E invitava a più riprese i concittadini a venir

. . . . . alla Stanza ad udir _Zanni_,

La _Nespola_, il _Magnifico_ e 'l _Graziano_,

E _Francatrippa_ che vale un tesoro,

E gli altri dicitor di mano in mano,

Che tutti fanno bene gli atti loro!

Il _Magnifico Pantalone_ era ancora quel medesimo che aveva destata

l'ammirazione di Enrico III. Il _Graziano_, vale a dire il pedante

bolognese, era Lodovico de' Bianchi, il più famoso interprete ma non il

creatore di quel tipo dacchè già col Ganassa recitava un Lus Burchiello

Gratià. Il Lasca descrive il modo onde si cavava la berretta:

Che gentilmente la piglia con mano,

Poi la scuote e dimena con gran fretta;

E quanto l'usa più di dimenare

Più vuol amico o signore onorare.

_Francatrippa_, che parlava il dialetto bolognese turbato da qualche

toscanesimo, era Gabriello Panzanini. E poi, un altro bolognese,

Simone, recitava da _Arlecchino_, e si trova segnalato come osservatore

del “vero dicoro de la Bergamasca lingua„. E non mancava una caricatura

locale, _Zanobio da Piombino_, affidata a Girolamo Salimbeni.

Conduceva tutta questa brava gente il pistoiese Francesco Andreini,

il _Capitano Spavento_. Non contava che trent'anni; ma li aveva molto

ben vissuti. Imbarcatosi giovanissimo sulle galee toscane, era caduto

nelle mani dei Turchi; donde non riuscì a scappare che dopo otto anni

di schiavitù. In grazia della sua coltura e del suo talento, aveva

trovata buona accoglienza nella Compagnia dello Scala. Recitò prima da

Innamorato, ma rivelò meglio sè stesso nella parte di _Capitan Spavento

da Vall'inferna_ (_Valdinferna_ è una città che occorre sentir nominare

nei romanzi cavallereschi); e, a volte, si provava ad inventarne anche

qualche altra. A Milano, per esempio, ei racconta d'aver rappresentata

“la parte d'un _Dottor Siciliano_, molto ridicola„ e quella “d'un

Negromante detto _Falsirone_, molto stupenda per le molte lingue

ch'egli possedeva, come la francese, la spagnuola, la schiava, la

greca, la turchesca„, e “maravigliosamente poi la parte d'un pastore

nominato _Corinto_ nelle pastorali, suonando varii e diversi stromenti

da fiato, composti di molti flauti, cantandovi sopra versi boscarecci e

sdruccioli ad imitazione del Sannazaro„.

A Firenze, nei primi mesi di quel 1578, ebbe la fortuna di sposarsi

all'artista che ha lasciato il più illustre nome nella storia del

nostro teatro, a quella maravigliosa Isabella “bella di nome,

bella di corpo e bellissima d'animo„ (lo attesta il marito che

lo doveva sapere!) “monarchessa delle donne belle e virtuose„, la

quale adoperava “per rocca il libro, per fuso la penna e per ago

lo stile„. Aveva allora sedici anni (era nata a Padova nel 1562). E

non vorrei sospettaste che nelle parole del comico marito ci fosse

dell'esagerazione. Tommaso Garzoni — il lodatore della _divina

Vittoria_, che pare quindi fosse specialista pei panegirici delle

prime donne — la dichiarava “decoro delle scene, ornamento de' theatri,

spettacolo superbo non meno di virtù che di bellezza„, e prognosticava

che “mentre il mondo durerà, mentre staranno i secoli, mentre havranno

vita gli ordini e i tempi, ogni voce, ogni lingua, ogni grido risuonerà

il celebre nome d'Isabella„. Il Bayle riferisce ch'essa “chantait bien

et joüait admirablement des instrumens„; il Della Chiesa, che “scriveva

benissimo in latino, spagnolo e francese, et haveva non poca cognitione

delle cose di filosofia„; il Quadrio, che alla sua arte, “riputata

universalmente pericolosa per l'onor delle donne, seppe ella una somma

pudicizia e un costume innocentissimo accompagnare„. E a lei viva

inneggiò il Chiabrera quando l'ebbe sentita recitar a Savona nel 1584;

a lei morta, il Marino. E se vi par poco, sappiate ch'ella commosse

anche la musa del Tasso; il quale — in un banchetto dal cardinale

Aldobrandini dato in onore di lei, a cui erano pure invitati altri sei

cardinali, Antonio Ongaro “ed altri poeti chiarissimi„ — potè sederle

vicino, ed indirizzarle un sonetto olezzante di raffinata galanteria.

La vita Italiana nel Seicento Conferenze tenute a Firenze nel 1894 · 第 84 / 92 题