_Della natura, e qualità delli occhij, e delle lengue di Serpe._
Dette pietre si trovano nell'Isola di Malta, in loco dove S. Paolo vi
stette, è maledì li serpenti, in quel paese, è voler di Dio morsero
tuti, quelli si trovarono, & oggidì vanno cavando di quella terra,
e li trovano dentro ochij di serpenti impetriti, e lingue, e denti,
de medemi serpenti, & anco di quella terra, la nominano gratia di S.
Paolo, e dicano ch'è bona per la febra, e per il veleno, come anco li
ochij di serpe sijno boni per il veleno, portandole adosso, che tochi
la carne, legati in un'Anello, & anco le lingue, e denti, della medema
spetie, habbia la medema virtù, come già descritta, ma lascio la verità
al suo loco.
Avertimenti che deve haver li signori
Speciali, nel comprar fragmenti
di gemme pretiose, per fare la
loro confettione di Giacinto,
e Boconi Cordiali, e
altre cose.
Prima, della perla havete da sapere che debbe esser perla Orientale,
cioè semenza, e havete à vedere, che sij lustra, e bon polimento, e
non pigliar di quel sporchezo di perla Ocidentale, che non e bona di
nulla, e la prova per conoscerla pigliatene frà le dita, e chisatella
vedrete andar in polvere, ma le Orientali non farà questo effetto, del
polimento, si conosce l'una dall'altra, & anco del pretio, la seconda
gioia che adoprano, e il Giacinto cioè fragmento, di questa gioia ve
n'è di più forte vi è il giacinto Orientale, detto anco guarnagino,
e questo e il vero, e il bono, e li spetiali di Roma, non adoperano
all'altroche di detto Orientale, vi e il giacinto grisopazzo, questo
quasi tutti li Speciali di Lombardia, l'adoperano, mà vi sono il
Zargone di Franza, tal volte lo comprano per giacinto Orientale, perche
è di bel lustro, e à questo v'ingannate perche non e gema di giacinto,
ne poco ne niente, ne meno tiene il suo colore che con una brasa di
foco, fà andar via il suo colore, ma li doi altri già descritti sono
li veri, e tiene sempre il suo colore, quando havesse da comprar de
fragmenti di gioie, non le pigliate, se non li fatte vedere prima à
gente della professione, per esser sicuro di mettere in operatione
robba bona, e non falsa massime quando il medicamento và per boca,
la terza Gioia, e il zafiro anco questo vi è del abuso grande, per
quello ò praticato di questi Zafiri venne de tre sorti l'Orientali, e
il Zafiro di acqua, il zafiro di Franza, quell'Orientale, non e troppo
bella alla vista, ma duro, ma chi vol veder il suo colore conviene
pigliarne in mano, e trasparirlo vedrete l'azuro, e se pigliarete una
lima gentile, e tocarete con detta lima quelle pietre, vedrete che
la lima, non fà nulla alla pietra, perch'e dura, e così debbo essere
tutte le gioie, resistere alla lima, questo è il vero Zafiro che dopera
li Speciali, quello di acqua, e bello all'ochio, ma e tenero, è come
specie di talco, e in cogolo di bel Turchino, e trasparente, ma se
stasse à me non lo admetterebbe che li Speciali lo doperassero, vi
sono di Zafiri di Franza, di questi li Speciali li comprano facilmente,
perche sono à bon mercato ma questi non sono manco zafiri, ma bensì una
granalia di ferro, che si trova nell'Overgna fora della Città d'Opui in
Franza, e quando trovano il Zirgone, vi è mescolato con questa granalia
di ferro, è in Franza, lo chiamano mordaferro che vol dire fecia del
ferro, ò guardate se questo, e zafiro da mettere nella confettione
Giacintina, la quarta gioia, è il Rubino di questo non si possono
inganare per che non si falsifica, è non ne viene che d'Orientali,
basti osservare che sia di bel colore, è con più trasparente sono, e
meglio la quinta gioia è il Smeraldo à questo bisogna siate avvertiti
che ve n'è de doi sorte, l'uno e bono, l'altro e spetie di talcho, quel
che è il bono. Vedrete la pietra viva senza polvere sopra e tocandolo
con la lima non si guasta, e l'altra che è di talcho, e sempre carico
di polvere, e tenero alla lima di questo, guardatevene di comprarlo che
non val niente.
La sesta Gioia, è il Topazzo, anco di questi ve ne sono delli Indiani,
e di quello di Boemia, mà le meglio e gli Indiani per doperare, questi
li porta li Armenij sono giali come color di oro, e sono Cogoli, e
quelli di Boemia sono peseti, e non hanno si bel colore come hanno
l'Indiani, e mentre potete haver di questi per mettere alla vostra
Confecione, pigliateli sopra di me mà avertite a conoscerli bene, e che
sijno duri, la settima Gioia e l'Amatista, di questa Gioia, ne doperate
poca, e di detta non vi potete inganarvi a pigliarla questa, perche e
tanto a vil prezo la fina, che non torna il conto à falsificarla, basta
quando che sia bon colore di Viola.
L'Ottava e la Granata, ne anco di questa non vi potete ingannare,
perche e à tanto bon mercato, questo fragmento è tanto commune, che
tutti lo conosce, la nona Gioia, e il Corallo, anche di questo non
havete bisogno, che nessuno ve li insegna stante che e tanto facile
a conoscerlo, basta solo osservare, che sia bon rosso, e manco fecie
sopra e meglio.
Non crederia, che fosse compito il mio Tratatto del nuovo lume, se
non trattasse anco delle fineze, e astucie, che usano li lapidarij,
che taglia Pietre, ò Gioie per meglio intendere, & anco altri belli
ingegni, per ingannar li Gioilieri, e Orefici; Tali quali sono, non
intendo di tassar mai li Boni, prima li Armenij, portano nella Italia
certe Vesiche di perle, le quali sono doi pesi, e con la goma li
tengono taccati insieme, che paiano un pezzo solo, e li vendono per
peri di Perla, e così che li compra restano ingannati; Vi sono quelli
che comprano Perle ritonde per far Colli da Dame, e Principese, in
dette Perle si ritrovaranno, che haverà il bucho grando, e piccolo,
onde quando sono infilate, fano male, che salta in sù, che in giù, e fà
bruto vedere, mà il Gioiliero asperto, che acciò faccia bel efetto, il
filo, piglia quelle Perle del bucho grando, e li mette dentro al bucco
della pena da scrivere, e fà che sij uguale di buco, acciò sij uguale
nel filo, perche fà più bel vedere, onde manca natura, Arte, procura,
e quelli che comprano di dette Perle debbe osservare, che habbino il
buco piccolo, ora perche non tutti hanno il polso di poter comprar
Diamanti, Rubini, Safiri, Smeraldi, e altre Gioie di colore, che fan li
lapidarij pigliano del Cristallo, è fanno brilli a forma di Diamanti,
e poi pigliano doi pezeti di Cristallo tagliati, che in quadro, che
in ottangolo, e li colano insieme, e in mezo li danno il color che di
Rubino, che di Zafiro, che di Topazo, che di Smeraldo, in fine in quel
color loro vogliono, e fanno comparire una pietra più bella delle fine,
che all'occhio, di che non sà, la crede fina, e queste frà Gioilieri,
e Orefici sono nominate Dopie; Vi sono de lapidarij astuti, che fanno
di queste Dopie, con arte grande faranno delle Doppie di Safiro, con
sopra la tavola del Safiro, è il fondo di vetro turchino, e li dicano
Zafiri facendola pure una Pietra grande, e di gran prezio, mà alla fine
non è che una Pietra falsa, Pietra Dopia, la legherano in oro, e poi
cercherano di venderla à di Gioilieri, onde bisogna essere bene asperti
e haver grande pratica, per non essere ingannati, mà la più sicurezza
di comprar dette pietre è di far il prezio, mà avanti di darli il
denaro, farli cavar fora del anello scuro, dove si ritrova allora,
vedrete se fina bene, se è falsa il contrato, e nulla è così non sarete
mai ingannati, fanno da vantaglio li lapidarij tali quali pigliano
doi pezeti di Cristallo, e fanno quel pezeto, che deve esser per fondo
lo cercano, che habbia dell'erba, ò griso in un cantone, e quello lo
fanno servir per fondo di un Smeraldo, un'altro pezeto di Cristallo,
che haverà un poco di fumo, lo faranno servire per far il fondo à
una Dopia di Rubino, fate che sijno dette pietre saranno grandete,
e li faranno legar in oro, e li mandranno a vendere alli Orefici per
persona incognita, l'Orefice, che vede dette pietre grande, e belle di
colore, mà li vede quel poco mancamento, li crede per fine certo, è
vedendo, che il prezio non è disorbitante, casca l'Orefice a comprar
dette pietre quello, che li vende quando a pigliato il denaro volta
via, mai più si vede, e l'Orefice li viene occasione di voler rilegar
in altra fatura, cava le pietre, e vede che è ingannato, e il male vi è
da chi gli hà lavorate, talvolta detto Orefice haverà speso sete Dopie,
ò dieci Dopie, e tal volte non valerano dieci Pavoli. In tutto è di
dette pietre ne fanno di tutti li colori, e d'ogni grandezza ne fanno
anco di un pezzo solo pigliando del vetro Turchino ò Verde ò giallo
ò di color d'Amatista violato, e tagliano delle pietre di Anelli, in
che forma li piace, e poi se trova de gonzi li vendano per bone, ma li
Asperti Gioilieri, e anco Orefici è che habino bona pratica subito che
haveranno una di dette pietre nelle mani senza haverla guardata nel
peso suo conoscerà, che non è fina detta pietra, perche non haverà quel
peso, che ad havere se fusse fina dalla grandezza, che ella si trova, e
poi mirandola contra all'aria, haverà per dentro delli ampoli, ò ponti,
che sempre il vetro ne tiene, e se sono di un'altra Compositione,
le dicano di pasta di vetro questo non tiene ampole mà è assai più
greve della fina, e nel suo polimento è grasso, onde non difficile
a conoscerle. In Franza, ò praticato de belli ingiegni, li quali si
misero alla impresa di far fondere il Cristalo di Rocha, e farne delle
Opere di grande valore, pigliavano del Cristallo del più bruto fusse
possibile, di quello non fosse bono a nulla, e detto Cristallo, lo
favano in polvere, e poi pigliavano doi grandi Crocioli, e metevano
dentro detto Cristal in polvere, e in un grande foscho, come si fanno
alla fornase del Vetro, e lo favano liquefare, e poi pigliava la forma
di quelle cose, che loro volevano fare, e li Riusivano l'opera, che
volevano, mà non haveva lustro, ne polimento alcuno, parevano come
grani di salle, ne meno li potevano dare il lustro, perche era tanto
fragile, che si rompeva facilmente, e così dismisero le sue opere,
un'altra facevano, pigliavano una bella pietra di Cristallo neta in
forma di taglio di Rubino, e pigliava un Crosciolo, e li mettevano
della acqua forte, con dentro detta Pietra è una tinta di Rubino, e
fanno bollire con grando focho, onde detta pietra à forza del calore
apriva li pori, e dentro entrava il colore, e quando che la pietra
haveva preso del colore, la pigliavano fora, onde era una pietra, tutta
giazi, onde era in tanto le colone dove era agiazata, e detta pietra
pareva una pietra imbriaca, perche non tenevano il colore uguale da un
canto pareva Rosa, da un'altro pareva del Gialeto, al fine si pol dire
à dette Pietre fantastiche, e così li comprano le persone fantastiche
possono ben fare quanto fanno con l'arte, che non arivaranno mai
alla natura, li è sempre a dire qualche cosa, ò nella durità, ò nel
polimento; Al fine la Gioia naturale porta seco il nome di Gioia
preciosa, perche Gioia che Gioisce rallegra il Core; Preciosa, perche
una bella Gioia perfetta, che non habbia mancamento alcuno, se le pol
dire preciosa, perche non à prezio che la paghi, essendo fatta dalla
mano pretiosa di Dio, e quì facio Fine.