richiudersi.