Weibelingen, 159.
Weissembourg, II, 133.
Welden, II, 218.
Wellington, II, 138, 156.
Wieland, II, 164.
Winkelmann, II, 164.
Wittemberga, II, 20.
Worms, II, 108, 109.
Wurmser, II, 137, 138.
York, II, 6.
Zaccaria, papa, 123.
Zama, 44.
Zanotti Francesco Maria, II, 172.
Zappi, II, 83.
Zara, 127.
Zen Carlo, 254.
Zeno Apostolo, II, 165.
Zenobia, 74.
Zeus, 31.
Zingarelli, II, 174.
Zuccarelli, II, 173.
Zuccari Taddeo, II, 45.
INDICE
LIBRO SETTIMO
ETÁ SETTIMA: DELLE PREPONDERANZE STRANIERE
1. Di quest’etá in generale, ed in particolare di questo
periodo primo delle preponderanze spagnuola e
francese combattute pag. 3
2. Stato d’Europa e d’Italia » 6
3. Alessandro VI papa » 8
4. Pio III, Giulio II » 14
5. Leone X » 17
6. Adriano VI, Clemente VII » 22
7. Paolo III » 28
8. Giulio III, Marcello II, Paolo IV » 31
9. Colture di questo periodo » 34
10. Continua » 39
11. Continua » 42
12. Il secondo periodo della presente eta in generale;
rassegna degli Stati » 48
13. Emmanuele Filiberto » 52
14. Carlo Emmanuele I » 58
15. Vittorio Amedeo I, Francesco Giacinto, Carlo
Emmanuele II » 64
16. Vittorio Amedeo II » 71
17. Una digressione » 73
18. Le colture straniere derivate dall’italiana in
questo periodo » 77
19. Colture di questo secondo periodo » 81
20. Continua » 84
21. Continua » 86
22. Gl’italiani fuor d’Italia » 89
23. Il terzo periodo della presente etá in generale » 91
24. Prima guerra della successione di Spagna » 93
25. Guerra di Morea e di Sardegna e Sicilia » 99
26. Pace di dodici anni; guerra della successione di
Polonia » 101
27. Breve pace. Guerra della successione austriaca » 106
28. Pace e progressi di quarantaquattr’anni » 113
29. Continua » 117
30. Continua » 122
31. Le guerre della rivoluzione francese fino alla pace
di Campoformio » 128
32. Continua » 133
33. Segue fino alla pace d’Amiens » 141
34. Napoleone primo consolo e presidente della repubblica
italiana, poi imperatore e re d’Italia » 148
35. Continua » 157
36. Le colture di quest’ultimo periodo » 163
37. Continua » 168
38. Continua » 173
39. Le sette etá di nostra storia » 175
APPENDICE
40. Il periodo quarto dell’etá settima, o della
preponderanza austriaca » 185
41. Continua » 192
42. Continua. La rivoluzione delle riforme » 199
43. Continua l’appendice. Principio d’un’etá ottava della
storia d’Italia? La guerra d’indipendenza » 210
44. L’armistizio » 233
NOTA » 237
INDICE DEI NOMI » 251
NOTE:
[1] Nella edizione di novembre 1846 era qui quest’aggiunta,
quest’eccezione: «(fino al giugno 1846)». Così ora nel 1850 la
potess’io lasciare! Così poi ripentirmi, e riporla a luogo suo!
[2] Non so trattenermi di notare che non ho mutata e non trovo da mutar
una sillaba a questa pagina, scritta or son quattr’anni, nel 1846, e
quando eravam lontani tutti di prevedere la rinnovazione di simili
faccende.
[3] FARINI, II, 110.
[4] Della storia d’Italia il Balbo incominciò a occuparsi verso il
1815, con due abbozzi: _Storia dei passaggi delle Alpi e Storia delle
discese degli stranieri in Italia_. E in un primo periodo, che potrebbe
chiamarsi di assaggi, e che giunge fino al 1824, ideò e svolse in parte
gli altri seguenti lavori: 1) un discorso _Sopra il modo di trattare
la storia d’Italia_; 2) una _Istoria della guerra di libertá tra
Federico I e le repubbliche italiane_; 3) un’opera storico-politica
intitolata _L’Italia_; tutti tre abbozzati non oltre il 1816; e poi: 4)
un’altra opera storico-politica, sul tipo della precedente, divisa in
sette discorsi, dei quali soltanto il primo venne scritto (ott.-nov.
1819).--Nel 1824 il B. concepiva precisamente il disegno di scrivere
una storia generale d’Italia dal 476 ai tempi moderni. Vi preludiava
con due discorsi d’indole teorica: I. _Della difficoltá e utilitá
d’una storia d’Italia_; II. _Del modo di scriverla_; e la concepiva
divisa in tredici periodi, ciascuno dei quali avrebbe formato un
libro. Furono per altro scritti soltanto tre libri: i primi due (epoca
erulo-goto-greca ed epoca longobarda) vennero pubblicati nel 1830 in
due volumi presso il Pomba di Torino; il terzo (epoca carolingia),
postumo, nel 1862, negli _Scritti storici minori_.--In duplice modo il
B. svolse la sua attivitá intorno alla storia d’Italia durante un terzo
periodo, che va dal 1832 al 1839, e che fu anch’esso iniziato da una
dissertazione teorica, ossia da una lettera al Vieusseux, destinata
all’_Antologia_, dal titolo: _Dell’utilitá presente d’una storia
generale d’Italia_: vale a dire col contributo validissimo da lui
recato ai lavori della classe di scienze morali e politiche della R.
Accademia di Torino, e coi tanti abbozzi da lui tentati di una storia
d’Italia. All’Accademia egli infatti leggeva nel 1832 una memoria:
_Studi da farsi sulla storia d’Italia_, e otteneva che si mettessero a
concorso tre temi: 1) Della _condizione della proprietá in Italia dalla
caduta dell’impero alla metá del secolo XI_, 2) _Storia delle compagnie
di ventura_, 3) _Sull’origine dei comuni_. Al primo concorsero Carlo
Baudi di Vesme e Spirito Fossati, al secondo Ercole Ricotti: il terzo
tema, quantunque il B., per renderne piú agevole lo svolgimento,
pubblicasse una sua traduzione delle _Vicende della costituzione delle
cittá lombarde_ di E. LEO (Torino, 1836), facesse tradurre l’operetta
di C. F. EICHORN, _Dell’origine della costituzione delle cittá in
Germania_ (Torino, 1838) e desse alla luce alcuni suoi _Appunti per la
storia delle cittá italiane fino all’istituzione dei comuni_ (Torino,
1838), non trovò alcun ardimentoso, che volesse affrontarlo. Ciò forse
disanimò il B. dal proporre altri temi, ché altri ne aveva pronti,
come mostrano 15 pp. di _Cenni di argomenti di storia italiana_,
dedicate per l’appunto a 5 temi da proporre all’Accademia. Circa lavori
personali del B., egli, oltre qualche trattazione d’indole monografica,
ora compiuta (p. e. la lezione _Dei titoli e della potenza dei conti,
duchi e marchesi dell’Italia settentrionale, e in particolare dei
conti di Torino_, inserita nelle Memorie della R. Accademia di Torino
del 1833; una memoria sugli _Sforza_, che è del 1834; una _Notice sur
l’histoire et les historiens de la monarchie de la maison de Savoie_,
scritta nel 1835), ora frammentaria (frammenti di studi sui longobardi
e le loro leggi, 1834; lettera al Cantú, _Della virtú italiana nel
secolo XII_, 1836, ecc. ecc.), abbozzava, a dir poco, una dozzina di
volte il futuro _Sommario_:--1) _Prime lezioni di storia d’Italia a’
miei figliuoli_ (1832?). Furono scritte sole 3 pagine.--2) _Discorsi
e studi sulla storia d’Italia_ (1833). Si riattaccano forse ai due
discorsi del 1824. Ma il B. non scrisse se non delle genti barbare che
stanziarono in Italia.--3) _Storia d’Italia compendiata_ (1834). Sono
scritti soltanto 3 fogli.--4) _Della storia d’Italia_ (1834). Avrebbe
dovuto trattare in 36 capi, con una prefazione, un’introduzione e una
conclusione, gli anni 476-1830. Furono scritti soltanto la prefazione,
l’introduzione e il primo capitolo: _I teutoni_.--5) _Études sur
l’histoire d’Italie_ (1834). Furono scritte sole 9 pp.--6) _Études
sur l’hist. d’It._ (1835). Concepito in 4 libri e 28 capi, il lavoro
avrebbe dovuto trattare gli anni 476-1789. Furono scritti i primi 4
capp. (1. _Les historiens d’Italie_, 2._ Les romains en 476_, 3. _Les
germains_, 4. _Odoacre_), e cominciato il quinto (_Les goths_).--7)
_Storia d’Italia compendiata_ (1836). Cominciata due volte. Scritte
pp. 56.--8) _Storia d’Italia durante il regnare dei Franconi_ (1836
o 1837). Scritta la sola prefazione.--9) _Sulla storia d’Italia,
lettere agli studiosi di tale storia_ (1836 o 1337). Abbozzata soltanto
la ripartizione della materia (anni 476-1489) in 25 lettere.--10)
_Discorsi su vari punti di storia italiana_ (1836 o 1837). Soltanto
l’indice di alcuni.--11) _Un secolo della storia d’Italia, a.
1073-1183_ (1836 o 1837). Soltanto l’indice e l’introduzione,
relativa agli anni 774-1073.--12) _Vita di Gregorio VII_ (1836 o
1837). È condotta fino al 1081.--13) _Della storia d’Italia_, oppure
_Introduzione allo studio della storia moderna d’Italia, discorsi_
(1838). Concepita in dodici discorsi, oltre due discorsi preliminari
(di prefazione e introduzione) e una conclusione, avrebbe dovuto
trattare gli anni 474-1814. Furono scritti i discorsi preliminari e
il discorso I (Odoacre), il II (greci e longobardi) e parte del III
(Carolingi). All’opera sarebbe dovuto seguire una _Geografia della
storia moderna d’Italia_, della quale fu stesa una parte del testo e
una parte dell’indice.--14) _Storia d’It. per le persone non colte_.
Appena abbozzata.--Un quarto periodo (1840-1841) fu dedicato dal B.
agli _Studi o Pensieri sulla storia d’Italia_, divisi in tre libri,
l’uno dedicato alla storia politica, l’altro a quella letteraria, la
terza a quella morale. Senza di essi, egli forse non avrebbe potuto mai
scrivere il _Sommario_. «S’io avessi--egli dice nella prefazione--anni
e forze da compiere gli 11 o 12 voll. della storia giá intrapresa,
avrei pure bisogno di sgomberarmene la via colle spiegazioni e collo
sfogo presente. Vecchio e stanco, voglio pure sgombrarla altrui».
E la sgombrò effettivamente a se stesso, perché poté, per tal
modo, liberarsi «di tutte quelle discussioni di principi, di tutti
quei pensieri, i quali erano venuti destandosi, moltiplicandosi ed
opprimendolo in 16 anni di studi».--Tuttavia, prima di giungere al
_Sommario_, non mancano parecchi altri tentativi, che occupano un
ultimo periodo (1841-5).--Pensò in prima (1841) di scrivere una serie
di biografie (Gregorio VII, Innocenzo III, san Francesco, Guglielmo di
Monferrato, Enrico Dandolo, Dante, Alfieri); poi ricominciò (1841) per
la terza o quarta volta la storia della guerra tra Federico Barbarossa
e i comuni italiani, e ideò pure (sembra anche nel 1841) altri quattro
lavori; 1) _Iconografia della storia d’It_.; 2) _Storia del Seicento_;
3) _Storia delle sollevazioni e delle leghe delle cittá italiane
contro gl’imperatori orientali_; 4) _Cenni sulle rivoluzioni delle
instituzioni municipali_.--Tra il 1841 e 1842 il B. conobbe l’avvocato
Eduardo Brignone, e disegnò, in collaborazione con lui, un _Atlante
cronologico della storia d’Italia, comprendente per ogni etá di essa_:
1) _la storia politica e della cultura_, 2) _la geografia storica_,
3) _le genealogie delle famiglie sovrane_, 4) _i principali monumenti
delle arti_. Poi il disegno del lavoro fu ristretto, e il titolo mutato
in questo: _Tavole cronologiche della storia d’Italia dall’a. 476 al
1840, poste in ordine da C. B. e compilate da_ E. BRIGNONE. Ma, tranne
il discorso preliminare, abbozzato dal B., e due pagine di saggio,
stampate dal Pomba, non se ne fece nulla. E nulla parimente si fece di
una _Storia compendiata d’Italia_, che si sarebbe dovuta cominciare a
pubblicare nel 1842, nella _Biblioteca delle opere utili_ del Pomba,
in sei volumetti, dei quali uno di biografie e uno di bibliografia
(distribuito, quest’ultimo, in una prefazione intitolata a Gino Capponi
e in 17 capi); nulla d’una _Geografia cronologica d’Italia_; nulla
di alcune _Tavole geografiche della storia d’Italia_, ideate anche
nel 1842. Vero è che allora il B. aveva per le mani le _Meditazioni
storiche_ e le _Speranze d’Italia_. Ciò, per altro, non gl’impediva di
tentare, forse tra il 1843 e il 1844, una _Storia brevissima d’Italia_,
destinata alle _Letture di famiglia_, e ripartita in 161 biografie,
delle quali nessuna fu scritta (quantunque il B. riprendesse codesto
disegno verso la fine del 1845); di abbozzare nell’agosto 1844 alcuni
_Pensieri di storia e politica_, consacrati principalmente all’Italia;
e di stendere nel medesimo anno vari abbozzi _Sulla letteratura
italiana esterna, ovvero degli italiani fuori d’Italia_, che dovevano
poi essere rifusi in un paragrafo del _Sommario_. L’anno seguente
(1845) il Balbo affrontava per la prima volta la storia dell’Italia
preromana, scrivendo sull’argomento una prefazione, una dedica e alcuni
abbozzi, poi rifusi nel primo libro del _Sommario_; e tentava per
ben tre volte (1. Il _Mediterraneo antico e moderno_, lettere a Gino
Capponi; 2. _L’histoire du Méditèrranée_, concepita in una prefazione
e cinque capi; 3. _Del Mediterraneo_, libri tre) di svolgere un’altra
sua tesi favorita, quella del Mediterraneo «lago italiano», ponendo
in carta (specialmente del terzo lavoro, del quale fu pubblicato un
frammento nella _Rivista contemporanea_ del 1854) parecchi abbozzi,
qualcuno dei quali fu senza dubbio rifuso qua e lá nel _Sommario_.
Al quale, come si vedrá, il B. si poneva _toto corde_ nel marzo del
1846.--Per maggior copia di notizie, si veda l’utilissimo e ormai raro
libro: _Della vita e degli scritti del conte C. B._, rimembranze di
ERCOLE RICOTTI (Firenze, Le Monnier, 1856), dal quale ho riassunto,
nonché i cit. _Scritti storici minori_.
[5] Ventidue volte, p. e., il Balbo mutò il titolo dei _Pensieri
sulla storia d’Italia_: 1. _Pensieri rimasti da uno studio sulla st.
d’It_., libri III di C. B.;--2. _Sulla st. d’It_., pensieri di C.
B.;--3. _Sulla st. d’It_., discorsi di C. B.;--4. _Pensieri d’uno
studioso sulla st. d’It_.;--5. _Studi di st. ital_.;--6. _Studi della
st. d’It._;--7. Pensieri _della st. d’It_.;--8. _Opinioni sulla st.
d’It_.;--9. _Pensieri dedotti dalla st. d’It._, libri III di C.
B.;--10. _Dei pregiudizi ital.,_ discorsi di C. B.;--11. _Di alcune
opinioni ital_., discorsi di C. B.;--12. _Discorsi sulla storia_ (_o
sullo stato presente_?) d’It., libri III di C. B.;--13. Pensieri ed
esempi tratti dallo studio della st. d’It., libri III di C. B.;--14.
_Pensieri ed esempi dalla st. d’It_., libri III di C. B.;--15. _Di
alcuni pregiudizi antichi e moderni in It_., discorsi di C. B.;--16.
_Di alcune opinioni antiche e moderne in It_., discorsi di C. B.;--17.
_Della politica, delle lettere e dei costumi d’It_., discorsi di C.
B.;--18. _Dell’Italia_, discorsi di C. B.;--19. _Pensieri sulla st.
d’It_.; 20. _Pensieri ed esempi dalla st. d’It_.;--21. Studi sulla st.
d’It.;--21 bis. Opinioni sulla st. d’It. [=al titolo 8];--22. _Studi ed
opinioni sulla st. d’It_. «Ma nondimen, rimossa ogni menzogna, | tutta
tua vision fa’ manifesta, | e lascia poi.....», DANTE, _Inf_.--Cfr.
RICOTTI, op. cit., pp. 424-5.
[6] A dir vero, in un primo momento, il B. aveva dato ai «periodi
storici» assai minore importanza che non dette poi, ed egli stesso
aveva notato che gli storici greci e latini non s’erano mai preoccupati
di razionali ripartizioni cronologiche, contenti di quelle che veniva a
offrire, quasi di per se stessa, l’esposizione storica (cfr. _Scritti
stor. min._, p. 257). Ma poi egli cangiò opinione. Il frutto dei suoi
nuovi studi circa sí fatta materia fu da lui esposto in una memoria
presentata nel 1841 alla R. Accademia di Torino, nelle cui _Memorie_
(serie II, tomo III) fu pubblicata col titolo _Sulla divisione e
suddivisione della storia d’Italia_, cenni del conte C. B. (inserita
poi negli _Scritti stor. min._).--Ivi, separata del tutto la storia
antica dalla moderna (separazione, che piú tardi, nel _Sommario_,
abbandonava), il B. divide la seconda in quattro periodi; 1. (suddiviso
in due) _Dei barbari_, 476-774;--2. (suddiviso in 2) _Del regno
d’Italia_ (774-1073);--3. (suddiviso in 4) _Dei comuni_, 1073-1494;--4
(suddiviso in 3) _Della preponderanza straniera_, 1494-1814.--Che
è la divisione, la quale, giá adottata presso a poco nei _Pensieri
sulla storia d’Italia_, il B. tenne poi presente nel _Sommario_. Cfr.
RICOTTI, pp. 171-2.
[7] «Cesare Balbo, secondo narra lo stesso signor Predari [_Bullett.
di scienze, lett_., ecc., 20 marzo 1854], ’esitò cinque o sei mesi
ad accettare l’assunto: finalmente vi si decise, violentato, per
cosí dire, dall’idea, con cui perseguitammo l’animo suo, di far cosa
necessaria all’Italia’. Quello stupendo lavoro fu da lui cominciato
e condotto a fine in poco piú di quaranta giorni. Il 18 marzo 1846,
dopo un nostro colloquio, in cui accondiscese alle pertinaci istanze
nostre, ci scriveva: ’La prego di non dimenticare di mandarmi in
prestito un esemplare tagliato dell’_Enciclopedia_. vorrei farmi
un’idea degli altri articoli storici. E giá, pensandovi, veggo che la
gran difficoltá sará il restringermi. Mi accenni il _maximum_ delle
colonne che mi sarebbe conceduto... Ella mi ha messo il _diable en
corps_, con quel nome d’Italia, che Ella chiama mia bella, ed io
direi quella scelleratissima mia bella, per non dir altro e piú con
Dante’.--Otto giorni di poi il conte Balbo aveva giá compiuti i primi
tre libri. Il 2 maggio scriveva al Predari: ’Le mando il manoscritto
per tôrmelo dagli occhi: se no, non finirei. È cosa, se non da rifare,
certo da correggere e da pulir molto. Pazienza! non v’abbiam tempo
né l’Enciclopedia né io. Vada a sua fortuna. E mi noti tutti gli
errori che vi vedrá. Se siamo in tempo, li correggerò’.--’Le date
di queste lettere--prosegue nel suo racconto il Predari--mostrano
quindi come in quarantatré giorni avesse compiuto tutto il suo lavoro.
Ogni mattina dettava a memoria per tre ore consecutive ad un nostro
amanuense mandatogli a casa; un’ora dopo, ne faceva lettura con noi,
accademicamente disputando; piú tardi rivedeva e correggeva; e, poiché
egli tutto faceva a memoria, noi lo sollevammo in parte dalla fatica
di rinvenire e verificare e collocare ai debiti luoghi e in ordine
cronologico le date degli avvenimenti, sulla copia che noi facevamo poi
fare del suo primo dettato’» (RICOTTI, pp. 222-3).
[8] Naturalmente bisognerebbe aggiungere al computo le ristampe
dell’_Enciclopedia_. Senonché nella quinta edizione, che ho sott’occhio
(Torino, Unione tipog. editrice, 1860), del _Sommario_ sono riprodotti,
riuniti in un tutto, i soli paragrafi consacrati dal B. alla storia
letteraria. La storia politica d’Italia è compilazione di altro autore.
[9] Di questa ediz. il B. «inviava al Predari un esemplare legato
a lutto in pelle nera, coll’indirizzo: ’Al Mefistofele di questa
diavoleria la povera vittima Cesare Balbo’» (RICOTTI, p. 225).
[10] Fin dal 1846 il B. voleva premettere al Sommario una dedica,
«e varie ne ideò; cioè una al re Carlo Alberto, una a Gino Capponi,
un’altra al Capponi e a Massimo d’Azeglio, una quarta agli studiosi
italiani. Questa era nei termini seguenti: ’Agli studiosi italiani,
desiderando che se ne giovino a scrivere la storia della patria;
all’intiero popolo italiano, desiderando intanto che se ne giovi ad
operarne la storia futura; questo ultimo e povero risultato dei lunghi,
interrotti, compressi e respinti studi suoi, dedica, accomanda, lascia
Cesare Balbo’») (RICOTTI, pp. 223-4).
[11] Si veda poco piú oltre la lettera di Prospero Balbo al Le Monnier.
[12] Secondo il RICOTTI, pp. 294 e 309, il Balbo avrebbe lavorato
intorno a codesta appendice negli anni 1850 e 1851.
[13] Si veda p. 220 dell’ediz. Le Monnier (I, 246 della nostra), ove il
Balbo per ben tre volte nomina Andrea invece di Luigi.