NOTE:

[1] FABRONI, _Vita di Lorenzo_.

[2] _Istorie della città di Firenze_ di IACOPO NARDI. — GUICCIARDINI,

_Storia di Firenze_.

[3] GUICCIARDINI, _Del Reggimento di Firenze_, Discorso I, pag. 46.

[4] «La Regia Maestà sa quale è stata la vita de’ miei passati,

che civilmente sono vissuti delli loro traffichi e possessioni,

nè mai hanno cerco avere stato altro che privato. Io non sono per

degenerare in questo dalli modi loro. — Mi perdoni se io non accetto

quello che Lei mi dà; — e se pure Lei vuole beneficarmi, degni farlo

ordinariamente in quel che li pare costì, con gli miei del Banco, ec.

— Gli Stati dia la Maestà sua a quelli che ne sono più degni. — Io

non sono degno di sì gran cose, nè voglio esser Barone; nè mi pare il

bisogno di sua Maestà, perchè così privato li sarò più onorevole e più

utile servitore.» (Lettera di Piero dei Medici a Dionigi Pucci, oratore

a Napoli. _Archivio Storico Ital._, tomo I, pag. 347.)

[5] Un politico di dozzina, dopo di avere tacciata di simonia quella

elezione, aggiunge: «era uomo di animo grande e borioso e liberale,

e fu reputata buona elezione per onore e reputazione della Chiesa

romana.» (_Ricordi_ di ALAMANNO RINUCCINI, pag. 150.)

[6] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, lib. I.

[7] _Mémoires de_ COMINES, lib. V.

[8] NARDI, _Storie_. — GUICCIARDINI, _Storia Fiorentina_. — CERRETANI,

_Storie_, manoscritto.

[9] _Mémoires de_ COMINES, lib. VII, cap. 5. — Abbiamo manoscritte

l’Istruzione e le Missive dei Dieci di Balìa in questa Legazione di

Piero Capponi in Francia. Pubblichiamo (_Appendice_, Nº I) quella sola

lettera che abbia qualche istorica importanza.

[10] MALIPIERO, _Annali Veneti, Archivio Storico Italiano_, tomo VII,

part. I, pag. 328.

[11] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, lib. I.

[12] NARDI, _Storie_, lib. I.

[13] La sopraccitata lettera di Piero de’ Medici, ch’è dei 6 maggio

1494, contiene tra le altre queste parole: «Nè per mia cagione toglia

Sua Maestà al Conte di Caiazzo lo stato suo: perchè questo deserviria a

quel fine che intendiamo, di fare prova di riducere in fede il signor

Lodovico: donde noi abbiamo lettere che sono alquanto migliori che

l’usato, e contengono in substantia, che in queste cose di Francia

opererà quanto bene saprà.»

[14] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, lib. I.

[15] Abbiamo copia dell’_Istruzione e lettera di credenza_ a questi

Ambasciatori. — Vedi _Appendice_ Nº II.

[16] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_. — NARDI, _Storie Fiorentine_. —

CERRETANI, manoscritto.

[17] GUICCIARDINI, _Storie_. — _Memoriale_ di GIOVANNI PORTOVENERI e

_Ricordi_ di Ser PERIZZOLO da Pisa. (_Archivio Storico Ital._, vol. VI,

part. II, Sez. 2.)

[18] Il Re aveva chiesto desinare una mattina in Palazzo, e che per

questo se ne portassero via le armi: del che si turbarono le menti dei

cittadini; e le armi tratte fuori della Porta, rimisero poi la notte

per le finestre. Il Re fece intendere non voler più ire a Palazzo a

desinare. (CERRETANI, _Storie_ manoscritte.)

[19] NARDI, _Storie Fiorentine_. — GUICCIARDINI, _Storia di Firenze

e d’Italia_. — CERRETANI, manoscritto. — MACHIAVELLI, _Decennali_.

— I capitoli d’accordo, abbiamo pubblicati nel tomo I dell’_Archivio

Storico Italiano_, pag. 348.

[20] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, lib. II.

[21] Questo apparisce anche dalle lettere dei Dieci a Francesco

Soderini vescovo di Volterra, e a Neri Capponi fratello di Piero, i

quali com’era stipulato accompagnarono il Re nell’andata e nel ritorno

da Napoli. In queste lettere sono lagnanze continue e pratiche circa le

cose di Pisa; ma perchè negli Archivi non sono altro che le missive dei

Dieci, poco vi ha di concernente la guerra di Napoli.

[22] _Cronache Pisane_ (_Archivio Storico_ ec.).

[23] NARDI, _Storie_. — GUICCIARDINI, _Storie_, lib. II. — AMMIRATO.

[24] GUICCIARDINI, lib. II. — _Mémoires_ de COMINES.

[25] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, lib. II.

[26] GUICCIARDINI, _Storia Fiorentina_, cap. XII. — NARDI, _Storia

Fior_., lib. I. — _Ricordi_ di ALAMANNO RINUCCINI.

[27] Lettera di Fra Girolamo al padre, del 25 aprile 1475, pubblicata

da molti.

[28] GUICCIARDINI, _Storia Fiorentina_, cap. XII.

[29] SAVONAROLA, _In poeticen apologeticus_, nel Libro _De divisione

omnium scientiarum_; e molte sue Prediche. — VILLARI, _Storia di

Girolamo Savonarola_, lib. III, cap. 6. — Notizie tratte dall’_Archivio

delle Riformagioni_. — P. VINCENZIO MARCHESE, _Storia del Convento di

San Marco_; ed altre pubblicazioni relative a Fra Girolamo.

[30] Lettera latina del Poliziano intorno alla morte di Lorenzo

(FABRONI dentro al testo della _Vita_ di questo). Ma le parole che,

stando al Burlamacchi, sarebbero corse tra essi due, non teniamo noi

per vere.

[31] CERRETANI, _Storie_ manoscritte. — VILLARI, _Storia di Girolamo

Savonarola_, lib. I, cap. X.

[32] GIANNOTTI, _Della Repubblica Fiorentina_. — GUICCIARDINI, _Storia

Fiorentina_. — VILLARI, _Storia di Girolamo Savonarola_, lib. II, cap.

5. — Documenti dell’_Archivio delle Riformagioni_, e luoghi vari di

Prediche.

[33] BURLAMACCHI, _Vita di Fra Girolamo Savonarola_. — NARDI,

_Storie Fiorentine_. — CERRETANI, _Storie_ MS. — AQUARONE, _Vita del

Savonarola. — Canzone di un Piagnone sul Bruciamento delle Vanità_:

aggiuntavi la descrizione del Bruciamento, scrittura di GIROLAMO

BENIVIENI (edizione procurata dal conte Carlo Capponi, Firenze). Parla

il Carnevale cacciato da Firenze e caramente accolto in Roma. — Intorno

ai fatti del Savonarola molti Documenti stanno nella pregevole Vita di

lui che ne scrisse in Francia il professor Perrens, 1853.

[34] MACHIAVELLI, _Frammenti Storici_.

[35] Abbiamo le Missive della Repubblica a Neri Capponi, fratello di

Piero, che andato col Re a Napoli, rimase seco ambasciatore quando

egli fu tornato in Francia: ma il trattato col Re fu conchiuso da

Guid’Antonio Vespucci, che fu inviato a questo fine.

[36] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, lib. II. — NARDI, _Stor. Fior_.,

lib. I. — La lunga guerra dei Fiorentini contro Pisa viene minutamente

narrata nel _Memoriale_ di GIOVANNI PORTOVENERI e nei _Ricordi_ di Ser

PERIZZOLO, pisani. (_Archiv. Stor. Ital._, tomo VI.)

[37] GUICCIARDINI, _Stor. d’Ital._, lib. III. — _Stor. Fior_., cap.

XIV. — NARDI, _Stor. di Fir._, lib. II.

[38] CERRETANI, _Storie_ manoscritte.

[39] GUICCIARDINI, _Stor. Fior._, cap. XV.

[40] Abbiamo per tutti questi anni le lettere dei residenti pel Duca di

Milano qui ed a Bologna, piene di animosità feroce contro quel Governo

e contro il Frate, del quale si ordiva per ogni modo la perdizione.

(_Archiv. Stor. Ital._, tomo XVIII.)

[41] GUICCIARDINI. — MACHIAVELLI, _Frammenti Storici_. — NARDI. —

AMMIRATO.

[42] IACOPO PITTI, _Stor. Fior_. (_Archiv. Stor. Ital_., tomo I.) —

CERRETANI. — NARDI. — _Istorie_ di GIOVANNI CAMBI (_Deliz. Erud._, tomo

XXI).

[43] Lettere citate dei Residenti Milanesi.

[44] _Nuovi Documenti intorno a Fra Girolamo_. (_Arch. St. It._, tomo

III, 1866.)

[45] Lettere sopraccitate dei Residenti Milanesi.

[46] _Audientia_ dei 30 marzo 1498. (_Archiv. Stor._, tomo III, 1866.)

[47] Tutti gli Storici; ed altre Scritture citate dal Villari. —

_Cedrus Libani,_ Vita del Savonarola in terza rima di Fra Benedetto da

Firenze. (_Archiv. Stor. Ital._, 1849). L’autore, giovane di fantasia

calda, entrò in Convento per devozione a Fra Girolamo; scrisse più

tardi in prigione quello ed altri libri; aveva sull’anima l’avere forse

commesso omicidio combattendo la notte in San Marco.

[48] NARDI, _Storia_, in fine del lib. II.

[49] Esami di Fra Girolamo, di Fra Domenico e di Fra Silvestro: questi

si trova essere stato confessore di Piero Capponi, intorno a cui

nella _Esamina_ stampata di Fra Girolamo sono alcune oscure parole.

Si aggiungano gli esami di Fra Roberto degli Ubaldini da Gagliano, di

Fra Francesco dei Medici e di Fra Luca della Robbia. Non fu esaminato

Fra Malatesta Sacromoro, che nel Convento scrivono facesse la parte

di Giuda. Le deposizioni d’Andrea Cambini più ch’altro risguardano

Francesco Valori, di cui fu amicissimo.

[50] La Vita di Fra Girolamo fu scritta dai suoi molto devoti Giovan

Francesco Pico della Mirandola e Fra Pacifico Burlamacchi, lucchese,

che aveva avuto da lui l’abito di san Domenico: queste e le scritture

di Fra Benedetto da Firenze talvolta s’assomigliano a leggenda. In

Francia il Padre Quétif pubblicava con illustrazioni l’opera del Pico,

e in Italia due altri Domenicani Barsanti e Di Poggio ampliarono

la notizia della Vita del Savonarola, intorno a cui pubblicarono

documenti. Questi oggi crebbero in assai gran numero, facendo seguito

alle Vite che ne scrissero, in Francia il professor Perrens, ed in

Italia con maggior pienezza d’ogni altro il professor Pasquale Villari,

— Molti documenti abbiamo pure nelle pregevoli scritture del Padre

Vincenzio Marchese e nei volumi già da noi citati dell’_Archivio

Storico Italiano_.

[51] CAMBI, _Storie_, pag. 128. (_Deliz. Erud_., tomo XXI.)

[52] Fra questi ne duole dovere contare il buon Marsilio Ficino, antico

seguace del Savonarola; ma era canonico del Duomo, ed ora vicino al

termine della vita dovette purgarsi in faccia al Capitolo.

[53] «D’un tanto uomo se ne debbe parlare con riverenza,» (MACHIAVELLI,

_Discorsi_.) — _Mémoires de_ COMINES in più luoghi. — Il Guicciardini

nell’_Istoria di Firenze_, cap. XVII, esalta in Fra Girolamo la

virtù, l’ingegno, il grande possesso della filosofia e della Bibbia, e

l’eccellenza nella predicazione; lo chiama nettissimo nella dottrina

e nella vita, riformatore efficacissimo dei costumi, benemerito

soprattutto della città che da lui può dirsi che fosse salvata quando

ebbe a farsi lo Stato nuovo. Propone il dubbio se fosse Profeta mandato

da Dio, e in lui non trovando nè vizio nè colpa, tranne l’orgoglio,

conchiude infine: «S’egli fu buono, abbiamo veduto ai tempi nostri

un grande profeta; se fu cattivo, un uomo grandissimo che seppe tanti

anni simulare una tanta cosa senza essere mai scoperto in una falsità.»

Questo nella prima opera giovanile: in quella scritta più anni dopo

non pone quanto a sè il caso della simulazione, non ha contro lui

parola severa; dice, avere il processo rimosso via ogni calunnia che

egli si muovesse per fine maligno: aggiungendo solamente, che molti lo

reputarono ingannatore, molti lo assolverono, e la confessione di lui

credettero fabbricata. — GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, lib. III,

cap. VI.

[54] _Officio_ pel Savonarola, con Prefazione di Cesare Guasti;

Firenze, 1863.

[55] Il _Memoriale_ del PORTOVENERI (_Archivio Storico Italiano,_ tomo

VI) contiene ragguagli molto circostanziati dello spavento dei Pisani,

e poi della difesa popolare, e dei guadagni da essi fatti per la

fuga dei Fiorentini. — Vedi anche la _Cronica_ che segue di Scrittore

anonimo.

[56] GUICCIARDINI, _Storia di Firenze_, tomo III, cap. 18, 19, 20. —

NARDI, _Storie_, lib. III, in fine.

[57] CORIO, _Storia di Milano_, in fine. — GUICCIARDINI, _Storia

d’Italia_, lib. IV.

[58] _Documenti di Storia italiana_ editi dal MOLINI, tomo I, pag. 32.

[59] _Cronaca francese_ citata dal SISMONDI, _Repub. Ital._, cap. 160.

— _Memoriale_ del PORTOVENERI, pag. 350 e seg.

[60] Legazione di Francesco Della Casa e Niccolò Machiavelli in Francia

l’anno 1500.

[61] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, lib. IV.

[62] NARDI. — CAMBI. — GREGOROVIUS, _Vita di Lucrezia Borgia_.

[63] GUICCIARDINI, _Storia di Firenze_. — _Storie_ di GIOVANNI CAMBI. —

CERRETANI, _Storie manoscritte_.

[64] GUICCIARDINI. — NARDI.

[65] CAMBI, _Storie_, pag. 169.

[66] GUICCIARDINI. — CERRETANI, _Storie_ manoscritte. — Dispacci di

Pietro Ardinghelli, _Archivio Storico Italiano_, tomo XIX.

[67] ARDINGHELLI, Dispacci sopracitati.

[68] GUICCIARDINI, _Storia di Firenze_, cap. 26.

[69] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_. — MACHIAVELLI, _Legazione al Duca

Valentino_.

[70] GUICCIARDINI, _Due discorsi circa il mantenere la legge delle più

fave, o fare vincere i partiti per la metà più uno_. (Op. ined., tomo

II, pag. 237.)

[71] GUICCIARDINI, _Stor. Fior_., cap. 25.

[72] NARDI, _Storie_.

[73] CERRETANI, _Storie manoscritte_.

[74] GUICCIARDINI, _Dialogo Del Reggimento di Firenze_. (_Op. ined_.,

tomo II.) — GIANNOTTI, _Della Repub. Fior._, lib. III. — CAMBI,

_Storie_. — RINUCCINI, _Ricordi_. — AMMIRATO, _Storie_.

[75] GUICCIARDINI, _Storia di Firenze_ e _Storia d’Italia_.

[76] GUICCIARDINI. — NARDI. — CERRETANI.

[77] GUICCIARDINI, _Storia di Firenze. — Archivio Storico Italiano_,

tomo XV. — _Scritti inediti del Machiavelli_, stampati dal CANESTRINI,

1857.

[78] MACHIAVELLI, Legazione a Bologna.

[79] GUICCIARDINI. — Legazione di Francesco Gualterotti e Iacopo

Salviati ambasciatori fiorentini a Napoli; manoscritta appresso di noi.

[80] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, lib. VII.

[81] GUICCIARDINI, _Storia di Firenze_. — NARDI. — CERRETANI. —

Legazione in Allemagna di Francesco Vettori e Niccolò Machiavelli. —

_Storia Fiorentina_ di IACOPO PITTI.

[82] «Dissero che quel popolo Pisano era contento fare tutto quello che

volevano Vostre Signorie, purchè avessero sicurtà della vita, della

roba e dell’onor loro. — Risposi, che avevano a dire che sicurtà, se

volevano che io rispondessi; perchè Vostre Signorie volevano da loro

ubbidienza, nè si curavano di loro vita, nè di loro roba, nè di loro

onore.» (Lettera del Machiavelli, tomo VII delle _Opere_, pag. 249.)

[83] CERRETANI, _Storie_ manoscritte. — Fine dell’_Istoria Fiorentina_

di FRANCESCO GUICCIARDINI e delle _Cronache Pisane_.

[84] CERRETANI, _Storie_ manoscritte. — _De Libertate Civitatis

Florentiæ ejusque Dominii_, pag. 94 (s. d., 1722). — _Notizia della

vera Libertà Fiorentina_ (s. d., 1724), in-folio, tomo II, c. XVI.

[85] Vedi le Memorie di Bayard che ordinò l’agguato.

[86] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_. — Terza e quarta Legazione del

Machiavelli in Francia, e ragguagli da Mantova e da Verona.

[87] CERRETANI, _Storie_ manoscritte. — GUICCIARDINI. — NARDI. —

Commissione del Machiavelli in Pisa al Concilio.

[88] Racconto del fatto di Brescia, scritto da GIAN GIACOMO MARTINENGO

che vi fu dentro, pubblicato da CARLO ROSMINI con la _Storia di

Milano_.

[89] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia. — Diario_ di BIAGIO BONACCORSI.

[90] NARDI. — CERRETANI. — AMMIRATO, an. 1510.

[91] MIGLIORE, _Firenze Illustrata_, pag. 466.

[92] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, lib. VIII, e sua Legazione in

Spagna, di molto valore per le cose di quel regno. È da vedere come

Ferdinando si destreggiasse col gran Capitano, che egli diceva sempre

fintamente volere rinviare con un altro esercito in Italia.

[93] CERRETANI, Storie manoscritte.

[94] GUICCIARDINI, _Storia Fiorentina_, cap. 29. — NARDI, _Storia

Fiorentina_.

[95] _Vita di Filippo Strozzi il Seniore_, scritta da Lorenzo suo

secondo figlio.

[96] GUICCIARDINI, _Storia Fiorentina_, cap. 32. — Cambi, Storie, pag.

223.

[97] CERRETANI, _Storie_ manoscritte. — NARDI. — _Storia_ di IACOPO

PITTI, lib. II.

[98] FILIPPO DE’ NERLI, _Commentarii dei Fatti civili di Firenze_.

[99] _Tre Relazioni del Sacco di Prato_. (_Archivio Storico Italiano_,

tomo I.) — _Ricordi_ di ANDREA BOCCHINERI di Prato. (_Archivio Storico

Italiano, Appendice_ I.)

[100] NARDI, lib. V. — _Storia d’Italia dal 1511 al 1527_ di FRANCESCO

VETTORI. (_Archivio Storico, Appendice_ VI.) — GUICCIARDINI, _Storia

d’Italia_, lib. X. — _Storia Fiorentina_ di IACOPO PITTI. — AMMIRATO,

lib. XXVIII.

[101] Tre Pareri di Francesco Guicciardini intorno al Governo di

Firenze; an. 1512 e 1516. (Opere Inedite, tomo II.)

[102] _Narrazione del Caso di Pietro Paolo Boscoli e di Agostino

Capponi scritta da Luca della Robbia l’anno 1513_. (_Archivio Storico

Italiano_, tomo I; e poi ristampata.)

[103] Fu celebre il fatto di quell’agente traditore di Giulio II

in Inghilterra, narrato da Erasmo e dal Montaigne. Di cotest’uomo è

una lettera tra’ _Documenti_ del Molini (tomo I, pag. 57); e a lui

dall’Hume nelle _Istorie d’Inghilterra_ è dato il nome di Buonaviso,

che io credo non bene trascritto.

[104] BANDELLO, Lettera premessa alla Novella X, Parte terza.

[105] ARIOSTO, _Satire_.

[106] GIOVIO, _Vita di Leone X_. — TIRABOSCHI, tomo VII in più luoghi.

[107] RAZZI, _Vita di Pier Soderini_, con Documenti, a pag. 127

(Padova, 1737).

[108] Abbiamo trascritto qui molte parole dell’Istoria di Jacopo Pitti,

severo amatore della Repubblica, che non aveva egli veduta presente.

[109] NARDI, _Storie Fiorentine_, lib. VI.

[110] CAMBI, an. 1513. — NARDI, _Storia_. — NERLI, _Commentari_. —

_Storia_ d’JACOPO PITTI.

[111] PRATO, _Storia di Milano_. (_Archivio Storico Italiano_, tomo

III.)

[112] _Documenti_ editi dal MOLINI, tomo I, pag. 66.

[113] Ved. Lettere del Vescovo di Tricarico. (_Archivio Storico

Italiano_, Appendice I, pag. 306.)

[114] La parte del _Copialettere_ di Goro Gheri che riguarda il governo

di Piacenza è pubblicata nell’_Archivio Storico Italiano_, Appendice

VI.

[115] _Storia_ di FRANCESCO VETTORI.

[116] VASARI, _Vita di Andrea del Sarto_.

[117] Galliano col titolo di Magnifico è tra’ personaggi del supposto

Dialogo nel libro del _Cortegiano_ di Baldassarre Castiglione.

[118] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, lib. XIII. — _Storia_ di

FRANCESCO VETTORI. (_Archivio Storico Italiano_, Appendice VI.)

_Copialettere_ manoscritto di Goro Gheri.

[119] MALAVOLTI, _Storia di Siena_.

[120] Questi fatti, che si hanno dal Giovio, sono ampiamente descritti

nelle Cronache della Città di Fermo per quello risguarda i casi e la

morte di Lodovico nipote di Oliverotto, stato tiranno di quella città.

(_Cronache della città di Fermo_, di Paolo Montani e di un Anonimo,

pubblicate da Gaetano de Minicis. _Documenti di Storia Italiana_, tomo

IV.)

[121] Intorno al Duca Lorenzo e allo Stato della Repubblica di Firenze

è da vedere il Sommario della Relazione di Marino Giorgi ambasciatore a

Roma, an. 1517. (_Relazioni Venete_, Serie II, vol. III.)

[122] Possediamo il suo _Copialettere_ in quattro molto grossi volumi

dall’anno 1515 a subito dopo la morte del Duca Lorenzo nel maggio 1519.

Vi sono trattate giorno per giorno e molto a minuto le cose di quegli

anni ed i pensieri più intimi dei ministri del Papa. Di quei volumi

si potrebbe fare un estratto di qualche lume, oltrechè per l’istoria

generale, per quella interiore della città di Firenze e della Casa dei

Medici, anche per cose private non di rado risguardanti la Storia delle

Arti.

[123] GUICCIARDINI, _Opere Inedite_, vol. II, pag. 325.

[124] Nelle lettere del Gheri abbiamo la data certa della nascita di

Caterina de’ Medici, che fu a’ 13 aprile, essendo poi la madre morta il

28 dello stesso mese.

[125] NARDI, GAMBI, NERLI, PITTI, AMMIRATO. — Ved. anche le Istruzioni

date in nome del Papa a Lorenzo de’ Medici quando venne al governo di

Firenze. (_Archivio Storico Italiano_, Appendice I, pag. 299.)

[126] Lo abbiamo noi primi pubblicato nel primo volume dell’_Archivio

Storico Italiano_, da una copia di antica scrittura ch’era tra le carte

di Goro Gheri, uomo del Papa: riproduciamo il documento in questo

volume (_Appendice_ Nº III). Ma il bello si è che in questo nostro

Archivio di Stato è una Capitolazione tra il Re di Francia e il Papa,

originale de’ 20 gennaio 1519, tre giorni dopo alla data del Trattato

con Carlo V. Daremo i documenti e la storia di tutto questo doppio e

strano giuoco nella stessa _Appendice_ Nº III.

[127] _Diario_ di PARIDE DE GRASSI, manoscritto appresso di noi.

[128] GUCCIARDINI, tomo III, lib. XIV.

[129] _Diario_ di PARIDE DE GRASSI.

[130] Atti del Conclave di Adriano VI. Manoscritto presso di noi.

[131] AMMIRATO, lib. XXIX.

[132] MACHIAVELLI, _Opere. — Archivio Storico Italiano_, tomo I.

[133] _Storia_ d’JACOPO PITTI. — NERLI, _Commentari_. — NARDI. —

_Giornale storico degli Archivi Toscani_, vol. III.

[134] È sotto forma d’Istruzione ai tre Cardinali che a lui andavano in

Ispagna: noi l’abbiamo manoscritta, ed è atto di molta importanza nella

Storia del Pontificato.

[135] Vedi il Capitolo del Berni contro a Papa Adriano.

[136] Relazione di Luigi Gradenigo, ambasciatore a Papa Adriano,

(_Relazioni Venete_, Serie II, vol. III, pag. 65.)

[137] Viaggio degli Oratori Veneti a Roma (1523). _Relazioni Venete_,

Serie II, vol. III, pag. 74.

[138] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, lib. XV.

[139] GIOVIO, _Vita di Pompeo Colonna_.

[140]

«Ecce iterum e summo dilapsam culmine Romam

Pompeii et Julii mens furiosa premit.

Brute pium, Photine pium nunc stringite ferrum etc.»

[141] Conclave di Clemente VII, Manoscritto presso di noi.

[142]

«. . . . . . . . . . Chi avesse

Detto a Lorenzo e al Duca di Nemorse,

Al Cardinal de’ Rossi et al Bibiena,

A cui meglio era esser rimaso a Torse;

E detto a Contessina e a Maddalena,

Alla Nuora, alla Suocera et a tutta

Quella famiglia d’allegrezza piena:

Tutti morrete ec.» — ARIOSTO, _Satira_ VII.

Il cardinale de’ Rossi era figlio d’una sorella non legittima di

Lorenzo.

[143] Goro Gheri nel Memoriale mandato al Papa e che sta in fine

del Copialettere, voleva persino maritare Ippolito alla Duchessina

Caterina, allora in fascie, ma che aveva diecimila scudi d’entrata

all’anno.

[144] NERLI, _Commentari_. — NARDI, _Storie_, lib. VII. — CAMBI,

_Storie_. — PITTI IACOPO, lib. II. — AMMIRATO, lib. XXIX.

[145] BURIGOZZO, _Storia di Milano_. (_Archiv. Stor. Italiano_, tomo

III.)

[146] GUICCIARDINI, lib. XVI.

[147] VETTORI, _Storia d’Italia_.

[148] CAMBI, _Storie_.

[149] Vedi in molti luoghi la Cronaca del BURIGOZZO milanese.

[150] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, lib. XVI.

[151] VARCHI. — NARDI. — Vedi anche le _Lettere_ del Machiavelli che fu

adoprato nella direzione di quelle opere.

[152] FRANCESCO VETTORI, _Storia d’Italia_.

[153] «Pochi dì fa si diceva per Firenze che il signor Giovanni

de’ Medici rizzava una bandiera di ventura per far guerra dove gli

venisse meglio. Questa voce mi destò l’animo in pensare che il popolo

dicesse quello che si dovrebbe fare. Ciascuno credo che pensi che fra

gli Italiani non ci sia capo a chi i soldati vadano più volentieri

dietro, nè di chi gli Spagnuoli più dubitino, e stimino più.

Ciascuno tiene ancora il signor Giovanni audace, impetuoso, di gran

concetti, pigliatore di gran partiti ec.» (Lettera del Machiavelli al

Guicciardini, 15 marzo 1526.) — Giovanni è sepolto ne’ sotterranei di

San Lorenzo con gli altri di Casa Medici; ma in San Giorgio di Mantova

è questa bella iscrizione: Johannes Medicee — _Qui ad Mincium tormento

ictus — Italiae fato magis quam suo cecidit anno 1526_.

[154] GUICCIARDINI, _Storia d’Italia_, e _Lettere_ scritte in quella

Luogotenenza, che formano il tomo IV e V delle Opere inedite; è come un

giornale di somma importanza.

[155] Fine dell’_Istoria_ di FRANCESCO VETTORI.

[156] Lettera dedicatoria al libro del _Principe_.

[157] VARCHI, _Storia_, lib. II. — NARDI, _Storia_, lib. VIII. — NERLI,

_Commentarii_, lib. VII. — SEGNI, _Vita di Niccolò Capponi_. — PITTI,

_Storia_.

[158] «Si ebbe a pagare in 9 mesi 220 mila fiorini d’oro in oro, e

toccò a pagare a forse circa poste 1200, e le poste che sopportano

le gravezze sono poste 9000 o più; che non si fece mai a Firenze una

simile crudeltà.» (CAMBI, _Stor. Fior._, tomo II, pag. 294, 301.)

[159] Lettere del Guicciardini, _Opere inedite_.

[160] Il Vasari e Francesco Salviati (_Vita_ di questo, scritta dal

primo), giovani pittori, raccolsero i pezzi di quel braccio e gli

custodirono.

[161] VARCHI, _Storie_. — NERLI. — AMMIRATO, lib. XXX. — BUSINI,

Lettera II.

[162] Ved. CAMBI, in più luoghi del tomo XXIII.

[163] Lettera del Machiavelli al Guicciardini, anno 1525.

[164] BUSINI, Lettera II.

[165] VARCHI. — PITTI. — BUSINI.

[166] NERLI, pag. 166. — VARCHI, lib. VIII. — Abbiamo uno scritto di

Francesco Guicciardini contro la Decima Scalata, _Opere inedite_, tomo

X.

[167] Intorno alla Legge intricatissima della Quarantìa, vedi quello

che scrissero lungamente il Varchi e il Pitti.

[168] BUSINI, Lettera VI, pag. 54.

[169] CAMBI, _Storie_.

[170] _Documenti di Storia Italiana_ editi dal MOLINI, tomo II, pag. 84.

[171] _Documenti di Storia Italiana_ editi dal MOLINI, tomo II, pag.

26-60.

[172] PITTI, _Storie_, 172. — SEGNI, _Vita di Niccolò Capponi_.

[173] BUSINI, Lettera V.

[174] BUSINI, Lettera III. — CAMBI, pag. 41.

[175] VARCHI. — NARDI. — BUSINI, Lettera VI e VII. — SEGNI, _Stor.

Fior._, lib. II. — Relazioni di FRANCESCO FOSCARI e ANTONIO SURIANO

ambasciatori Veneti in Firenze. (_Relaz. Ambasc. Ven._, tomo II e XI.)

[176] Lettera da Genova dei 17 dicembre 1528, nella Legazione di

Baldassarre Carducci; manoscritto sincrono appresso di noi. — Le stesse

cose affermò il Doria al Portinari quando tornava d’Inghilterra. —

BUSINI, Lettera X, pag. 93.

[177] VARCHI, lib. IV. — SEGNI, _Storia_, lib. II.

[178] Lettere di Baldassarre Carducci ai _Dieci_, dei 17 e 23 giugno; 9

e 10 luglio.

[179] Lettere del Carducci, 8, 2, 16, 19, 27 agosto, ultima 2 settembre

da Parigi. — GUICCIARDINI, _Stor. d’Ital._, lib. XVII. — VARCHI. —

NERLI. — PITTI.

[180] Lettera 16 agosto e 2 settembre.

[181] Istruzioni e Lettere agli Ambasciatori che andarono a Genova

(Archiv. di Stato, e in copia presso di noi). «Nostra intenzione è di

non avere a trattare cosa alcuna col Papa; ma vogliamo che Sua Maestà

sia quella che ascolti e giudichi ogni nostra differenza, pensando che

Ella sia venuta per conservare i popoli e non per distruggerli, come

farebbe se cercasse di ridurre le città d’Italia sotto le tiranniche

servitù.» (Lettera dei 26 agosto.)

[182] VARCHI. — PITTI. — NERLI. Sono da vedere ancora le Lettere dì

Carlo Capello ambasciatore in Firenze. (_Relaz. Ven._, tomo II, pag.

214.)

[183] VARCHI, lib. IX. — NERLI, lib. IX. — BUSINI, Lettere. — SEGNI,

_Storia_, lib. III, e _Vita di Niccolò Capponi_. — AMMIRATO, lib. XXIX.

[184] VARCHI, _Storie_, lib. IX e X.

[185] CAPELLO, Lettere dei 14 e 16 luglio, 4, 13, 17 settembre, ed

altre.

[186] GUICCIARDINI, _Stor. d’Ital._, lib. XIX, cap. 6. — VARCHI, lib. X.

[187] VARCHI, lib. X.

[188] SEGNI, _Storia_. — CAPELLO, Lettere.

[189] Abbiamo di questa lettera, che il Portinari scrisse ai 22 di

settembre, la copia nel Codice 313 appresso di noi.

[190] VARCHI, lib. X. — Lettere di Rosso Buondelmonti dal 13 al 30

settembre 1529. Vedi _Appendice_ Nº IV.

[191] VARCHI, lib. X. — SEGNI, lib. III.

[192] Il Varchi descrive minutamente come si componessero questa sorta

di Pratiche, nelle quali s’intendeva raccogliere i voti liberi della

intera cittadinanza fiorentina.

[193] CAPELLO, Lettera de’ 29 settembre, e altrove. — VARCHI, lib. X. —

_Fine dell’Istoria d’_IACOPO PITTI.

[194] VARCHI, e con altri il PAOLI, il quale scriveva sul suo

_Priorista_, in ogni bimestre, i fatti avvenuti dentro quel tempo.

[195] VARCHI, lib. IX e X. — SEGNI, lib. III. — NERLI, lib. IX. —

CAPELLO, Lettera 26 dicembre.

[196] «Nè minore diligenza si usa di acquistarsi col divin culto il

favore di nostro Signore Iddio, con digiuni, comunioni, processioni

generalmente di ognuno e di quelli della milizia istessa; cosa

certamente a questi tempi meravigliosa da udire non che da vedere,

le armi congiunte con la pietà e timor di Dio. Nella terra non si

sente mancamento rumore, nè disordine alcuno. Il danaro si mantiene

abbondante, ed a questi giorni fu per il pubblico, tra gli altri,

venduto il palazzo e podere nel quale alloggia ora il Principe, e ne

fu ritrovato la valuta come si sarìa fatto nei tempi felici.» (CAPELLO,

Lettera de’ 29 ottobre.)

[197] BUSINI, Lettera XIII.

[198] _Commentari nella Vita di Michelangelo Buonarroti_ (VASARI, tomo

XII). — NARDI, _Storie_, lib. VIII. — Mentre era in torchio questa

seconda edizione, venne in luce la _Vita di Michelangelo Buonarroti_,

opera dell’amico nostro signor AURELIO GOTTI, corredata di lettere

e documenti, tra’ quali ve n’ha che risguardano a questa fuga di

Michelangelo. È notabile una lettera di questi a Giovanni Battista

Della Palla dove egli racconta misteriosamente di un tale che venne

a esercitare sopra di lui qualcosa più della persuasione perchè egli

fuggisse, giugnendo perfino a una sorta di violenza. Chi fosse l’ignoto

Michelangelo non volle dire; infine aggiugne: «o Dio o il diavolo,

quello che si sia stato non lo so.» Intorno a questo mistero faccia

ognuno le congetture che vuole, noi dichiariamo non averne alcuna che

sia probabile più d’un’altra. Questo medesimo Giovanni Battista dipoi

faceva con un’altra lettera a Michelangelo grande pressa perchè egli

tornasse, e gli andò incontro fino a Lucca per assicurarsi che non

mutasse pensiero; scriveva in nome anche d’altri cittadini, e tale

certo era il desiderio dei migliori e dei più autorevoli. — Vedi altre

Lettere.

[199] Lettere alla Signoria di Venezia, 24, 25, 29 settembre, e 6

ottobre.

[200] _Priorista_ del PAOLI. _Continuazione dei Ricordi Rinuccini_;

Firenze, 1840.

[201] CAPELLO, Lettera de’ 15 ottobre. — VARCHI, lib. X. — PAOLI,

_Priorista_.

[202] MALAVOLTI, _Storia di Siena_.

[203] GUICCIARDINI, _Stor. d’Ital_., lib. LIX, cap. 6. — PAOLI, ed

altri.

[204] VARCHI. — AMMIRATO, lib. XXX.

[205] SASSETTI, _Vita di Francesco Ferrucci_, e Lettere di questo

ai Dieci, da Prato (_Archiv. Stor._, tomo IV, parte 2). — Il BUSINI

(Lettera V), dopo avere lodato molto Giovan Battista Soderini, segue

a questo modo: «Nè mai Firenze ebbe sì bella coppia, com’erano egli

e Marco Del Nero; ma il Soderini di più cuore. Di Giovan Battista ne

nacque un ramo, che fu il Ferruccio glorioso, che quanto seppe ebbe da

Giovan Battista, perchè cominciò a praticar seco quando era giovine

di 15 anni, e lo seguitò sempre fuori, e fu pagatore a Napoli.» — V.

GIANNOTTI, Lettera intorno al Ferrucci (tomo I delle _Opere_; Firenze,

1850).

[206] Vedi le Lettere degli 11 novembre e 13 dicembre ed altre. Nella

prima narra il fatto di San Miniato così brevemente: «Ieri mattina

un’ora avanti giorno si andò alla volta di San Miniato, e giunti

lì, si dette l’assalto da due bande e vi si entrò. E riducendosi

gli uomini della terra nella Fortezza, difendendosi gagliardamente,

finalmente combattendo un pezzo, domandarono patti. I patti furono:

ch’e’ dovessino rendere la terra libera e la Fortezza alla Signoria

di Firenze; e io promessi loro di salvare la roba e le persone, e

così si osservò.....» In altre lettere domanda che il Commissario

Spagnolo preso, gli sia lasciato come suo prigione, per averne compenso

ai 350 ducati che gli era costato nella guerra di Napoli il proprio

suo riscatto. Altrove, a proposito della morte dell’Orsini e del

Santacroce, scrive: «Alla guerra non ne nasce, nè bisogna per questo

sbigottirsi; che quando i tre quarti di noi morissimo per non tornare

in servitù, il quarto che resterà sarà tanto glorioso che il resto vi

sarà bene speso.»

[207] NERLI, lib. X. — VARCHI, lib. XI. — SEGNI, lib. IV. — BUSINI,

Lettera XVI. — CAPELLO, Lettere 3, 12 gennaio e 9 febbraio.

[208] CAMBI. — PAOLI. — CAPELLO, Lettere. — BUSINI. — VARCHI.

[209] SEGNI, lib. III. — AMMIRATO, lib. XXX. — BUSINI, Lettere.

[210] NARDI, lib. IX. — BUSINI, Lett. XVI.

[211] CAPELLO, Lettera, ultimo di febbraio.

[212] Vedi intorno a questo Abbattimento una pubblicazione di Carlo

Milanesi (_Archivio Storico Italiano_, Nuova Serie, tomo IV). E le Note

del signor Passerini al Romanzo di _Marietta de’ Ricci_.

[213] Essendo al Capello morto un Cavallo a lui carissimo, lo faceva

seppellire nei parapetti dell’Arno, fra il Ponte delle Grazie e il

Ponte Vecchio, con una iscrizione latina che ivi si legge tuttora

scolpita nel marmo.

[214] VARCHI, lib. XI. — BUSINI, Lettere XI, XVIII.

[215] CAPELLO, Lettere 28 gennaio e ultimo di febbraio.

[216] «Venant de Boullogne icy, j’ay entendu la force et la foiblesse

des Fleurentins: la premiere pour avoir leur ville bien reparée, assez

gens de guerre, victuailles de pain et chair sallèe pour d’icy à la fin

d’aoust et davantage pour sucres pour satisfaire à leur boire; le coeur

bon et resolus de maintenir leur libertè; la seconde, la puissance du

Camp qu’est à leur porte, avec determinacion de n’en partir sans les

avoir par force a la longue ou par composicion.» — (Lettera del Vescovo

di Tarbes al re Francesco I; da Roma, aprile 1530. _Archivio Storico

Ital._, Appendice, vol. I, pag. 473.)

[217] «Majs le tout fut si avant debatu qu’il y vint à la fin (il

Papa) et est contant que le tout ainsi se face (così almeno credeva

l’Ambasciatore); dont j’ay esté aussi aise qu’il est possible, tant

pour la conservacion de la ville qui est de tous pointz à vous, que

pour rendre l’Italie necte de telles maniere de gens, et pour la

commodité que vous aurez de faire ce qu’il vous plaira par ce moyen;

car vous serez non seulement comme arbitre, may commanderez à baguette

tant au principal que aux accessoires qui en peuvent deppendre.»

(Lettera citata.)

[218] «Je lui dys que je no veoys point de necessité de faire gros ne

petit nombre (di Cardinali) en son endroit non voluntaire, luy disant

que supplieroys Sa dicte Sainctété de n’estre mal contente si je luys

en disoys mon advis, non comme vostre ambassadeur ou ministre, mays

comme chrestien, prebstre et evesque, et pur consequent son subget;

ce qu’il me accorda. Et lors je luy dys, que pour l’envye que j’avoys

de luy faire service et que son nom feust perpetué par bienfaictz

comme le lieu qu’il tient le requiert, j’avoys esté merveilleusement

marry de l’entreprinse de Florence et encore plus de la continuacion,

laquelle tout le monde de commune voix appelle obstinacion, et mesmes

les gens de guerre qui sont au camp, les quels publiquement disent

que toutes choses leur sont loysibles puis que le Chef de l’Eglise

leur donne autorité de mal faire; joinct aussi que delà ne luy pouvait

venir sinon despence, fascherye, melencolye, peine et ennuy. Bien

luy confessoys je, qu’il pourroit tirer quatre ou cinq cens mil escuz

faisant la creation surdite des dictz cardinaulx, mays qu’il falloit

qu’il pensast que ce faisant il ruyneroit de tous poinctz l’Eglise;

car oultre ce qu’il donneroit à parler aux lutheriens, il mectroit

une si grande peste au College, que les relicques en seroient d’icy

à cent ans; d’autant que ceulx qui y pretendent sont assez congneuz.

Il me dit que je savoys bien que la chose de ce monde qu’il fesoit le

plus envys estoit de crèer cardinaulx, encores gens de bien, pour la

moltitude qu’y est, et qu’il cognoissoit que ce que luy disoys estoit

toute verité, mays qu’il estoit constrainct pour son honneur de le

faire. Je luy dys qu’il n’y avait honneur ny prouffit, car posé ores

qu’il eust Florence, il l’auroit gastée et du tout ruynée, voyre de

sorte que d’icy a vingt ans il n’en sauroit tirer ung escut, et qu’il y

despendroit tout l’argent que dessus, et davantage, s’il en avoit: que

estoit son estrème oncion, car ce fait il n’avoit plus aucun moyen de

faire argent et seroit homme pour non estre puis après obey comme pape,

ainsi par adventure vilipendé de tous les princes chrestiens et donné

en proye des ses ennemys, despoilleroient l’Eglise de tout ce qu’elle a

maintenant; et que je congnoissoys son sens et son coueur estre telz,

que s’il se veoit là, il seroit contraint de mourir de faim et ennuy

maulgré luy. Il me dist qu’il estoit contant que Florence n’eust jamais

esté, et qu’il ne savoit qu’ilz y pouroient faire; et si je seroys

d’advis qu’il cedast a sept ou huit des plus pouvres de la ville de

Florence qui avoient conduit le peuple à consentir d’estre destrouictz,

etc.» (Lettera citata.)

[219] MALAVOLTI, _Storia di Siena_.

[220] FERRUCCI, _Lettere ai Dieci_ dai 21 ai 27 aprile.

[221] VARCHI, _Storia_; e _Lettere_ del Ferrucci e del Tedaldi, dai 17

maggio ai 22 giugno, e quella pure dei 6 luglio.

[222] Il Ferrucci nelle prime lettere mostrava fare molta stima di

Piero Orlandini. Pure il suo nome è tra quelli di _cittadini da provare

et guadagnare a Casa Medici_ fin dall’anno 1519 (_Archiv. Stor._, tomo

I, pag. 320). In quanto a Empoli, scriveva il Ferruccio a’ 21 aprile:

«Qui si lascierà munito di sorte, che se la vigliaccheria non piglia

gli uomini del tutto, ve ne potete rendere sicuri.» E da Volterra, a’

26 aprile: «Nè mancherò di rimandare a Empoli una banda acciò si renda

più sicuro; ancorchè si truova assettato di sorte, che le donne con le

rocche lo potrien guardare.»

[223] VARCHI, _Storie_. — CAPELLO, _Lettere_ dei 11 e 20 luglio. —

AMMIRATO, lib. XXX.

[224] NARDI.

[225] «Il signor Paolo viene a questa impresa molto volentieri e

aiutaci in tutte le cose gagliardamente; ed è migliorato da qualche

dì in qua in tutti i conti con essi noi: andiamo incatenandolo col

Ferruccio per tutti i versi, e speriamo abbiano a fare buonissimo

composto.» (Lettera dei Commissari di Pisa dei 21 luglio, con quelle

del Ferrucci, pag. 674.)

[226] Lettera di Ferrante Gonzaga al Marchese di Mantova suo fratello,

dei 16 luglio, pubblicata con altre che seguono dal signor Eugenio

Albèri; e noi le riproduciamo, con sua licenza, nell’_Appendice_ Nº V.

[227] Benedetto Varchi, letterato insigne, ma poco buon critico ed

istorico disordinato, avendo in mente un pensiero solo, quello di

mostrare Malatesta essere stato sempre traditore, scrive, contro

all’evidenza della lettera del Gonzaga da lui medesimo pubblicata,

l’Orange e Malatesta essersi abboccati effettivamente in segreto,

dando anche ad intendere le cose tra loro discorse. Nè questo è il

solo luogo del Varchi dove i fatti siano tirati oltre alla propria loro

significazione, come resulta dai molti documenti certi venuti in luce

ai giorni nostri.

[228] Lettere del Gonzaga de’ 23, 25 luglio e 4 agosto. _Appendice_ Nº

V.

[229] VARCHI; CAPELLO, _Lettera_ 13 agosto.

[230] Lettera ultima del Ferrucci da Pescia, 1º agosto, con poscritto

del _due_ da Calamecca. — VARCHI, _Storia_. — GONZAGA, _Lettere_ del 5

agosto con allegati. — AMMIRATO, lib. XXX.

[231] LÜNIG, _Codex Italiæ Diplomaticus_, tomo I. — VARCHI, lib.

XI. — BUSINI, _Lettere_ 16, 17. — CAPELLO, Lettera de’ 13 agosto. —

NARDI, SEGNI, NERLI, CAMBI, AMMIRATO, lib. XXX. — PITTI, _Apologia de’

Cappucci_ (_Archiv. Stor_., tom. IV, pag. 27).

[232] VARCHI, lib. IX. — BUSINI, _Lettera_ 17 e _Lettera_ 21, pag. 221.

[233] SEGNI, _Storia_, lib. V.

[234] Carlo Capello, Ambasciatore veneziano, lasciando Firenze,

scriveva con l’ultima sua lettera dei 13 agosto: «Il signor Malatesta

mi ha due fiate richiesto che io offerisca alla Serenità Vostra ad

ogni servizio suo la persona sua e cinque o seimila fanti eletti. E

veramente come non si può negare che non sieno gente valorose quelle

che si trovano con Sua Signoria, così mi pare superfluo dire del

chiarissimo valore di quella, e quanto sia accorta ed avveduta.» —

Giov. Battista Vermiglioli, uomo benemerito della città sua per molti

suoi studi archeologici e storici, scrisse anche una _Vita di Malatesta

Baglioni_ (Perugia, 1839). In quella si studia difenderlo a spada

tratta, ma veramente nulla aggiunge a cose già note.

[235] VARCHI, lib. XII. — Abbiamo il rendiconto e il benestare delle

spese passate per mano di Baccio Valori, dal principio della guerra

fino alla partenza degli Spagnoli, che ammontano a ducati 553,286,

soldi sette e due danari, d’oro di Camera, valutati a dieci giuli il

ducato. (_Giornale Storico degli Archivi_ ec., An. 1857, pag. 106.)

[236] Ultima lettera del Commissario da Pisa, con poscritto dei 14

agosto, pubblicata con quelle del Ferrucci.

[237] BUSINI, Lettera 17.

[238] SEGNI, lib. V, e VARCHI, lib. XII.

[239] Stanno nell’_Appendice_ dell’_Archivio Storico Italiano_, vol.

IV. App. Ivi, nota 2, anno 1853; pubblicati dal compianto Agostino

Sagredo, che vi aggiungeva una pregevole Prefazione.

[240] Fra questi i Doni, i Cambi, i Valori e i Guadagni ch’erano

ricchissimi: il castello di Feugerolles, prima posseduto dai Capponi,

passò per eredità nei Conti di questo titolo. Nè occorre dire come

due famosi tribuni francesi, Mirabeau e il Cardinale de Retz, fossero

d’origine fiorentina.

[241] SEGNI, lib. V.

[242] VARCHI, SEGNI.

[243] NERLI, _Commentari_.

[244] «Cupientes ejusdem Reipublicæ saluti libertati quieti et

tranquillitati optime consultum esse, atque universali Italiae pacem

stabilire nostramque et Romani imperii dignitatem et authoritatem, ut

tenemus, conservare, ne res iterum ad popularem factionem devenire,

et propterea dominium atque libertas dictæ Reipublicæ periclitari et

opprimi valeat; eisdem motu, scientia, animo, consilio, et auctoritate

prædictis, tenore præsentium statuimus, decernimus et declaramus,

volumus et jubemus, ut deinceps perpetuis futuris temporibus

magistratus dictæ reipublicæ eisdem modis et formis eligantur,

disponantur et instituantur quibus ante ejectam ipsam Mediceorum

familiam eligebantur atque instituebantur, utque eadem illustris

ipsa Mediceorum familia et in primis illustris Alexander de Medicis

Dux Civitatis Pennæ, cui nuper illustrem Margaritham filiam nostram

naturalem despondimus; quamdiu vixerit, atque eo e vivis sublato, ejus

filii, hæredes et successores ex suo corpore descendentes masculi,

ordine primogenituræ semper servato; et illis deficientibus, qui

proximior masculus ex ipsa Mediceorum famiilia erit, et sic successive

usque in infinitum, jure primogenituræ servato, sit atque esse debeat

dictas Reipublicæ Florentinæ gubernii, status atque regiminis caput, et

sub ejus præcipua cura et protectione ipsa civitas et Respublica cum

universo ejus Statu et dominio regatur, manuteneatur et conservetur,

et tam ipse illustris Alexander, quam sui prædicti possint et valeant

ac debeant in omnibus supradictis magistratibus qui in præsentia sunt,

et pro tempore, modo quo supra, aut aliis quomodocumque disponentur,

interesse, iisque præesse, ac si his qui pro tempore juxta ordinem,

ut supra, dispositum præesse debebit ad singulos ipsos magistratus

publicis suffragiis tamquam caput electus et designatus foret.» (LÜNIG,

_Codex Italiæ Diplomaticus_, tomo I.)

[245] NERLI, VARCHI.

[246] Abbiamo in bella copia manoscritta, fatta fare per uso proprio

da Benedetto Buondelmonti, con gli altri Atti risguardanti quella

mutazione anche il discorso di Palla Rucellai a Carlo V. Vedi

_Appendice_ Nº VI.

[247] _Discorsi intorno alla Riforma dello Stato di Firenze._ Sono

di Francesco Vettori, di Roberto Acciaiuoli, di Francesco e di Luigi

Guicciardini. (_Archivio Storico_, tomo I.)

[248] VETTORI, ivi, pag. 738.

[249] VETTORI, (_Archivio Storico_, tomo I), pag. 437.

[250] VARCHI, SEGNI.

[251] NERLI, pag. 261-62.

[252] Manoscritto citato di BENEDETTO BUONDELMONTI.

[253] Furono infino a lui 1372 Gonfalonieri, il quale ufficio mutandosi

ogni due mesi a cominciare dal 1293, non mancò mai che nel solo anno

del Duca d’Atene. Un solo Gonfaloniere creato a vita governò dieci

anni, uno poco meno di due anni, uno otto mesi, e un altro sette.

[254] VARCHI, lib. XII. — SEGNI, lib. V. — NERLI, lib. XI. — AMMIRATO,

lib. XXXI. — Il capitano Enrico Napier della regia marina inglese

lasciava una _Storia della città di Firenze sino ai giorni nostri_, in

sei grossi volumi in-8º; Londra 1846. Deliberò scriverla perchè a lui

parve di non avere altro modo a reggere la vita, dopo perduto in poche

ore di cholèra, in una villa qui presso Firenze, una moglie fiorente

di bellezza straordinaria e di salute, madre di tre bambini, se io non

erro. Rimasto più anni in quella medesima villa, mantenne il proposito

con la costanza che è dote propria di quella nazione, usando nella

composizione del libro una incredibile diligenza. Ne usciva un’opera

forse troppo voluminosa per gli Inglesi e anche se vuolsi per gli

Italiani. Ma per l’Autore tutto il fine stava nel tempo lungo, finchè

egli si fosse con l’abitudine indurito a tanta miseria.

[255] PITTI.

[256] Questo e gli altri consimili ricordi, in fine delle lettere,

vengono, naturalmente, dalle copie, e gli abbiamo conservati.

[257] Anche questa e tutte le altre hanno fuori l’indirizzo _Magnificis

Dominis dominis Decemviris_ etc., come la precedente.

[258] Così il MS., dove senza dubbio manca _lo crederìa_ o altra parola

equivalente.

[259] Quest’aggiunta è nella copia, dove altresì la data è 30 e non 29

di settembre.

[260] Questo vuoto è nel Codice Strozziano.

[261] Questi allegati erano forse lettere intercette, o direttamente

scritte a qualcheduno del Campo.

Storia della Repubblica di Firenze v. 3/3 · 第 79 / 80 题