HENRY.

Giulio Pasquati era in verità un _Magnifico_ non soltanto di nome.

Il cronista aveva già detto di star in dubbio, nella sua maniera

di recitare “qual sia maggiore in lui, o la gratia o l'acutezza de'

capricci spiegati a tempo et sententiosamente„. Per il momento però

non era a tiro: deliziava un altro monarca, l'imperatore d'Austria;

e bisognò aspettare che terminasse colà i suoi impegni. Ad ogni modo,

il 25 gennaio del 1577 egli insieme coi _Gelosi_ era a Blois, dove il

re Enrico aveva convocati gli Stati Generali; e quella stessa sera

recitarono, innanzi al miglior fiore dell'aristocrazia francese e

nella medesima sala, superbamente addobbata con arazzi istoriati a fil

d'oro, dove si radunavano i rappresentanti della nazione. Giungevan

con un po' di ritardo, anche perchè per via, nelle vicinanze della

Charité sur Loire, eran caduti nelle mani degli Ugonotti, che avean

preteso ed ottenuto dal Re un considerevole riscatto; ma sempre in

tempo per far girar la testa a quegli affaccendati oziosi. Nè valse

che un ardimentoso predicatore della Corte spingesse la sua audacia

sino a biasimare, alla presenza stessa del Re, chi interveniva a quegli

spettacoli profani e scandalosi; poichè quel giorno medesimo i sovrani

e la Corte si recarono alla commedia!

Condottiero della Compagnia sembra che fosse Flaminio Scala, insigne,

come dice il suo biografo, “per essere stato il primo che alle commedie

dell'arte improvvisa abbia dato un ordine aggiustatissimo con tutta

la buona regola, ed avendone inventate un gran numero„. Suo è lo

scenario del _Cavadenti_, di cui vi ho letta una parte; e suoi son

pure gli altri quarantanove, che compongono tutti insieme _Il teatro

delle favole rappresentative overo la ricreatione comica boscareccia e

tragica divisa in cinquanta giornate_, ch'è la più antica raccolta di

scenari e il fior fiore del repertorio dei _Gelosi_.

Chiusi il 7 marzo gli Stati Generali, lo Scala, prima di tornare

in Italia, diede delle rappresentazioni a Parigi, in quella sala

del Petit-Bourbon dove alcuni anni dopo, nel 1614, si sarebbero

tenuti gli ultimi Stati Generali della Francia monarchica anteriore

all'Ottantanove, e dove fra meno d'un secolo il figlio del tappezziere

Poquelin avrebbe inaugurata la vera commedia moderna, cementando le

macerie scomposte della nostra Commedia dell'arte. Ma la Compagnia si

attirò anch'essa contro le ire delle confraternite e dei magistrati.

E questa volta con maggior ragione, perchè i comici attiravano ai

loro spettacoli tanta folla quanta non era quella che accorreva alle

prediche dei quattro migliori predicatori di Parigi messa insieme!

Lo attesta, brontolando nel segreto del suo diario, un membro del

Parlamento. Il Re però fece sentire la sua voce e pesare la sua

protezione; e quel magistrato brontolone notò: “la corruption de ce

temps estant telle que les farceurs, bouffons, mignons,... avaient tout

crédit auprès du roi„.

La vita Italiana nel Seicento Conferenze tenute a Firenze nel 1894 · 第 82 / 92 题