LA MORTE DI DANTE.

Cantica.

Non ho mai capito in qual modo Dante, perch'egli fra i magnanimi

suoi versi ne ha alcuni iratissimi di varii generi, sia potuto

sembrare ai nemici della Chiesa Cattolica un loro corifeo; cioè un

rabbioso filosofo, il quale o non credesse nulla, o professasse un

cristianesimo diverso dal Romano. Tutto il suo poema a chi di buona

fede lo legga, e non per impegno di sistema, attesta un pensatore, sì,

ma sdegnoso di scismi e d'eresìe, e consonissimo a tutte le cattoliche

dottrine. Giovani che sì giustamente ammirate quel sommo, studiatelo

col vostro nativo candore, e scorgerete che non volle mai esservi

maestro di furori e d'incredulità, ma bensì di virtù religiose e

civili.

Poesie inedite vol. II · 第 38 / 41 题