_Della natura, e qualità del Smeraldo._
Il Smeraldo per sua natura e Rocha, e di color verde, e si trova
nell'Indie nove onde li Spagnoli che ne sono patroni ne portono
quantità in Italia, e il Sig. D. Pietro d'Aragona mentre era
Imbassatore in Roma mi fece vedere un sasso che li volse quatro persone
à portarlo per farmelo vedere è questo era in forma di un monte, è
quello era un pezzo di Rocha di Smeraldo dove si vedeva dentro tochi
di Smeraldi di bella grossezza, e mi disse l'haveva portato dall'Indie
dove lui era stato Vicerè in quelle parti, e quando partiva di Roma
voleva andare alla Santa Casa di Loreto, è li voleva portar quel
presente, à donare alla Madona di Loreto, e che ne sij la verità nel
tesoro hoggidì di Loreto, si vede. Ve ne sono di più sorti di colori.
Ve ne sono di verdi scuro di verde come l'erba, ve ne sono di verdi
chiaro, e ve sono di bianchi con un non sò che di colorino, ma questi
lavorandoli li lapidarij di Venetia và via quel colore, resta una
pietra secha con un gran polimento che legati li fanno parere diamanti,
e li dicono diamanti di Venetia mà il vero colore che deve havere un
bel smeraldo è di essere ne troppo verde, ne troppo scuro, ne troppo
verde chiaro, ma un color di mezzo il quale è grato all'ochio, e
vi ralegra il cuore, che trà tutte le geme non sij che rallegra più
di questa, quando è pietra bella e di bel talio assiuta di aqua ben
lavorata di bella grandezza è che sij netta senza giazo, senza herba
che per sua natura porta seco a fine che sij netta perfetta si puol
dire una bella Gioia, è di gran stima ve ne sono anche di questi
Orientali che sono duri come Rubini ma non riuscischino belli da
mettere in opra. Gli lapidarij li lavorano in più taglij in quadro
Idiamentati, in Ottangoli, mà in questi due tagli bisogna che sijno
belli, e netti se hanno da essere tagliati in queste forme ne tagliono
in tavola di sopra, e cogoli nel fondo, bisogna che li Orefici, ò
Gioilieri sijno lesti nel comprar smeraldi lavorati massimamente quando
sono legati che non s'inganano perche hoggidì se ne fanno tanti di
falsi che paiono boni, se ne fanno di vetro, & anco di Pasta e delle
dopie di Cristallo e per meglio contrafarli vi fanno essere delli
Giaci in un qualche cantone, overo dell'erba dentro, il compratore
che s'intende di Gioie vedendo quelli difetti li pigliano per fini, mà
poi quando viene alla prova resta ingannato. Debbono esser avvertiti,
i Gioilieri à comprar dette pietre sciolte, essaminarle bene, e col
peso della mano saper conoscere il peso che debbe haver quella pietra
se fosse fina, perche se sarà di vetro sarà legiera, & trasparirla
contro l'aria vederà delli ponti che fà naturalmente il vetro, e se è
di compositione di pasta, sarà pesa alla mano, perche la gioia della
grandezza che si trova essere tenerà un peso che sarà più grevo del
vetro è più legiero della pasta, mà a questa cognitione di conoscere
le Gioie fine al peso della mano vuol essere gran pratica, come anco
a conoscere il polimento di una pietra dura da una tenera senza tocho
di lima, la pratica fà il tutto e benche legesti cento libri che non
trattasse d'altro che di Gioie ne anco per questo si puol pigliare
una cognitione tale, vi descrive bene le maniere che si deve tenere,
e osservare per far la pratica, e quando vi vien presentato qualche
Gioia di gran valore havete da riguardare prima il personaggio che ve
la vuol vendere, acciò se vi volesse ingannare, sia bono a mantenerla,
e se per sorte si trova detta Gioia legata d'acordo havesse fatto il
pretio, avanti darli il denaro, levar la pietra da l'Oro, così si vede
l'ingannatore, e non si resta ingannato.